Giulia Joo Psicologa

Giulia Joo Psicologa Offro percorsi di sostegno individuali, di coppia e familiari.

Sono una psicologa e psicoterapeuta sistemica in formazione; l’orientamento sistemico-relazionale considera l’individuo immerso nel contesto relazionale, sociale e culturale. L'approccio sistemico, esaminando le interazioni e coadiuvando la famiglia, la coppia o il singolo, permette di trovare delle nuove soluzioni attraverso un lavoro improntato sulle interazioni e sulle relazioni.
È fondamenta

le, infatti, identificare i fattori di cambiamento terapeutico non solo del paziente stesso, ma lavorare anche sulle relazioni con genitori, i fratelli o con il partner. Il trattamento perciò prevede, quando possibile, l'integrazione tra presa in carico familiare e presa in carico individuale.

Da una lettera di Maria, mia paziente a fine del nostro percorso:  " Durante questo percorso ho dato, ma ho specialmente...
11/02/2022

Da una lettera di Maria, mia paziente a fine del nostro percorso: " Durante questo percorso ho dato, ma ho specialmente ricevuto molto....Ho dato sincerità, dialogo e ho quasi sempre messo in atto gli insegnamenti che traevo dalle molteplici sedute. Ho ricevuto altrettanta sincerità, dialogo, ma ciò che più ce importa è che sono stata ascoltata, presa per mano e compresa. Ricordi la metafora della foglia? Oggi la mia foglia è salda al ramo. Ci saranno momenti in cui il vento sarà calmo, e momenti in cui il vento soffierà così forte da farti vacillare, ma sappi che se il tuo ramo non dovesse bastare puoi sempre guardarti attorno e scoprirai di poter contare su molti altri rami".

La psicoterapia è per coraggiosi. Grazie a Maria e a tutti i pazienti che passano nel nostro cammino e alla traccia che lasciano in noi.

Grazie al prezioso lavoro della bravissima illustratrice Giuditta Furlan.

💪💪🙅🏼‍♀️Non smetteremo mai di parlarne, finchè io e le mie amiche, tutte le donne ci sentiremo congelate durante la strad...
25/11/2021

💪💪🙅🏼‍♀️Non smetteremo mai di parlarne, finchè io e le mie amiche, tutte le donne ci sentiremo congelate durante la strada quando ci fischiano, finchè mi verrà spiegato qualcosa supponendo che io comunque non possa capire, finchè sono “signorina” e non dottoressa, finchè” era solo un complimento…”...finchè “ per essere una donna non te la cavi mica male..”, finchè finchè finchè. Nasce dal linguaggio, l’educazione deve partire dalle fondamenta, dalle matrici della società patriarcale, fin da piccoli, non è una lotta fine a sè stessa, né fatta di ideologia né di retorica ma di corpi, di voci sofferenti, di voci inascoltate , di tenacia, di umanità ed è una storia di diritti, tutti tutti dovremmo essere femministi.
Un +10% di violazioni dei divieti da "codice rosso" e un terrificante +8% di femminicidi. Sono i numeri da incubo dell'Italia nel report pubblicato dal Viminale per la Giornata contro al violenza sulle donne.

🥀🥀In Italia dall'1 gennaio al 21 novembre quest'anno in Italia sono stati commessi 263 omicidi, con 109 vittime donne di cui 93 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 63 hanno trovato la morte per mano del partner o dell'ex partner, secondo l'ultimo aggiornamento del report"Omicidi volontari" curato dal Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale, pubblicato online. Un femminicidio ogni 72 ore. Ogni 72 ore... non basta comunicare il numero da chiamare, siamo tutti responsabili, tutti abbiamo il dovere di educare diversamente i nostri figli, di contrastare atteggiamenti sessisti, soprattutto i più sottili....25 novembre ogni giorno!!!!

🕵️🕵️All’interno di un consultorio milanese ho constatato come la  maggior parte delle richieste riporti a una tematica a...
22/11/2021

🕵️🕵️All’interno di un consultorio milanese ho constatato come la  maggior parte delle richieste riporti a una tematica ansiosa...sembrerebbe una generazione di ansiosi. Ma è una prerogativa individuale o il contesto storico-sociale ha una sua influenza?

