Davide Iozzi

Davide Iozzi Dopo la Laurea, ho frequentato il Master in Nutrizione Umana che mi ha permesso di sviluppare parti Riceve a Milano, Pavia e Sondrio.

Biologo Nutrizionista, da anni si occupa di alimentazione per soggetti allergici e con problematiche gastrointestinali in diversi centri deccellenza lombardi. Relatore in convegni ECM e autore di pubblicazioni scientifiche, svolge attività di ricerca nellambito della sana nutrizione in collaborazione con lUniversità degli studi di Pavia. Chiamare o scrivere su whatsapp per fissare un appuntamento.

🤔 Hai fatto i test per l'istamina — e sono nella norma. Eppure ogni primavera stai peggio...Il problema potrebbe non ess...
21/04/2026

🤔 Hai fatto i test per l'istamina — e sono nella norma. Eppure ogni primavera stai peggio...

Il problema potrebbe non essere quanta istamina assumi — bensì quanta riesci a smaltirne!

La DAO (diamminossidasi) è l'enzima che degrada l'istamina nell'intestino prima che entri in circolo.

Quando funziona bene, mette una barriera tra ciò che mangi e i tuoi sintomi.

Quando è in affanno — per carenze nutrizionali, intestino infiammato o carico allergenico troppo alto — quella barriera si abbassa.

In primavera succede qualcosa di specifico: il sistema immunitario risponde ai pollini liberando istamina endogena in grandi quantità. La DAO si trova così a dover smaltire molto più del solito — e va in saturazione anche in chi non ha mai avuto problemi.

In questo carosello trovi: come funziona la DAO, cosa la indebolisce, perché la primavera la mette sotto pressione e come riconoscere i sintomi da deficit funzionale.

Salva e condividi con chi cerca risposte da anni. 👇
Scrivimi in DM per capire da dove partire nel tuo caso specifico.

Sai già che hai un problema con l'istamina — ma elimini gli alimenti giusti? 🤔Una delle cause più frequenti di scarsa ri...
17/04/2026

Sai già che hai un problema con l'istamina — ma elimini gli alimenti giusti? 🤔

Una delle cause più frequenti di scarsa risposta alla dieta ipoistaminica è questa: molti pazienti conoscono la lista degli alimenti da evitare, ma non sanno che esistono tre meccanismi diversi che alzano l'istamina nel sangue. Facciamo chiarezza:

▸ Gli alimenti ricchi di istamina la introducono direttamente
▸ Gli alimenti istamino-liberatori la fanno produrre al tuo corpo — anche senza contenerla
▸ Gli inibitori della DAO bloccano l'enzima che la smaltisce

🍷L'alcol è una delle sostanze che agisce su tutte e tre le categorie contemporaneamente: contiene istamina (vino, birra), stimola il rilascio endogeno ed inibisce il DAO. Per questo anche piccole quantità possono essere scatenanti in soggetti sensibili.

Eliminare solo la prima categoria e continuare a mangiare fragole, agrumi e/o crauti significa togliere un terzo del problema — lasciando gli altri due intatti. Ecco come devi fare:

1. Elimina gli alimenti ad alto contenuto di istamina (formaggi stagionati, pesce conservato, salumi, vino)
2. Riduci gli istamino-liberatori nelle fasi acute (fragole, pomodoro, cioccolato, albume crudo, agrumi, etc)
3. Evita gli inibitori del DAO: alcol, tè nero, energy drink e verifica se i farmaci che assumi possono avere interazioni con la DAO
4. Supporta il DAO con i giusti micronutrienti: vitamina B6, vitamina C, rame, zinco

📌Salva questo contenuto e condividilo con chi segue una dieta ipoistaminica senza ottenere risultati efficaci sulla sintomatologia. Spesso manca solo questo pezzo.

Scrivimi in DM se vuoi capire su quale categoria stai sbagliando.

🌾Ogni primavera stai peggio, ma non sai esattamente perché? 🌾Le graminacee sono la causa di allergia stagionale più diff...
14/04/2026

🌾Ogni primavera stai peggio, ma non sai esattamente perché? 🌾

Le graminacee sono la causa di allergia stagionale più diffusa in Italia — e il loro picco di pollinazione (aprile–maggio) è proprio adesso.

