20/03/2026
Quando anni fa ho dovuto abbandonare per cause di forza maggiore il settore che mi aveva smosso l'anima a livello personale e professionale (cure palliative e accompagnamento alla m0rte) e la vita mi ha portata ad esplorare e consolidare il suo opposto (la nascita) mai avrei pensato che un giorno mi sarei trovata a ri-incontrare quei temi sotto altre vesti e in maniera così frequente.
Decido quindi di parlarne qui perché le perdite che si possono vivere attorno al tema nascita sono tante ma continuano ad essere taciute, tenute nascoste, e spesso, purtroppo, sminuite e questo le rende ancora più dolorose e difficili da elaborare.
Veder sfumare, di tentativo in tentativo, la possibilità di diventare genitori non avendo neanche avuto l'opportunità di vedere, vivere, assaporare un desiderio che si fa carne, dover vi0lentemente passare dalla notizia di lieto evento all'assenza di battito, dover prendere decisioni gravose e definitive rispetto alla prosecuzione della propria gravidanza, non avere la possibilità di occupare quella culla, quella stanza, quell'armadio o averla avuta per breve tempo è devastante e non c'è una cultura capace di accogliere allo stesso momento due fasi della vita considerate agli antipodi. La vita e la m0rte. Eppure a volte si trovano così innaturalmente vicine da togliere il respiro e rischiare di annientare se quel dolore non viene visto, riconosciuto e se ad esso non viene data la possibilità di essere elaborato.
È faticoso dare voce a questo dolore, è talmente travolgente che può attivare meccanismi di difesa che portano a prendere le distanze, evitare, congelare, nascondere, chiudere a chiave ma con il tempo ci si può rendere conto che in quella stanza fredda e abbandonata abbiamo rinchiuso noi stessi, la nostra parte vitale, creativa, la nostra anima pulsante.
Per ogni sguardo vuoto, assente, disperato che incontro. Quando le parole non bastano, quando cerco di ricacciare le lacrime perché a volte la vita è davvero ingiusta e voi state facendo coraggiosamente di tutto per non annegare. Anche il vostro dolore è importante che venga conosciuto e riconosciuto.
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