Dott.ssa Tonia Bellucci Psicologa-Psicoterapeuta

Dott.ssa Tonia Bellucci Psicologa-Psicoterapeuta Sono una psicologa-psicoterapeuta cognitivo comportamentale

Prof. Guido Saraceni 🤍
22/07/2025

Prof. Guido Saraceni 🤍

15/07/2025

Dallo Psicologo non vanno i matti.
Vanno le persone che decidono di affrontare una volta per tutte un problema o un disagio nella loro vita.
Matto è chi se lo tiene, il problema.

OVERTHINKING!
24/06/2025

OVERTHINKING!

🔵 Overthinking: quando il pensiero eccessivo ostacola il benessere.

Il termine overthinking, o "pensiero eccessivo", indica uno stile cognitivo caratterizzato da un'attività mentale continua e spesso non produttiva.

Si riscontra frequentemente nei disturbi d’ansia, in cui l’incertezza attiva un meccanismo di analisi ripetuta, che non porta a soluzioni ma incrementa dubbi e scenari ipotetici.

Il pensiero, anziché essere orientato alla risoluzione, si concentra sul problema e mantiene uno stato di allerta costante.

Tra le conseguenze più comuni:
➡ Stress
➡ Difficoltà del sonno
➡ Ridotta attenzione
➡ Blocchi decisionali

È importante saper distinguere tra riflessione utile e pensiero disfunzionale.
Osservare i propri pensieri, riconoscere i fattori scatenanti e intervenire in modo consapevole può contribuire a prevenire condizioni di disagio più strutturate.

Quando il pensiero diventa fonte di malessere, il confronto con un professionista può essere un passo fondamentale per il benessere psicologico.

"Conta fino a dieci e poi rispondi." Chi non se l'è mai sentito dire dalla nonna quando eravamo sul punto di esplodere?B...
23/06/2025

"Conta fino a dieci e poi rispondi." Chi non se l'è mai sentito dire dalla nonna quando eravamo sul punto di esplodere?

Beh, sapevi che la nonna stava facendo neuroscienza senza saperlo?

Quei famosi dieci secondi non sono una semplice pausa di cortesia. Sono il tempo necessario perché il tuo cervello razionale - la corteccia prefrontale - riesca a prendere il controllo sull'amigdala, il centro della rabbia che ci fa reagire d'istinto.

In pratica, quando conti fino a dieci, stai dando al tuo cervello il tempo di dire: "Aspetta, fermiamoci un attimo e pensiamo bene a come rispondere."

La neuroscienza moderna ha confermato quello che le nonne sapevano da sempre: quei secondi di pausa sono letteralmente la differenza tra una reazione impulsiva e una risposta ragionata.

A volte la saggezza popolare nasconde meccanismi biologici perfetti. Le nostre nonne erano neuroscienziati inconsapevoli.

La prossima volta che ti arrabbi, ricordati: non stai solo contando. Stai facendo un reset del cervello.

Ognuno ha qualcosa che scricchiola sotto pelle.Una parte storta,un difetto di fabbrica,una crepa da cui passa la lucee a...
02/06/2025

Ognuno ha qualcosa che scricchiola sotto pelle.
Una parte storta,
un difetto di fabbrica,
una crepa da cui passa la luce
e a volte anche un po’ di pioggia.

C’è chi ha il cuore che si rompe facile
e chi lo tiene sigillato da anni,
chi traballa nei giorni storti
e chi si finge saldo anche quando crolla.
Ma tutti, tutti quanti,
abbiamo un punto da cui si entra
e un altro da cui si scappa.

Non siamo fatti per essere perfetti,
siamo fatti per essere veri.
Con i silenzi che non sappiamo spiegare,
con le parole sbagliate
dette nei momenti sbagliati,
con gli abbracci dati a metà
e quelli trattenuti troppo a lungo.

Ognuno ha i suoi guasti,
ma anche un modo tutto suo
di brillare tra le ombre,
di rimettersi insieme con fili d’anima,
di fiorire anche senza primavera.

