Davide Iozzi

Davide Iozzi Dopo la Laurea, ho frequentato il Master in Nutrizione Umana che mi ha permesso di sviluppare parti Riceve a Milano, Pavia e Sondrio.

Biologo Nutrizionista, da anni si occupa di alimentazione per soggetti allergici e con problematiche gastrointestinali in diversi centri deccellenza lombardi. Relatore in convegni ECM e autore di pubblicazioni scientifiche, svolge attività di ricerca nellambito della sana nutrizione in collaborazione con lUniversità degli studi di Pavia. Chiamare o scrivere su whatsapp per fissare un appuntamento.

🌾 GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA 🌾 5 aspetti nutrizionali fondamentali per la salute femminile🌸 La salute della don...
08/03/2026

🌾 GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA 🌾

5 aspetti nutrizionali fondamentali per la salute femminile

🌸 La salute della donna non dipende solo da “cosa mangia”, ma da come funzionano insieme metabolismo, ormoni e intestino.

Nel corso della vita femminile entrano in gioco numerosi fattori: equilibrio del microbiota, metabolismo del ferro, regolazione glicemica, variazioni del ciclo mestruale e qualità del sonno. Tutti elementi che influenzano energia, digestione e benessere generale.

Ad esempio, un microbiota intestinale equilibrato contribuisce a modulare l’infiammazione e partecipa anche al metabolismo degli estrogeni. Allo stesso tempo, livelli adeguati di ferro sono fondamentali per sostenere vitalità e performance, soprattutto nelle donne in età fertile.

Anche la gestione dei pasti durante la giornata ha un ruolo importante: oscillazioni glicemiche marcate possono favorire fame intensa e stanchezza, mentre una distribuzione equilibrata dell’energia aiuta la stabilità metabolica.

Infine, spesso si sottovaluta quanto sonno e stress influenzino l’intestino e il sistema immunitario, con possibili ripercussioni su digestione, infiammazione e tolleranza alimentare.

🌸 L’8 marzo è anche un’occasione per ricordare che la salute femminile merita attenzione, ascolto e un approccio nutrizionale realmente personalizzato.

💾 Salva il post se ti interessa la nutrizione femminile
💬 Quale di questi aspetti pensi sia più sottovalutato?
📩 Se vuoi approfondire il tuo caso puoi contattarmi in DM

#8 marzo

⚠️ Sei davvero allergic* al nichel? Forse il problema non è il nichel. O non nel modo in cui pensi. 🚫 Molte persone elim...
03/03/2026

⚠️ Sei davvero allergic* al nichel?

Forse il problema non è il nichel. O non nel modo in cui pensi.

🚫 Molte persone eliminano legumi, cereali integrali, frutta secca e numerosi vegetali senza una reale indicazione clinica. Il risultato è spesso una dieta restrittiva, sbilanciata e priva di benefici concreti.

📌 È fondamentale distinguere tra allergia da contatto — che provoca dermatite localizzata — e sindrome sistemica al nichel, che può includere sintomi gastrointestinali dopo ingestione. Non sono la stessa condizione e non richiedono automaticamente una dieta drastica.

Una restrizione alimentare ha senso solo in presenza di diagnosi documentata, correlazione sintomatologica chiara e dopo aver escluso altre cause come disbiosi, sindrome dell’intestino irritabile o ipersensibilità viscerale.

Il nichel è un oligoelemento naturalmente presente nel suolo: eliminarlo completamente è impossibile. Ciò che conta è la soglia individuale e il carico complessivo.

🎯 La nutrizione clinica non si basa su liste generiche, ma su valutazioni professionali personalizzate.

💾 Salva questo post se stai seguendo una dieta low-nichel
💬 Scrivimi nei commenti se hai ricevuto una diagnosi strutturata o se hai semplicemente eliminato “per sicurezza”
📩 Se vuoi valutare il tuo caso in modo professionale, contattami in DM

🥣 A cena hai una fame che non ci vedi più? Forse perché hai saltato la colazione.La colazione non è un’abitudine cultura...
26/02/2026

🥣 A cena hai una fame che non ci vedi più? Forse perché hai saltato la colazione.

La colazione non è un’abitudine culturale. È un evento metabolico.

