Sounds of Forest

Sounds of Forest Yoga, Meditazione, Bagni di Suono, Cacao, Massaggi emozionali, Massaggi terapeutici con Campane e Reiki a Macerata. Un luogo dove poter fluire.

C’era un tempo in cui le donne si riunivano.Per magia? Per sapere. Per voce. Per cerchio.Due incontri in un casolare in ...
27/05/2026

C’era un tempo in cui le donne si riunivano.

Per magia? Per sapere. Per voce. Per cerchio.

Due incontri in un casolare in campagna, ad Appignano, per ritrovarsi in cerchio: con le erbe, con le parole, con il corpo, con i sensi.

Ogni sera sarà attraversata da un libro, da pratiche di ascolto e movimento e dal cacao con Azzurra, dal linguaggio delle piante e dagli spuntini di Letizia e dalle infusioni scelte da Elena per accompagnare ogni lettura come filo sottile tra parola e corpo.

I libri che ci guideranno:
La Femminanza - Antonella Mollicone
Storie di Donne Selvagge - Clarissa Pinkola Estés

Non è necessario averli letti e non è richiesta preparazione. Solo presenza ❤️

Appignano (MC)
4 giugno · 2 luglio
20.30
Max 10 partecipanti
2 incontri 60€· Incontro singolo 40€

Vi aspettiamo 🌙

Azzurra, Elena & Letizia

Chissà perché ci siamo avvinghiati a questa idea che parlare di noi stessi ci renda vulnerabili, fragili ed esibizionist...
10/05/2026

Chissà perché ci siamo avvinghiati a questa idea che parlare di noi stessi ci renda vulnerabili, fragili ed esibizionisti.

Navigo tra acque mosse da settimane, dove ogni increspatura sembra una montagna insormontabile, ma poi quando mi trovo in cima, niente mi spaventa.

L’onda si infrange ed io rimango comunque a galla.
Quante vesti ho cambiato nella mia vita.
Ma mai così tante, come ultimamente.
Ti ritrovi donna, poi professionista e poi madre, poi moglie, amante, poi di nuovo madre e ancora una volta professionista, e magari a volte, forse, anche amica.
Alla fine non sai neanche più tu chi sei.

Alla ricerca affannata di un’interezza scomposta, di fronte alla quale ci si disintegra, pur di dare una sembianza fatta di fronzoli e pennacchi, di devozione per un’immagine che mai si sgualcisca.

E allora resto qui, a raccogliere i pezzi senza più chiedere loro di combaciare e lasciare che il mio kintsugi cicatrizzi, che alcune crepe rimangano visibili, come accade agli oggetti veri.

Non sono nata solo per essere integra, lucida ed impeccabile.
Sono mare. Mutevole e a tratti tempestosa.
Eppure viva.

E in questo continuo mutare, nel perdermi e ritrovarmi tra tutti i nomi che indosso, sto imparando che non c’è nulla da salvare nell’immagine di me.
C’è solo da abitare la verità, anche quando trema.

Sai, sono stata parecchio in silenzio, perché era l’unica cosa che mi faceva star bene. Avevo scoperto che ci sarebbe st...
14/04/2026

Sai, sono stata parecchio in silenzio, perché era l’unica cosa che mi faceva star bene.
Avevo scoperto che ci sarebbe stata una seconda volta ed invece è svanita.

Avevo addosso il sudore dei giudizi feroci che avrei potuto subire.

Ho imparato ad apprezzare l’evanescenza dei momenti e quanto sia effimera la vita.

Ci ho ricamato su addirittura dei sorrisi, convincendomi che era solo un frammento, che io però non dimenticherò mai.

Magari a volte sarà offuscato,
ma in fondo sarà sempre lì.

E mentre la mente mi trasporta come un treno, io ero già dove non sarei mai potuta essere, lo sapevano tutti, anche la grande madre, tranne me in realtà.

E nonostante avessi voglia di sedermi solo su un muretto al sole o rifugiarmi sotto le coperte mentre fuori pioveva, ho continuato a lavorare.

Ho sfamato quella voce insaziabile del senso di responsabilità, anche quando avrei chiuso il mondo fuori.

Ogni volta mi illudo di essere più forte, ma neanche questa volta ce l’ho fatta, sempre disponibile, in formato tascabile, quando forse avrei voluto borbottare semplicemente un “basta, per adesso”.

È un’enigma complicato da sciogliere, che richiede un lungo processo di distillazione.

