Clinica Blue Eye

Clinica Blue Eye Clinica oculistica privata con sedi a Milano (zona Torre Velasca) e Vimercate (Torri Bianche)

Sai cosa succede ai colori quando arriva la cataratta? 🎨Per capirlo, bisogna partire dal cristallino, la lente naturale ...
20/04/2026

Sai cosa succede ai colori quando arriva la cataratta? 🎨

Per capirlo, bisogna partire dal cristallino, la lente naturale dell'occhio: una struttura trasparente ed elastica che mette a fuoco la luce sulla retina.

🌫️ Quando si opacizza (ed è questo che fa la cataratta) la luce non viene più focalizzata con precisione ma dispersa, e il risultato è una visione offuscata e colori sbiaditi.

Le cause sono diverse: l'invecchiamento è la principale (oltre il 50% degli over 60), ma contribuiscono anche l'esposizione ai raggi UV, il diabete, l'uso prolungato di cortisonici o chemioterapici, fattori genetici e traumi.

🎉 Buone notizie: la cataratta è curabile! Ma la vista si protegge prima che sia troppo tardi. Se noti anche solo un piccolo cambiamento nella qualità della tua visione, è il momento di parlarne con un oculista.

16/04/2026

Se è un sogno non svegliatemi 🥹
Ah no, ho solo fatto la chirurgia refrattiva!

Sappiamo che toglierti gli occhiali è una delle cose che desideri di più, e siamo qui per dirti che è possibile… ma prim...
14/04/2026

Sappiamo che toglierti gli occhiali è una delle cose che desideri di più, e siamo qui per dirti che è possibile… ma prima di qualsiasi intervento c'è un passaggio che non si può saltare: la visita di idoneità 👀

Le tecniche moderne di chirurgia refrattiva correggono miopia, astigmatismo e ipermetropia con un'alta percentuale di successo.

Il punto, però, non è se il laser funziona: è se funziona per i tuoi occhi!

👉🏻 Scorri il carosello per capire cosa succede davvero prima di finire sul lettino operatorio.

Oggi è la Giornata Internazionale del Viaggio Nello Spazio e c'è qualcosa che forse non sai sugli astronauti 👀C’è una pa...
12/04/2026

Oggi è la Giornata Internazionale del Viaggio Nello Spazio e c'è qualcosa che forse non sai sugli astronauti 👀

C’è una patologia che può affliggere chi fa lunghe missioni in microgravità: si chiama SANS, Spaceflight Associated Neuro-ocular Syndrome e comporta alterazioni a occhi e cervello. Da quando è stata scoperta, nel 2005, è oggetto oggi di molti studi e ricerche per trovare una cura.

Tra i sintomi: vista offuscata, mal di testa e scotomi. Gli esami rivelano gonfiore del nervo ottico, appiattimento del bulbo oculare e uno spostamento verso l'ipermetropia.

Nella maggior parte dei casi i disturbi migliorano dopo il rientro, ma alcune modifiche strutturali possono persistere. Per questo la SANS è oggi uno dei principali rischi "rossi" per le missioni verso Luna e Marte 🌕

Scorri il carosello per saperne di più e dicci se andresti lo stesso nello spazio 🚀

09/04/2026

Il tuo nutrizionista ti ha già fatto la ramanzina per gli avanzi di Pasqua? Mostragli questo video 🍫

Il cioccolato fondente (attenzione, deve avere almeno il 70% di cacao) contiene flavanoli, potenti antiossidanti che migliorano il flusso sanguigno alla retina e aumentano l'acuità visiva e la sensibilità al contrasto.

Lo dice uno studio pubblicato su JAMA Ophthalmology 🔬

Certo, stiamo parlando di fondente, non delle uova al cioccolato bianco o dei coniglietti al latte che ti stanno fissando dalla cucina… ma questa è un'altra storia 👀

👉🏻 Hai già guardato il reel? Condividilo con chi ha bisogno di una buona scusa per continuare a mangiare il cioccolato di Pasqua 🐣

La pressione oculare è uno dei parametri più sottovalutati in oculistica. Non provoca dolore, non arrossa l’occhio, non ...
26/03/2026

La pressione oculare è uno dei parametri più sottovalutati in oculistica.

Non provoca dolore, non arrossa l’occhio, non altera la vista nelle fasi iniziali.
Eppure è il principale fattore di rischio per il glaucoma, una malattia che può danneggiare il nervo ottico in modo irreversibile.

L’occhio non è una struttura vuota. È attraversato da un liquido chiamato umore acqueo, prodotto continuamente e drenato attraverso un sistema di scarico situato tra iride e cornea. Quando questo equilibrio si altera, il liquido si accumula e la pressione interna aumenta.

