Ketty Carlucci Pediatra

Ketty Carlucci Pediatra Ho sempre voluto fare il medico, ho sempre voluto dedicarmi alla Pediatria. I Bambini prima di tutto.

I bambini sono il filo conduttore che lega la mia formazione professionale: Cardiochirurgia Pediatria, Terapia Intensiva Pediatria e Neonatologia.

08/03/2026

Ci sono frasi che sembrano scritte per i bambini,ma in realtà smascherano gli adulti.Perché un bambino sa distinguere co...
06/03/2026

Ci sono frasi che sembrano scritte per i bambini,
ma in realtà smascherano gli adulti.

Perché un bambino sa distinguere con immediatezza ciò che ferisce, ciò che distrugge, ciò che non dovrebbe mai appartenere alla vita.
La guerra è una di queste cose.

Eppure siamo noi grandi, così istruiti, così abituati a spiegare tutto, a complicare anche l’inaccettabile.
La verità invece, a volte, è disarmante nella sua semplicità:
ci sono cose da non fare mai.
Mai di giorno.
Mai di notte.
Mai per mare.
Mai per terra.

Forse dovremmo tornare a leggere il mondo con occhi meno esperti e più umani.
Perché quando una frase così essenziale non basta a fermarci, il problema non è nei bambini.
È negli adulti.

genitorialitàconsapevole

01/03/2026

Il prurito nella dermatite atopica non è solo “pelle secca”.
È un circuito neuro-infiammatorio che può essere amplificato anche da Staphylococcus aureus, capace di attivare direttamente i neuroni cutanei.

Per questo non basta una crema qualunque.

Serve un trattamento che:

• ripristini davvero la barriera (lipidi fisiologici come ceramidi)
• aiuti a riequilibrare il microbiota cutaneo
• contenga attivi lenitivi con documentata azione anti-prurito
• sia privo di profumi e irritanti

Quando interrompiamo il meccanismo, riduciamo il prurito.
E se riduciamo il prurito, riduciamo le lesioni.

Capire il perché cambia il come.

Un abbraccio non è solo un gesto affettivo.È un evento neurobiologico.Quando un bambino viene abbracciato accadono cose ...
20/02/2026

Un abbraccio non è solo un gesto affettivo.
È un evento neurobiologico.

Quando un bambino viene abbracciato accadono cose molto precise nel suo corpo:

🔬 Si libera ossitocina – l’ormone della fiducia e dell’attaccamento.
Favorisce il senso di sicurezza e rafforza il legame genitore-figlio.

🧠 Si riduce il cortisolo – l’ormone dello stress.
La frequenza cardiaca rallenta, la pressione si stabilizza, il sistema nervoso si calma.

❤️ Si attiva il sistema parasimpatico.
Il corpo entra in modalità “protezione e crescita”.

👶 Nei bambini piccoli questo significa:
– migliore regolazione emotiva
– maggiore capacità di consolazione
– sviluppo più armonico delle connessioni cerebrali legate all’attaccamento

👩‍👦 Ma succede anche al genitore:
– riduzione dell’ansia
– aumento della percezione di competenza
– maggiore sintonizzazione emotiva

L’abbraccio è un regolatore biologico reciproco.

Non è solo affetto.
È costruzione di sicurezza interna.

E la sicurezza interna è il terreno su cui cresce l’autonomia.

“Il gioco è una cosa seria.”E no: non è una frase carina ✨È una frase profondamente educativa, emotiva e scientifica.Nel...
07/02/2026

“Il gioco è una cosa seria.”

E no: non è una frase carina ✨
È una frase profondamente educativa, emotiva e scientifica.

Nel cervello del bambino il gioco non è una pausa dall’apprendimento 🧠
È il modo in cui l’apprendimento avviene davvero.

Quando un bambino gioca, sta costruendo competenze fondamentali per la vita 👶⬇️

🧠 Funzioni esecutive → attenzione, autocontrollo, flessibilità, capacità di pianificare
💛 Regolazione emotiva → tollerare la frustrazione, sbagliare, riprovare, aspettare
🤝 Competenze sociali → negoziare regole, leggere l’altro, riparare un conflitto
🗣️ Linguaggio e pensiero simbolico → “facciamo finta che…” è palestra di immaginazione e problem solving

E poi c’è la parte più importante 🌱
Il gioco è relazione.

Quando un adulto gioca davvero con un bambino 🎲
senza telefono 📵
senza correggere ❌
senza accelerare ⏳

sta comunicando qualcosa di potentissimo, anche senza parole 💬
👉 Ti vedo
👉 Ti seguo
👉 Sei importante

Ed è qui che il gioco diventa cura, prevenzione, sicurezza emotiva ❤️

Per questo “gli adulti lo dovrebbero reimparare”.
Perché non si tratta di intrattenere i bambini…
ma di esserci, davvero.

Hai notato una “pallina” sul collo di tuo figlio, lungo il muscolo laterale (sternocleidomastoideo)?Molto spesso sono i ...
21/01/2026

Hai notato una “pallina” sul collo di tuo figlio, lungo il muscolo laterale (sternocleidomastoideo)?
Molto spesso sono i linfonodi laterocervicali.

