02/03/2026
Il cammino della terapia potrebbe essere paragonato all’esplorazione di una miniera. Inizia con buona dose di inconsapevolezza, potrebbe esserci la voglia e il desiderio di esplorare, ma molto più spesso c’è la paura e il timore di non sapere bene a cosa si va incontro.
L’energia iniziale non accompagna tutto il percorso, a volte si vede e si sente solo buio, vuoto; in quei momenti la motivazione potrebbe perdersi, non sai se è giusto andare avanti o tornare indietro, entrambe le scelte risultano rischiose. Ma è proprio in quei momenti che se sei dispost* a metterti in gioco, ad essere accompagnato a mettere in discussione le tue certezze, le difese e la versione di te che fino a quel momento ha retto tutto il tuo dolore, la terapia inizierà a funzionare.
Le cose non saranno subito più semplici ma sarai in sicurezza, saprai dove poggiare i piedi per non cadere.
La miniera da esplorare è composta da diversi livelli, sempre più profondi e forse sempre più spaventosi, ma la consapevolezza che deriva dall’esplorazione ripaga gli sforzi e l’impegno necessario.
Il cammino va fatto in sicurezza, senza fretta.
Non sempre sarà come l’avevi immaginato, potresti avere più domande che risposte, vedrai e sentirai cose che forse ignoravi, sembrerà non funzionare, potresti non sentirlo utile ma il cambiamento potrebbe non essere sentirsi bene subito ma accorgersi di cosa fa male e decidere di partire da lì.