È un meccanismo idraulico. Se il drenaggio rallenta, la pressione sale.

I valori considerati normali si collocano tra 10 e 21 mmHg. Tuttavia il numero, da solo, non basta.
Lo spessore corneale può falsare la misurazione. Una cornea più spessa può far apparire la pressione più alta, una cornea sottile può nascondere un valore pericoloso. Per questo la tonometria va sempre interpretata insieme alla pachimetria e all’esame del nervo ottico.

Il problema non è il numero in sé. È ciò che la pressione può fare nel tempo.

Quando aumenta, comprime progressivamente le fibre del nervo ottico e ne riduce la perfusione sanguigna. Il danno inizia in periferia, restringendo il campo visivo senza che il paziente se ne accorga. La visione centrale resta nitida e questo crea una falsa sensazione di sicurezza. Quando i sintomi diventano evidenti, una parte delle fibre è già persa.

Esistono forme diverse di glaucoma. Quella ad angolo aperto evolve lentamente ed è la più frequente. L’angolo chiuso può invece causare un attacco acuto con dolore intenso e pressione molto elevata. Esiste anche il glaucoma a pressione normale, dove il nervo ottico si danneggia pur con valori apparentemente nella norma.

Questo significa che non basta “sentire che va tutto bene”.

La prevenzione è semplice: misurare la pressione durante una visita specialistica completa. Nei pazienti a rischio, soprattutto se c’è familiarità, il controllo deve essere regolare e includere esami del campo visivo e OCT del nervo ottico.

La terapia nella maggior parte dei casi è farmacologica. I colliri riducono la produzione di liquido o ne migliorano il deflusso. Nei casi selezionati si può intervenire con laser o microchirurgia.

Il punto è uno solo: il danno del glaucoma non è reversibile. L’unico modo per proteggere la vista è arrivare prima.

Per saperne di più, leggi il nostro articolo: trovi il link nel primo commento.

Esistono situazioni cliniche in cui un difetto refrattivo non è solo un problema di qualità visiva, ma rappresenta un fa...
19/03/2026

Esistono situazioni cliniche in cui un difetto refrattivo non è solo un problema di qualità visiva, ma rappresenta un fattore di rischio anatomico concreto per la salute dell’occhio.

È il caso seguito presso la nostra clinica: paziente di 50 anni, ipermetrope elevato (oltre +6 diottrie), con progressivo aumento della pressione intraoculare nell’ultimo anno.

Il dato clinico era chiaro: pressione passata da 18 mmHg a 23 mmHg in dodici mesi.
Superare i 21 mmHg significa entrare in una zona di rischio.

Non si trattava ancora di glaucoma, ma di una condizione di ipertensione oculare con meccanismo anatomico ben definito.

Per comprendere il problema bisogna partire dalla struttura dell’occhio ipermetrope.
L’occhio ipermetrope è più corto rispetto a un occhio emmetrope, questo comporta uno spazio interno ridotto.
Con l’età, il cristallino naturale aumenta progressivamente di spessore (può arrivare a 4-5 mm). In un occhio già “affollato”, questo ingombro spinge l’iride in avanti, restringendo l’angolo irido-corneale, cioè l’area deputata al drenaggio dell’umore acqueo.

Attraverso OCT del segmento anteriore abbiamo documentato una situazione critica: angolo estremamente stretto su 270° e completamente chiuso per i restanti 90°. Il sistema di deflusso era meccanicamente compromesso.
La pressione aumentava perché il liquido non riusciva a drenare correttamente.

In questi casi la terapia non è semplicemente farmacologica. Il problema è strutturale.

La soluzione è stata la rimozione del cristallino naturale e la sua sostituzione con una lente intraoculare trifocale molto più sottile (circa 1 mm). Questo ha permesso di:
- liberare immediatamente lo spazio intraoculare
-eli minare il meccanismo di chiusura angolare
- eliminare il meccanismo di chiusura angolare
- ridurre in modo definitivo la pressione oculare

Una volta stabilita la necessità chirurgica, la scelta della lente è diventata strategica.

Il paziente non voleva solo “mettere in sicurezza” l’occhio. Voleva anche eliminare la forte ipermetropia e la presbiopia.
È stata quindi impiantata una lente trifocale premium, capace di garantire visione nitida a lontano, intermedio e vicino.

L’obiettivo più importante non è solo la libertà dagli occhiali. È la stabilizzazione anatomica dell’occhio per evitare anche il rischio di evoluzione verso il glaucoma ad angolo chiuso.

