Georgios Bakaloudis - Chirurgo della Colonna

Georgios Bakaloudis - Chirurgo della Colonna Responsabile di Humanitas di Ortopedia e Chirurgia della Colonna 1 dell’ospedale San Pio X a Milano e di Chirurgia Vertebrale della Clinica Guarnieri di Roma.

Sono faculty del master di II° livello in Chirurgia Vertebrale Spinale di Humanitas University.

«Cifosi e lordosi non sono patologie ma sono le naturali curvature del rachide.»Le colonna vertebrale vista di lato, inf...
19/03/2026

«Cifosi e lordosi non sono patologie ma sono le naturali curvature del rachide.»

Le colonna vertebrale vista di lato, infatti, non è una linea retta ma presenta 4 curvature:
⟶ lordosi cervicale;
⟶ cifosi dorsale;
⟶ lordosi lombare;
⟶ cifosi sacrale.

Questa distinzione è fondamentale per approfondire l'argomento della nostra infografica settimanale: si parla [in modo errato] di cifosi e lordosi per indicare, invece, l’ipercifosi e l’iperlordosi, eccessive curvature della nostra colonna vertebrale.

Ma quando queste curve diventano pericolose?

L’ipercifosi è un’accentuazione della curvatura delle cifosi e può essere:
⟶ di origine congenita;
⟶ data da una postura scorretta, soprattutto a lavoro o a scuola;
⟶ il risultato di un’anomalia morfologica delle vertebre [morbo di Scheuermann];
⟶ causata dall’età [è comune in giovane età e nell’anziano].

L’ipercifosi dorsale accentua a tal punto la curvatura da creare la cosiddetta “gobba” tipica dell’età avanzata: in questo caso, tuttavia, la sua insorgenza non indica necessariamente un deterioramento della qualità di vita.

È preoccupante, invece, come nel caso del morbo di Scheuermann, quando:
⟶ la curvatura supera i 35° di Cobb;
⟶ si presenta una deformazione ossea;
⟶ si verificano dolore e rigidità.

Va distinta, dunque dall’atteggiamento ipercifotico, correggibile con una corretta educazione posturale, esercizi e fisioterapia.

Quando si parla di iperlordosi, invece, si fa riferimento principalmente alla lordosi lombare, in quanto a livello cervicale la perdita della naturale curvatura lordotica è un fenomeno passeggero, dato ad esempio da una semplice distorsione.

Fatta questa distinzione, l’iperlordosi lombare è una curvatura eccessiva del rachide a livello lombare, che si manifesta con:
⟶ il bacino proiettato maggiormente all’indietro;
⟶ un rialzamento eccessivo dei glutei;
⟶ l’addome in avanti.

Spesso accompagna la scoliosi o l’ipercifosi e viene considerata patologica quando la curvatura supera i 40-50 gradi Cobb.

Nei casi in cui ipercifosi e iperlordosi provochino dolore, si può far ricorso a farmaci antinfiammatori e ad esercizi per:
⟶ aumentare l’estensione dei muscoli dorsali;
⟶ rinforzare i muscoli addominali,
così da ricreare naturalmente l’equilibrio fisiologico delle strutture spinali.

Nell’ipercifosi strutturata e nell’iperlordosi associata a scoliosi, si può ricorrere anche a busti e corsetti nei casi in cui la ginnastica posturale non sortisca alcun effetto.

Ipercifosi e iperlordosi, normalmente, non necessitano dell’intervento chirurgico, ma una progressione veloce e possibili ripercussioni a livello cardiorespiratorio possono far optare lo specialista per questo tipo di soluzione.

L’ipercifosi strutturata, data dal morbo di Scheuermann, viene operata solo quando la curvatura supera i 70°: tuttavia questa condizione è molto rara e il chirurgo deve valutare accuratamente la condizione del paziente.

L’iperlordosi in sé, non viene mai operata, ma solo quando associata a una scoliosi strutturata e può compromettere il lavoro degli organi interni.

[per approfondire: ⟶ https://georgiosbakaloudis.it/cifosi-e-lordosi/]

Il crollo vertebrale è una delle più frequenti complicazioni dell’osteoporosi, in cui si viene a verificare una frattura...
16/03/2026

Il crollo vertebrale è una delle più frequenti complicazioni dell’osteoporosi, in cui si viene a verificare una frattura di un corpo vertebrale a causa del progressivo indebolimento osseo.