Quanto troppo. E poi d’improvviso altro.

Ho dovuto fare i conti con le variazioni del mio umore, ed ero l’unica o una dei pochi a sapere il perché.
A perdermi nella bellezza cruda, e non crudele, della vita.

Tutto è un calice da cui attingere,
anche quando il liquido trema, anche quando non sappiamo se disseta o brucia.

Emozionarsi sì, ma non troppo.
Come se il cuore sapesse già di dover imparare a lasciare andare, prima ancora di aver davvero accolto.

C’è una notte, tra aprile e maggio, in cui da secoli le donne si riunivano.Per magia? Per sapere. Per voce. Per cerchio....
14/04/2026

C’è una notte, tra aprile e maggio, in cui da secoli le donne si riunivano.

Per magia? Per sapere. Per voce. Per cerchio.
Quella notte è il 30 aprile, la Notte di Valpurga, e scegliamo di iniziare proprio lì.

Un ciclo di 3 incontri in un casolare in campagna, ad Appignano, per ritrovarsi in cerchio: con le erbe, con le parole, con il corpo, con i sensi.

Ogni sera sarà attraversata da un libro, da pratiche di ascolto e movimento e dal cacao con Azzurra, dal linguaggio delle piante e dagli spuntini di Letizia e dalle infusioni scelte da Elena per accompagnare ogni lettura come filo sottile tra parola e corpo.

I libri che ci guideranno:
La Femminanza - Antonella Mollicone
Storie di Donne Selvagge - Clarissa Pinkola Estés
La Mano che Cura - Lina Maria Parra Ochoa

Non è necessario averli letti e non è richiesta preparazione. Solo presenza ❤️

Appignano (MC)
30 aprile · 4 giugno · 2 luglio
20.30
Max 10 partecipanti
3 incontri 90€ · Incontro singolo 40€

Vi aspettiamo 🌙

Azzurra, Elena & Letizia

Aprile è quella morbidezza che ricerchiamo nel corpo dopo la croccantezza dell’inverno.È il momento in cui il corpo si a...
08/04/2026

Aprile è quella morbidezza che ricerchiamo nel corpo dopo la croccantezza dell’inverno.

È il momento in cui il corpo si allunga e si apre tra la terra e il cielo, ricordandoci che noi siamo proprio questa connessione.

Lo faremo stiracchiando la colonna, creando spazio, come accade in natura: un’apertura verso ciò che ci aspetta fuori, verso la luce, la bellezza, i profumi.

L’astenia, che ci sopraffa in questo tempo ci invita a non forzare, prendendoci ancora un momento per acclimatarci.

Aprirci alla bellezza, come suggerisce la parola stessa “aprile”, che deriva da aperire: aprire.

Un’apertura che passa anche attraverso i sensi, risvegliati con dolcezza.
La vista e l’olfatto si affinano grazie al profumo dei fiori con i loro colori.

L’udito entra in uno stato di goduria con il canto degli uccelli e il ronzio degli insetti.

Nel corpo questo significa sciogliere, respirare, creare spazio nella colonna, nel torace e nel bacino lasciando che l’apertura arrivi.

E mentre qualcosa si apre, qualcosa inizia anche a prepararsi.
Perché il fiore oltre alla sua bellezza, è già fertilità, è già un inizio.

Così, pian piano, verso la fine di aprile ci avviciniamo a Calendimaggio, una festività che porta con sé la pienezza della primavera, la notte in cui ci si connette con la Natura, celebrando la libertà femminile e la riscoperta del sapere antico.
Ma di questo ne parliamo un’altra volta.

Ascolta il tuo corpo e se ti chiama, ci vediamo per la pratica.

Abbi cura di te,
Azzurra 🌷

La primavera è appena scoccata, anche se fuori sembra tutt’altro.Ho creato questa serie di immagini per ispirarti con ri...
27/03/2026

La primavera è appena scoccata, anche se fuori sembra tutt’altro.

Ho creato questa serie di immagini per ispirarti con riflessioni, tisane, ricette, cibi e colori per accogliere la stagione.

Prenditi un momento per leggerlo, quindi, magari, salvalo

Abbi cura di te,
Azzurra 🌱

Chiedere alla mente di fermare i pensieri è come chiedere al cuore di smettere di ba***re.La mente è pensante, ed è ciò ...
07/03/2026

Chiedere alla mente di fermare i pensieri è come chiedere al cuore di smettere di ba***re.

