06/02/2026
“La dipendenza da cellulare non esiste”.
Questa brillantissima idea nasce da molti, dotti ragionamenti. Ne sintetizzo tre:
Non ci sono studi che mostrino danni psicologici prodotti dal cellulare.
Né il DSM 5, né l’ICD 11 riportano tra i disturbi mentali la dipendenza da cellulare.
L’espressione stessa “dipendenza da cellulare” è priva di senso. Sarebbe come dire dipendenza da bottiglia. Ci può essere la dipendenza da alcool, ma la bottiglia, di per sé, è un oggetto neutro.
Mi sgomenta leggere queste sapienti disquisizioni e vedere tutti i pomeriggi nel mio studio la sofferenza quando non la devastazione causata da una dipendenza che qualcuno si ostina a negare. Per questo, provo a rispondere brevemente.
Provate a digitare anche solo su pubmed anche solo le due parole “smartphone addiction” e vedrete comparire centinaia di articoli.
Sapete di che anno è “Il giocatore”, lo sconvolgente romanzo in cui Dostoevskij racconta il dramma della dipendenza da gioco d’azzardo? Del 1867. E sapete quando la “Dipendenza da gioco d’azzardo” è comparsa per la prima volta nel DSM? Nel 2013 (prima si chiamava “Gioco d’azzardo patologico”). Ma la dipendenza da gioco d’azzardo esisteva anche nel 2012, e anche nel 1868. Ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne descrivano i Manuali Statistici e Diagnostici dei Disturbi Mentali o le classificazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il solo pensiero che un ragazzo possa avere una dipendenza da cellulare vi terrorizza al punto che volete cancellarlo persino dalla vostra mente? Al punto che preferite parlare di “uso problematico dei social media”? Beh, vi consoli sapere che siete in buona compagnia nel restare impigliati in questo meccanismo di rimozione della realtà. Nel 1630, quando la peste, entrata in Milano, mieteva ogni giorno migliaia di vittime, si negava la sua esistenza. Nel capitolo ###I dei Promessi Sposi la sottile e feroce ironia di Manzoni gli fa scrivere: «In principio dunque, non peste, assolutamente no, per nessun conto: proibito anche di proferire il vocabolo. Poi, febbri pestilenziali: l’idea s’ammette per isbieco in un aggettivo».
Dunque, non volete dire “dipendenza da cellulare”? Dite “uso improprio dei social media”. Dite “febbri pestilenziali”. Dite come vi pare, ma cerchiamo di fare qualcosa perché «La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia».