04/01/2026
🥊COMBATTERE: è tra le tue opzioni?
La vita è la più grande opportunità che abbiamo per comprendere il miracolo della creazione e per capire quale ruolo siamo chiamati a interpretare durante la nostra esistenza.
La vita è un ring. È un dato di fatto, e oggi più che mai, ognuno di noi è un pugile: per scelta o per costrizione.
Esiste il bene ed esiste il male.
Ognuno di noi desidera il primo ed è chiamato, prima o poi, a schierarsi dalla sua parte.
Di conseguenza, il combattimento contro il male deve necessariamente rientrare tra le nostre opzioni, se vogliamo restare integri e fedeli a noi stessi.
In questa immagine generata con l’AI ho scelto di usare me stesso per rappresentare ciò che ho deciso di essere e di fare nella mia vita: un combattente.
Ma anche ciò che, spesso, ho dovuto fare prima di ripartire da zero. Ogni volta.
🔔 Campanella. Angolo. Pausa… restart.
Fermarsi serve.
Non si può essere sempre e solo vincenti, altrimenti la vita stessa perderebbe significato.
Non vince il più forte.
Vince il più abile. Vince colui — come ci insegnano Rocky Balboa e il suo coach — che sa ottimizzare le proprie forze, colpire poco ma nel punto giusto, mentre protegge i propri organi vitali dai colpi dell’avversario.
Hai un obiettivo?
Quello di aiutare te stesso e gli altri a non farti abbattere dal sistema in cui vivi?
Allora sii disposto a combattere.
A resistere.
A vedere anche il tuo sangue uscire dalla bocca, sentirne il sapore, distinguerlo dalla saliva… e capire così cosa significa davvero sacrificio.
Se sarai umile, troverai persone che faranno il tifo per te. Rimarranno sugli spalti a ogni incontro.
Soffriranno quando starai male e gioiranno quando vincerai.
Ma soprattutto, non sarai mai senza il tuo allenatore.
Il tuo coach.
Colui che ti ha scelto e che è stato scelto da te, credendo l’uno nell’altro.
Perché non è vero che si fa tutto da soli.
E non è vero che “chi fa da sé fa per tre”.
È vero, invece, che due sono meglio di uno
e che nella moltitudine dei consiglieri c’è riuscita.
Vedo troppe persone cedere alle dipendenze.
Vagare come anime in pena. Sempre più povere di salute, di denaro, di emozioni, di sentimenti. Vittime di un sistema che, una alla volta, le mette KO.
Basta.
Ho la responsabilità di aiutarti a sputare meno sangue di quello strettamente necessario per capire come funziona la vita.
Perché il dolore non va evitato. Va gestito.
Il dolore è figlio della vita.
E il successo è figlio del dolore.
Puoi essere davvero grato solo quando hai capito cosa significa avere un problema… e poi non averlo più.
Ora te lo dico chiaramente: io sono qui, per te e con te, per aiutarti a sconfiggere dolore, ansia, stress e dipendenze — fumo, cibo, comportamenti distruttivi — tutto ciò che, lentamente, ti porta verso la distruzione.
Se non accetti aiuto prima, dopo sarà necessario:
IL medico.
Lo psichiatra.
Il neurologo.
Lo psicoterapeuta.
Il chirurgo.
Figure fondamentali e da rispettare, ma che spesso arrivano quando è troppo tardi, quando hai ignorato tutti i segnali e opposto resistenza ai posti di blocco messi lì per farti rallentare prima del pericolo.
“Aiutati che Dio ti aiuta?”
Sì. Ma prima ancora vale questo: se Dio ti manda qualcuno per aiutarti, chiamalo e lasciati aiutare.
Ti costa molto meno che continuare a percorrere la strada sbagliata.
Non mollare.
Cerca aiuto.
Adesso.
Michele Concas
www.micheleconcas.com