12/05/2026
Ho deciso di valutare la mia fertilità per capire meglio a che punto fossi.
Da quando ho scoperto che la fertilità inizia a diminuire dopo i 30 anni, e dopo aver conosciuto coppie anche molto giovani che desiderano un figlio ma fanno fatica ad averlo, questo tema è diventato sempre più importante per me.
Mi sono chiesta: facciamo controlli per il colesterolo, per la tiroide, per tante altre cose… perché non facciamo anche un check della fertilità?
Oggi è ancora un argomento di cui si parla poco, quasi un tabù. Con Meggy stiamo cercando di cambiare questa cosa, perché crediamo che ogni donna dovrebbe essere consapevole della propria fertilità e delle proprie possibilità.
Devo ammettere che quando ho deciso di fare la valutazione ero un po’ in ansia. Avevo paura del risultato. Ma poi ho capito che era normale.
Allo stesso tempo credo che sapere prima sia sempre meglio che scoprirlo troppo tardi, quando magari non hai più la possibilità di scegliere davvero.
La valutazione della fertilità comprende principalmente due parti: esami del sangue specifici e un’ecografia per la conta dei follicoli, da fare nei primi giorni del ciclo.
La conta dei follicoli è un momento particolare. Il corpo diventa immagini, numeri, osservazione. E senti che le risposte non sono più lontane.
Con gli esami e la conta dei follicoli hai una fotografia più completa della tua situazione. Puoi capire meglio anche aspetti legati al congelamento degli ovociti, come il possibile numero di ovociti recuperabili.
E poi c’è il confronto con il ginecologo (che deve essere specializzato in fertilità!) che è fondamentale: i risultati vengono interpretati e diventano spiegazioni, consapevolezza, direzione.
Ogni donna dovrebbe conoscere la propria fertilità. E sentirsi libera di informarsi, capire e scegliere per sé stessa.
- F***y