15/10/2025
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🧘🏼♀️La pratica per prima cosa ci spinge a confrontarci con il nostro corpo e la prima cosa che percepiamo quando iniziamo a praticare è probabilmente molto sforzo, rigidità, molta fatica, sia fisica che mentale.
Imparare a esplorarsi e conoscersi richiede un confronto diretto con i propri limiti fisici, le proprie distrazioni e pensieri fissi, a volte possiamo percepire frustrazione.
🌱Ma non siamo che al primo step.
Se proseguiamo nella pratica iniziamo a comprendere che lo sforzo e i "limiti" non sono altro che un punto di partenza.
E anzi che quel "limite" che percepiamo ha molto da raccontarci di noi e impariamo a prendercene cura.
Scopriremo che ci sono dei limiti reali, dei limiti immaginari e altri limiti che sono "solo" paure.
E allora comincio da qui, non è che l'inizio.
Comincio da come sono ADESSO.
Se mi affido alla pratica, senza farmi confondere dal giudizio, dal confronto con gli altri, dal desiderio di raggiungere chissà quale postura, allora accade....come uno stato di stupore, nel quale la consapevolezza del corpo si espande oltre il corpo e la pratica si fa, ti fa, su piani sempre più sottili, dove sei tu con te stesso.
La classe ti sostiene, si è compagni di viaggio, il tuo maestro ti guida, ma la pratica è tua.
🕉Se iniziamo ad essere grati al nostro corpo, al nostro respiro e ci dedichiamo con devozione alla nostra pratica, rispettando e onorando ciò che ci mostra, come se ogni postura non fosse che uno specchio nel quale poter scorgere qualcosa di noi, allora forse, espandendo così la nostra coscienza, potremo percepire come il corpo non era che il primo strato e che la pratica ci lavora molto più a fondo e allora....forse....potremo accedere a qualcosa che assomiglia davvero allo Yoga.
Yoga è uno stato dell'Essere.