Partendo dalla definizione della patologia, indaghiamo insieme i sintomi in cui riconoscersi, le conseguenze, l'importanza di una diagnosi precoce e l'algoritmo terapeutico.

Sintomi, conseguenze, diagnosi e percorso di cure.

La scoliosi viene considerata grave quando mostra:⟶ una curvatura laterale superiore ai 40° di Cobb;⟶ la presenza del gi...
12/03/2026

La scoliosi viene considerata grave quando mostra:
⟶ una curvatura laterale superiore ai 40° di Cobb;
⟶ la presenza del gibbo [gobba].

Da non confondere con il semplice atteggiamento scoliotico inteso come vizio posturale, la scoliosi propriamente detta è una condizione patologica a progressione costante, che può richiedere nei casi più gravi l’intervento chirurgico in quanto può presentare:
⟶ sintomi particolarmente invalidanti;
⟶ una deformità importante;
⟶ una progressione costante.

In età adolescenziale, la scoliosi non trattata porta infatti ad un peggioramento costante della curvatura, anche di 10 gradi all’anno.

In questo periodo, il piccolo paziente si trova nella fase di accrescimento, per cui la curva si adatterà costantemente alla nuova morfologia scheletrica, aumentando sempre più.

La scoliosi può ripresentarsi in età adulta, anche se correttamente trattata durante l’infanzia o l’adolescenza, mostrando una progressione continua: in queste circostanze, la degenerazione dei dischi vertebrali causata dall’invecchiamento può essere un fattore di aggravamento della condizione.

Si parla, in quest’ultimo caso, di scoliosi degenerativa, che insorge generalmente dopo i 45 anni.

Se è vero che le scoliosi lievi e moderate sono generalmente asintomatiche, è possibile che la scoliosi grave - oltre al dolore - mostri anche:
⟶ debolezza agli arti inferiori;
⟶ difficoltà nel mantenimento della stazione eretta;
⟶ difficoltà nella deambulazione.

La scoliosi lombare sintomatica è spesso associata a stenosi del canale vertebrale, condizione in cui si viene a creare una compressione delle radici spinali.

Qualsiasi tipologia di scoliosi viene inizialmente trattata con terapia fisica associata all’utilizzo di busti o corsetti.

La scoliosi evolutiva grave, non responsiva ai trattamenti conservativi, richiede necessariamente l’intervento chirurgico di correzione e fusione spinale, al fine di raddrizzare e limitare la progressione della curva.

Oggi la fusione spinale può essere eseguita con tecnica meno-invasiva o robotica, per cui l’impatto sul paziente è inferiore e i tempi chirurgici risultano più brevi, dalle tradizionali 6/8 ore alle 3/4.

Questo aspetto porta con sé diversi vantaggi, come:
⟶ tempi di recupero più brevi;
⟶ incisioni ridotte;
⟶ tempo di permanenza in ospedale ridotto;
⟶ dolore post-operatorio minore;
⟶ perdite ematiche inferiori durante l’intervento.

[⟶ per approfondire: https://georgiosbakaloudis.it/chirurgia-vertebrale-robotica/]

La vertebroplastica è il trattamento d’elezione per le fratture vertebrali causate dall’osteoporosi, in quanto tecnica:⟶...
09/03/2026

La vertebroplastica è il trattamento d’elezione per le fratture vertebrali causate dall’osteoporosi, in quanto tecnica:
⟶ di facile esecuzione;
⟶ a basso rischio;
⟶ dai tempi di recupero rapidi.

Non può essere utilizzata nei crolli vertebrali con deformità annessa, per i quali si utilizza la cifoplastica percutanea o la stabilizzazione percutanea nei casi più complessi.

I risultati della vertebroplastica sono evidenti già dopo poco tempo: entro 24-48 ore, infatti, il dolore causato dalla frattura si risolve, offrendo nuovamente mobilità: analizziamo insieme come viene eseguita, la sua durata e la convalescenza.

Elimina in 48 ore il dolore delle fratture da crollo vertebrale.

L'ernia del disco è presente in soggetti totalmente asintomatici con un’incidenza oscillante dal 20% al 40%, per le erni...
05/03/2026

L'ernia del disco è presente in soggetti totalmente asintomatici con un’incidenza oscillante dal 20% al 40%, per le ernie contenute, e dall’1% al 18% per le ernie espulse.

Non potendo contare su dati certi sia sull’incidenza delle ernie discali sia sulle radicolopatie, in linea di massima si suppone che una percentuale oscillante dal 5% al 10% dei pazienti con lombalgia [ ] presenti anche una radicolopatia e che la prevalenza di una radicolopatia da ernia discale oscilli dal 1% al 3% della popolazione.