La chirurgia del cristallino moderna non sia più solo una procedura refrattiva. È una strategia preventiva, capace di intervenire su meccanismi biomeccanici profondi e proteggere il nervo ottico nel lungo periodo.

Chi è ipermetrope, soprattutto dopo i 45 anni, dovrebbe controllare non solo la vista ma anche la pressione e la conformazione dell’angolo.

Scopri il risultato dell’intervento nel nostro articolo: trovi il link nel primo commento.

La comparsa improvvisa di “mosche volanti” o lampi di luce non va mai ignorata.Nella maggior parte dei casi si tratta di...
17/03/2026

La comparsa improvvisa di “mosche volanti” o lampi di luce non va mai ignorata.

Nella maggior parte dei casi si tratta di un Distacco Posteriore del Vitreo, un processo legato all’invecchiamento naturale dell’occhio.

Con il tempo il gel vitreale perde compattezza, le fibre collagene si aggregano, la componente acquosa si separa e il vitreo tende a contrarsi fino a staccarsi dalla retina: è la cosiddetta sineresi vitreale.

Quando questo distacco avviene, si possono percepire miodesopsie (i corpi mobili) o fotopsie, brevi flash luminosi che indicano una trazione meccanica sulla retina.
È importante ricordare che la retina non possiede recettori del dolore: risponde alla trazione con lampi di luce, non con dolore. Per questo il controllo deve essere tempestivo.

Nella maggioranza dei casi il distacco si completa senza conseguenze.
Tuttavia, se esistono punti di adesione più forti tra vitreo e retina, la trazione può provocare una rottura retinica.

Attraverso quella micro-lesione può infiltrarsi liquido sottoretinico e, nei casi non trattati, evolvere verso un distacco di retina che richiede chirurgia urgente.

La miopia rappresenta un fattore di rischio significativo: l’occhio miope è anatomicamente più lungo, la retina periferica è più sottile e le tensioni vitreali sono maggiori. In questi pazienti il monitoraggio deve essere ancora più attento, anche prima dei 50 anni.

Il distacco del vitreo non deve allarmare, ma è sempre un segnale da valutare. La differenza tra un evento fisiologico e una complicanza seria dipende dalla rapidità del controllo specialistico.

Se hai notato un aumento improvviso di corpi mobili o lampi luminosi, approfondisci l’argomento nel nostro articolo completo: trovi il link in bio.

La comparsa improvvisa di punti scuri, filamenti mobili o lampi di luce è una delle cause più frequenti di visita urgent...
12/03/2026

La comparsa improvvisa di punti scuri, filamenti mobili o lampi di luce è una delle cause più frequenti di visita urgente in ambito oculistico.

Nella maggior parte dei casi si tratta di un distacco posteriore del vitreo, un evento legato all’evoluzione naturale dell’occhio.

Il corpo vitreo è un gel trasparente che occupa gran parte del bulbo oculare.
È composto quasi interamente da acqua sostenuta da una rete sottile di collagene e acido ialuronico. Con il passare degli anni questa struttura perde compattezza. Le fibre si aggregano, la componente acquosa si separa e il gel tende a contrarsi.

Questo processo prende il nome di sineresi vitreale.

Quando la contrazione diventa sufficiente, il vitreo si separa dalla retina.
In quel momento possono comparire miodesopsie, le cosiddette mosche volanti, oppure fotopsie, brevi lampi luminosi.

La retina non possiede recettori del dolore. Quando viene sollecitata meccanicamente, non provoca dolore ma segnali luminosi.
È per questo che i flash devono essere interpretati come un segnale da valutare.

Nella maggior parte dei casi il distacco del vitreo si completa senza conseguenze. Il rischio emerge quando il vitreo è aderente in modo più saldo in alcuni punti. Durante la separazione può trascinare una piccola porzione di retina, provocando una rottura.

Se una rottura non viene diagnosticata, il liquido interno può infiltrarsi sotto la retina e determinarne il sollevamento, cioè un distacco di retina. In questo caso è necessario un intervento chirurgico.

La buona notizia è che, se la rottura viene intercettata precocemente, può essere trattata con laser ambulatoriale creando una barriera protettiva intorno alla lesione.

La miopia rappresenta un fattore di rischio significativo perché l’occhio miope è più lungo e la retina periferica più sottile. In questi pazienti il distacco del vitreo può comparire anche prima dei 50 anni.

Il distacco del vitreo non deve generare allarme, ma richiede una valutazione tempestiva quando i sintomi compaiono in modo improvviso.

Se hai notato un aumento rapido di corpi mobili o la comparsa di lampi di luce, un controllo del fondo oculare è la scelta più prudente.

