07/05/2026
Essere razionali è una cosa di cui al giorno d’oggi si va molto fieri. Ma è una capacità che va bene per il lavoro, per lo studio, non per gli affetti, o nel mondo della psiche.
Nel mio lavoro di psichiatra e psicoterapeuta ho visto spesso persone molto razionali, molto forti, entrare in crisi gravissime. E quando accade, quelle persone si sentono perdute, perché conoscono solo la via del pensiero, del ragionare sulle cose. Ma quando arrivano tristezza, ansia, paure, non solo la razionalità non serve a niente, ma è anzi il tuo peggior nemico.
Cosa fa il disagio infatti? Ti offusca. Vuol dire che il mondo interno sta cercando di far emergere l’altro lato di te, quello che non vedi, quello non razionale: il lato impulsivo, intuitivo, passionale, che ama perdere la testa, che vuole meno controllo. Se non si comprende questo fatto, le crisi diventano croniche.
Un mondo troppo razionale è pericoloso: vuol dire che il lato affettivo, immaginativo, sognante è sparito. Ma il cervello è razionale solo in superficie, al di sotto è sognante e immaginativo. Se perdi il mondo immaginario perdi il tuo radicamento e questo non può che tradursi in grandi problemi personali e collettivi.
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