Il New York Times Magazine sottolinea che l’ansia è un dono – si fa per dire – dei tempi più recenti: se gli anni novanta sono stati tendenzialmente depressi, l’età contemporanea, e in primo luogo i suoi giovani, sono costantemente preoccupati e agitati. Del resto, oramai è difficile perfino dire “dove finisce lo stato ansioso individuale e dove cominciano le notizie dal mondo reale”.

D’altra parte, fino a una manciata di decenni fa le persone avevano da preoccuparsi solo di ciò che le poteva coinvolgere direttamente. Ora, tutto quanto succede nel mondo riguarda tutti, dato che qualsiasi notizia ormai raggiunge chiunque, subito e in qualsiasi istante.

L’ansia non è razionale. Non è coerente. Consuma un sacco di energia. È polivalente, e si può applicare a qualsiasi cosa: si può essere contemporaneamente ansiosi per le possibili conseguenze del riscaldamento globale 🌲🌏e per un invito a cena con gente che non si conosce👥👥👥. Tra l’altro, si può perfino essere ansiosi sul fatto di essere ansiosi. 

Nel mio agire terapeutico mi addentro nell’esplorazione di diversi e molteplici livelli di osservazione: la costruzione della storia di vita e familiare, la storia della coppia, l’analisi della relazione che il paziente struttura con noi, il racconto delle relazioni primarie con le sue principali figure di attaccamento, o la forma che prende la gestione delle sue relazioni attuali: si possono rintracciare così schemi e forme ricorrenti e la struttura che ritroviamo nella storia del sistema può rivelare isomorfismi con quanto osservato nelle relazioni attuali, e anche con ciò che avviene nell’interazione con me nella stanza di terapia. 

FONTI:

Tra Intrapsichico e Intergenerazionale, Cambiaso e Mazza (2018)

Come e perchè questa è l’età dell’ansia, Annamaria Testa, Internazionale, 27/11/2017


Non sono sparita, sto solo lavorando a dei bei progetti per Milano.Avevamo parlato della psicoterapia per la collettivit...
24/09/2021

Non sono sparita, sto solo lavorando a dei bei progetti per Milano.

Avevamo parlato della psicoterapia per la collettività, ecco...ci sto lavorando.

A prestissimo!!!

01/05/2021

“ Proponiamo le interpretazioni non con lo scopo di cambiare il paziente ma di offrire al paziente qualcosa che contenga della verità per lui, qualcosa che il paziente trovi utile nel fare lavoro psicologico conscio, inconscio, preconscio”

T.H. Ogden, in “L’Arte della Psicoanalisi”, Raffaello Cortina Milano 2005.

Quali sono i processi che sottendono il cambiamento in psicoterapia? Quali gli indicatori di un percorso terapeutico riuscito? Quali gli ingredienti di un buon percorso di cura?

Da tempo è chiaro quanto tali ingredienti non siano solo le procedure corrette, e nemmeno la conoscenza di teorie comprovate: diversi autori hanno sottolineato quanto l’incontro clinico si declina nel vivere il fatto di esistere di fronte all’altro, di condividere gli stessi rischi esistenziali.

Ci viene in aiuto Cambiaso “Uno dei significati maggiormente condivisi in ogni forma di terapia è che il paziente possa allentare o superare la sofferenza rinunciando a qualcosa cui prima era legato, aumentando la consapevolezza sulle ipotetiche “cause”, ma anche abbandonare qualche illusione, osservare la propria realtà e il proprio mondo relazionale da altre angolature”.

Sicuramente un ingrediente fondamentale è l’autenticità, del terapeuta e del paziente: “Qualunque cosa si faccia, si ricostruisce sempre il monumento a proprio modo; ma è già molto adoperare pietre autentiche” ha scritto Marguerite Yourcenar.

Il cambiamento sembra essere il risultato di una ricostruzione di reperti del passato e difficoltà e fatiche nel momento attuale, nella stanza di terapia, in un clima di emotività e empatia: la speranza e l’obiettivo è di apprendere, capire una vicenda familiare, un nostro modo ripetitivo disfunzionale di stare in relazione con gli altri, accedere alle nostre speranze, aii nostri desideri più profondi e intimi, che spesso è difficile distinguere da desideri degli altri calati su di noi….scrive Recalcati che la terapia “è quell’esperienza che consente al soggetto di nominare il proprio desiderio e di stabilire con esso una nuova alleanza”.

