Sounds of Forest

Sounds of Forest Yoga, Meditazione, Bagni di Suono, Cacao, Massaggi emozionali, Massaggi terapeutici con Campane e Reiki a Macerata. Un luogo dove poter fluire.

“Ci vuole calma e sangue freddo.” Non ricordo di chi fosse questa canzone. È una frase che ripeto spesso a me stessa.Nes...
12/02/2026

“Ci vuole calma e sangue freddo.”
Non ricordo di chi fosse questa canzone.
È una frase che ripeto spesso a me stessa.

Nessuno racconta quanta calma serva, davvero, quando vivi una realtà di abilità diversa.

Ho scoperto per caso che mio figlio aveva diritto a una riduzione della mensa scolastica.
Non perché qualcuno ce lo abbia comunicato o perché sia arrivata un’informazione chiara.
Ma perché un’insegnante, con umanità, mi ha detto: “Forse dovresti verificare”.

Non è una questione di soldi. Addirittura avevo chiamato per accertarmi che la quota fosse ancora coperta.
Non ricorro a sconti, a parte se trovo assurdo che un bambino di 5 anni, debba pagare il biglietto d’ingresso, per un concerto, o trafficato per parcheggi agevolati o altri privilegi.
È una questione di energia, intesa come dispendio di energia, per far valere quelli che la legge, presenta come propri diritti.

Quando vivi tra visite mediche, documenti, terapie, appuntamenti, attenzioni costanti; l’ultima cosa che dovresti fare, e la parola “dovere”, mi fa rabbrividire, è scoprire da sola diritti che riguardano una condizione permanente.

La sindrome di Down non è una febbre che passa.
Non è qualcosa da “verificare” l’anno successivo, come se potesse scomparire.
È una condizione genetica irreversibile.

Allora mi chiedo: possibile che l’informazione debba essere cercata tra asterischi e cavilli?
Che nessuno senta la responsabilità di dire con chiarezza: “Guardi, sappia che le spetta…”?

Non aspetto compassione o corsie preferenziali, chissà rispetto per l’energia delle famiglie, in generale tutte.

Perché la calma serve, sì.
Serve per respirare prima di una visita.
Serve per non crollare.
Serve per continuare ad amare.

La calma non dovrebbe essere una difesa continua contro la burocrazia, che mentre spieghi le tue ragioni reagisce con freddezza.
La calma è uno spazio interiore.

E quello spazio, a volte, è messo abbastanza alla prova.

Scrivo perché forse serve più chiarezza.
Più umanità. Meno silenzi nascosti tra le righe.

Ci vuole calma e sangue freddo.
Ma anche un sistema che sappia proteggere, non complicare.

E ho trovato la canzone addirittura, oltre al f***e che mi dice che già sapevo.

“Ci vuole calma e sangue freddo.” Non ricordo di chi fosse questa canzone. Ma è una frase che ripeto spesso a me stessa....
12/02/2026

“Ci vuole calma e sangue freddo.” Non ricordo di chi fosse questa canzone. Ma è una frase che ripeto spesso a me stessa.

È vero.
Ma nessuno racconta quanta calma serva davvero quando vivi una realtà di abilità diversa.

Ho scoperto per caso che mio figlio aveva diritto a una riduzione della mensa scolastica.
Non perché qualcuno ce lo abbia comunicato. Non perché sia arrivata un’informazione chiara.
Ma perché un’insegnante, con umanità, mi ha detto: “Forse dovresti verificare”.

Non è una questione di soldi. Addirittura avevo chiamato per accertarmi che la quota fosse ancora coperta.
Non ricorro a sconti, a parte se trovo assurdo che un bambino di 5 anni, debba pagare il biglietto d’ingresso, per un concerto, o trafficato per parcheggi agevolati o altri privilegi.
È una questione di energia, intesa come dispendio di energia per far valere quelli che la legge presenta come propri diritti.

Perché quando vivi tra visite mediche, documenti, terapie, appuntamenti, attenzioni costanti; l’ultima cosa che dovresti fare, e la parola “dovere”, spesso mi fa rabbrividire, è scoprire da sola diritti che riguardano una condizione permanente.

La sindrome di Down non è una febbre che passa.
Non è qualcosa da “verificare” l’anno successivo, come se potesse scomparire.
È una condizione genetica irreversibile.

E allora mi chiedo: possibile che l’informazione debba essere cercata tra asterischi e cavilli?
Che nessuno senta la responsabilità di dire con chiarezza: “Guardi, sappia che le spetta questo”?

Non aspetto compassione o corsie preferenziali, chissà rispetto per l’energia delle famiglie, in generale tutte.

Perché la calma serve, sì.
Serve per respirare prima di una visita.
Serve per non crollare.
Serve per continuare ad amare.