La mente è pensante, ed è ciò che la rende così meravigliosa. È la sua natura.

Meditare non significa svuotarla.
Significa imparare a restare.
Quando salgo sul treno per Darjeeling, mi godo l’avventura, a meno che non diventi logorante.

È tornare al respiro, sì, al corpo, sì, ma a volte è arrivare in quei luoghi setacciati dalla mente, che nemmeno si immagina potessero esistere.

Ricordo benissimo la prima volta che ho provato a meditare.

Avevo 23 anni all’incirca e dentro di me c’era un buco, che avevo provato a riempire, con tante di quelle cose. Molte però facevano male.

Ad un certo punto mi sono seduta, così,
davanti alla stufa della mia minuscola casa francese. Su un tappetino di lana.
Ho chiuso gli occhi e ho respirato.

Osservare quello che succedeva dentro di me, aveva risvegliato una voglia incontrollabile di scappare.

La meditazione a volte inizia così:
rumorosamente, senza pace, ma con coraggio. Quel coraggio che ti permette di buttarti in pista per restare.

Negli anni ho ricercato molte tecniche, incontrato tradizioni, sperimentato metodi.
La verità è che ogni volta che chiudo gli occhi succede ancora oggi la stessa cosa: incontro me stessa, sempre diversa.

E scelgo di restare un po’ di più, con lo stesso entusiasmo, quasi sempre, di quando si conosce una persona nuova.

La meditazione non ha reso la mia vita perfetta, mi ha reso più creativa e più presente.

La presenza è una cosa curiosa, sai, perché si contagia, cambiando il modo in cui si ascolta, in cui si reagisce, in cui si abita il mondo.

Perché in fondo tutta la vita è meditazione.

✨COME ATTRAVERSEREMO MARZO NELLE PRATICHE✨La primavera arriva con un soffio leggero che ci solleva verso la luce.Anche n...
02/03/2026

✨COME ATTRAVERSEREMO MARZO NELLE PRATICHE✨

La primavera arriva con un soffio leggero che ci solleva verso la luce.
Anche noi attraverseremo questo tempo così: con gradualità e direzione, con il corpo e nel corpo.

🌬 1ª settimana. Inspiro & Risveglio
Tutto comincia dal primo soffio, dal primo inspiro della Natura, che espande il torace, creando spazio tra le coste, così da sciogliere la stasi dell’inverno.
Prima di crescere, serve spazio.

🌱 2ª settimana. Elemento Legno
(Fegato, Vescica Biliare, tendini e unghie)

In MTC la primavera è governata dal Legno, un’energia ascendente che invita alla progettualità e al movimento verso l’alto.
Il Fegato regola il libero fluire dell’energia e governa tendini e muscoli.
La Vescica Biliare orienta e decide.

I tendini parlano di elasticità di un allungarsi senza rompersi.
Le unghie parlano invece di confini e di affermazione.

👁 3ª settimana. Equinozio di Primavera
Occhi, sogno e visione.

Il Fegato si apre negli occhi, nella drishti.
Il sogno nasce nel buio, la visione prende forma nella luce.
All’Equinozio luce e ombra si equilibrano, come una danza.
È il tempo di chiederci: sto vedendo davvero la direzione che desidero?

🌾 4ª settimana . Quaresima
La Quaresima diventa simbolicamente un tempo di attesa e di purificazione consapevole.

Dopo aver respirato, cresciuto e visto,
arriva la scelta, ossia sottrarre il superficiale per ascoltare ciò che resta e prendere una nuova direzione.

Ci vediamo sul tappetino.
Abbi cura di te 🌱
Azzurra

“Ci vuole calma e sangue freddo.” Non ricordo di chi fosse questa canzone. È una frase che ripeto spesso a me stessa.Nes...
12/02/2026

“Ci vuole calma e sangue freddo.”
Non ricordo di chi fosse questa canzone.
È una frase che ripeto spesso a me stessa.

Nessuno racconta quanta calma serva, davvero, quando vivi una realtà di abilità diversa.

Ho scoperto per caso che mio figlio aveva diritto a una riduzione della mensa scolastica.
Non perché qualcuno ce lo abbia comunicato o perché sia arrivata un’informazione chiara.
Ma perché un’insegnante, con umanità, mi ha detto: “Forse dovresti verificare”.

