21/02/2026
Tre certezze dovrebbero accompagnarci:
nulla dura, nulla è finito, nulla è perfetto.
Una visione che abbraccia la bellezza dell’imperfezione, il cambiamento costante che affianca la transitorietà della vita e l’accettazione che le ferite sono crepe impregnate di sofferenza, ma sono anche segni di forza e di evoluzione. La vita, contrariamente alle nostre finte certezze, spesso ci insegna che può essere perfetto anche un vaso rotto, magari lo abbiamo scagliato a terra in un eccesso di rabbia, ed è ormai disintegrato in pezzi. Sarebbe più facile buttarlo, nasconderlo, perché ci ricorda che non abbiamo gestito la nostra emozione, ci suggerisce che abbiamo fallito e che è meglio dimenticare. Potrei anche tenerlo, per ricordarmi che ho sbagliato, ma con forza, ho raccolto tutti i pezzi sparsi ovunque e li ho rimessi insieme, quel vaso sarà come un dono prezioso che mi ricorderà che si può rinascere dalle macerie. Se riesco a medicare quei pezzi rotti con oro colato, sto rendendo quei pezzi preziosi e unici, perché non saranno mai più il vaso che ho rotto, ma un nuovo vaso che mi ha insegnato che posso recuperare e riparare, oltre che nascondere e cestinare, quello che non è più perfetto come credevo ma è diventato unico in una nuova visione. Gli umani, vivendo, imparano, senza saperlo nemmeno spiegare, che più si cresce, più bisogna medicarsi le ferite, se lo fanno con orgoglio e con l’arte della medicazione, sarà più utile la forza che ne ricaveranno. Il vaso ricomposto con oro colato ci insegnerà, guardandolo, che chiunque può ricomporre le sue parti interne, rotte, fratturate, disintegrate. La riparazione è una forma di ricostruzione, una lezione costante di vita, testimonia che le prove superate, gli ostacoli, gli impedimenti e le delusioni, ci hanno lesionato e ridotto in pezzi, ma siamo stati comunque capaci di ritrovare la forza per trasformare quei cocci in opere d’arti, anche i pezzi rotti posso rinascere e ricostruirsi … evolvendo senza sparire!
A quelli che sanno medicarsi con l’oro colato!