Ma c'è un aspetto che spesso viene sottovalutato: il legame tra polline e alimentazione. Alcune proteine vegetali assomigliano a quelle del polline, e il sistema immunitario si confonde. Il risultato? Sintomi che peggiorano non solo all'aperto, ma anche a tavola.

Scorri il carosello per capire:

▸ Quali sono i sintomi più comuni
▸ Come funziona la reazione allergica
▸ Quali alimenti possono aggravare i sintomi in questo periodo
▸ Cosa fare concretamente nella tua dieta adesso

Salva questo post se ti riconosci in almeno 3 di questi sintomi, e condividilo con chi soffre ogni primavera senza sapere perché.
Scrivimi in DM per capire come intervenire sulla tua alimentazione stagionale.

🍫 A Pasqua il cioccolato è grande protagonista. Ma nei soggetti sensibili all’istamina, il suo consumo può creare non po...
03/04/2026

🍫 A Pasqua il cioccolato è grande protagonista. Ma nei soggetti sensibili all’istamina, il suo consumo può creare non pochi problemi.

Dal punto di vista biochimico, il cacao si comporta come un liberatore di istamina, favorendo il rilascio di questa molecola nell’organismo. Per questo motivo, alcune persone riferiscono sintomi come gonfiore, cefalea o sensazione di prurito dopo il consumo di cioccolato.

Il cioccolato fondente, essendo più ricco di cacao, contiene una maggiore quantità di composti bioattivi e può risultare meno tollerato nei soggetti più sensibili all'istamina, soprattutto se consumato in quantità elevate.

Il cioccolato al latte o bianco, invece, contiene meno cacao e quindi può avere un impatto diverso sul rilascio di istamina. Tuttavia, la presenza di lattosio e zuccheri può influenzare la tollerabilità a livello intestinale, soprattutto in chi presenta disbiosi o sensibilità digestive.

Un aspetto fondamentale è che la risposta non dipende solo dal tipo di cioccolato, ma dal contesto complessivo: quantità, combinazione con altri alimenti, stato dell’intestino e carico totale di istamina nella giornata.

Per questo motivo, quando si parla di cioccolato e sintomi, è sempre importante considerare la risposta individuale, piuttosto che cercare una regola universale.

🍫 A Pasqua, più che il “tipo giusto”, conta capire come il tuo corpo risponde.

🐣 🐰BUONA PASQUA INFIAMMATI!

💾 Salva il post se vuoi orientarti meglio nella scelta
💬 Hai mai notato differenze tra fondente e cioccolato al latte?

🍅 Ti capita di avere gonfiore, rossore o fastidi dopo aver mangiato pomodoro?🍅 Il pomodoro è uno degli alimenti più spes...
31/03/2026

🍅 Ti capita di avere gonfiore, rossore o fastidi dopo aver mangiato pomodoro?🍅

Il pomodoro è uno degli alimenti più spesso messi in discussione quando si parla di istamina.

Non a caso.

Dal punto di vista biochimico, il pomodoro può essere considerato un alimento “sensibile” perché può agire su più livelli: contiene istamina, può favorirne il rilascio e apporta diverse molecole bioattive che possono influenzare la risposta dell’organismo.

Questo non significa che sia un problema per tutti. Nella maggior parte dei casi è perfettamente tollerato. Tuttavia, in alcune condizioni — come ridotta attività della DAO, disbiosi intestinale o infiammazione della mucosa — può contribuire alla comparsa di sintomi.

I disturbi più frequentemente riportati includono gonfiore addominale, cefalea, rossore o fastidi digestivi dopo i pasti. Un aspetto che spesso rende difficile identificarlo è che la risposta non è sempre immediata.

Quando si parla di istamina, infatti, è più corretto ragionare in termini di carico complessivo e soglia individuale, piuttosto che attribuire tutto a un singolo alimento.

Per questo motivo, la tolleranza al pomodoro può variare molto da persona a persona e anche nello stesso individuo in momenti diversi.

