21/03/2026
Stamattina, in macchina, alla radio parlavano di guerra.
Non ho cambiato stazione.
A casa non guardiamo il telegiornale,
ma il mondo entra comunque.
Dalla scuola, dalle domande, dalla curiosità.
E così, a 8 anni, mio figlio sa chi sono Trump, Putin,
sa cosa sta succedendo in Ucraina, a Gaza...ora in Iran e un po’ ovunque.
E non perché glielo insegno io.
Perché ci vive dentro, in questo mondo.
Noi cerchiamo di accompagnarlo.
Con rispetto.
Anche quando abbiamo opinioni diverse da chi governa o decide.
Poi oggi mi ha fatto una domanda diversa:
“Ma perché Dio ha creato gli uomini cattivi?”
E lì non è più attualità.
È qualcosa di molto più profondo.
Io sto vivendo una fase in cui faccio fatica con la Chiesa,
con certi messaggi, con un certo tipo di educazione.
Ma non voglio togliergli la possibilità di farsi una sua idea.
Fa religione a scuola, ascolta, e poi torna a casa con le sue domande.
E allora ho provato a rispondergli così:
Dio, per chi crede, ha creato l’uomo.
Ma ha anche dato una cosa enorme: il libero arbitrio.
La libertà di scegliere.
Gli ho fatto un esempio semplice:
“Quando ti dico che oggi non compriamo le carte Pokémon
e tu ti arrabbi…in quel momento ti comporti in modo cattivo?”
“Ti definiresti cattivo per le cose che mi dici?”
Mi ha detto: “Un po’ sì.”
E io gli ho risposto:
“Ma lo sei davvero?”
E lì ha iniziato a capire.
Non esistono bambini cattivi.
E forse nemmeno persone “create cattive”.
Esistono scelte.
Esistono momenti di fatica, di rabbia, di sregolazione.
Esiste la responsabilità di quello che facciamo con quello che proviamo.
E allora forse il punto non è proteggere i nostri figli dal mondo.
Ma restare accanto a loro mentre provano a capirlo.
Anche quando le domande ci scomodano.
Anche quando non abbiamo risposte perfette.
Perché è lì che nasce davvero qualcosa:
nel dialogo, non nel silenzio.
👉 Ti è mai arrivata una domanda così...che magari ti ha un po’ spiazzata?
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