L’età più colpita va dai 30 ai 50 anni, con un picco intorno ai 40 anni, ma l’ernia discale può prodursi anche nei più giovani o nei soggetti anziani.

La lombalgia, comunemente “il mal di schiena”, colpisce quasi la totalità della popolazione moderna, ma il dolore da solo non può essere sempre attribuito a una patologia del disco intervertebrale, come l’ernia del disco appunto.

Al contrario il sintomo più frequentemente associato a un’ernia del disco è la [o " "]: un dolore urente, acuto, che si estende dalle natiche fino al piede, spesso nella parte posteriore della coscia e del polpaccio, ma anche nella faccia laterale ovvero all’inguine.

La causa è la pressione sulla radice nervosa.

I sintomi iniziali dell’ernia del disco, a prescindere dalla localizzazione, sono:
⟶ dolore, dato dalla pressione della protrusione su uno specifico nervo;
⟶ lombalgia [dolore alla parte bassa della schiena];
⟶ sciatalgia [dolore al gluteo, alla parte posteriore della coscia, alla gamba e al piede, riferiti al tratto compreso tra le vertebre L4 e S1];
⟶ cruralgia [dolore alla parte antero-laterale della coscia, riferito al tratto di vertebre compreso tra L2 e L4];
⟶ perdita della capacita di controllo degli sfinteri: questa condizione, rarissima e molto grave, si chiama "sindrome della cauda equina"; dovuta alla compressione di molte radici nervose contemporaneamente rappresenta l’unica urgenza chirurgica per l'ernia del disco.

Il dolore nell’ernia lombare si ha principalmente stando in piedi o seduti per lungo tempo e può peggiorare con un colpo di tosse o uno starnuto: restare sdraiati ne allevia, invece, i sintomi.

Per stenosi lombare si intende un restringimento del canale vertebrale [dentro il quale si trova il midollo spinale].La ...
02/03/2026

Per stenosi lombare si intende un restringimento del canale vertebrale [dentro il quale si trova il midollo spinale].

La colonna vertebrale è costituita da:
⟶ dischi intervertebrali, nella parte anteriore;
⟶ articolazioni interapofisarie, nella parte posteriore.

Le articolazioni interapofisarie - chiamate anche faccette articolari - tendono ad aumentare di volume con l’avanzare dell’età.

La conseguenza è, dunque, l’invasione del canale vertebrale e il restringimento dello spazio dedicato al midollo spinale, fenomeno appunto noto come stenosi.

Questo utile approfondimenti ne analizza i tratti salienti, dividendo lo studio in 3 sezioni collegate:
⟶ i sintomi [e i rischi];
⟶ il percorso di cure;
⟶ la riabilitazione.

La stenosi lombare è un restringimento del canale vertebrale.

«Scoliosi è un termine descrittivo e non una diagnosi.»Le scoliosi vengono classificate in base a:⟶ la localizzazione de...
26/02/2026

«Scoliosi è un termine descrittivo e non una diagnosi.»

Le scoliosi vengono classificate in base a:
⟶ la localizzazione della curva principale;
⟶ la presenza di una o due curvature anomale, con una curva primaria, più comuni, o a doppia curva;
⟶ alle cause che la generano.

I tratti maggiormente interessati da scoliosi ad una curva primaria sono:
⟶ il dorsale;
⟶ il dorso-lombare;
⟶ il lombare.
Sono, invece, molto rare le curvature scoliotiche cervico-dorsali.

In presenza di due curve primarie, più rare, i tratti maggiormente interessati sono il dorsale e il lombare che si compensano vicendevolmente, ma dimostrano una evoluzione più sfavorevole: in questo caso si parla di scoliosi a "S italica".

Per quanto riguarda le cause, invece, si parla di:
⟶ scoliosi idiopatica, quando non si riconoscono le cause;
⟶ scoliosi acquisita/secondaria, a seguito di traumi o altri processi morbosi;
⟶ scoliosi congenita, quando questa è presente fin dalla nascita.

Il trattamento della scoliosi è in primo luogo conservativo.

Le curve lievi [10-20° di Cobb] necessitano dell’osservazione periodica da parte dello specialista per l’identificazione di un eventuale peggioramento, fino al termine della fase di accrescimento.

Le scoliosi lievi e moderate [20-40° di Cobb], inoltre, dimostrano spesso dei miglioramenti, se non la vera e propria risoluzione, con percorsi di fisioterapia associati all’utilizzo di busti e corsetti correttivi.

