01/10/2025
Tossicità di uva, uvetta (uva passa) e frutti del tamarindo nel cane
Dott. Luca Caputo, MDV, ottobre 2025
L’ingestione di uva, uva passa (genere Vitis L., 1753) e frutti del tamarindo può causare nel cane disturbi gastroenterici ed occasionalmente insufficienza renale acuta (AKI, Acute Kidney Injury): sono riportate segnalazioni solo aneddotiche di disturbi similari in gatti e furetti poiché non esistono, purtroppo, studi approfonditi riguardanti queste specie.
Per molti anni si è dibattuto riguardo il reale potere tossico di questi frutti: alcuni cani, infatti, dopo aver assunto notevoli quantità di uva non sviluppano alcun segno di intossicazione mentre altri muoiono dopo aver inghiottito una manciata di acini.
Perché si riscontrano risposte clinicamente così diverse?
Studi del 2023 hanno evidenziato la tossicità dell’acido tartarico (TA, tartaric acid) nei confronti delle cellule renali canine (“Tartaric acid induces toxicity in Madin–Darby canine kidney cells, but not human kidney-2 cells in vitro, and is prevented by organic anion transporter inhibition and human OAT-4 transfection”, S.R. Coyne, G.M. Landry, Journal of Veterinary Emergency and Critical Care Society): questo acido organico è presente nell’uva a concentrazioni che variano dallo 0,35 al 2%, il che rende difficile prevedere, in maniera sicura, l’andamento clinico di un avvelenamento di questo tipo.
Mediamente, il dosaggio minimo segnalato per causare danni renali è di 12-19 gr/kg per l'uva e di 2,8 gr/kg per l'uvetta (Lotfi El Bahri, 2024).
Un segno spesso presente durante l’intossicazione da uva/uva passa/frutti del tamarindo è il vomito (6-12 ore dall’ingestione), diretta conseguenza dell’irritazione della mucosa gastrica ad opera dell’acido tartarico. Altri sintomi gastroenterici includono: dolori addominali, diarrea ed anoressia (C. Hayes, Centro Antiveleni dell'ASPCA, 2024).
Già nel 2022 (“Acute kidney injury in dogs following ingestion of cream of tartar and tamarinds and the connection to tartaric acid as the proposed toxic principle in grapes and raisins”; C.A. Wegenast, I. D. Meadows, R. E. Anderson, T. Southland, C. R. G. Barrientos, T. A. Wismer, Journal of Veterinary Emergency and Critical Care Society) era stata ipotizzata una stretta correlazione tra l’assunzione di uva/uvetta/frutti del tamarindo e la comparsa, tra le 24 e le 72 ore, di un danno renale acuto (AKI) nei cani. La lesione caratteristica consiste in una grave degenerazione o necrosi tubulare renale diffusa, soprattutto a carico del comparto prossimale. Durante questa fase dell’intossicazione è possibile notare: aumento della sete (polidipsia), riduzione della produzione di urine (oliguria) ed incremento delle concentrazioni sieriche di creatinina ed azoto ureico.
Si ipotizza che alterazioni neurologiche quali letargia, tremori, convulsioni ed atassia (progressiva perdita della coordinazione muscolare) siano secondarie alla compromissione, causata dall’ acido tartarico, del prosencefalo (Lotfi El Bahri, 2024), parte dell’encefalo responsabile dell’integrazione, elaborazione e controllo delle funzioni cognitive, motorie e sensoriali.