E forse è proprio lì
che si misura la bellezza:
nella grazia con cui portiamo
ciò che il mondo non vede
ma che ci rende unici.

[20 marzo - Giornata Mondiale della felicità]La felicità è imparare ad aprire la porta al vento, anche se entra portando...
20/03/2025

[20 marzo - Giornata Mondiale della felicità]

La felicità è imparare ad aprire la porta al vento, anche se entra portando rumore.

La felicità è quando il corpo si fa canto silenzioso nella tempesta dei giorni.

Felicità è il respiro profondo che non teme il buio, né il vuoto.

Felicità è abitare il presente, con l’innocenza di chi non ha mai smesso di stupirsi.

La felicità arriva quando cuore e pensiero firmano una pace segreta.

Felicità è camminare scalzi sul filo sottile delle domande senza fretta di risposta.

Felicità è ascoltare la pioggia che cade lieve sui tetti della paura.

Felicità è amare forte, forte quanto il cuore riesce a sopportare.

Felicità è raccogliere con cura le piccole briciole di bellezza che la vita lascia cadere.

Felicità è guardare il mondo senza l’urgenza di possederlo.

La felicità è quel silenzio che a volte è più chiaro, più forte di ogni parola.

Felicità è allearsi con ciò che sfugge alla mente e accoglierlo nel cuore.

Felicità è sentire che la vita non ti abbandona, che ti stringe sempre la mano.

Felicità è un tremore delicato che danza appena sotto la pelle.

Felicità è ringraziare il giorno nuovo come fosse un dono prezioso.

Felicità è stringere tra le mani qualcosa che nessun denaro può comprare.

Felicità è accettare con dolcezza la propria fragilità, farne una forza delicata.

Felicità è lasciare aperta una porta verso l’invisibile, aspettare che entri la luce.

Felicità è incontrarsi nello specchio e sorridersi come se fosse la prima volta.

La felicità è sentirsi interi, qui e ora, senza che manchi nulla, nemmeno se stessi.
(Andrew Faber)

Le riconosci subitohanno il passo leggerocome chi sa che il mondo è fragilecome chi non vuole lasciar cicatricisulla ter...
12/03/2025

Le riconosci subito
hanno il passo leggero
come chi sa che il mondo è fragile
come chi non vuole lasciar cicatrici
sulla terra che cammina.

Parlano con le mani
con gli occhi
con il silenzio giusto
nel momento giusto.

Sanno stare
anche quando tutto trema
anche quando restare
sembra la cosa più difficile da fare.

Coltivano sogni
come fossero piante rare
li proteggono dal vento forte
e quando arriva il giorno giusto
li lasciano volare.

Non mettono pesi
non inventano scuse
non pretendono di essere speciali
e proprio per questo
lo sono.

Hanno gentilezza nelle tasche
fantasia nelle vene
credono nelle piccole cose
spesso nascoste
quelle che alla fine ci salvano.

Piangono senza paura
sorridono senza risparmiare
amano come gli alberi
che danno ombra a chiunque passi.

Portano poesia nei giorni stanchi
nei gesti distratti
nei dettagli che nessuno nota.

Io le chiamo persone luminose
quelle che praticano bellezza
che fanno sembrare la vita
un posto più facile da abitare.
(Andrew Faber)

Fin da ragazzo capì che o lasci che sia il mondo a decidere chi sei o scegli chi vuoi essere. Era figlio di un padre che...
11/03/2025

Fin da ragazzo capì che o lasci che sia il mondo a decidere chi sei o scegli chi vuoi essere. Era figlio di un padre che non lo stimava mai abbastanza. «Non vali niente, sei un fallito, non sei alla mia all’altezza».

Perché, in un mondo di sole apparenze, essere come «tutti» è l’unica cosa che conta.«C’è una maschera per la famiglia, una per la società, una per il lavoro. E quando stai solo, resti nessuno.» Lui invece no. Perché la vita è troppo corta per passarla a fingere di essere qualcuno che non sei. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. E solo chi nuota contro corrente conosce davvero la forza del mare.