📍 Questi linfonodi drenano il distretto orecchio–naso–gola, quindi possono aumentare di volume durante o dopo:
• raffreddore / rinofaringite
• mal di gola / tonsillite
• otite

👉 In pediatria è un reperto frequentissimo, soprattutto tra 2 e 10 anni, perché il sistema immunitario è “in allenamento”: sta imparando a riconoscere nuovi virus e batteri e a costruire memoria.
🧠 Cosa significa davvero “linfonodo reattivo”?👉Il linfonodo non è un “bozzo”: è un organo immunitario attivo.
Quando arriva uno stimolo dalle alte vie respiratorie (infezione o infiammazione):
✨le cellule dendritiche e i macrofagi catturano frammenti del microrganismo (o segnali di danno/infiammatori)
✨li trasportano nel linfonodo e li “mostrano” ai linfociti
✨nel linfonodo i linfociti T e B vengono attivati e proliferano
✨vengono prodotte molecole di comunicazione (citochine) che coordinano la risposta

➡️ Questo aumento di attività interna fa aumentare il volume del linfonodo.

📌 Quindi sì: può ingrossarsi sia in corso di infezione, sia in corso di infiammazione locale (tipico: mucosa nasale/tonsillare “molto infiammata”).

Questo è il punto che spaventa di più i genitori‼️

👉 Un linfonodo può restare palpabile molto più a lungo della febbre o del mal di gola.
Nella maggior parte dei bambini può rimanere evidente:
✳️2–4 settimane dopo l’episodio
✳️non di rado anche 6–8 settimane, soprattutto in età prescolare (bimbi che fanno raffreddori in sequenza)

✅ Se nel tempo si riduce lentamente, è un segnale tipico di reattività fisiologica.

Parlane con il tuo PEDIATRA!!!

I ragazzi non imparano solo dalle parole.Imparano da quello che respirano ogni giorno 👀💭:• nel modo in cui gli adulti ge...
19/01/2026

I ragazzi non imparano solo dalle parole.
Imparano da quello che respirano ogni giorno 👀💭:

• nel modo in cui gli adulti gestiscono la frustrazione 😮‍💨
• nel tono con cui si litiga 🗣️
• nel modo in cui si mettono confini 🚧
• nel modo in cui si chiede scusa 🤝
• nel modo in cui si ripara un errore 🧩✨

Quando un contesto è pieno di urla, minacce, tensione, svalutazione ⚡️
il cervello “giovane” registra una cosa:
👉 il caos è normale.

Quando invece un contesto è fatto di fermezza calma, rispetto, confini chiari e dialogo 🫶
registra un’altra cosa:
👉 la calma è possibile.

Oggi più che mai non serve urlare 😔
Serve costruire casa, scuola, sport… 🏠🏫⚽️
come luoghi dove il rispetto non è un’opinione, ma un’abitudine 🌱

Perché sì:
la calma educa. 🤍
E lo fa ogni giorno. 🌙

Nel lattante l’infezione delle vie urinarie è spesso una “malattia che si presenta senza un volto chiaro”: il sintomo gu...
18/01/2026

Nel lattante l’infezione delle vie urinarie è spesso una “malattia che si presenta senza un volto chiaro”: il sintomo guida è la febbre, anche alta (talvolta fino a 39–40°C), ma talvolta anche subdolamente sotto forma di febbricola…. spesso senza tosse, senza raffreddore, senza segni respiratori.

Accanto alla febbre possono comparire segnali più sfumati e poco specifici: irritabilità, riduzione dell’appetito, vomito/diarrea, scarso benessere generale. In alcuni casi, soprattutto se l’IVU è ricorrente o prolungata, può vedersi anche scarso accrescimento (il classico “non cresce come prima”), perché un’infezione sistemica può interferire con alimentazione e metabolismo.

Sul piano degli esami, la leucocituria (globuli bianchi nelle urine) è un reperto frequente perché indica infiammazione/infezione delle vie urinarie: non basta da sola a “fare diagnosi”, ma è un tassello importante insieme a urinocoltura e quadro clinico.

E gli edemi declivi (gonfiore a caviglie/piedi)?
No, Quelli non sono tipici dell’IVU del lattante. Gli edemi declivi fanno pensare più spesso a problemi di equilibrio dei liquidi o delle proteine (es. patologie renali con perdita di proteine, problemi cardiaci/epatici, malnutrizione), non alla classica IVU febbrile.

E la ritenzione urinaria acuta?
Nel lattante è rara, ma può comparire in contesti particolari (ostruzioni, problemi neurologici, dolore importante, malformazioni). Non è il segno “frequente” che ci aspettiamo in una IVU tipica, ma resta più plausibile di un edema declive come manifestazione urinaria.

📌 Messaggio chiave per i genitori:
Se un lattante ha febbre senza un focus evidente, l’urina va spesso considerata tra i primi controlli: perché nei piccoli l’IVU può essere “solo febbre”.

Indirizzo

Corso Di Porta Vittoria 18
Milan
20122

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