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23/03/2026

Vulv0dinia: dirlo o non dirlo?

Gli studi in questione hanno esaminato se le donne sperimentino un “picco del desiderio s3ssuale” tra i 30 e i 34 anni e...
21/03/2026

Gli studi in questione hanno esaminato se le donne sperimentino un “picco del desiderio s3ssuale” tra i 30 e i 34 anni e, in caso affermativo, se ci sia una spiegazione evolutiva per questo fenomeno.

Il primo studio, condotto su studenti universitari statunitensi (803 donne e 415 uomini), ha mostrato che le donne in questa fascia d’età si percepiscono più desiderose, seducenti e attive s3ssualmente rispetto alle donne più giovani o più mature. Negli uomini, invece, non è stato osservato un aumento del desiderio s3ssuale nello stesso periodo di età.

Un secondo studio (611 donne e 329 uomini) conferma questo picco tra i 30 e i 34 anni anche in un campione canadese, includendo sia persone sposate che single.

Gli autori hanno avanzato due possibili spiegazioni evolutive: una è che questo aumento del desiderio favorisca la riproduzione all’interno di relazioni stabili a lungo termine; l’altra è che possa incrementare le possibilità di concepimento anche tramite rapporti occasionali. Nel complesso, l’ipotesi più supportata è quella del legame tra picco s3ssuale femminile e riproduzione nelle relazioni monogame durature.

📚Bibliografia: M., Fisher, M. L., & Vasey, P. (2002). Is there an early-30s peak in female sexual desire? Cross-sectional evidence from the United States and Canada. The Canadian Journal of Human S*xuality, 11(1), 1–18.

15/03/2026

Che ruolo ha l'olfatto nella s3ssualità?

Quando si studia l’eccitazione s3ssuale, spesso la si considera una risposta individuale.La ricerca mostra che, nelle re...
12/03/2026

Quando si studia l’eccitazione s3ssuale, spesso la si considera una risposta individuale.

La ricerca mostra che, nelle relazioni, gli stati emotivi dei partner tendono a influenzarsi a vicenda. Questo vale anche per l’eccitazione s3ssuale.

In pratica, le reazioni di una persona possono modificare quelle dell’altra. Anche la semplice presenza del/della partner può cambiare la risposta genitale rispetto a quando si è soli.

Gli scienziati chiamano questo fenomeno sincronia: significa che le risposte dei partner cambiano insieme nel tempo.

Questa sincronia può avere tre caratteristiche:
• quanto è forte il collegamento tra le risposte s3ssuali dei partner
• se aumentano insieme oppure in direzioni opposte
• chi influenza chi nei cambiamenti di eccitazione

Quindi l’eccitazione s3ssuale non è solo una risposta individuale, ma un processo che si crea tra due persone.

📚Bibliografia: Aleksandra Pawłowska, Antonio Criscuolo, Erick Janssen, Marieke Dewitte, Exploring sexual arousal synchrony: A pilot study on dyadic sexual arousal covariation in the lab, The Journal of S*xual Medicine, Volume 23, Issue 4, April 2026

07/03/2026

Che effetto ha l'allattamento sul desiderio s3ssuale?

Mi capita sempre più spesso di vedere pazienti che portano come problema la diminuzione del desiderio s3ssuale.La prima ...
04/03/2026

Mi capita sempre più spesso di vedere pazienti che portano come problema la diminuzione del desiderio s3ssuale.

La prima cosa da fare è capire che il desiderio non si spegne all’improvviso e non ha un’unica causa. Dobbiamo distinguere tra fattori interni (endogeni) e fattori esterni (esogeni).

Tra i fattori interni, il tono dell’umore ha un ruolo centrale, ad esempio una depressione lieve può avere come sintomo la riduzione del desiderio.

Un altro elemento spesso sottovalutato sono i farmaci, molte terapie possono avere effetti negativi sulla s3ssualità. Gli antidepressivi, ad esempio, tra i possibili effetti collaterali hanno proprio la diminuzione del desiderio.

Ci sono poi i fattori ormonali, una riduzione del testosterone o un aumento della prolattina possono influire in modo significativo; in questi casi una valutazione medica mirata è fondamentale.

Infine, i fattori esterni. Il contesto relazionale conta moltissimo: conflitti continui, distanza emotiva, rottura del legame sentimentale o una perdita di attrazione verso il/la partner possono determinare un calo del desiderio rivolto a quella persona, pur mantenendo interesse verso il resto del mondo.

Il calo del desiderio è un tema che riguarda moltissime persone in alcune fasi della vita, non va ignorato, ma non va nemmeno vissuto con allarme immediato.
La preoccupazione diventa clinicamente rilevante se il problema dura più di tre mesi, periodi di giorni o settimane con desiderio più basso possono capitare a chiunque.

Capirne la causa è il primo passo, perché il desiderio non è solo una questione s3ssuale, è uno specchio della nostra salute fisica, emotiva e relazionale.

27/02/2026

L’intelligenza artificiale viene sempre più utilizzata per fornire informazioni su temi sensibili, compresa la salute s3...
22/02/2026

L’intelligenza artificiale viene sempre più utilizzata per fornire informazioni su temi sensibili, compresa la salute s3ssuale. Ma quanto è davvero affidabile rispetto a un professionista sanitario?

