08/04/2026
LA RICINA
Il ricino o ricinus comunis, è una pianta appartenente alla famiglie delle euphorbiacee, originaria dell'Africa e dell'Asia. Trova impiego a fini ornamentali e industriali.
L'olio ricavato da questa pianta viene utilizzato in terapia per l'azione purgativa, conferitagli da un suo principio attivo: la ricinoleina.
Trova anche impiego nelle industrie cosmetiche o come lubrificante nei motori ad alta prestazione.
Nei semi si trovano, tra le varie sostanze, la ricinina, un alcaloide a debole tossicità e, nella pellicola biancastra che riveste internamente i semi, anche la ricina, una fitotossina albuminoide assai tossica.
La ricina è una delle tossine più letali che siano mai state scoperte, infatti una singola molecola di ricina uccide un'intera cellula.
La dose mortale per l'uomo è di soli 0,2mg, otto semi di ricino.
La ricina è composta da due catene proteiche, la catena a è citotossica, quella b aiuta la molecola ad entrare nella cellula. La molecola si lega ai carboidrati presenti nella cellula e ne viene fagocitata. All'interno dell'apparato di golgi viene rotto il ponte disolfuro che lega la catena a alla b e la tossina viene così liberata nel citoplasma, dove è in grado di disattivare 1500 ribosomi al minuto, portando la cellula alla morte.
In realtà quello che fa la ricina è una modifica piccolissima alla struttura del ribosoma, eliminando una singola base di adenina da un RNA ribosomiale essenziale per l'interazione tra ribosoma ed i fattori di allungamento proteici, ma questo è sufficiente per disattivare il ribosoma in maniera definitiva.
La ricina agisce per inalazione o ingestione ma può anche essere assorbita dalla pelle.
Non esistono antidoti o cure efficaci e proprio per questo motivo la ricina è stata usata sin dalla prima guerra mondiale come arma ed è attualmente propagandata con fini terroristici.
A Londra nel 1978 lo scrittore dissidente bulgaro Georgi Markov che lavorava per la BBC venne assassinato con una piccola scheggia di legno lunga 1mm avvelenata con ricina, sparata con un ombrello modificato, presumibilmente da un agente segreto.