13/05/2026
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๐ซ๐๐๐๐ ๐ฆ๐๐ง๐๐๐ง๐ณ๐ ๐๐ข ๐๐ฎ๐จ๐๐จ
Esistono mancanze che pesano come neve.
Un accumulo immenso, muto, spietato,
che si posa sui giorni fino a strozzare il fiato,
sotto un candore scuro che non ha nulla di lieve.
ร un soffocamento costante, un isolamento bianco,
un muro di gelo che separa il mondo da chi รจ lontano.
Si guarda questo blocco, col desiderio sordo
di vederlo crepare, di veder sbucare un volto
che riporti un ordine nel caos di questo vuoto.
Ma sotto il freddo che tutto nasconde, non cโรจ riposo.
Cโรจ un abisso di fuoco, un gorgo notturno,
una voragine ardente dove il mondo รจ taciturno,
dove il dolore morde piรน di ogni altro ricordo.
Certe ferite non sono fatte per guarire,
ma per essere abitate, come stanze buie.
Si vive cosรฌ, compressi tra il ghiaccio che preme
e lโincendio che dentro non vuole morire.
Eppure, in questo inverno del cuore che non cede,
resta la speranza struggente che la coltre si spezzi,
che il sole trovi un varco in questo silenzio
e che il vuoto, finalmente, si lasci colmare.