💾 Salva questo post se vuoi capire meglio il legame tra alimentazione e istamina
💬 Hai mai notato sintomi dopo aver consumato pomodoro?

🍅 Hai gonfiore o fastidio intestinale dopo aver mangiato pomodori, peperoni o patate? 🥔🌶️ Le solanacee sono spesso al ce...
16/03/2026

🍅 Hai gonfiore o fastidio intestinale dopo aver mangiato pomodori, peperoni o patate? 🥔

🌶️ Le solanacee sono spesso al centro di discussioni quando si parla di intestino sensibile. Questa famiglia vegetale comprende alimenti molto comuni nella dieta mediterranea e contiene diversi composti bioattivi, tra cui alcaloidi naturali e altre molecole vegetali che possono influenzare la risposta digestiva.

Nella maggior parte delle persone vengono tollerate senza problemi. Tuttavia, in alcune condizioni — come intestino irritabile, ipersensibilità digestiva, disbiosi o infiammazione della mucosa intestinale — alcune persone possono riferire sintomi dopo il loro consumo.

I disturbi più frequentemente segnalati sono gonfiore addominale, reflusso o difficoltà a digerire dopo i pasti.

Un elemento importante da osservare è la ripetibilità del sintomo: quando una reazione compare in modo costante dopo lo stesso alimento può essere utile approfondire la possibile presenza di una reattività alimentare.

Va inoltre considerato che la tolleranza agli alimenti dipende da diversi fattori: quantità consumata, modalità di cottura, stato della mucosa intestinale e composizione complessiva del pasto.

Per questo motivo, quando si parla di sensibilità alimentari, è sempre importante considerare la persona nel suo contesto clinico e nutrizionale complessivo.

💾 Salva questo post se ti interessa approfondire il tema delle sensibilità alimentari.

💬 Hai mai notato gonfiore o reflusso dopo aver mangiato pomodori o peperoni? Scrivilo nei commenti!

⚠️ “Ho eliminato il nichel ma i sintomi non migliorano.”È una delle frasi che ascolto più spesso in studio.La dieta low ...
11/03/2026

⚠️ “Ho eliminato il nichel ma i sintomi non migliorano.”

È una delle frasi che ascolto più spesso in studio.

La dieta low nichel può essere utile in alcuni casi ben selezionati, ma non è una soluzione universale. Quando non funziona, nella maggior parte delle situazioni il problema non è la dieta in sé, ma il contesto clinico in cui viene applicata.

Prima di tutto, molte persone iniziano una restrizione alimentare senza una diagnosi chiara. Sintomi come gonfiore, dolore addominale o alterazioni dell’alvo possono dipendere da condizioni diverse, tra cui disbiosi intestinale, intolleranza all'istamina e/o sindrome dell’intestino irritabile. In questi casi il nichel può non essere il solo fattore scatenante della sintomatologia.

C’è poi un altro elemento spesso sottovalutato: l’asse intestino-cervello. Stress cronico, tensione emotiva ed eccessiva attenzione alla ricerca dei sintomi possono amplificare la sensibilità intestinale anche in presenza di un’alimentazione molto controllata.

In alcuni casi entra in gioco anche il cosiddetto effetto nocebo, cioè la tendenza del corpo a reagire negativamente a un alimento che viene percepito come “problematico”.

Infine, un errore molto comune è l’eccesso di restrizione. Eliminare troppi alimenti riduce la varietà nutrizionale e può influenzare negativamente l’equilibrio del microbiota intestinale, con il rischio di peggiorare la tolleranza nel lungo periodo.

🎯 In nutrizione clinica il punto non è eliminare sempre di più, ma capire quando e perché farlo.

💾 Salva questo post se stai seguendo una dieta low nichel
💬 Scrivimi nei commenti se hai visto miglioramenti reali oppure no
📩 Se vuoi valutare il tuo caso in modo professionale, puoi contattarmi in DM

🌾 GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA 🌾 5 aspetti nutrizionali fondamentali per la salute femminile🌸 La salute della don...
08/03/2026

🌾 GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA 🌾

5 aspetti nutrizionali fondamentali per la salute femminile

🌸 La salute della donna non dipende solo da “cosa mangia”, ma da come funzionano insieme metabolismo, ormoni e intestino.

