16/12/2025
FARMACI INCRETINICI E OBESITÀ: PERCHÉ L’APPROCCIO È CENTRALE E NON SOSTITUIBILE
Un recente articolo pubblicato su Obesity Facts (2025) analizza in modo approfondito il ruolo delle modificazioni dello stile di vita, della nutrizione e dell’esercizio fisico nel trattamento dell’obesità nell’era dei farmaci incretinici, come semaglutide e tirzepatide.
Gli autori partono da un punto fermo: i farmaci incretinici hanno rivoluzionato il trattamento dell’ , consentendo perdite di peso importanti e miglioramenti metabolici e cardiovascolari. Tuttavia, la farmacoterapia da sola non è sufficiente a gestire una condizione complessa e multifattoriale come l’obesità.
L’articolo sottolinea una distinzione cruciale che spesso viene confusa nel dibattito pubblico:
i consigli generici di stile di vita (alimentazione equilibrata e attività fisica di base), utili soprattutto in prevenzione
gli interventi strutturati e su dieta ed esercizio fisico, necessari quando l’obesità è già presente e ancora più rilevanti durante terapia farmacologica
I farmaci incretinici riducono l’appetito e l’introito calorico, ma non garantiscono:
adeguatezza nutrizionale
prevenzione delle carenze micronutrizionali
preservazione della massa muscolare
mantenimento del peso nel lungo periodo
cambiamenti comportamentali stabili
L’articolo evidenzia come l’obesità sia frequentemente associata a una condizione di malnutrizione qualitativa, con carenze di vitamina D, vitamina B12, ferro, folati e altri micronutrienti, spesso aggravate da diete ipocaloriche non strutturate. La riduzione dell’introito alimentare indotta dai farmaci, se non guidata, può peggiorare queste carenze.
Un altro punto centrale riguarda la massa muscolare. Tutti i trattamenti per l’obesità, inclusi i farmaci incretinici, determinano una perdita non solo di massa grassa ma anche di massa magra. Senza un adeguato apporto proteico e senza strutturato, in particolare esercizi di forza, la perdita di massa muscolare può essere clinicamente rilevante, con impatto negativo su metabolismo, funzionalità e mantenimento del peso.
Gli autori richiamano inoltre il problema del recupero di peso ( weight regain) dopo sospensione del farmaco, ampiamente documentato negli studi clinici.
Il peso recuperato è prevalentemente costituito da massa grassa, con perdita dei benefici metabolici ottenuti durante la terapia. Questo fenomeno evidenzia che il farmaco, da solo, modifica in modo stabile i meccanismi e che sostengono l’obesità.
Ampio spazio viene dedicato al ruolo dell’ come vera componente terapeutica. Non è sufficiente aumentare genericamente il movimento quotidiano: l’articolo sottolinea l’importanza di programmi strutturati che includano esercizio aerobico ed esercizio di forza, personalizzati in base alle condizioni cliniche del paziente. L’esercizio migliora la composizione corporea, preserva la massa muscolare, migliora la funzione metabolica e contribuisce alla prevenzione del recupero ponderale.
Analogamente, la non può essere ridotta a un semplice “mangiare meno”. Durante terapia incretinica è necessario garantire:
adeguato apporto proteico
densità nutrizionale sufficiente
prevenzione delle carenze
adattamento della dieta agli effetti gastrointestinali dei farmaci
L’articolo mette infine in guardia dal rischio di una -affidamento alla terapia farmacologica, fenomeno già osservato in altre patologie croniche, in cui il farmaco viene percepito come sostitutivo dello stile di vita anziché come strumento integrato.
Il messaggio conclusivo è chiaro e netto: nell’era dei farmaci incretinici, il trattamento dell’obesità richiede più , non meno.
I migliori risultati si ottengono quando la farmacoterapia è inserita in un percorso strutturato che includa modificazioni dello , personalizzata ed programmato a vita.
Fonte: Minnetti M et al. The Integration of Lifestyle Modification Advice and Diet and Physical Exercise Interventions in the Management of Obesity with Incretin Mimetics. Obesity Facts, 2025.