01/04/2026
Shavasana, o posizione del morto, è una posizione yoga pensata per il rilassamento profondo e consapevole del corpo e della mente.
Nonostante la sua apparente semplicità fisica, è considerata una delle pratiche più difficili dello yoga, poiché richiede un’assoluta immobilità del corpo mantenendo allo stesso tempo una coscienza lucida e vigile.
Questa posizione allevia la stanchezza, aiuta a trattare disturbi psicosomatici, ristabilisce il sistema nervoso e apre le porte alla più alta conoscenza di sé.
Il rilassamento consapevole di ogni gruppo muscolare sviluppa la capacità di controllare l’energia vitale, il prana, nel corpo.
In uno stato di profondo rilassamento muscolare diminuisce l’attività interna e si riduce la resistenza dei vasi sanguigni, permettendo al sangue di ossigenare abbondantemente i tessuti e di eliminare liberamente i prodotti di scarto.
La pratica riduce in modo significativo la pressione sanguigna e aiuta nel trattamento di ipertensione, ulcera, asma e nevrosi.
Il flusso di energia si dirige verso l’interno, il prana si accumula, permettendo di raggiungere il samadhi.
Disconnettendosi dalle sensazioni corporee, lo yogi smette di identificarsi con il corpo fisico.
La principale difficoltà nell’apprendimento risiede nella mente, poiché il rilassamento è spesso associato al sonno.
Padroneggiare la shavasana richiede il mantenimento dell’equilibrio su una sottile linea tra sonno e veglia.