Non è una questione di soldi. Addirittura avevo chiamato per accertarmi che la quota fosse ancora coperta.
Non ricorro a sconti, a parte se trovo assurdo che un bambino di 5 anni, debba pagare il biglietto d’ingresso, per un concerto, o trafficato per parcheggi agevolati o altri privilegi.
È una questione di energia, intesa come dispendio di energia, per far valere quelli che la legge, presenta come propri diritti.

Quando vivi tra visite mediche, documenti, terapie, appuntamenti, attenzioni costanti; l’ultima cosa che dovresti fare, e la parola “dovere”, mi fa rabbrividire, è scoprire da sola diritti che riguardano una condizione permanente.

La sindrome di Down non è una febbre che passa.
Non è qualcosa da “verificare” l’anno successivo, come se potesse scomparire.
È una condizione genetica irreversibile.

Allora mi chiedo: possibile che l’informazione debba essere cercata tra asterischi e cavilli?
Che nessuno senta la responsabilità di dire con chiarezza: “Guardi, sappia che le spetta…”?

Non aspetto compassione o corsie preferenziali, chissà rispetto per l’energia delle famiglie, in generale tutte.

Perché la calma serve, sì.
Serve per respirare prima di una visita.
Serve per non crollare.
Serve per continuare ad amare.

La calma non dovrebbe essere una difesa continua contro la burocrazia, che mentre spieghi le tue ragioni reagisce con freddezza.
La calma è uno spazio interiore.

E quello spazio, a volte, è messo abbastanza alla prova.

Scrivo perché forse serve più chiarezza.
Più umanità. Meno silenzi nascosti tra le righe.

Ci vuole calma e sangue freddo.
Ma anche un sistema che sappia proteggere, non complicare.

E ho trovato la canzone addirittura, oltre al f***e che mi dice che già sapevo.

“Ci vuole calma e sangue freddo.” Non ricordo di chi fosse questa canzone. Ma è una frase che ripeto spesso a me stessa....
12/02/2026

“Ci vuole calma e sangue freddo.” Non ricordo di chi fosse questa canzone. Ma è una frase che ripeto spesso a me stessa.

È vero.
Ma nessuno racconta quanta calma serva davvero quando vivi una realtà di abilità diversa.

Ho scoperto per caso che mio figlio aveva diritto a una riduzione della mensa scolastica.
Non perché qualcuno ce lo abbia comunicato. Non perché sia arrivata un’informazione chiara.
Ma perché un’insegnante, con umanità, mi ha detto: “Forse dovresti verificare”.

Non è una questione di soldi. Addirittura avevo chiamato per accertarmi che la quota fosse ancora coperta.
Non ricorro a sconti, a parte se trovo assurdo che un bambino di 5 anni, debba pagare il biglietto d’ingresso, per un concerto, o trafficato per parcheggi agevolati o altri privilegi.
È una questione di energia, intesa come dispendio di energia per far valere quelli che la legge presenta come propri diritti.

Perché quando vivi tra visite mediche, documenti, terapie, appuntamenti, attenzioni costanti; l’ultima cosa che dovresti fare, e la parola “dovere”, spesso mi fa rabbrividire, è scoprire da sola diritti che riguardano una condizione permanente.

La sindrome di Down non è una febbre che passa.
Non è qualcosa da “verificare” l’anno successivo, come se potesse scomparire.
È una condizione genetica irreversibile.

E allora mi chiedo: possibile che l’informazione debba essere cercata tra asterischi e cavilli?
Che nessuno senta la responsabilità di dire con chiarezza: “Guardi, sappia che le spetta questo”?

Non aspetto compassione o corsie preferenziali, chissà rispetto per l’energia delle famiglie, in generale tutte.

Perché la calma serve, sì.
Serve per respirare prima di una visita.
Serve per non crollare.
Serve per continuare ad amare.

Ma la calma non dovrebbe essere una difesa continua contro la burocrazia, che mentre spieghi le tue ragioni reagisce con freddezza.
La calma è uno spazio interiore.

E quello spazio, a volte, è messo abbastanza alla prova.

Oggi scrivo perché forse serve più chiarezza.
Più umanità. Meno silenzi nascosti tra le righe.

Ci vuole calma e sangue freddo.
Ma anche un sistema che sappia proteggere, non complicare.

E ho trovato la canzone addirittura.

Indirizzo

Sounds Of Forest/Yoga & Co. , Via Due Fonti 86 M
Macerata
62100

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00
Sabato 08:00 - 13:00

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