Al mattino la sensibilità insulinica è generalmente più favorevole, il cortisolo è fisiologicamente attivo e l’organismo è predisposto a utilizzare energia in modo efficiente. Inserire un primo pasto strutturato in questa finestra temporale significa lavorare in sinergia con la cronobiologia.

Prolungare il digiuno mattutino può sembrare una scelta “metabolicamente intelligente”, ma in molti soggetti aumenta il carico di stress, favorisce compensazioni serali e altera la regolazione dell’appetito.

Anche l’intestino segue un ritmo circadiano: la stimolazione digestiva del mattino supporta motilità, equilibrio del microbiota e asse intestino-cervello.

Questo non significa ignorare la personalizzazione.
Significa non trascurare la fisiologia.

🎯 Una nutrizione efficace rispetta i ritmi biologici. In molti profili metabolici, una colazione bilanciata è uno dei pilastri per ridurre fame serale e irregolarità.

💾 Salva il post se stai valutando di modificare il timing dei pasti
📩 Scrivimi se vuoi capire come strutturare una colazione realmente funzionale per il tuo profilo metabolico

⚠️ Il digiuno intermittente non è una scorciatoia metabolica universale.Può migliorare sensibilità insulinica, flessibil...
24/02/2026

⚠️ Il digiuno intermittente non è una scorciatoia metabolica universale.

Può migliorare sensibilità insulinica, flessibilità metabolica e parametri infiammatori in soggetti metabolicamente stabili. Ma è, a tutti gli effetti, uno stress fisiologico.

Se l’intestino è già in una condizione di disbiosi, IBS attiva o ipersensibilità viscerale, l’aumento del cortisolo e la modifica dei ritmi digestivi possono amplificare gonfiore, reattività e infiammazione.

Il punto non è demonizzarlo.
Il punto è contestualizzarlo.

Una strategia funziona quando è coerente con il tuo stato fisiologico di partenza.

Applicare il digiuno senza valutazione clinica può significare peggiorare ciò che stai cercando di migliorare.

📌 Salva il post se stai valutando il digiuno intermittente
📩 Scrivimi se vuoi capire se è adatto al tuo profilo metabolico e intestinale

⚠️ Se la low histamine ti ha fatto stare meglio, il lavoro non è finito. La parte più importante inizia adesso.SEQUEL DE...
20/02/2026

⚠️ Se la low histamine ti ha fatto stare meglio, il lavoro non è finito. La parte più importante inizia adesso.

SEQUEL DEL POST PRECEDENTE (se te lo sei perso, recuperalo!)

La fase di reintroduzione è ciò che determina se stai davvero costruendo resilienza metabolica o se stai semplicemente evitando il problema.

🔬 L’istamina non è un nemico da eliminare per sempre. È una molecola fisiologica con una soglia di tolleranza dinamica, influenzata da intestino, stress, sonno e carico complessivo giornaliero.

Reintrodurre correttamente significa:

🧩 partire da una fase di stabilità reale
📊 testare pochi alimenti alla volta
📏 modulare la quantità di reattivi introdotti
⏳ osservare la risposta nelle 24-48h successive
🧠 considerare stress, sonno e stato intestinale

La tolleranza non è binaria: è cumulativa e contestuale.

Una restrizione protratta senza una strategia di evoluzione può:

🦠 ridurre biodiversità
📉 abbassare ulteriormente la tolleranza all'istamina
⚠️ mantenere il sistema immunitario in assetto difensivo

L’obiettivo clinico non è azzerare ogni sintomo. È aumentare la capacità adattativa dell’organismo.

💾 Salva il post se stai entrando nella fase di reintroduzione
📩 Scrivimi se vuoi strutturarla con un criterio clinico e progressivo

⚠️ Se la dieta a basso contenuto di istamina ti ha fatto stare meglio, è comprensibile volerla mantenere.Ma dal punto di...
17/02/2026

⚠️ Se la dieta a basso contenuto di istamina ti ha fatto stare meglio, è comprensibile volerla mantenere.
Ma dal punto di vista clinico non nasce per essere seguita per sempre.

🧩 La low histamine è una strategia di stabilizzazione.