Fonti:

“Tra intrapsichico e trigenerazionale”, di Gianni Cambiaso e Roberto Mazza, Raffaello Cortina Editore, 2018.

Secondo Marco Aurelio la gentilezza è la delizia più grande dell’umanità, ma oggi è ancora considerata un valore fondant...
12/04/2021

Secondo Marco Aurelio la gentilezza è la delizia più grande dell’umanità, ma oggi è ancora considerata un valore fondante?

In un’epoca di grandi incertezze come la nostra la gentilezza non è più considerata un istinto naturale, spesso ci vediamo tutti pazzi, cattivi, pericolosi e profondamente competitivi. 

Oggi spesso la capacità di farsi carico delle fragilità e vulnerabilità degli altri e quindi della propria, è considerata un segno di debolezza, molti pensano che la gentilezza sia la virtù dei perdenti; così, ragionare in termini di vincenti e perdenti significa accettare il rifiuto per la generosità imposto dalla paura. 

Jean-Jacques Rousseau ci rassicura un po’: il prendersi cura degli altri ci rende pienamente umani, infatti dipendiamo gli uni dagli altri non solo per la nostra sopravvivenza ma anche per la nostra esistenza. 

Tuttavia, la società moderna occidentale rifiuta tale pensiero e mette l’indipendenza al di sopra di ogni altra qualità: le virtù cardinali sono così l’autosufficienza e l’autonomia. In questo modo si diffonde la cultura della “durezza” e del cinismo, la solidarietà diminuisce e la gentilezza diventa un atto troppo rischioso. Ed ecco così circolare sentimenti del “noi contro loro”, portatori di atteggiamenti razzisti, omofobi e altamente pericolosi, alienanti che isolano e spezzettano la società. 

Molto del nostro sistema di valori contemporaneo fa sì che la gentilezza ci appaia utile ma allo stesso tempo superflua. Concludono gli autori affermando che  “Tutti la desideriamo, sapendo che, incoraggiando la vitalità legata alla vulnerabilità, ciò crea un coinvolgimento con gli altri che temiamo e che allo stesso tempo cerchiamo con tutte le forze. Ogni attacco contro la gentilezza è un attacco contro le nostre speranze".

Fonti:

- Adam Philips, Barbara Taylor, The Guardian, UK, articolo " sulla gentilezza" uscito anche sul numero 783 di Internazionale.


Fare un passo indietro per farne due avanti, una regressione finalizzata al progresso è ciò che secondo Alfredo Canevaro...
29/03/2021

Fare un passo indietro per farne due avanti, una regressione finalizzata al progresso è ciò che secondo Alfredo Canevaro permettono le sedute con invito di familiari significativi, quali fratelli, genitori e alle volte i partner. 

Questi incontri, secondo l’autore, pongono le condizioni per un “incontro emozionale” che possa ricreare le condizioni di un nutrimento affettivo e di una conferma di sè stessi: così i pazienti possono trovare la spinta spontanea per la realizzazione dei loro progetti di vita. 

I genitori dovrebbero riconoscere la nostra autonomia, il nostro progetto esistenziale, le nostre valenze come persone “nuove” e non solo in quanto prodotto di desideri e modellamento della famiglia di origine. Ciò spesso non avviene per paura di perderci come figli. 

“Attacchi di panico, frustrazioni sentimentali reiterate, depressioni ingiustificate, abbandono di carriere... non sono a volte che tentativi magici di fermare il tempo, o andare a ritroso per cercare di elaborare lo svincolo mancato. “

Gli allargamenti permetterebbero così di combattere il rischio di una separazione forzata e distruttiva dalla famiglia di origine, il cosiddetto “taglio emotivo” o “cut off” (Bowen, 1978). Entrambi reincarnano un mito diffuso in passato secondo il quale era necessario allontanarsi fisicamente ed emotivamente da famiglie disfunzionali per potersi differenziare o per lo meno per “salvarsi” e preservarsi psicologicamente. 

Grazie al contributo di fratelli, genitori, partner si intravedono nuove possibilità, nuovi colori e spesso nelle sedute sono frequenti momenti di commozione, di vera vicinanza emotiva e di condivisione della propria narrazione di vita, delle proprie sofferenze, unificando così a stati emotivi intensi parole, spesso taciute per molto tempo. 

Fonti:

-Alfredo Canevaro, “Quando volano i cormorani”, 2009


08/03/2021

“ Le ragazze sono forti”, così leggo in copertina sul nuovo numero di Internazionale, un forte incoraggiamento, una frase esortativa. 

