02/03/2026
Nuovo passo professionale, stessa direzione di senso.
Mi sono iscritta a Associazione Italiana Formatori.
Per me non è solo un’iscrizione.
È una scelta identitaria.
Negli anni ho lavorato individualmente con persone neurodivergenti: accompagnandole a conoscere il proprio funzionamento, trovare strategie adattive, costruire strumenti su misura.
Ed è un lavoro che amo profondamente.
Ma oggi sento con ancora più chiarezza che non può essere solo la persona neurodivergente ad adattarsi.
Se vogliamo parlare davvero di benessere, inclusione e qualità della vita, dobbiamo iniziare a lavorare anche sugli ambienti.
Scuole.
Luoghi di lavoro.
Equipe educative.
Contesti relazionali.
Un mondo inclusivo non nasce quando “insegniamo a compensare”.
Nasce quando entrambi i fronti si muovono.
Quando chi abita un contesto e chi lo struttura iniziano a parlarsi.
Quando la formazione diventa uno strumento di consapevolezza culturale, non solo tecnica.
Quando l’adattamento è reciproco.
Entrare in AIF per me significa portare più solidità, struttura e impatto in questa direzione:
non solo supportare persone autistiche e/o ADHD, ma contribuire a rendere i contesti che abitano e frequentano più consapevoli, flessibili e inclusivi.
Perché il benessere non è una responsabilità individuale.
È una costruzione collettiva.
(Oggi condivido con orgoglio il mio attestato ✨)