Serve a ridurre temporaneamente il carico quando la soglia di tolleranza è compromessa.
Aiuta a controllare i sintomi, crea una finestra di sicurezza e permette all’organismo di uscire dalla fase acuta.

Il problema nasce quando la "prima fase" diventa permanente.

Una restrizione protratta nel tempo può influire su:

🦠 biodiversità del microbiota
⚙️ flessibilità metabolica
📉 capacità adattativa dell’intestino

Un sistema biologico poco stimolato perde progressivamente tolleranza.
E alla prima reintroduzione i sintomi possono sembrare amplificati, anche quando non c’è un reale peggioramento clinico.

🎯 L’obiettivo non è evitare l’istamina per sempre.
È capire perché la soglia si è abbassata.

🔬 Infiammazione intestinale
🧫 Disbiosi
🧪 Ridotta attività della DAO
🧠 Stress cronico e carico neuroendocrino

La dieta è la prima fase.
Il lavoro vero è ripristinare funzione e resilienza.

🚫 Una nutrizione professionale non mantiene in restrizione
✔️ Stabilizza
✔️ Interviene sulle cause
✔️Pianifica reintroduzioni progressive

📌 Se sei in low histamine da mesi senza una strategia di evoluzione, forse non è prudenza: è stagnazione.

💾 Salva il post se ti è utile
📩 Scrivimi se vuoi strutturare una fase di reintroduzione personalizzata e clinicamente guidata

Hai la DAO bassa? Non è detto che sia una questione genetica...Quando parliamo di intolleranza all’istamina, si tende a ...
06/02/2026

Hai la DAO bassa? Non è detto che sia una questione genetica...

Quando parliamo di intolleranza all’istamina, si tende a cercare subito una causa genetica.
In realtà, una quota rilevante di pazienti ha una DAO bassa per motivi funzionali, non ereditari.

🔬 Dal punto di vista clinico, la DAO è un enzima intestinale.

Questo significa che:
📌 infiammazione cronica
📌disbiosi
📌 aumento della permeabilità intestinale
📌 uso prolungato di alcuni farmaci

possono ridurne l’attività anche in assenza di mutazioni genetiche.

👉 Il risultato è lo stesso: accumulo di istamina, sintomi multisistemici, confusione diagnostica.

📉 In questi casi:
🔸 togliere “tutti gli alimenti” non risolve
🔸integrare DAO senza lavorare sull’intestino è spesso insufficiente
🔸 il focus deve essere funzionale, non solo restrittivo

🎯 Approccio corretto

Prima di etichettare una DAO “difettosa”, va valutato:

🔍 lo stato infiammatorio intestinale
🔍 la presenza di una disbiosi intestinale
🔍 il carico farmacologico
🔍 la capacità digestiva globale

Parlare di istamina senza parlare di intestino è clinicamente incompleto.

Se l'intestino è sofferente, la DAO lavora male a prescindere dalla presenza eventuale di mutazioni genetiche.

L'enzima non solo deve essere integrato, ma in primis deve essere messo nuovamente nelle condizioni di funzionare.

Credevi che la DAO bassa fosse una mera questione genetica?

💾 Salva il post e ricondividilo
📩Contattami in DM se hai problemi di DAO bassa e hai bisogno di supporto nutrizionale!

🍽️ Qualsiasi cosa mangi ti gonfia? Ti spiego perché. Gennaio e febbraio sono i mesi in cui compaiono più spesso:– gonfio...
02/02/2026

🍽️ Qualsiasi cosa mangi ti gonfia? Ti spiego perché.

Gennaio e febbraio sono i mesi in cui compaiono più spesso:
– gonfiore persistente
– alvo irregolare
– digestione lenta
– sensazione di “intestino infiammato” anche con cibi sani

👉 Il problema, spesso, non è cosa mangi, ma come è costruito il pasto.

🧠 Dal punto di vista clinico, un pasto funzionale per un intestino affaticato deve:

🔹 Ridurre il carico fermentativo
Non serve “stimolare” subito con fibre aggressive o crudi. In questa fase l’obiettivo è digestibilità, non performance intestinale.

🔹 Stabilizzare la risposta neuro-digestiva
Un pasto sbilanciato (solo verdure, solo carboidrati, solo proteine) aumenta stress viscerale e rallenta lo svuotamento gastrico.

