26/03/2026
La pressione oculare è uno dei parametri più sottovalutati in oculistica.
Non provoca dolore, non arrossa l’occhio, non altera la vista nelle fasi iniziali.
Eppure è il principale fattore di rischio per il glaucoma, una malattia che può danneggiare il nervo ottico in modo irreversibile.
L’occhio non è una struttura vuota. È attraversato da un liquido chiamato umore acqueo, prodotto continuamente e drenato attraverso un sistema di scarico situato tra iride e cornea. Quando questo equilibrio si altera, il liquido si accumula e la pressione interna aumenta.
È un meccanismo idraulico. Se il drenaggio rallenta, la pressione sale.
I valori considerati normali si collocano tra 10 e 21 mmHg. Tuttavia il numero, da solo, non basta.
Lo spessore corneale può falsare la misurazione. Una cornea più spessa può far apparire la pressione più alta, una cornea sottile può nascondere un valore pericoloso. Per questo la tonometria va sempre interpretata insieme alla pachimetria e all’esame del nervo ottico.
Il problema non è il numero in sé. È ciò che la pressione può fare nel tempo.
Quando aumenta, comprime progressivamente le fibre del nervo ottico e ne riduce la perfusione sanguigna. Il danno inizia in periferia, restringendo il campo visivo senza che il paziente se ne accorga. La visione centrale resta nitida e questo crea una falsa sensazione di sicurezza. Quando i sintomi diventano evidenti, una parte delle fibre è già persa.
Esistono forme diverse di glaucoma. Quella ad angolo aperto evolve lentamente ed è la più frequente. L’angolo chiuso può invece causare un attacco acuto con dolore intenso e pressione molto elevata. Esiste anche il glaucoma a pressione normale, dove il nervo ottico si danneggia pur con valori apparentemente nella norma.
Questo significa che non basta “sentire che va tutto bene”.
La prevenzione è semplice: misurare la pressione durante una visita specialistica completa. Nei pazienti a rischio, soprattutto se c’è familiarità, il controllo deve essere regolare e includere esami del campo visivo e OCT del nervo ottico.
La terapia nella maggior parte dei casi è farmacologica. I colliri riducono la produzione di liquido o ne migliorano il deflusso. Nei casi selezionati si può intervenire con laser o microchirurgia.
Il punto è uno solo: il danno del glaucoma non è reversibile. L’unico modo per proteggere la vista è arrivare prima.
Per saperne di più, leggi il nostro articolo: trovi il link nel primo commento.