Fuori tempo. Fuori moda. Fuori posto. Gliene dissero di tutti i colori. «Sapete cos’è la pazzia? Basta gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti ti prendono per pazzo.» Ma ci vuole coraggio per farlo. E lui di coraggio ne aveva tanto: p***e un figlio, la casa, il lavoro, sua moglie impazzì e poi ci fu la guerra e infine il regime con dapprima lo illuse e poi lo tradì. Ma sai cosa si fa quando non se ne può più? Si cambia. Perché alle volte per trovarti devi perderti. E lasciar andare chi credevi di dover essere.

E allora iniziò a scrivere: novelle, romanzi, commedie. Scrisse tanto, sempre e moltissimo, non libri ma «storie» che ti parlano di chi non vuole rassegnarsi a indossare per tutta la vita una maschera, di chi rischia, ricomincia, domanda, interroga perché se non rischi… in realtà metti tutto a rischio. E non serve strappare le pagine della vita, alle volte basta soltanto voltar pagina e ricominciare.

Sapeva che il tempo non si misura in ore e minuti ma in trasformazioni. E che non è mai troppo tardi per diventare chi vuoi essere. Sapeva brindare alle porte che si chiudono, alle strade che si interrompono, alle storie che si concludono. Perché come disse una volta un saggio «ciò che il bruco chiama fine, il resto del mondo lo chiama farfalla.»

09/03/2025

Prenditi un momento soltanto per te
uno di quelli che non devi a nessuno
uno che non va diviso né spiegato
uno che esiste solo perché lo vuoi.

Non serve molto
basta chiudere gli occhi senza paura
sentire che respiri
che sei qui
che il mondo gira
anche senza il tuo permesso
e che va bene così.

Prenditi un momento
e mettilo dove serve
sul cuore se batte troppo forte
sulle mani se tremano
sugli occhi se hanno visto troppo
sulla pelle se si è scordata di sentirsi viva.

Lascia perdere le voci
i doveri le scuse le corse
lascia perdere chi dice che fermarsi
è tempo sprecato
chi ti vuole sempre in piedi sempre avanti
lascia perdere tutto, tranne te.

Resta ferma dentro un abbraccio
dentro un respiro dentro una poesia
dentro un’idea che ti fa stare bene
dentro quel poco che basta
per sentirti abbastanza.

Prenditi un momento soltanto per te
e fanne quello che vuoi
fanne un viaggio un sogno un riposo
fanne casa
fanne amore
fanne pace.

(Andrew Faber)

Donne.
08/03/2025

Donne.

