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Ti hanno sempre detto che l’artrosi dipende dal carico.👉 Più carico = più usura = più dolore.È davvero così?Uno studio r...
21/03/2026

Ti hanno sempre detto che l’artrosi dipende dal carico.

👉 Più carico = più usura = più dolore.

È davvero così?

Uno studio recente su soggetti con amputazione sotto il ginocchio ha mostrato qualcosa di interessante:
👉 dopo circa 11 anni, il ginocchio del lato amputato presentava più segni di artrosi alla radiografia rispetto all’altro.

Eppure…

👉 i sintomi erano simili.

Questo è un punto chiave.

Perché se fosse solo una questione di carico, ci aspetteremmo il contrario:
il lato “sano”, più utilizzato, dovrebbe peggiorare di più.

Ma non è quello che succede.



Cosa significa davvero?

👉 L’artrosi non è solo “usura”
👉 Il carico non è l’unico fattore
👉 Trauma e infiammazione giocano un ruolo importante

E soprattutto:

👉 Alterazioni radiografiche ≠ sintomi clinici

Puoi avere una radiografia “peggiore”
ma non avere più dolore.



Perché è importante capirlo

Molte persone si bloccano quando vedono una risonanza o una radiografia:

“Ho l’artrosi, quindi devo stare fermo”
“È consumato, quindi peggiorerà sicuramente”

Non è così semplice.



Il punto centrale

👉 Si valuta il paziente, non solo la radiografia

Il dolore è un fenomeno complesso,
influenzato da molti fattori: biologici, meccanici, ma anche adattativi.



Cosa fare quindi?

Non serve evitare il movimento.
Serve farlo nel modo giusto.

👉 Un percorso progressivo
👉 Esercizi adattati alla tua situazione
👉 Un lavoro che tenga conto del quadro completo, non solo delle immagini



Se vuoi iniziare a lavorare sul tuo ginocchio in modo più consapevole,
abbiamo preparato un manuale pratico con esercizi.

16/03/2026

Spesso quando ci infortuniamo pensiamo a tutte le variabili ma raramente alla più semplice: il carico progressivo.

Racconto la storia di una paziente che è un esempio perfetto di come fare troppo, troppo in fretta può spesso portare a infortuni, dolore o sovraccarico eccessivo.

10/03/2026

Il piccolo pettorale è un muscolo spesso sottovalutato, ma può avere un ruolo importante nella postura delle spalle e nella mobilità della parte alta del torace.

Quando tende ad accorciarsi — per esempio dopo molte ore al computer o con le spalle portate in avanti — può contribuire a:

• spalle chiuse
• tensione nella parte anteriore del torace
• limitazione della mobilità della spalla
• aumento del carico su collo e cervicale

Lo stretching del piccolo pettorale può aiutare a migliorare l’apertura del torace e la mobilità della spalla, soprattutto se associato a esercizi di rinforzo dei muscoli della schiena.

Nel reel ti mostriamo un esercizio semplice che puoi provare anche a casa.

Come sempre: esegui il movimento con controllo e senza forzare.

Sul canale YouTube Fisiosocial trovi altri video con esercizi guidati per spalle, cervicale e postura.

fisioterapista mobilità pettorale fisiosocial

03/03/2026

Dolore alla base del cranio che sale verso la fronte?

Potrebbero essere coinvolti i muscoli suboccipitali.

Sono quattro piccoli muscoli situati tra occipite, C1 e C2.
Hanno un ruolo fondamentale nel controllo fine della testa, nello sguardo e nella stabilità cervicale alta.

Il problema nasce quando restano attivi troppo a lungo.

Postura al PC.
Smartphone.
Testa protratta in avanti.

In queste condizioni lavorano in accorciamento costante, aumentando la compressione tra C0–C2 e favorendo la comparsa di trigger point.

Il dolore può irradiarsi:
• alla nuca
• al vertice
• fino alla fronte o dietro l’occhio

Non è solo “tensione”.
È biomeccanica + sovraccarico.

La soluzione non è massaggiare forte la zona.
Serve migliorare il controllo cervicale, la mobilità toracica e ridurre l’iperattivazione cronica.

Se vuoi intraprendere un percorso a Milano o Brescia scrivi Info in Dm

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Stai trattando il tuo mal di testa nel modo sbagliato?Non tutti i mal di testa sono uguali.Emicrania (con o senza aura),...
03/03/2026

Stai trattando il tuo mal di testa nel modo sbagliato?

Non tutti i mal di testa sono uguali.

Emicrania (con o senza aura), cefalea tensiva, cervicogenica, a grappolo:
hanno caratteristiche diverse e meccanismi diversi.

Molte persone convivono con il dolore da anni senza sapere di che tipo si tratti.
E senza una distinzione chiara, si rischia di gestire il sintomo senza comprenderne l’origine.

Prima di parlare di terapia, bisogna capire che tipo di cefalea è.

Se il tuo mal di testa:
• parte dal collo
• peggiora a fine giornata
• torna sempre nello stesso modo

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02/03/2026

Il mal di schiena spesso viene associato all’idea di “non flettere mai la colonna”.

Ma il nostro corpo non è progettato per evitare il movimento.
È progettato per adattarsi al carico, se questo viene dosato correttamente.

Il Jefferson Curl è un esercizio di flessione segmentaria controllata della colonna vertebrale.
Lavora su:

• mobilità attiva
• controllo motorio
• capacità dei tessuti posteriori di tollerare carico in allungamento
• adattamento progressivo di muscoli, tendini e legamenti

Non è un esercizio per tutti.
Non è un esercizio da improvvisare.
È uno stimolo che va inserito con criterio, progressione e valutazione individuale.