Ma la calma non dovrebbe essere una difesa continua contro la burocrazia, che mentre spieghi le tue ragioni reagisce con freddezza.
La calma è uno spazio interiore.

E quello spazio, a volte, è messo abbastanza alla prova.

Oggi scrivo perché forse serve più chiarezza.
Più umanità. Meno silenzi nascosti tra le righe.

Ci vuole calma e sangue freddo.
Ma anche un sistema che sappia proteggere, non complicare.

E ho trovato la canzone addirittura.

COME ATTRAVERSEREMO FEBBRAIO?A febbraio nelle pratiche ci muoveremo come fa la natura, senza strappi e senza accelerazio...
08/02/2026

COME ATTRAVERSEREMO FEBBRAIO?

A febbraio nelle pratiche ci muoveremo come fa la natura, senza strappi e senza accelerazioni inutili, lasciando che il movimento nasca da dentro.

🌱 Entreremo nella Terra per vivificare radicamento e stabilità.
Una terra che sostiene, che è materia, che permette al cambiamento di avvenire con sicurezza.
Attraverso forme per ricordare il peso del corpo, al contatto, alla presenza,
atterrando nel corpo e vivere corporalmente.

🔥Accenderemo il Fuoco gentile, che illumina, il cui calore cresce lentamente, riattivando l’energia vitale,
proprio come la linfa che risale negli alberi,
e che purifica senza bruciare.
Un fuoco che si fa trasformativo anche grazie all’Aria, che alleggerisce e crea distanza dall’identificazione.

🤡 Riporteremo il Carnevale al suo significato simbolico più profondo.
Non caos fine a se stesso, ma un passaggio imprescindibile prima della purificazione.
Una sovversione giocosa e un po’ f***e, ma rituale, in cui le maschere vengono indossate per poterle poi deporre, in cui ci chiediamo e chiediamo al corpo chi siamo quando smettiamo di interpretare, attraverso inversioni, ritmi spezzati e movimenti non abituali.

⛲️ Lasceremo scorrere l’Acqua,
perché ciò che è rimasto fermo possa iniziare a sciogliersi:
movimenti morbidi, circolari, che irrorano il bacino, senza andare a cercare.

🍃 E infine l’Aria sottile, in cui il respiro si fa ponte, spazio, è il primo segnale di cambiamento.

Febbraio è un rito di lentezza e sovversione, intuizione e azione.
Un tempo di riordino prima del nuovo inizio.

✨MORNING YOGA WEEK // Dal 9 al 13 FEBBRAIO ORE 6.00✨Perché c’è una magia speciale che esiste solo all’alba.Per chi è un’...
03/02/2026

✨MORNING YOGA WEEK // Dal 9 al 13 FEBBRAIO ORE 6.00✨

Perché c’è una magia speciale che esiste solo all’alba.

Per chi è un’ allodola come me e ama svegliarsi la mattina presto, quando fuori tutto è calma, ci ritroveremo per praticare insieme prima dell’alba, quando le energie sono ancora dormienti.

Per entrare ogni mattina con consapevolezza nel corpo e nel respiro.

Alle 6 il mondo è ancora silenzioso, le richieste non sono ancora iniziate.
Entra in uno spazio puro, dove sei tu la priorità.

Praticare yoga al mattino presto è scegliere come vuoi iniziare la giornata, prima che la giornata scelga per te.

Il corpo è più ricettivo, la mente è più aperta, il respiro più profondo.
In quei minuti all’alba non stai rincorrendo il tempo, lo abiti

✨Svegliarsi alle 6 non è un atto di amore verso di te, ti invito a viverlo così, piuttosto che come una rinuncia.

È dire: “Mi prendo cura di me prima di tutto”.

Dopo una pratica mattutina tutto cambia:
✨l’energia è più stabile
✨le emozioni più chiare
✨le decisioni più centrate
✨il corpo ricerca meno la performance

E la giornata, anche se intensa, pesa meno.

Arriva come sei: assonnat*, rigid* e magari anche demotivat*

Te ne andrai più leggera/o, più sveglia/o, più tua/o.

Alle 6 del mattino stai seminando come vuoi sentirti tutta la giornata.

Una pratica diversa ogni giorno, per salutare ogni giorno in un modo diverso.

✨Potrai decidere tu quando partecipare.

Sarà un’occasione per esplorare la sensazione di entrare con consapevolezza nel corpo e nel respiro ogni mattina, appena usciti, o quasi, dal torpore della notte.