🔹 Rispettare il timing digestivo
Mangiare “bene” ma fuori ritmo (tardi, di corsa, senza pause) peggiora i sintomi tanto quanto una scelta alimentare errata.

Non è una dieta detox.
È fisiologia applicata..

💬 Vuoi un approfondimento su timing, combinazioni o segnali clinici da osservare? Scrivilo nei commenti, salva il post per rileggerlo e ricondividilo nel feed.

👉 Gonfiore, stanchezza, mal di testa, digestione lenta? Facciamo chiarezza! FODMAP, istamina e glutine vengono spesso me...
26/01/2026

👉 Gonfiore, stanchezza, mal di testa, digestione lenta? Facciamo chiarezza!

FODMAP, istamina e glutine vengono spesso messi sullo stesso piano perché possono generare sintomi sovrapponibili, ma dal punto di vista clinico non hanno nulla in comune.

Il primo errore è pensare in termini di “alimenti che danno fastidio”. Il secondo è ignorare il meccanismo biologico che c’è dietro.

🧠 I FODMAP sono carboidrati a corta catena che, se non correttamente assorbiti, arrivano nel colon e vengono fermentati dal microbiota.
Il risultato non è una reazione sistemica, ma un aumento di gas, distensione e pressione intestinale.
➡️ Qui il problema è digestivo e fermentativo, non immunologico né infiammatorio.

🧬 L’istamina, invece, è una molecola endogena con un ruolo fisiologico preciso.
Diventa problematica quando il carico complessivo supera la capacità dell’organismo di degradarla, soprattutto a livello intestinale.
➡️ In questo caso i sintomi non dipendono dalla fermentazione, bensì da un disequilibrio tra produzione, introduzione e smaltimento.
Ecco perché può coinvolgere più distretti contemporaneamente: intestino, cute, apparato respiratorio, sistema nervoso.

🥖 Il glutine segue una logica completamente diversa.
È rilevante solo in presenza di condizioni cliniche ben definite (celiachia, sensibilità al glutine non celiaca, alcune forme di autoimmunità).
➡️ Qui il meccanismo non è fermentativo né mediato da istamina, ma immunologico o infiammatorio, con tempi e manifestazioni specifiche.

🔍 Quando questi tre ambiti vengono confusi, succede una cosa precisa: si cerca una soluzione unica per problemi che hanno origini biologiche differenti.

Fare chiarezza non significa semplificare. Significa leggere i sintomi nel loro contesto, osservare i tempi di comparsa, i distretti coinvolti, la relazione con lo stress, il microbiota e la funzione intestinale.

💬 Salva il post se ti ha fatto mettere ordine
📤 Condividilo con chi è ancora confuso
🩺 E se vuoi capire il tuo caso, affidati a una valutazione clinica, non a un’etichetta!

🥗 “Sto mangiando meglio… ma mi sento peggio.”Se a gennaio ti sei riconosciut* in questa frase, sappi che non sei solo.Do...
19/01/2026

🥗 “Sto mangiando meglio… ma mi sento peggio.”
Se a gennaio ti sei riconosciut* in questa frase, sappi che non sei solo.

Dopo le feste succede spesso: via zuccheri, via “sgarri”, più verdure, fibre, crudi, fermentati.
Scelte sane, sulla carta.
Eppure arrivano gonfiore, tensione addominale, stanchezza, fastidi che prima non c’erano.

👉 Non è colpa tua. È gennaio.

Dopo settimane di stress (alimentare, emotivo, digestivo) l’intestino non è “pronto” a gestire cambiamenti drastici, anche se sani.
Il corpo è spesso ancora in fase di adattamento: il microbiota è instabile, la digestione rallentata, la soglia di tolleranza più bassa.

🌾 Le fibre sono fondamentali, ma aumentate troppo in fretta possono fermentare e peggiorare il gonfiore.
🥬 Il crudo è salutare, ma non sempre è la scelta più gentile per un intestino sensibile o infiammato.
🫙 I fermentati sono potenti, ma in alcuni soggetti – soprattutto con sensibilità all’istamina – possono amplificare i sintomi.

📌 Il punto chiave è scegliere il momento giusto e il modo giusto per inserire questi alimenti.