Solo i casi molto gravi [oltre i 40° di Cobb] vengono trattati con la chirurgia: questi, ad ogni modo, sono rari, ma influiscono significativamente sulla qualità della vita del paziente.

La scoliosi deve essere trattata chirurgicamente, appunto, nei pazienti con curve superiori ai 40° di Cobb e che manifestano:
⟶ progressione della curvatura costante;
⟶ problematiche di tipo respiratorio;
⟶ dolore persistente;
⟶ forte impatto sulla qualità della vita, soprattutto di carattere “cosmetico”.

L'intervento di fusione spinale è sempre più direzionato verso un approccio meno-invasivo, diminuendo:
⟶ i tempi chirurgici necessari;
⟶ il dolore post-operatorio;
⟶ la degenza ospedaliera;
⟶ la perdita di sangue intraoperatoria;
⟶ i tempi di recupero post-operatori.

Per comprendere con chiarezza la spondilolistesi da lisi istmica è davvero utile analizzare i termini che la compongono....
23/02/2026

Per comprendere con chiarezza la spondilolistesi da lisi istmica è davvero utile analizzare i termini che la compongono.

La spondilolistesi è lo scivolamento in avanti di una vertebra rispetto a quella immediatamente sotto.

Può colpire diversi tratti della colonna, anche se le sezioni maggiormente interessate sono quelle comprese tra L4-L5 e L5-S1.

La lisi istmica è invece una frattura, su base degenerativa, dell’istmo che ha l’importante compito di mantenere la stabilità della colonna vertebrale.

È una patologia che spesso non presenta sintomi, riscontrata in alcuni casi a seguito di una radiografia effettuata per altri motivi, ad esempio per una scoliosi.

I trattamenti conservativi, generalmente, tengono sotto controllo la condizione senza ripercussioni particolari, agendo sull’eventuale sintomatologia riscontrata.

Può però evolvere, in età adulta, e diventare difficile da controllare con i trattamenti medici.

In questi casi, quando la sintomatologia è persistente per più di 6 mesi e se determina disturbi neurologici, viene preso in considerazione l’intervento chirurgico.

Il percorso di cure più corretto per il paziente.

«È necessaria una premessa: il robot spinale non trasforma un chirurgo inesperto in un bravo chirurgo spinale, ma aiuta ...
19/02/2026

«È necessaria una premessa: il robot spinale non trasforma un chirurgo inesperto in un bravo chirurgo spinale, ma aiuta un esperto in chirurgia vertebrale a migliorare in maniera significativa la qualità e i risultati della sua attività.»
𝐂𝐡𝐞 𝐜𝐨𝐬’𝐞̀ 𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐫𝐮𝐫𝐠𝐢𝐚 𝐬𝐩𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐫𝐨𝐛𝐨𝐭𝐢𝐜𝐚?
La chirurgia vertebrale robotica permette di pianificare l’intervento di correzione delle deformità spinali con estrema precisione, migliorando in maniera significativa la qualità e i risultati dell’operazione.

𝐐𝐮𝐚𝐥 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐫𝐮𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐨𝐛𝐨𝐭 𝐬𝐩𝐢𝐧𝐚𝐥𝐞?
Il robot spinale identifica il punto preciso sulle vertebre dove inserire i mezzi di sintesi [viti e gabbie] e calcola la quantità e la precisa localizzazione dell’osso da rimuovere.

𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐞𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐭𝐢?
⟶ Interventi di chirurgia delle deformità vertebrali [scoliosi, cifosi, spondilolistesi].
⟶ Decompressione / laminectomia spinale;
⟶ Resezione di tumori;

𝐐𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐢 𝐯𝐚𝐧𝐭𝐚𝐠𝐠𝐢?
I vantaggi sono immediati e facili da incorporare nella pratica clinica partendo dalla pianificazione dettagliata dell’intervento basato su un esame preoperatorio.
Questo comporta un incremento all’efficacia ed accuratezza dell’intero processo, con diminuzione dei tempi:
⟶ chirurgici;
⟶ di anestesia;
⟶ di ricovero.

𝐂𝐡𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐳𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 “𝐢𝐝𝐞𝐚𝐥𝐞”?
Il candidato ideale è il paziente affetto da deformità vertebrali complesse, come la scoliosi, o pazienti per i quali è indicata una revisione di impianto.
[⟶ per approfondire: https://georgiosbakaloudis.it/chirurgia-vertebrale-robotica/]

Quando si parla di cifosi, si tende a “confondere” la normale curvatura della colonna con il suo incremento.Le colonna v...
16/02/2026

Quando si parla di cifosi, si tende a “confondere” la normale curvatura della colonna con il suo incremento.