Nel corso della vita femminile entrano in gioco numerosi fattori: equilibrio del microbiota, metabolismo del ferro, regolazione glicemica, variazioni del ciclo mestruale e qualità del sonno. Tutti elementi che influenzano energia, digestione e benessere generale.

Ad esempio, un microbiota intestinale equilibrato contribuisce a modulare l’infiammazione e partecipa anche al metabolismo degli estrogeni. Allo stesso tempo, livelli adeguati di ferro sono fondamentali per sostenere vitalità e performance, soprattutto nelle donne in età fertile.

Anche la gestione dei pasti durante la giornata ha un ruolo importante: oscillazioni glicemiche marcate possono favorire fame intensa e stanchezza, mentre una distribuzione equilibrata dell’energia aiuta la stabilità metabolica.

Infine, spesso si sottovaluta quanto sonno e stress influenzino l’intestino e il sistema immunitario, con possibili ripercussioni su digestione, infiammazione e tolleranza alimentare.

🌸 L’8 marzo è anche un’occasione per ricordare che la salute femminile merita attenzione, ascolto e un approccio nutrizionale realmente personalizzato.

💾 Salva il post se ti interessa la nutrizione femminile
💬 Quale di questi aspetti pensi sia più sottovalutato?
📩 Se vuoi approfondire il tuo caso puoi contattarmi in DM

#8 marzo

⚠️ Sei davvero allergic* al nichel? Forse il problema non è il nichel. O non nel modo in cui pensi. 🚫 Molte persone elim...
03/03/2026

⚠️ Sei davvero allergic* al nichel?

Forse il problema non è il nichel. O non nel modo in cui pensi.

🚫 Molte persone eliminano legumi, cereali integrali, frutta secca e numerosi vegetali senza una reale indicazione clinica. Il risultato è spesso una dieta restrittiva, sbilanciata e priva di benefici concreti.

📌 È fondamentale distinguere tra allergia da contatto — che provoca dermatite localizzata — e sindrome sistemica al nichel, che può includere sintomi gastrointestinali dopo ingestione. Non sono la stessa condizione e non richiedono automaticamente una dieta drastica.

Una restrizione alimentare ha senso solo in presenza di diagnosi documentata, correlazione sintomatologica chiara e dopo aver escluso altre cause come disbiosi, sindrome dell’intestino irritabile o ipersensibilità viscerale.

Il nichel è un oligoelemento naturalmente presente nel suolo: eliminarlo completamente è impossibile. Ciò che conta è la soglia individuale e il carico complessivo.

🎯 La nutrizione clinica non si basa su liste generiche, ma su valutazioni professionali personalizzate.

💾 Salva questo post se stai seguendo una dieta low-nichel
💬 Scrivimi nei commenti se hai ricevuto una diagnosi strutturata o se hai semplicemente eliminato “per sicurezza”
📩 Se vuoi valutare il tuo caso in modo professionale, contattami in DM

🥣 A cena hai una fame che non ci vedi più? Forse perché hai saltato la colazione.La colazione non è un’abitudine cultura...
26/02/2026

🥣 A cena hai una fame che non ci vedi più? Forse perché hai saltato la colazione.

La colazione non è un’abitudine culturale. È un evento metabolico.

Al mattino la sensibilità insulinica è generalmente più favorevole, il cortisolo è fisiologicamente attivo e l’organismo è predisposto a utilizzare energia in modo efficiente. Inserire un primo pasto strutturato in questa finestra temporale significa lavorare in sinergia con la cronobiologia.

Prolungare il digiuno mattutino può sembrare una scelta “metabolicamente intelligente”, ma in molti soggetti aumenta il carico di stress, favorisce compensazioni serali e altera la regolazione dell’appetito.

Anche l’intestino segue un ritmo circadiano: la stimolazione digestiva del mattino supporta motilità, equilibrio del microbiota e asse intestino-cervello.

Questo non significa ignorare la personalizzazione.
Significa non trascurare la fisiologia.