“Alle ragazze viene detto sempre più spesso che hanno un potere, e sempre più spesso sentono di averlo. E se non credono davvero di governare il mondo, di certo vogliono migliorarlo”. 

Se nel 1972 le ragazze della classe operaia di Ealing (Londra) ritenevano fondamentale l’amore, un marito e alla fine una carriera, già nel 1994 tale sondaggio vide invertite le priorità: prima c’era un “lavoro interessante”, poi “cambiare il mondo” e alla fine “l’indipendenza economica”. Tuttavia le giovani donne si portano dietro anche aspettative molto alte che possono rappresentare un rischio: “La società tende ancora a pensare che le ragazze siano in crisi oppure siano supereroine. Stiamo cercando una via di mezzo in cui possiamo essere semplicemente umane e autorizzate a commettere errori”, dice Angelica Puzio, dottoranda della New York University. 

Molte giovani adulte che seguo e ho seguito riportano in sede di terapia la pressione per essere brave, di rispecchiare le aspettative altrui; il rimando di cercare di essere più sicure è in contrasto con la società nella quale viviamo in cui sono all’ordine del giorno femminicidi, violenze psicologiche, maltrattamenti fisici, disparità salariali e di mansioni lavorative. Andrebbero sradicati o contrastati, combattuti questi fenomeni, allora sì, poi, ci sentiremmo un po’ più sicure..

FONTI: 

“Le ragazze sono forti”, The Economist ( numero 1399 Internazionale) 






La paura della morte ci ossessiona per tutta la vita, erigiamo così difese basate sulla negazione; tuttavia è impensabil...
26/02/2021

La paura della morte ci ossessiona per tutta la vita, erigiamo così difese basate sulla negazione; tuttavia è impensabile tenerla lontana dalla mente perchè si riversa nelle nostre fantasie, nei nostri sogni ed è parte integrante della vita.

Allo stesso modo la morte è presente in ogni percorso di terapia, e ignorandolo, alimentiamo e trasmettiamo il messaggio che sia troppo terribile per parlarne.

La terapia è infatti in primis un’esplorazione profonda e esaustiva del corso e del significato della vita.

Tuttavia, in lutto è un’esperienza di confine la cui potenzialità è sfruttata troppo raramente nel processo terapeutico, e ora con gli esiti della pandemia sarà sempre più presente come tema nelle terapie con i nostri pazienti.

Sonia Di Caro, nel suo libro “Psicoterapia del distacco” ci mostra come il lutto sia spesso un tabù per i professionisti del dolore ma nella vita ci sono sempre perdite, le quali mettono allo stesso livello esistenziale paziente e terapeuta: le competenze tecniche sono necessarie ma non sufficienti.

Imprescindibili sono autenticità, umanità…

Fonti

-Sonia Di Caro, “Psicoterapia del distacco”, 2017

-Sandro Veronesi “Il Colibrì”, 2019

Un’indagine sugli effetti psicosociali della pandemia condotta dall’Helmholtz Zentrum di Monaco su 113mila persone mostr...
10/02/2021

Un’indagine sugli effetti psicosociali della pandemia condotta dall’Helmholtz Zentrum di Monaco su 113mila persone mostra come i livelli di stress sono incrementati in tutta la popolazione e in tutte le fasce di età; i sintomi peggiori li ha sviluppati la parte di popolazione che va dai venti ai quarant’anni.

Già prima del covid-19 l’attenzione per la salute psicologica era molto bassa. Tutt’ora tale consapevolezza è carente, basti pensare ai pochi fondi stanziati dal Recovery fund in questo settore: difatti i tanti servizi ,gratuiti e non, creatisi durante l’emergenza sono stati frutto dell’iniziativa di isolate realtà e non esito di un contesto più strutturato e integrato a livello di sanità nazionale.

 
In passato è circolata l’idea di istituire un sistema di psicologi di base, ma pare un obiettivo ancora troppo lontano; diverse ricerche effettuate sul territorio Lombardo  mostrano come l’obiettivo fissato dalla legge regionale 34 del 1996 – 1 consultorio ogni 20 mila abitanti – sia un riferimento lontano.
La situazione in Lombardia è andata in parte migliorando grazie all’incremento dell’offerta privata, anche se oggi il rapporto servizio/popolazione è ancora oltre il doppio di quanto definito dalla normativa. Eppure proprio in momenti come questi la salute mentale dovrebbe essere un servizio garantito, capillare ed accessibile a tutti, affinchè convogli e raccolga la domanda e sia funzionale anche in ottica di prevenzione futura, per rinsaldare la collettività e gli individui laddove in futuro emergano all’orizzonte nuove sfide. 