La schiena non è fragile.
Va educata al carico.

Se vuoi capire quando e come inserire movimenti di flessione nel tuo percorso, serve una strategia personalizzata, non esercizi presi a caso.

Fisiosocial.

27/02/2026

Dolore sulla parte esterna del ginocchio quando corri o scendi le scale?

Potrebbe essere una sindrome della bandelletta ileotibiale.

La bandelletta è una struttura fibrosa che parte dall’anca e arriva fino alla tibia.
Quando il carico aumenta troppo o il controllo dell’anca non è ottimale, può irritarsi e diventare dolorosa.

Il punto chiave non è “allungarla”, ma migliorare:
• controllo del bacino
• forza di medio gluteo e rotatori esterni
• gestione progressiva del carico

Gli esercizi generici possono aiutare a iniziare, ma spesso serve un percorso specifico e strutturato.

Nel reel ti mostriamo alcuni esercizi utili per lavorare nel modo corretto.

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26/02/2026

Se senti le ginocchia rigide, soprattutto al mattino o dopo essere stato seduto a lungo, spesso il problema non è “l’usura”, ma la mancanza di movimento specifico e progressivo.

In questo reel ti mostriamo 3 esercizi utili per migliorare mobilità e controllo del ginocchio. Non sono esercizi “magici”, ma strumenti per dare stimolo corretto alle articolazioni e ai tessuti che le circondano.

Attenzione però: fare esercizi generici può aiutare a muovere i primi passi, ma se la rigidità persiste o limita le tue attività quotidiane o sportive, serve una valutazione e un percorso personalizzato.

Il ginocchio non ha solo bisogno di movimento. Ha bisogno del movimento giusto, nel modo giusto, al momento giusto.

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23/02/2026

Rigidità dell’anca?

Passiamo molte ore seduti, guidiamo, lavoriamo al computer, ci alleniamo… ma raramente dedichiamo tempo alla mobilità.

In questo reel ti mostriamo 2 esercizi semplici che possono aiutarti a mantenere l’anca più mobile e funzionale nel tempo.

Non servono attrezzi particolari.
Non serve un’ora di allenamento.
Serve costanza.

La mobilità non è un optional: è ciò che ti permette di muoverti meglio oggi e di preservare il movimento domani.

Se senti che la zona dell’anca è spesso rigida o “bloccata”, inserire routine brevi come questa può fare la differenza.

Salva il video per provarli con calma.
E scrivici nei commenti se vuoi altri contenuti sulla mobilità.

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19/02/2026

Passi molte ore seduto in ufficio?

Abbiamo creato una routine semplice da fare direttamente dalla sedia, in 10 minuti, pensata per chi passa gran parte della giornata davanti al computer. Non serve attrezzatura, non serve cambiarsi: serve solo costanza.

Il punto non è “fare tanto”, ma fare con regolarità.
Piccoli stimoli quotidiani possono aiutare a mantenere mobilità, attivazione muscolare e tolleranza al carico, soprattutto quando il lavoro è prevalentemente sedentario.

Molte persone ci dicono che non trovano il tempo per allenarsi. In realtà, inserire una breve routine nella pausa può fare la differenza nel medio-lungo periodo.

Salva il video per provarla domani in ufficio.
E se vuoi altri contenuti pratici come questo, segui il nostro profilo.

17/02/2026

L’epicondilite non è solo “un’infiammazione da spegnere”.

Uno degli errori più comuni è pensare che massaggi profondi o terapie elettromedicali possano risolvere il problema da soli. Possono dare sollievo temporaneo, ma se non si lavora sulla capacità di carico del tendine, il dolore tende a tornare.

Il tendine non ha bisogno solo di essere “trattato”.
Ha bisogno di essere gradualmente rieducato al carico.

Se il dolore compare quando giochi a tennis, lavori al computer o sollevi pesi, il punto non è togliere il sintomo per qualche giorno.
Il punto è aumentare la tolleranza del tessuto allo stress che gli chiedi.

Il percorso corretto prevede:
• gestione iniziale del dolore
• progressione di carico mirata
• lavoro su forza, controllo e resistenza
• modifica temporanea dei gesti che sovraccaricano

Il vero obiettivo non è “far passare il dolore”.
È tornare a fare ciò che ti serve, senza che il dolore ritorni.

Segui il nostro profilo per contenuti basati su evidenze e applicabili nella pratica.

Dolore alle dita? Molto spesso il problema è la capacità di carico.Ogni tessuto ha una soglia di tolleranza.Quando il ca...
16/02/2026

Dolore alle dita? Molto spesso il problema è la capacità di carico.

Ogni tessuto ha una soglia di tolleranza.
Quando il carico supera ciò che tendini e articolazioni riescono a gestire, il dolore compare.
Questo accade frequentemente in chi:

– usa molto mouse e tastiera
– pratica sport di presa (arrampicata, palestra, padel)
– svolge lavori manuali ripetitivi
– riprende attività intense dopo uno stop

L’errore più comune?

Riposo assoluto e antinfiammatori come unica strategia.

Il dolore può diminuire.
Ma la capacità del tessuto resta la stessa.

La soluzione non è fermarsi.
È aumentare progressivamente la tolleranza al carico.

Le dita si adattano.
Se stimolate correttamente, diventano più forti e più resistenti.

Il dolore è un segnale.
Non una condanna.

Segui il nostro profilo per contenuti basati su evidenze e strategie pratiche per gestire il dolore e migliorare la performance.

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Indirizzo

Via Volvinio 33
Milan
20141

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 10:00 - 12:00

Telefono

+393519670510

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