11/08/2021
Negli ultimi 15 anni gli studi sull’effetto placebo si sono intensificati, anche grazie all’identificazione delle aree del cervello coinvolte e dei meccanismi Psico-Neuro-Endocrino-Immunologici (PNEI) che regolano la relazione mente-corpo, e stanno fornendo un contributo prezioso nel trattamento del dolore e di altre patologie. Tali studi hanno infatti consentito lo sviluppo di tecniche basate sull’evidenza che sfruttano le risposte placebo nella pratica clinica
In un commento pubblicato di recente su PubMed, C.W. Gay e Mark D. Bishop, dell’Università della Florida, fanno riferimento, in particolare, agli studi sui processi biologici che modulano la percezione del dolore nell’analgesia da placebo e nel suo opposto, l’iperalgesia da nocebo. “Ripensare le risposte placebo e nocebo come meccanismi modulatori endogeni, estende il focus della cura dal semplice intervento al suo contesto. Le variazioni dell’intensità percepita del dolore sono spesso attribuite a una varietà di fattori che si possono raggruppare in tre categorie:
-fattori correlati alla malattia,
-effetti specifici del trattamento,
-effetti contestuali.
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