Un’infermiera accanto a me in attesa di vaccinazione mi ha detto” Bene che c’è il vaccino, ma ora chi si occuperà delle nostre preoccupazioni, del nostro dolore?"

Disegno della favolosa








Fonti

 
-Gli effetti psicologici della pandemia , Annalisa Camilli, da Internazionale, 10/12/2020

 -I consultori familiari: dati a confronto - 03-29-2012, a cura di Valentina Ghetti - Lombardia Sociale - http://www.lombardiasociale.it

Un’indagine sugli effetti psicosociali della pandemia condotta dall’Helmholtz Zentrum di Monaco su 113mila persone mostr...
10/02/2021

Un’indagine sugli effetti psicosociali della pandemia condotta dall’Helmholtz Zentrum di Monaco su 113mila persone mostra come i livelli di stress sono incrementati in tutta la popolazione e in tutte le fasce di età; i sintomi peggiori li ha sviluppati la parte di popolazione che va dai venti ai quarant’anni.

Già prima del covid-19 l’attenzione per la salute psicologica era molto bassa. Tutt’ora tale consapevolezza è carente, basti pensare ai pochi fondi stanziati dal Recovery fund in questo settore: difatti i tanti servizi ,gratuiti e non, creatisi durante l’emergenza sono stati frutto dell’iniziativa di isolate realtà e non esito di un contesto più strutturato e integrato a livello di sanità nazionale.

 
In passato è circolata l’idea di istituire un sistema di psicologi di base, ma pare un obiettivo ancora troppo lontano; diverse ricerche effettuate sul territorio Lombardo  mostrano come l’obiettivo fissato dalla legge regionale 34 del 1996 – 1 consultorio ogni 20 mila abitanti – sia un riferimento lontano.
La situazione in Lombardia è andata in parte migliorando grazie all’incremento dell’offerta privata, anche se oggi il rapporto servizio/popolazione è ancora oltre il doppio di quanto definito dalla normativa. Eppure proprio in momenti come questi la salute mentale dovrebbe essere un servizio garantito, capillare ed accessibile a tutti, affinchè convogli e raccolga la domanda e sia funzionale anche in ottica di prevenzione futura, per rinsaldare la collettività e gli individui laddove in futuro emergano all’orizzonte nuove sfide. 

Un’infermiera accanto a me in attesa di vaccinazione mi ha detto” Bene che c’è il vaccino, ma ora chi si occuperà delle nostre preoccupazioni, del nostro dolore?"

Disegno della favolosa








Fonti

-Gli effetti psicologici della pandemia , Annalisa Camilli, da Internazionale, 10/12/2020
 -I consultori familiari: dati a confronto - 03-29-2012, a cura di Valentina Ghetti - Lombardia Sociale - http://www.lombardiasociale.it

L'occorrere della pandemia da covid-19 ha reso necessaria l'adozione di misure di "isolamento" che si sono tradotte su p...
15/01/2021

L'occorrere della pandemia da covid-19 ha reso necessaria l'adozione di misure di "isolamento" che si sono tradotte su più livelli dell'esperienza quotidiana.
Durante questo periodo, la percezione di alcuni giovani adulti, alle prese con i loro progetti di vita, è di aver dovuto "congelare" le proprie idee per il futuro e, a volte, le proprie esistenze.
A ciò si accompagna spesso un sentimento di angoscia e una sensazione di "incomunicabilità" dei propri vissuti, dovuti sia alla difficoltà che gestire questo tipo di emozioni comporta, sia ad una effettiva impossibilità di condivisione.
Il gruppo di sostegno "StandBy-me" si propone l'obiettivo di fornire un supporto, attraverso il gruppo e la condivisione, nell'affrontare insieme i propri vissuti e le proprie esperienze.

Indirizzo

Alzaia Naviglio Pavese, 20
Milan
20143

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393518588597

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Giulia Joo Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Giulia Joo Psicologa:

Condividi

Digitare