Dott.ssa Micaela Falleri Psicologa

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24/06/2024

Esattamente, la società nasce come dice la M.Mead intorno all'idea di assistenza, solidarietà e sostegno indicando qualcuno nel gruppo di ominidi si era fermato per aiutare un membro della specie impossibilitato a muoversi. Quel ferito era stato accudito, protetto e nutrito da qualcuno che si era presto cura di lui.

23/06/2024

Un bambino risponde grazie perché ha sentito che è il tuo modo di replicare a una gentilezza, non perché gli insegni a dirlo.
Un bambino si muove sicuro nello spazio quando è consapevole che tu non lo trattieni, ma che sei lì nel caso in cui lui abbia bisogno di te.
Un bambino quando si fa male piange molto di più se percepisce la tua paura.
Un bambino è un essere pensante, pieno di dignità, di orgoglio, di desiderio di autonomia. Non sostituirti a lui. Ricorda che la sua implicita richiesta è: aiutami a fare da solo.
Quando un bambino cade correndo e tu gli avevi appena detto di muoversi piano su quel terreno scivoloso, ha comunque bisogno di essere abbracciato e rassicurato; punirlo è un gesto crudele. Purtroppo sono molte le madri che infieriscono in quei momenti. Avrai modo, più tardi, di spiegargli l’importanza del darti ascolto, soprattutto in situazioni che possono diventare pericolose. Lui capirà.
Un bambino non apre un libro perché riceve un’imposizione (quello è il modo più efficace per fargli detestare la letteratura), ma perché è spinto dalla curiosità di capire cosa ci sia di tanto meraviglioso nell’oggetto che voi tenete sempre in mano con quell’aria soddisfatta.
Un bambino crede nelle fate se ci credi anche tu.
Un bambino ha fiducia nell’amore quando cresce in un esempio di amore, anche se la coppia con cui vive non è quella dei suoi genitori. L’ipocrisia dello stare insieme per i figli alleva esseri umani terrorizzati dai sentimenti.
Non sono nervosa, sei tu che mi rendi così, è una frase da non dire…
Un bambino sempre attivo è nella maggior parte dei casi un bambino pieno di energia che deve trovare uno sfogo, non è un paziente da curare con dei farmaci. Provate a portarlo il più possibile nella natura.
Un bambino troppo pulito non è un bambino felice. La terra, il fango, la sabbia, le pozzanghere, gli animali, la neve sono tutti elementi con cui lui vuole e deve entrare in contatto.
Un bambino che si veste da solo abbinando il rosso, l’azzurro e il giallo non è mal vestito, ma è un bambino che sceglie secondo i propri gusti.
Un bambino pone sempre tante domande. Ricorda che le tue parole sono davvero importanti. Meglio un questo non lo so se davvero non sai rispondere; quando ti arrampichi lui lo capisce e ti trova anche un po’ ridicola.
Inutile indossare un sorriso sul volto per celare la malinconia, il bambino percepisce il dolore. Lo legge attraverso la sua lente sensibile, nella luce velata dei tuoi occhi. Quando gli arrivano segnali contrastanti, resta confuso, spaventato. Spiegagli perché sei triste. Lui è dalla tua parte.
Un bambino merita sempre la verità, anche quando è difficile. Vale la pena trovare il modo giusto per raccontare con delicatezza quello che accade utilizzando un linguaggio che lui possa comprendere.
Quando la vita è complicata il bambino lo percepisce, e ha un gran bisogno di sentirsi dire che non è colpa sua.
Il bambino adora la confidenza, ma vuole una madre, non un’amica.
Un bambino è il più potente miracolo che possiamo ricevere in dono.
Onoriamolo con cura.

Giorgio Gaber

23/06/2024

"Ti sei mai chiesto perché non insegnano più ai bambini a scrivere in corsivo?
E no, non è un caso che lo usino sempre meno.
Scrivere in corsivo significa tradurre i pensieri in parole; ti obbliga a non staccare la mano dal foglio. È uno sforzo stimolante, che ti permette di associare idee, collegarle e metterle in relazione. Non a caso la parola 'corsivo' deriva dal latino «currere», che significa correre, fluire, perché il pensiero è alato, corre, vola.
Ovviamente, il corsivo non trova posto nel mondo di oggi, un mondo che fa di tutto per rallentare lo sviluppo del pensiero, per riempirlo.
Credo che il corsivo sia nato in Italia e poi si sia diffuso in tutto il mondo.
Perché?
Perché era compatto, elegante, una scrittura chiara.
Ma la nostra è una società che non ha più tempo per l’eleganza, per la bellezza, per la complessità; abbiamo sintesi ma non chiarezza, velocità ma non efficienza, informazioni ma non conoscenza!
Sappiamo troppo e troppo poco perché non siamo più capaci di mettere le cose in relazione.
Le persone non riescono più a pensare.
Ecco perché dovremmo tornare a scrivere in corsivo, specialmente a scuola.
Perché non si tratta solo di recuperare uno stile di scrittura, ma di ridare respiro ai nostri pensieri.
Tutto ciò che ci fa vivere, che alimenta l'anima, che sostiene lo spirito, è connesso alla respirazione.
Senza respiro, come dicevano gli antichi greci, non c’è pensiero. E senza pensieri non c’è vita.
Se questo sia importante o meno, lo lascio decidere a te…”

Guendalina Middei, Professor X - scrittore

E se li dice lui credici!
01/06/2024

E se li dice lui credici!

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