11/01/2026
Parte 2.
Non perché sei incapace. Ma perché stai dialogando con “chi esegue”, non con “chi decide”.
Postura: non solo muscoli, ma recettori
In questa mappa, la postura non è solo una questione di forza o elasticità. È una questione di informazioni.
Il cervello valuta sicurezza attraverso canali sensoriali:
piedi (appoggio), occhi (distanza), equilibrio, mandibola/occlusione, pelle, bacino… e integra queste informazioni nel sistema nervoso autonomo.
Quando quei canali danno un segnale di “pericolo” o instabilità, il corpo si blocca. Quando danno un segnale di “sicurezza”, il corpo concede movimento.
Stabilizza prima, muovi dopo
Questo principio diventa la chiave pratica:
prima creo un punto stabile e sicuro → poi chiedo mobilità.
Non perché la mobilità sia sbagliata.
Ma perché il movimento “stabile” è un effetto della sicurezza, non il contrario.
È anche il motivo per cui a volte basta un micro-cambio (radicamento, pressione plantare, attivazione addominale leggera, regolazione oculare) per ottenere subito più spazio: non hai “allungato la schiena”, hai cambiato l’informazione che arriva al cervello.
Sequenza vs struttura: il salto terapeutico
Qui c’è un passaggio professionale enorme:
• Sequenza = una coreografia di esercizi che “dovrebbe” funzionare uguale per tutti
• Struttura = una logica che decide cosa fare e quando farlo in base alla risposta del sistema nervoso
Se vuoi risultati che durano, devi ragionare in struttura:
1. preparare la percezione (propriocezione/interocezione)
2. creare segnali di sicurezza
3. muovere ciò che ora è “autorizzato”
4. consolidare con micro-pratiche quotidiane (non per “allenare il gesto”, ma per allenare la sicurezza)
Conclusione
La schiena non cambia quando glielo chiediamo noi.
Cambia quando il cervello lo permette.
E il cervello lo permette quando riceve segnali chiari di sicurezza, coerenza e stabilità.
Per questo, la vera domanda non è “quale stretching devo fare?”, ma:
“quale informazione sto dando al sistema?”
Perché prima di muovere la schiena, bisogna sbloccarla nel cervello.
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Riferimenti essenziali (citabili)
• Damasio, A. R. (1994). Descartes’ Error: Emotion, Reason, and the Human Brain. G.P. Putnam.
• Bechara, A., Tranel, D., Damasio, H., & Damasio, A. R. (1996). Failure to respond autonomically to anticipated future outcomes following damage to prefrontal cortex. Cerebral Cortex, 6(2), 215–225.
• Bechara, A., Damasio, A. R., Damasio, H., & Anderson, S. W. (1994). Insensitivity to future consequences following damage to human prefrontal cortex. Cognition, 50(1–3), 7–15.
• Dunn, B. D., Dalgleish, T., & Lawrence, A. D. (2006). The somatic marker hypothesis: A critical evaluation. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 30(2), 239–271.
• Damasio, A. R. (1999). The Feeling of What Happens: Body and Emotion in the Making of Consciousness. Harcourt Brace.