08/05/2026
📌 Quando il terapeuta si ammala o deve sottoporsi ad un intervento...
Le interruzioni legate ad interventi chirurgici o malattie del terapeuta entrato a gamba tesa nelle relazioni analitiche. La malattia dell’analista attacca l’idea dell’indistruttibilità dello stesso e attiva angosce profonde di perdita e di abbandono. La costanza delle sedute salta, se il terapeuta non è in grado di lavorare, in un momento di confinamento che le rende così preziose anche per mantenere un senso del tempo che sembra aggrovigliarsi su sé stesso. La storia di ciascuno con le proprie trame traumatiche rappresenterà l’ordito che strutturerà i vissuti. Ciò che accade diventerà materiale prezioso per capire aspetti del sé profondi. Sicuramente, potrebbe non essere semplice gestire il bisogno di tempo per sé, e la consapevolezza che quest'evento a differenza di altre diventerà fonte di grande angoscia per tutti, pazienti compresi, e porterà a interrogarsi su quanto sia opportuno condividere coi pazienti e con quali pazienti.
Nel periodo del ricovero/ intervento/ post, quando le sedute erano, dunque, sospese, ho cercato di consentire ai pazienti di avere la possibilità di scrivermi. Ho scelto di chiamare i pazienti quando la situazione ha reso chiaro che non avrei potuto lavorare i giorni successivi, e dire loro in pochissimi minuti, che non ero in grado di lavorare. Ho deciso di chiamare perché un messaggio avrebbe potuto lasciare spazio a fantasie di maggiore gravità e perché volevo sentissero dalla mia voce la prudente fiducia nell’evoluzione. I pazienti tutti, o quasi, mi hanno affettuosamente fatto gli auguri, detto di non preoccuparmi e chiesto se potevano disturbarmi con dei messaggi. Ho detto a tutti di sentirsi liberi di scrivermi, e che avrei cercato di rispondere. Alcuni hanno formulato domande più specifiche e ho scelto di dire sempre la verità.