02/03/2026
“La fragilità riguarda solo gli anziani?”
No, e dopo un infarto può fare una grande differenza a qualsiasi età.
Un ampio studio su oltre 930.000 pazienti con infarto miocardico mostra che la fragilità è un forte fattore prognostico indipendente. In modo forse controintuitivo, l’impatto peggiore si osserva proprio nei pazienti più giovani: a parità di fragilità severa, il rischio di morte a un anno è risultato più alto nei soggetti sotto i 55 anni rispetto agli anziani.
👉 Non basta guardare l’età anagrafica. Forza fisica, riserve funzionali e comorbidità contano quanto (e a volte più) degli anni.
Per questo, dopo un infarto, è fondamentale una valutazione globale del paziente, che includa anche la fragilità, per personalizzare cure, follow-up e prevenzione.
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