Uno studio ha analizzato 195 domande reali ricevute dal centralino del Melbourne S*xual Health Centre.
Le stesse domande sono state sottoposte a infermiere esperte e a tre chatbot: due addestrati con prompt specifici (Alice e Azure) e la versione standard di OpenAI, cioè ChatGPT.

Le risposte sono state valutate da un gruppo di esperti in modo cieco, considerando:
• correttezza complessiva
• accuratezza
• sicurezza
• chiarezza e accessibilità
• completezza delle informazioni
• qualità delle indicazioni fornite

I risultati sono interessanti. Il chatbot “Alice” ha ottenuto la percentuale più alta di correttezza complessiva (85,2%). Azure si è fermato al 69,3%. ChatGPT al 64,8%.
I chatbot ottimizzati con prompt specifici hanno quindi superato la versione base.
Un dato rassicurante: tutti i chatbot hanno ottenuto punteggi molto alti in termini di sicurezza, con Azure che ha raggiunto quasi il 98%. Questo significa basso rischio di fornire indicazioni potenzialmente dannose.

Cosa significa in pratica?
L’AI può essere uno strumento utile per informazioni generali, soprattutto quando le persone provano imbarazzo a parlare di s3ssualità. Ma non sostituisce il ragionamento clinico, l’inquadramento personalizzato e la responsabilità professionale.

L’intelligenza artificiale è un possibile supporto informativo, non un sostituto della relazione terapeutica. La tecnologia può facilitare l’accesso, ma la competenza clinica resta insostituibile.

📚Bibliografia: Latt PM, Aung ET, Htaik K, Soe NN, Lee D, King AJ, Fortune R, Ong JJ, Chow EPF, Bradshaw CS, Rahman R, Deneen M, Dobinson S, Randall C, Zhang L, Fairley CK. Evaluation of artificial intelligence (AI) chatbots for providing sexual health information: a consensus study using real-world clinical queries. BMC Public Health. 2025 May 15;25(1):1788.

19/02/2026

Come mai le donne che soffrono di vulv0dinia hanno spesso anche disturbi vescicali?

“Il dolore sta tutto nella tua testa.” Molte donne con vulv0dinia si sono sentite dire questa frase. Spesso non come spi...
15/02/2026

“Il dolore sta tutto nella tua testa.” Molte donne con vulv0dinia si sono sentite dire questa frase. Spesso non come spiegazione clinica, ma come modo per sminuire il problema. Come se quel dolore fosse immaginato, esagerato o addirittura inventato.

Questo atteggiamento ferisce e, soprattutto, allontana dalla possibilità di arrivare a una diagnosi corretta.

La vulv0dinia non è un problema psicosomatico nel senso comune del termine. Non nasce “dalla mente”. È un problema somato-psichico: parte dal corpo. C’è una base fisica reale, quando però il dolore diventa cronico e persistente, è naturale che anche la mente venga coinvolta.

Possono attivarsi meccanismi come il pensiero ossessivo o la tendenza a immaginare scenari catastrofici. Questi processi non creano il dolore, ma possono amplificarlo e mantenerlo nel tempo.

Per questo, in alcuni casi, un approccio integrato che includa anche un supporto psicologico può migliorare i risultati terapeutici.

12/02/2026

Come stimolare adeguatamente il clit0ride?

Siamo abituati a pensare che la soddisfazione s3ssuale dipenda soprattutto dalla frequenza dei rapporti, ma la ricerca r...
09/02/2026

Siamo abituati a pensare che la soddisfazione s3ssuale dipenda soprattutto dalla frequenza dei rapporti, ma la ricerca racconta una storia più complessa.

Uno studio basato sulla “affection exchange theory” ha indagato proprio questo: quanto contano i gesti di affetto nella soddisfazione s3ssuale e coniugale. Sono state coinvolte 700 persone sposate e i risultati sono chiari.

È vero che, in generale, una minore frequenza s3ssuale si associa a una minore soddisfazione. Ma questa relazione cambia molto quando nella coppia sono presenti carezze, abbracci, contatto fisico, parole tenere, vicinanza emotiva. Nelle relazioni in cui l’affetto è frequente, il calo di benessere è molto più piccolo, anche se i rapporti sono rari.

In pratica, sentirsi cercati, toccati e accolti ogni giorno può compensare in parte la minore attività s3ssuale. Dare e ricevere affetto mantiene viva la connessione, rafforza la sicurezza emotiva e nutre quell’intimità che non passa solo dal rapporto.

Questo non significa che il s3sso non sia importante, ma che ridurre tutto a “quante volte” è limitante. La qualità del legame spesso pesa più della quantità.
Dal punto di vista s3ssuologico, lavorare sull’affettività quotidiana è spesso il primo passo: più presenza, più contatto, più gentilezza. A volte la coppia riparte da un abbraccio sul divano, non dalla performance a letto.

📚Bibliografia: Cheon, J.E., Kim, YH. Compensatory Effects of Affectionate Communication in Marriages with Infrequent S*xual Activity. Arch S*x Behav (2026).

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Via Marostica 35
Milan
20146

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