02/03/2025

La lettera che il tuo adolescente non può scriverti di Gretchen Schmelzer

“Caro Genitore,
Questa è la lettera che vorrei poterti scrivere.
Di questa battaglia in cui siamo, ora. Ne ho bisogno. Io ho bisogno di questa lotta. Non te lo posso dire perché non ho le parole per farlo e in ogni caso non avrebbe senso quello che direi. Ma, sappi, che ho bisogno di questa lotta. Ne ho bisogno disperatamente.
Ora ho bisogno di odiarti, e ho bisogno che tu sopravviva a questo odio. Ho bisogno che tu sopravviva al mio odiarti, e al tuo odiare me. Ho bisogno di questo conflitto, anche se, nello stesso momento, pure io lo detesto. Non importa nemmeno su cosa stiamo a litigare: sull’ora di rientro a casa, sui compiti, i panni sporchi, sulla mia stanza incasinata, sull’uscire, sul restare a casa, sull’andare via di casa, vivere in famiglia, fidanzato, fidanzata, sul non avere amici, o sull’avere cattivi amici. Non ha importanza. Ho bisogno di litigare con te su queste cose e ho bisogno che tu lo faccia con me.
Ho disperatamente bisogno che tu mantenga l’altro capo della corda. Che lo mantieni forte mentre io strattono l’altro capo dalla mia parte, mentre cerco di trovare appigli e punti d’appoggio per vivere questo mondo nuovo in cui mi sento dentro. Prima sapevo chi io fossi, chi fossi tu, chi fossimo noi. Ma ora, non lo so più. In questo momento sono alla ricerca dei miei confini e a volte riesco a trovarli solo quando tiro questa fune con te. Quando spingo tutto quello che conoscevo al suo limite. In quel momento io mi sento di esistere, e per un minuto riesco a respirare. E lo so che ti manca quel dolcissimo bambino che ero. Lo so, perché manca quel bambino manca anche a me e a volte questa nostalgia è quello che rende tutto così doloroso in questo momento.
Io ho bisogno di questa lotta e ho bisogno di vedere che i miei sentimenti, non importa quanto tremendi o esagerati siano, non distruggeranno nè me e né te. Ho bisogno che tu mi ami anche quando sono il peggiore, anche quando può sembrare che io non ti ami. In questo momento ho bisogno che tu ami te stesso e me, che tu ci ami entrambi e per conto di tutti e due. Lo so che fa schifo essere antipatici e avere l’etichette di “ragazzo cattivo”. Anche io provo la stessa cosa dentro, ma ho bisogno che tu la tolleri, e che ti faccia aiutare da altri adulti a farlo. Perché io non posso farlo in questo momento. Se vuoi stare insieme ai tuoi amici adulti e fare un “gruppo di auto-mutuo-aiuto-per-sopravvivere-al-tuo-adolescente”, fa’ pure. O parlare di me alle mie spalle, non mi importa. Solo ti chiedo di non rinunciare a me, di non rinunciare a questo conflitto. Io ne ho bisogno.
Questa battaglia con te mi insegnerà che la mia ombra non è più grande della mia luce. Questo conflitto mi insegnerà che i sentimenti negativi non significano la fine di una relazione. Questo è il conflitto che mi insegnerà come ascoltare me stesso, anche quando questo potrebbe deludere gli altri.
E questa battaglia particolare, finirà. Come ogni tempesta, sarà spazzata via. E io dimenticherò, e tu dimenticherai. E poi tornerà di nuovo. E allora io avrò bisogno che tu regga la corda ancora. Avrò bisogno di questo ancora per anni.
Lo so che non c’è nulla di intrinsecamente soddisfacente in questa situazione per te. Lo so che probabilmente non ti ringrazierò mai per questo, o neanche riconoscertelo. Anzi probabilmente ti criticherò per tutto questo duro lavoro. Sembrerà come se niente che tu faccia sia mai abbastanza per me. Eppure, mi affido interamente alla tua capacità di restare in questa battaglia. Non importa quanto io polemizzi, non importa quanto io mi lamenti. Non importa quanto io mi chiuda in silenzio.
Per favore, resta dall’altro capo della fune. Sappi che stai facendo il lavoro più importante che qualcuno possa mai fare per me in questo momento.
Con amore, il tuo teenager”.

27/02/2025

Servono le persone sottili.
Non intendo fisicamente, intendo interiormente.

Servono quelle persone che infilano il loro sentire nelle fessure minuscole, lì dove altri non vedono, non si soffermano, non arrivano.

Servono le persone sottili, che passano nei dettagli di modi spessi, frenetici e ingombranti. Quelle che hanno cura delle sfumature e della complessità.

Servono le persone sottili, quelle che sanno mettersi in dubbio in un mondo che preme costantemente sul pedale della sicurezza di sé anche quando è di facciata: che accelera senza fermarsi, senza guardarsi dentro; che è pieno di risposte. Servono quelle persone piene di domande e di umiltà, che nel loro fare sono maestre inconsapevoli di una delle lezioni più importanti alla scuola della vita:

puoi imparare da tutti; impara da tutti.

(Gloria Momoli)

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