Lunedì 09 Febbraio: Meditazione & Sound (anche online)

Martedì 10 Febbraio: Yin Yoga & Sound (anche online)

Mercoledì 11 Febbraio: Meditazione & Sound (anche online)

Giovedì 12 Febbraio: Yin Yoga & Sound (anche online)

Venerdì 13 Febbraio: Hatha Yoga Flow

Ti unisci?

***Le prenotazioni sono aperte fino al 6 Febbraio 2026

Se desideri ricevere più info, lascia scritto “Morning” nei commenti o scrivimi pure un DM o al 349.7711838 sarò felice di averti con

Abbi cura di te,

Azzurra

Si avvicina la Candelora, o Imbolc che dir si voglia, e tra qualche spunto culturale ti presento un po’ la mia prospetti...
28/01/2026

Si avvicina la Candelora, o Imbolc che dir si voglia, e tra qualche spunto culturale ti presento un po’ la mia prospettiva e quella del seme che vive ancora nel limbo.

Quel seme sottoterra io lo sento tutto,
perché sono stata, e sono, una di loro.

Quel momento in cui l’energia si raccoglie
nel silenzio del mattino,
nel cessare del sangue mestruale
per risvegliarsi nell’energia della fanciulla.
O quando il sangue scompare del tutto,
o almeno ci prova.
Quando la creatura nel grembo si prepara
e non sa ancora bene a cosa,
ma una pressione gentile la attraversa,
come una forza centrifuga.

È l’essere Sospesi e Radicati,
allo stesso tempo.

È l’energia dell’i(N)spirazione
e della purificazione.

È il seme che resta fedele al corpo e alla terra,
mentre si protende verso l’invisibile e la luce.

È quello stiracchiarsi invernale per risvegliarsi lentamente.

Se vuoi approfondire, nella bio trovi il link di un post del mio blog, in cui ho parlato di questo tema ormai qualche annetto fa.

Puoi salvare anche il post per portare qualche idea con te.

Abbi cura di te in questo februare,
Azzurra

✨RACCONTI SILENTI✨ In questo periodo il silenzio mi ha tenuta insieme, come una coperta posata sulle spalle.L’inverno pa...
21/01/2026

✨RACCONTI SILENTI✨ In questo periodo il silenzio mi ha tenuta insieme, come una coperta posata sulle spalle.

L’inverno parla poco e quando parla sceglie bene le parole.
La natura, in inverno sta; e in questo stare racconta più di quanto sembri.

Nel silenzio il suono cambia qualità. Appare e si ritira, lo spazio è posseduto tra un suono e l’altro, ed è lì che qualcosa accade.

Quando il suono diminuisce, qualcosa si sistema e il corpo smette di anticipare, perché l’ascolto diventa naturale.

I suoni sono pochi e precisi.
Un ramo che cede sotto il freddo.
Un uc***lo intona fuori tempo, l’acqua che scorre gelida e indossa la sua veste più glaciale, come un respiro che continua anche quando non si vede.

I suoni della natura riscaldano il silenzio, come il crepitio del fuoco che nel caminetto brucia.

Le campane fanno lo stesso.
Ogni vibrazione è un cerchio che si allarga.
Un calore che passa attraverso il petto
e poi si posa.

Quando rintoccano il silenzio realmente non scompare, si fa più vasto, come se tornasse da dove è venuto.

I suoni fanno questo:
arrivano, restano il tempo giusto, poi si raccolgono.

Nello yoga accade qualcosa di simile.
La postura arriva quando il corpo si fida.
Il silenzio sostiene più dell’intenzione.

Nel silenzio il corpo si rilassa perché non deve reagire e quando smettiamo di spingere, il respiro trova la sua strada, lasciando che il gesto nasca dal vuoto.

La calma dell’ inverno somiglia al pane che lievita senza far rumore.

Ora si avvicinano i giorni della merla.
Li temo.

Dopo, a volte, la primavera arriva di colpo.
Come una porta spinta dal vento con un botto secco.
E arriva il sobbalzo nel corpo.

Una stagione che entra senza togliersi le scarpe.

Io resto qui ancora un momento.
Nel suono che nasce dal silenzio.

Lascio che la natura continui a parlare sommessa e che le campane mi ricordino
che ogni passaggio può essere lento.

Perché il silenzio cura così.
E ora ho ancora bisogno di questo:
che la vita non spalanchi la porta, ma che la apra pian pianino.

Qui ribalto l’immaginario legato alle parole femminile e sacro.Non per addolcirle o renderle più accettabili,ma per ripo...
09/01/2026

Qui ribalto l’immaginario legato alle parole femminile e sacro.

Non per addolcirle o renderle più accettabili,
ma per riportarle a terra.
Nel corpo. Nella vita vissuta.

Quando parlo di femminile sacro non intendo qualcosa di etereo.
Non è uscire dal corpo per elevarsi.
È esattamente l’opposto.

