07/02/2026
DALL'INTEGRATORE AL FARMACO GALENICO NELL'INTEGRAZIONE
Il termine galenica non si riferisce esclusivamente alla tipica attività preparatoria dei laboratori di farmacia bensì comprende tutta quella parte di tecnologie farmaceutiche finalizzate a favorire l’attività di un farmaco rendendone possibile la sua utilizzazione.
L’elaborazione galenica è parte integrante dell’iter di sviluppo di un farmaco industriale ed inizia con un certo anticipo studiando ed elaborando preparazioni galeniche compatibili con le modalità di applicazione in progettazione.
Nella sperimentazione i test fondamentali della fase II e tutta la fase III devono essere effettuati con la forma farmaceutica definitiva. (*)
Senza voler addentrarci in tecnicismi che possono appassionare solo gli addetti comunque risulta evidente che l’aspetto galenico è fondamentale nell’elaborazione di tutti i farmaci e che direttamente o indirettamente ne sarà parte integrante a partire dalla documentazione ai fini della AIC, scheda tecnica, foglio illustrativo e conseguentemente l’informazione alla classe medica.
Ecco alcuni classici esempi:
➡️Acido acetilsalicilico (aspirina) che come antinfiammatorio va assunta a stomaco pieno per ridurre la tossicità gastrica mentre la formulazione a basso dosaggio utilizzata come antiaggregante piastrinico va assunta a stomaco vuoto, la differenza sta proprio nella forma galenica.
➡️Inibitori di p***a protonica, la loro forma galenica fondamentale è la gastroresistenza altrimenti praticamente inefficaci.
➡️Antibiotico claritromicina 500 mg in forma classica con frequenza di somministrazione raccomandata da foglietto illustrativo 2 volte al giorno e antibiotico claritromicina 500 mg in forma RM con frequenza di somministrazione consigliata 1 volta al giorno.
Potremmo fare ancora tantissimi esempi per evidenziare come la formulazione galenica sia di fondamentale importanza nello sviluppo di un farmaco.
In questo contesto è lecito chiedersi: sé la formulazione galenica di un farmaco è fondamentale ai fini dell’attività farmacologica lo sarà anche per quanto riguarda gli integratori nutraceutici ai fini della loro azione salutistica?
Dalla letteratura scientifica, dall’esperienza nonché dai fondamenti di chimica-fisica e farmaceutica risulta certamente sì.
Purtroppo spesso, la composizione di integratori e nutraceutici salutistici appare poco razionale, a volte fantasiosa.
Estratti erbali, novel food, vitamine e sali minerali vengono assemblati, associati e miscelati semplicemente per una supposta sinergia e non sempre in buona fede, spesso per aumentare i possibili claims salutistici da apporre in etichetta.
Sebbene in tempi recenti appare più alta l’attenzione all’aspetto galenico come quello finalizzato ad aumentare la biodisponibilità utilizzando materie prime in forme particolari quali quelle fitosiomiali, liposomiali, associazioni in bio enhancers e altre varie, queste non sempre sono supportate da studi scientifici di alto livello e quando ci sono generalmente si riferiscono alla materia prima come tale e non alla formulazione in cui si trova.
Anche la presenza di altri componenti non inerti può interferire con l’attività o addirittura con altri farmaci compromettendone l’efficacia e/o la sicurezza.
Naturalmente esistono tanti integratori nutraceutici di ottima fattura e alto valore scientifico che possono essere utilizzati in ambito salutistico ma questo non sempre li rende adeguati per l’utilizzo in ambito medico basti pensare che gli integratori per normativa non possono utilizzare alcune materie prime o specifiche tecniche galeniche quindi, a volte se necessario un supporto, specie in particolari patologie come quelle cardiocircolatorie, neurovegetative e oncologiche la possibilità per il medico di personalizzare il trattamento diventa più che un'opportunità dove la stessa prescrizione supera i limiti imposti al nutraceutico perché dà al preparato lo status di farmaco con tutto quello che ne consegue.
Naturalmente fondamentale l'informazione e collaborazione tra medico prescrittore e farmacista galenista oltre che la disponibilità di adeguate tecnologie.
(*)Chimica farmaceutica E. Schröder, C. Rufer, R. Schmiechen. EdiSES