🎯 Una nutrizione efficace rispetta i ritmi biologici. In molti profili metabolici, una colazione bilanciata è uno dei pilastri per ridurre fame serale e irregolarità.

💾 Salva il post se stai valutando di modificare il timing dei pasti
📩 Scrivimi se vuoi capire come strutturare una colazione realmente funzionale per il tuo profilo metabolico

⚠️ Il digiuno intermittente non è una scorciatoia metabolica universale.Può migliorare sensibilità insulinica, flessibil...
24/02/2026

⚠️ Il digiuno intermittente non è una scorciatoia metabolica universale.

Può migliorare sensibilità insulinica, flessibilità metabolica e parametri infiammatori in soggetti metabolicamente stabili. Ma è, a tutti gli effetti, uno stress fisiologico.

Se l’intestino è già in una condizione di disbiosi, IBS attiva o ipersensibilità viscerale, l’aumento del cortisolo e la modifica dei ritmi digestivi possono amplificare gonfiore, reattività e infiammazione.

Il punto non è demonizzarlo.
Il punto è contestualizzarlo.

Una strategia funziona quando è coerente con il tuo stato fisiologico di partenza.

Applicare il digiuno senza valutazione clinica può significare peggiorare ciò che stai cercando di migliorare.

📌 Salva il post se stai valutando il digiuno intermittente
📩 Scrivimi se vuoi capire se è adatto al tuo profilo metabolico e intestinale

⚠️ Se la low histamine ti ha fatto stare meglio, il lavoro non è finito. La parte più importante inizia adesso.SEQUEL DE...
20/02/2026

⚠️ Se la low histamine ti ha fatto stare meglio, il lavoro non è finito. La parte più importante inizia adesso.

SEQUEL DEL POST PRECEDENTE (se te lo sei perso, recuperalo!)

La fase di reintroduzione è ciò che determina se stai davvero costruendo resilienza metabolica o se stai semplicemente evitando il problema.

🔬 L’istamina non è un nemico da eliminare per sempre. È una molecola fisiologica con una soglia di tolleranza dinamica, influenzata da intestino, stress, sonno e carico complessivo giornaliero.

Reintrodurre correttamente significa:

🧩 partire da una fase di stabilità reale
📊 testare pochi alimenti alla volta
📏 modulare la quantità di reattivi introdotti
⏳ osservare la risposta nelle 24-48h successive
🧠 considerare stress, sonno e stato intestinale

La tolleranza non è binaria: è cumulativa e contestuale.

Una restrizione protratta senza una strategia di evoluzione può:

🦠 ridurre biodiversità
📉 abbassare ulteriormente la tolleranza all'istamina
⚠️ mantenere il sistema immunitario in assetto difensivo

L’obiettivo clinico non è azzerare ogni sintomo. È aumentare la capacità adattativa dell’organismo.

💾 Salva il post se stai entrando nella fase di reintroduzione
📩 Scrivimi se vuoi strutturarla con un criterio clinico e progressivo

Indirizzo

Via Della Moscova, 44/1
Milan

Telefono

+390223055033

Sito Web

https://www.miodottore.it/davide-iozzi/nutrizionista/milano#

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Il mio C.V. in breve

Dopo la Laurea in Biologia Sperimentale e Applicata, ho frequentato presso l'Università di Pavia, il Master in Nutrizione Umana che mi ha permesso di conoscere e sfruttare le moderne tecniche di indagine clinica per la prevenzione di malattie croniche legate all'alimentazione.

Nel corso del Master ho iniziato una proficua collaborazione presso l'Istituto di Medicina Biologica (IMBIO), dove attualmente presto la mia attività di Nutrizionista, che mi ha permesso di approfondire gli studi sulla nutrigenetica e di pubblicare numerosi articoli a carattere divulgativo sulle intolleranze alimentari.

Ho collaborato con alcune parafarmacie di Pavia, con le quali ho sviluppato degli incontri conoscitivi e divulgativi sull'utilizzo dei probiotici e degli integratori in generali, focalizzandomi soprattutto su quelli a ruolo ormonale.