Gianpietro Buiatti - Psicologo Psicoterapeuta

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Rientro oggi da Roma dopo tre giorni intensi di lavoro al congresso nazionale dell'associazione dell'Approccio Centrato ...
20/10/2025

Rientro oggi da Roma dopo tre giorni intensi di lavoro al congresso nazionale dell'associazione dell'Approccio Centrato sulla Persona.
Tra le altre cose ho avuto l'onore di presentare un mio workshop dal titolo "Fare pace con sé stessi. Laboratorio di pratiche di consapevolezza tra Carl Rogers e Thich Nhat Hanh".

All'interno dell'aula affollata di partecipanti abbiamo condiviso l'esperienza di entrare in contatto con sé attraverso il respiro.

Nella stanza era palpabile l'emozione dei più, la meraviglia di potersi scoprire in pace. Ho sentito tutta l'intensità di quanto avevamo vissuto dagli sguardi commossi di chi mi ha avvicinato al termine stringendomi la mano.

Che dire, sono grato a tutti i partecipanti, sono grato a tutti gli amici e amiche della grande comunità che si è presa l'impegno di promuovere l'approccio centrato sulla persona nel nostro Paese.

Sono grato alla vita che mi consente di vivere queste esperienze così emozionanti. Un'ulteriore conferma dell'effetto terapeutico del contatto con noi stessi. Aveva proprio ragione Carl Rogers quando scriveva: "Ciò che sono è sufficiente, se solo riesco ad esserlo".
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Quanto siamo ingaggiati durante la nostra vita nella lotta con noi stessi? Quanta fatica!Cerco qua e là oasi per ristora...
04/10/2025

Quanto siamo ingaggiati durante la nostra vita nella lotta con noi stessi?
Quanta fatica!

Cerco qua e là oasi per ristorarmi, ma continuo a sentire un sentimento di irrequietezza.

Compro questo o quello nell'intento di essere più felice, ma una parte di me continua a tenere il broncio.

Eppure la pace dentro di me è davvero a portata di mano.

Ho solo bisogno di crederci...ma come si fa?

Nel workshop che terrò il prossimo 18 ottobre a Roma, durante il congresso ACP, tenterò di dare la mia risposta.
Di far intravedere una pista, che poi ciascuno potrà proseguire a proprio modo.

Fare pace con sé stessi permette davvero di cambiare il nostro sguardo sul mondo, e sulla nostra vita.

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Forse sono prigioniera della mia narrazione? Mi disse una cliente tempo fa.Accade di sovente. La nostra narrazione, nell...
30/09/2025

Forse sono prigioniera della mia narrazione? Mi disse una cliente tempo fa.
Accade di sovente. La nostra narrazione, nella quale ci siamo rifugiati per trovare riparo, può diventare anche una gabbia dalla quale non riusciamo a vedere vie d'uscita.

Questo accade anche quando affrontiamo il tema delle relazioni sentimentali.
Sentimenti intensi che appaiono di botto svaniti. Dissidi, conflitti, rancori, quanta sofferenza!
Dov'è finito il nostro amore?

Nella lecture che porterò al congresso ACP di Roma il prossimo 17 ottobre parlerò proprio di questo, della possibilità di aprirsi a nuove ed inattese narrazioni della nostra relazione sentimentale e di come ciò possa farci bene.

Per farlo mi aiuterò con qualche classico della letteratura.
Tragedie? Sì, ma anche lieti finali, se solo riusciamo ad abbassare le serrande delle nostre gabbie narrative per poterli scorgere.
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12/08/2025

Fermarsi è una grande arte.
È un'arte umile, è quella di intuire quando siamo stanchi o quando abbiamo bisogno di camminare piano piano verso noi stessi e non verso qualcosa o qualcun altro.
Fermarsi e ascoltare il battito delle cose, sentire il silenzio, le sue sfumature.

Chandra Livia Candiani

21/05/2025
In questi giorni di precoce tepore, per prima sta’ fiorendo la Magnolia Stellata. Stamattina mi ha colpito come tra i ra...
09/03/2025

In questi giorni di precoce tepore, per prima sta’ fiorendo la Magnolia Stellata. Stamattina mi ha colpito come tra i rami ancora rinsecchiti dall’inverno comincino a schiudersi i boccioli bianchi.

Mi pare una metafora delle nostre fatiche, del nostro disorientamento di fronte al sentimento di solitudine che soggiace ai nostri tempi di iper-connessione.

E’ una strada che ci porta a ritrovare in noi stessi la forza, Carl Rogers l’ha magistralmente definito potere personale, per poter aprirci e rifiorire.

