02/04/2026
«Il percorso di cure per la scoliosi idiopatica deve tenere conto non solo della correzione della curva, in base alla gravità e all'età di insorgenza, ma anche degli aspetti psicologici dei nostri adolescenti e delle loro famiglie.»
La scoliosi idiopatica è la forma più comune di curvatura laterale del rachide: si presenta principalmente nell’età dell’adolescenza, colpisce in misura maggiore le donne rispetto agli uomini e non riconosce una causa specifica nella sua insorgenza.
L’80% dei casi di scoliosi sono idiopatiche, ovvero senza una causa scatenante specifica, anche se si ipotizza una componente ereditaria.
A differenza dell’atteggiamento scoliotico, paramorfismo dal carattere reversibile e facilmente correggibile, la scoliosi idiopatica mostra:
⟶ una curvatura del rachide;
⟶ una rotazione sull’asse delle vertebre.
Si individuano 3 tipologie di scoliosi idiopatica, in base all’età di insorgenza, ovvero:
⟶ infantile progressiva;
⟶ dell’adolescenza;
⟶ dell’adulto.
La scoliosi idiopatica dell’adolescenza, o giovanile, insorge intorno ai 10 anni e vede una progressione fino al completamento della fase di accrescimento [16/17 anni].
È la forma più comune e, considerando la deformità che ne può derivare, può arrecare danni principalmente a livello estetico, in quanto spesso non si riscontrano dolore, problematiche respiratorie e deficit neurologici, ma un forte disagio nel rapportarsi con gli altri e con sé stessi.
La zona maggiormente interessata è quella toracica, con il tipico gibbo costale, ma frequente anche quella del tratto lombare.
Come già accennato, i trattamenti per la scoliosi idiopatica sono in primo luogo di tipo conservativo, ma nelle curvature importanti che superano i 40° di Cobb si rende necessario l’intervento chirurgico.
In base al grado di deformità, dunque, si procede con:
⟶ la sola osservazione clinica nei casi lievi, con visite periodiche ogni 6 mesi, associata a esercizi di ginnastica posturale;
⟶ il trattamento [di “controllo/procrastinazione”] con busti ortopedici nei casi di media entità;
⟶ l’intervento chirurgico nelle deformità gravi.
Le curvature scoliotiche importanti, che superano i 40° di Cobb e tendono alla progressione, vengono trattate mediante l’intervento chirurgico di correzione e fusione spinale.
Questo prevede l’applicazione di barre e viti peduncolari tra le vertebre coinvolte nella curvatura, a seguito di una manipolazione diretta del rachide, nei limiti della sua flessibilità.
Tra i mezzi di osteosintesi si posizionano dei frammenti di osso, di sintesi o dallo stesso paziente, onde incentivare la fusione delle vertebre, che in questo modo non subiranno una ulteriore rotazione sul loro asse, una volta corrette durante l’intervento.
Negli ultimi anni, in centri specializzati, può essere eseguita anche con tecnica mini-invasiva e robotica, per cui l’aggressività nei confronti delle strutture paraspinali è sensibilmente ridotta, con un recupero post-operatorio più rapido ed un “esperienza intorno all’intervento di scoliosi” decisamente migliore, per i nostri giovani e le loro famiglie.