05/03/2026
Sono molto d'accordo...fare prevenzione non significa solo "aggiustare un numero" sugli esami del sangue bensì inquadrare quel numero nel CONTESTO clinico generale di uno SPECIFICO paziente.
Ad esempio, un uomo di 85 anni (caso estremo per semplificare il concetto), difficilmente si gioverà di un farmaco per il colesterolo prescritto da un medico qualsiasi, sia perchè se è arrivato ad 85 anni probabilmente ne camperà almeno altri 5 senza averne ancora bisogno, sia perchè il colesterolo fa danni in decenni, non in 5 anni.
Dunque bisogna valutare caso per caso senza essere presi dalla smania di far vedere quanto si è "competenti" aggiungendo farmaci su farmaci.
La responsabilità nella scelta di prescrivere o meno è in capo al medico, che decide secondo -soprattutto scienza- e poi coscienza, non è in capo alle aziende farmaceutiche che legittimamente perseguono i loro interessi economici.
Questa è la distinzione vera.