Per saperne di più, leggi il nostro articolo: trovi il link nel primo commento.

La Degenerazione Maculare Senile è la principale causa di riduzione della visione centrale dopo i 55 anni nel mondo occi...
10/03/2026

La Degenerazione Maculare Senile è la principale causa di riduzione della visione centrale dopo i 55 anni nel mondo occidentale.

Colpisce la macula, l’area della retina responsabile della visione dei dettagli.
È la zona che utilizziamo per leggere, guidare e riconoscere i volti.

Nelle fasi iniziali può essere silenziosa. Un occhio sano può compensare quello affetto e il paziente può non accorgersi del problema. Quando compaiono i sintomi, è fondamentale intervenire rapidamente.

La forma più comune è quella secca, caratterizzata da un progressivo assottigliamento delle cellule retiniche e dall’accumulo di depositi chiamati drusen. L’evoluzione è lenta ma richiede monitoraggio costante.

La forma umida è meno frequente ma più aggressiva. È legata alla crescita di vasi sanguigni anomali sotto la macula. Questi vasi possono perdere liquido o sangue causando edema e danno rapido ai fotorecettori.

Il sintomo più caratteristico è la metamorfopsia. Le linee dritte appaiono ondulate, le parole sembrano deformarsi, le immagini perdono nitidezza centrale. In alcuni casi compare una macchia scura al centro del campo visivo mentre la periferia resta conservata.

La diagnosi moderna si basa su esami di imaging avanzati:
- l’OCT consente di visualizzare gli strati retinici con precisione micrometrica e di identificare fluido o -alterazioni strutturali prima che il danno sia esteso
- l’Angio-OCT permette di mappare la rete vascolare senza mezzo di contrasto.

Nella forma umida il trattamento si basa su iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF che bloccano la crescita dei vasi anomali.

Nella forma secca la gestione include integrazione nutrizionale specifica secondo protocolli validati e controllo dei fattori di rischio come fumo, pressione arteriosa e colesterolo.

La degenerazione maculare non si può ignorare, ma oggi si può gestire se diagnosticata in tempo.

Hai superato i 55 anni o noti distorsioni nella lettura? Un esame OCT può fornire informazioni decisive sullo stato della tua macula.
Se vuoi approfondire il resto dell’articolo, trovi il link nel primo commento.

08/01/2026

Tutti abbiamo avuto un tremolio alla palpebra almeno una volta.
Ma quando dura giorni, si ripete più volte al giorno o inizia a chiudere davvero l’occhio… non è più un “tic da stress”.

Potrebbe essere blefarospasmo: una contrazione involontaria dei muscoli palpebrali che, nelle forme più serie, può arrivare a impedire di mantenere gli occhi aperti.

All’inizio è lieve e occasionale, spesso scatenato da luce intensa, stanchezza o stress.
Poi può evolvere in:
- chiusura involontaria delle palpebre
- spasmi sempre più frequenti
- fotofobia
- irritazione oculare
- difficoltà a svolgere attività quotidiane

Le cause possono essere molte: irritazioni oculari (secchezza, blefarite, corpo estraneo), ipersensibilità del sistema trigeminale, assunzione o sospensione di alcuni farmaci, fattori ambientali e - più raramente - condizioni neurologiche.

Il trattamento più efficace e utilizzato è la tossina botulinica A, che rilassa in modo mirato il muscolo orbicolare permettendo di interrompere gli spasmi.

👉 Se il tremolio non passa entro poche settimane o inizia a chiudere davvero l’occhio, è il momento di parlarne con uno specialista.

LM-LLLT + OPE® e RexonEye sembrano trattamenti simili per l’occhio secco, ma agiscono su meccanismi completamente divers...
05/01/2026

LM-LLLT + OPE® e RexonEye sembrano trattamenti simili per l’occhio secco, ma agiscono su meccanismi completamente diversi.

La prima combina fotobiomodulazione e IPL per migliorare le ghiandole di Meibomio e ridurre l’evaporazione lacrimale.
RexonEye invece stimola la rigenerazione dei tessuti lacrimali e aumenta la produzione naturale di lacrime.

La terapia giusta dipende dal tipo di occhio secco, non dalla tecnologia.
Per questo partiamo sempre da una diagnosi precisa del film lacrimale:
✔ meibografia
✔ valutazione della qualità del film lacrimale
✔ analisi dello strato lipidico
✔ studio dell’infiammazione

Solo dopo decidiamo se serve LM-LLLT + OPE®, RexonEye, oppure un percorso combinato.
Prenota una visita con i nostri specialisti: link in bio

Indirizzo

Via Pantano 2
Milan
20122

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