Su questo versante, verso la piena consapevolezza, ci guidano le parole di Thich Nhat Hanh:
“Ci sono giorni in cui ci sentiamo vuoti, stanchi e tristi, in cui non siamo veramente noi stessi. In giorni come questi, anche se tentiamo di essere in contatto con gli altri, i nostri sforzi sono vani. Più tentiamo, più sbagliamo. Quando ciò accade, dovremmo smettere di cercare di stare in contatto con ciò che è esterno, e tornare in contatto con noi stessi, tornare a ESSERE SOLI. Dovremmo chiudere la porta della società. Tornare a noi stessi e praticare il respiro consapevole, osservando profondamente cosa avviene dentro e intorno a noi. Accettiamo tutti i fenomeni, salutiamoli, sorridiamo loro. Basterà fare cose semplici, come la meditazione camminata e seduta, lavare i panni, pulire il pavimento, preparare il tè e pulire il bagno in consapevolezza. Se faremo queste cose, recupereremo la ricchezza della nostra vita spirituale.”

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24/01/2025

Ci sono atteggiamenti e comportamenti dei figli, quando diventano adolescenti, che mettono a dura prova mamme e papà. Dov’è finito il bambino che conoscevano così bene e con il quale giocavano, parlavano e che sembrava avere bisogno del loro affetto e della loro presenza?
La sensazione che prevale, in alcuni momenti, è quella di ritrovarsi con un estraneo accanto, che non riconoscono più e che non vuole avere nulla a che fare con loro. Ebbene, sappiate che non è così! Anche se spesso sembrano non avere alcuna intenzione di dialogo o sembrano quasi voler rifuggire lo sguardo degli adulti, e dei genitori in modo particolare.
Questo non significa che non ne abbiano più bisogno e che non lo vogliano più: è forse proprio in quei momenti che ne hanno maggiormente necessità. Si sentono come “osservati” dagli altri, come sotto un riflettore che punta la luce su di loro e sono pronti a essere giudicati e criticati. Vogliono essere visti da mamma e papà, vogliono sapere che hanno ancora la stessa attenzione nei loro confronti, che li osservano, che notano i loro comportamenti e atteggiamenti, che sanno andare al di là delle parole o dei silenzi. E, ancora di più, anche se sembrano non essere più interessati alla vostra presenza, hanno bisogno di sapere che, qualunque cosa accada, il genitore sarà sempre lì, ad ascoltare e accogliere.

“Una cosa non dobbiamo mai dimenticarci: sono ragazzi, hanno bisogno di essere compresi. Per non perdersi hanno bisogno di poter contare su qualcuno, e per questa ragione si deve andare oltre i comportamenti superficiali o oppositivi, oltre il ‹‹non ho niente, sto bene›› e guardarli davvero. Mettersi nei loro panni può aiutarci a comprendere il senso profondo delle loro azioni, leggere nei loro pensieri può consentirci di anticiparli, tendendo loro la mano quando serve”
(Dal libro Leggimi nel pensiero di Maura Manca).

Il respiro della naturaMettere "off-line" i nostri cellulari é talvolta necessario se vogliamo recuperare le nostre ener...
28/05/2024

Il respiro della natura

Mettere "off-line" i nostri cellulari é talvolta necessario se vogliamo recuperare le nostre energie e, soprattutto, la centratura su noi stessi.

Nell'epoca dell'iper-connessione fatichiamo sempre più a trovare uno spazio per contattare la nostra interiorità, nel silenzio.

Il contatto con la natura ci può essere di grande aiuto.
Una passeggiata, sentendo dentro di noi il ritmo del nostro respiro, lo sguardo a cogliere le sfumature e le intensità dei colori che ci circondano.

Accompagnati dalla colonna sonora del bosco, insistenti cori di cinguettii tra il fruscio delle foglie al vento ed il calpestio dei nostri passi.

È capitato a me stamattina.

Ad un certo punto la mia attenzione è attratta da una grande macchia gialla, lontana.

Mi avvicino e scopro una macchia di ginestre in un prato assolato, come non ne avevo mai viste.

Che meraviglia!

Evviva la connessione con la natura e con me stesso!

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PRATICHE DI CONSAPEVOLEZZAPrendo a prestito il titolo del grande maestro Thich Nhat Hanh per descrivere l'esperienza di ...
23/07/2023

PRATICHE DI CONSAPEVOLEZZA
Prendo a prestito il titolo del grande maestro Thich Nhat Hanh per descrivere l'esperienza di oggi.
Spinto dalla calura a lasciare la pianura, ho avuto il privilegio di trascorrere qualche ora in montagna.
Per sgranchirmi un po' ho fatto una breve passeggiata, che mi ha portato a lambire il bosco. È una strada che conosco bene il percorrerla mi dà sollievo dalla tensione e dai pensieri che mi porto appresso.