Le colonna vertebrale vista di lato, infatti, non è una linea retta ma presenta 4 curvature:
⟶ lordosi cervicale;
⟶ cifosi dorsale;
⟶ lordosi lombare;
⟶ cifosi sacrale.

Nella diagnosi di cifosi dorsale si fa dunque riferimento all’ipercifosi, ovvero l’accentuazione di una delle curve laterali della nostra colonna vertebrale: una diagnosi precisa è fondamentale per identificarne gravità e cause.

L'ipercifosi riconosce infatti due cause principali:
⟶ il morbo di Scheuermann, con maggior evoluzione durante l’età adolescenziale;
⟶ l’osteoporosi, malattia tipica dell’invecchiamento che rende le ossa più fragili, aumentando il rischio di frattura.

Nel nostro approfondimento settimanale analizziamo l'iter terapeutico più corretto proprio a seconda della gravità tra esercizi, busto o intervento chirurgico.

Iter terapeutico tra esercizi, busto o intervento chirurgico.

La cifoplastica è un intervento mini-invasivo - a basso rischio - per il trattamento delle fratture vertebrali.Trova ind...
12/02/2026

La cifoplastica è un intervento mini-invasivo - a basso rischio - per il trattamento delle fratture vertebrali.

Trova indicazione principalmente nei casi di fratture conseguenti a osteoporosi, ma può essere presa in considerazione per altre condizioni in cui si verifica una rottura del corpo vertebrale secondario a:
⟶ mielomi o angiomi della colonna vertebrale;
⟶ fratture composte.

Viene presa in considerazione, inoltre, quando i trattamenti conservativi non riescano a stabilizzare/migliorare la condizione clinica, come:
⟶ il riposo;
⟶ l’utilizzo di tutori;
⟶ l’assunzione di antidolorifici.

È una metodica poco invasiva che consente, oltre al trattamento della frattura, la correzione della vertebra deformata.

Questo è possibile grazie all’inserimento di un palloncino che, gonfiandosi, crea uno spazio nell’osso fratturato, dentro il quale viene posizionato un cemento che si solidifica in pochi minuti.

Viene utilizzato un palloncino [cifoplastica con palloncino] o un cricchetto meccanico che ripristina l’altezza della vertebra e crea lo spazio per l’inserimento del cemento.

Ad oggi, viene preferito l’uso del cricchetto meccanico, in quanto il rimodellamento risulta più semplice, efficace e preciso.

Generalmente il trattamento risolve il dolore o lo attenua sensibilmente in poche ore, permettendo il rientro a casa del paziente lo stesso giorno della procedura.

La durata media dell’intervento di cifoplastica vertebrale è di un’ora, i pazienti nella maggior parte dei casi riferiscono la risoluzione del dolore già entro le 24/48 ore dall’intervento, e possono riprendere, in modo graduale, la loro quotidianità senza problemi.

Il bulging discale, chiamato anche protrusione discale, è una condizione a carattere progressivo che vede lo schiacciame...
09/02/2026

Il bulging discale, chiamato anche protrusione discale, è una condizione a carattere progressivo che vede lo schiacciamento del disco intervertebrale, che si deforma e risulta fuori asse rispetto agli altri.

È una discopatia degenerativa e se non trattata può evolvere in ernia del disco, in cui la compressione del disco vede anche la fuoriuscita del suo contenuto, il nucleo polposo.

Per comprendere pienamente come può essere curato un bulging discale, è bene spiegare cos'è una discopatia; procederemo, nel corso del nostro approfondimento, analizzando le cause, i fattori di rischio e i sintomi di questa condizione, esponendo, infine, i trattamenti disponibili.

Sintomi, cause, localizzazione e trattamenti.

Indirizzo

Via Francesco Nava, 31
Milan
20159

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Digitare

dr. Georgios Bakaloudis

Il nostro “perché” dipende ed è strutturato dal nostro passato; è unico.

Caratterizza chi siamo, da dove veniamo, in cosa crediamo.

Mi chiamo Georgios Bakaloudis e sono un chirurgo vertebrale.

Sono nato ad Atene, a 19 anni mi sono trasferito a Roma per studiare ciò che ho sempre voluto diventare: un medico.