È tornare nel corpo come primo luogo di verità.

È tornare alla natura, fuori e dentro di noi, in senso fisiologico, tralasciando per un istante la poeticità.

Il corpo segue leggi semplici.
Quando non lo ascoltiamo, quando forziamo o tratteniamo,
risponde con tensione, rigidità o silenzio.

Questo spazio non nasce per renderci più buone, accomodanti o luminose.
Nasce per aiutarci a sentire.

Sentire quando qualcosa è troppo.
Quando è abbastanza.
Quando è no.

✨Dire no quando è no è un atto di verità verso noi stesse.

Ogni verità ascoltata restituisce morbidezza , che
non è sintomo di debolezza.
È ciò che accade quando qualcosa torna a muoversi.

✨Il corpo ricorda confini che la mente ha dimenticato.
Qui impariamo a prendercene cura.

Questo non è un percorso per diventare migliori.
È un percorso per rimanere vere.

Quest’anno mi piace immaginare la Befana, la Donna del Tempo, quella che ha visto nascere e morire stagioni, sogni ed id...
06/01/2026

Quest’anno mi piace immaginare la Befana, la Donna del Tempo, quella che ha visto nascere e morire stagioni, sogni ed identità, con la sua calza colma di gesti di cura.
Senza giudizi: né carbone né premi.

Con i suoi occhi ironici e compassionevoli porge qualcosa di semplice: un mantello caldo, una tisana, una carezza sulla schiena o solo silenzio.

Ciò che oggi, per te, significa prendersi cura di te.

Senti nel corpo dove questa cura arriva.
Forse al cuore. Forse alla pancia. Forse alle spalle stanche. In qualsiasi parte questa cura voglia essere accolta.

Con voce calma chiede cosa è pronto ad essere rivelato ora.

Magari qualcosa che hai sempre saputo,
ma che ora può finalmente stare alla luce.

Questa è l’Epifania.

Non una scoperta nuova, piuttosto una verità che smette di nascondersi e desidera rivelarsi.

Abbi cura di te,
Azzurra 🧙🏼‍♀️

Da domani riparte il corso di Yoga in Gravidanza.In uno spazio intimo pensato per accogliere.Per me lo yoga in gravidanz...
04/01/2026

Da domani riparte il corso di Yoga in Gravidanza.
In uno spazio intimo pensato per accogliere.

Per me lo yoga in gravidanza non è “solo”movimento.
È stare nel corpo con presenza, lasciarsi guidare dal respiro, imparando ad ascoltare quello che c’è.

È concedersi di rilassarsi, di connettersi,
di ascoltare e ascoltarsi.

È creare spazio, e tempo, per la vita che cresce dentro.

✨Durante le pratiche rafforziamo il pavimento pelvico, creiamo spazio nel bacino, ci affidiamo al respiro, facciamo sentire la nostra voce soave alla vita che cresce dentro.

Ci muoviamo, sì. Ma soprattutto ci incontriamo. Incontriamo noi stesse e i messaggi del corpo durante la pratica
e ancora di più nel momento del rilassamento.

✨C’è un gesto che amo profondamente proporvi: scrivere ai vostri piccoli, alle vostre piccole.

Scrivere per raccogliere frammenti.
Sensazioni, emozioni, immagini, parole.
Tracce di questo tempo così unico,
che un giorno potrete rileggere, donare, condividere quando le vostre creature saranno qui.

Quando sono nata io, i corsi pre-parto stavano appena comparendo.
Si faceva tanto, ma il tempo aveva un altro ritmo.

Oggi viviamo spesso come dentro una centrifuga.

Dopo la nascita di Oihan ho sentito forte la “vocazione" di accompagnare ogni donna che sceglie di regalarsi un angolo di lentezza, di ascolto e di respiro, anche durante la gravidanza.

Ci si ritrova Donna-Madre.

In quel tempo io mi sono conosciuta diversa, altra. E intanto stavo conoscendo un'altra anima.

La trasformazione avveniva nel corpo e attraverso il corpo, nell'anima e dell'anima. Anche il respiro era cambiato.

Ciò che della mia gravidanza custodisco come un dono prezioso era fermarmi ad ascoltarci.

Ogni vita, già prima di scorgere la luce, merita di essere coccolata.

E lo yoga in gravidanza, per me,
è questo: uno spazio per fermarsi,
per rallentare, per tornare a sentire.

Un tempo custodito.
Per la madre.
Per la creatura.
Per la relazione che sta nascendo.

Vi aspetto ♥️

Abbi cura di te e della tua creatura,
Azzurra

Indirizzo

Sounds Of Forest/Yoga & Co. , Via Due Fonti 86 M
Macerata
62100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 13:00

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