Camminando ho portato spesso l'attenzione al mio respiro sentendo, gradualmente, entrare pace e serenità dentro di me. Mi sono fermato più volte, ad ascoltare i rumori del bosco, qualche uccellino, il vento sulle fronde, le lucertole tra le foglie. Sentivo il vento sulla pelle del mio viso, era come una carezza, che mi puliva dalle tossine accumulate. Annuso, l'odore tipico del muschio, della resina, mi riporta a ricordi ancestrali.

Ad un certo punto mi trovo ad un bivio, le strade che conosco o un sentiero mai fatto? Provo col nuovo sentiero, appena tracciato, tra l'erba alta, e sento in me crescere il vigore nell'affrontare questa piccola sfida che mi sono dato. Poi il sentiero si perde tra i prati, ma in lontananza scorgo una carrettiera che mi ispira fiducia e mi permette di intrufolarmi nel bosco dove ho raccolto questa foto.

Sulla strada del ritorno ho avuto la fortuna di raccogliere qualche lampone al tatto così morbidi e fragili, quasi vellutati. Li gusto piano piano, lasciandomi pervadere dal loro sapore dolce ed acidulo, una bella esperienza sensoriale.

Torno in città rigenerato e rinfrancato dalle mie piccole pratiche:
- il respiro consapevole che ci permette di riprendere contatto con noi stessi;
- la passeggiata consapevole, prestando attenzione a tutto ciò che ci circonda;
- cimentarsi a "cambiare strada" cercando di vincere le abitudini, ci apre a nuove esperienze ed al cambiamento di noi stessi;
- prestare attenzione a tutti i nostri sensi per non perdersi nulla delle meraviglie che ci riserva il presente.
- per concludere, sentirsi pervadere da un sentimento di gratitudine per essere stati presenti a tutto questo

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SUCCHIARE PIANO PIANO UNA CARAMELLA..."Dottore, che compiti per casa mi dà per i prossimi giorni?" Così si rivolse a me ...
25/06/2023

SUCCHIARE PIANO PIANO UNA CARAMELLA...
"Dottore, che compiti per casa mi dà per i prossimi giorni?" Così si rivolse a me una persona al termine del nostro colloquio qualche giorno fa. Non sono uso dare compiti per casa, ma piuttosto suggerisco piste di riflessioni o piccole pratiche di consapevolezza. In quel momento mi uscì il refrain di una vecchia canzone dello zecchino d'oro che ascoltavo con i miei figli anni fa : "Succhiare piano piano una caramella, è GIOIA è GIOIA !!"

La persona davanti a me strabuzza gli occhi, ma io cerco di spiegare meglio il mio intento. Il tema di fondo è quello che in qualche modo accomuna tutti noi: la ricerca della felicità.

Il suggerimento è quello di tentare di viverci in piena consapevolezza ogni istante. Noi non sappiamo se riusciremo nel nostro intento di essere più felici, quel che è certo è che se ci sforzeremo di vivere pienamente il momento presente avremo la possibilità di vivere anche forti ed inattesi momenti di gioia.

Respiriamo profondamente e, quando ne abbiamo l'occasione, facciamo delle brevi passeggiate apprezzando le percezioni che ci arrivano dai nostri sensi. Un bel fiore, il cinguettio di un uccellino tra i rami, il profumo del pane appena sfornato, l'impalpabile leggerezza di una foglia appena spuntata. "Ogni passo può avere una sua bellezza" scriveva Thich Nhat Hanh.
Tra i nostri sensi anche il gusto ci può far provare intense emozioni di gioia, se solo ci soffermiamo a mangiare con calma. Pensiamo al sapore di una ciliegia o di un'albicocca, sensazioni che probabilmente ci riportano alla nostra infanzia...

La sera di quello stesso giorno mi sono trovato in casa a rispondere al telefono. Il segnale non era costante, perciò sono uscito dalla porta di casa per poter meglio conversare. Uscendo ho alzato gli occhi al cielo. Delle nuvole si stagliavano lassù, residuo di un temporale mai scoppiato, i riflessi del tramonto le coloravano di una luce calda. WOW, ...ho respirato profondamente...
Che emozione sentivo?...sì, stupore.
E poi di nuovo, doppio WOW !
Che emozione ora? ...sì, è GIOIA, è GIOIA !!
Non avevo succhiato una caramella, ma mi ero fatto una bella scorpacciata di nuvole !!
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06/05/2023

"Nessun bisogno infantile può mai essere soddisfatto in un adulto da un altro adulto. C'è un' unica eccezione a questo: l' adulto stesso può prendersi carico del bambino ferito al suo interno"

Mauro Scardovelli

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