14/01/2026
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"Quando ci proteggiamo dalla sofferenza, pensiamo di fare un favore a noi stessi.
La verità è che non facciamo che divenire più spaventati, induriti, alienati.
È piuttosto curioso: se il nostro primo obiettivo è difenderci dal malessere, soffriamo.
Tuttavia, quando non ci isoliamo e lasciamo che i nostri cuori si spezzino, scopriamo di essere in armonia con tutte le cose viventi.
Quando esercitiamo la compassione, dobbiamo fare i conti con la paura del dolore.
Ci vuole coraggio per essere compassionevoli; bisogna imparare a rilassarsi e ad avvicinarsi dolcemente verso ciò che spaventa.
Per coltivare la compassione bisogna attingere alla totalità delle proprie esperienze, che comprendono le sofferenze, l'empatia, ma anche la crudeltà e il terrore. È da lì che si deve passare.
La compassione non è una relazione tra il guaritore e il ferito, ma tra pari.
Solo quando conosciamo bene le nostre tenebre possiamo immedesimarci nelle tenebre altrui.
La sofferta partecipazione nasce nel momento in cui riconosciamo la nostra comune umanità.
Abbi un senso di gratitudine per tutto, anche per le emozioni difficili, poiché hanno il potere di risvegliarti.
La fonte della saggezza è quel che ci sta accadendo proprio in questo preciso istante.
Questo momento è il Maestro perfetto.
Qualunque cosa stia accadendo, è la via del Risveglio".
(Pema Chödrön)