Mangiare sano non significa “forzare il corpo a fare meglio”, ma ascoltarlo mentre si riprende.

💾 Salva questo post se ti è utile
💬 Condividilo con chi “a gennaio mangia sano ma sta peggio”
📩 Scrivimi se vuoi capire come adattare l’alimentazione al TUO intestino

Intolleranza all’istamina o reazione da carico? Le feste come test naturale.📌 Dopo le feste il tuo corpo ti ha “presenta...
09/01/2026

Intolleranza all’istamina o reazione da carico? Le feste come test naturale.

📌 Dopo le feste il tuo corpo ti ha “presentato il conto”? Gennaio è il momento perfetto per fare chiarezza.

Se nell'ultimo periodo hai sperimentato:

✅ gonfiore persistente
✅ mal di testa ricorrenti
✅ stanchezza, sonno disturbato
✅ pelle più reattiva del solito

è normale chiedersi se possa trattarsi di intolleranza all'istamina.

☝️Tuttavia, anche chi non è realmente intollerante può superare la propria soglia di tolleranza all’istamina in questo dato contesto.

⚠️ Occorre tenere presente che l’istamina non è “on/off”. È una questione di quantità, accumulo e capacità di smaltimento (enzimi, intestino, fegato, stress).

🔬 Qui entra in gioco il concetto chiave: reazione da carico.

👉 Se i sintomi:
✔️ sono comparsi solo durante le feste
✔️ migliorano ora che i ritmi si normalizzano
✔️ non sono costanti nel tempo

probabilmente non parliamo di una vera intolleranza cronica, ma di un sovraccarico transitorio.

⚠️ L’errore più comune a gennaio?
Etichettarsi subito come “intolleranti” e iniziare restrizioni inutili, spesso controproducenti per intestino e sistema immunitario.

🎯 Il nuovo anno serve a questo: capire davvero cosa ha abbassato la tua soglia. Possiamo farlo insieme: contattami se hai bisogno di una consulenza personalizzata.

🍾 Se a Capodanno pensi più a cosa evitare che a chi hai accanto, fermati un attimo... ⛔️Per chi convive con intestino se...
31/12/2025

🍾 Se a Capodanno pensi più a cosa evitare che a chi hai accanto, fermati un attimo... ⛔️

Per chi convive con intestino sensibile, allergie o problematiche legate all’istamina, le feste possono diventare una prova di resistenza.

Ma ricorda, car* infiammat*:
✨ non sarà una serata a compromettere il tuo equilibrio
✨ mangiare con attenzione non significa mangiare con paura
✨ evitare l’eccesso di controllo è spesso la scelta più “nutriente”

👉 Il benessere non si perde in un brindisi di mezzanotte. Si costruisce ogni giorno, anche dal piacere di vivere le occasioni speciali. Concediti di vivere la serata con chi ami, senza sentirti costantemente “in difetto”.

Durante le feste il cibo ti genera tensione? Questo post è per te. Salvalo e rileggilo ogni volta che ne hai bisogno.

BUON ANNO, INFIAMMATI! 🥂

Indirizzo

Via Della Moscova, 44/1
Milan

Telefono

+390223055033

Sito Web

https://www.miodottore.it/davide-iozzi/nutrizionista/milano#

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Il mio C.V. in breve

Dopo la Laurea in Biologia Sperimentale e Applicata, ho frequentato presso l'Università di Pavia, il Master in Nutrizione Umana che mi ha permesso di conoscere e sfruttare le moderne tecniche di indagine clinica per la prevenzione di malattie croniche legate all'alimentazione.

Nel corso del Master ho iniziato una proficua collaborazione presso l'Istituto di Medicina Biologica (IMBIO), dove attualmente presto la mia attività di Nutrizionista, che mi ha permesso di approfondire gli studi sulla nutrigenetica e di pubblicare numerosi articoli a carattere divulgativo sulle intolleranze alimentari.

Ho collaborato con alcune parafarmacie di Pavia, con le quali ho sviluppato degli incontri conoscitivi e divulgativi sull'utilizzo dei probiotici e degli integratori in generali, focalizzandomi soprattutto su quelli a ruolo ormonale.