AIED Milano

AIED Milano L’Aied, associazione italiana per l’educazione demografica, è un consultorio familiare accredit

I giochi paraolimpici moderni nascono nel 1960, a Roma, come evento internazionale dedicato agli atleti con disabilità. ...
06/03/2026

I giochi paraolimpici moderni nascono nel 1960, a Roma, come evento internazionale dedicato agli atleti con disabilità. Tuttavia, le radici di questa grande manifestazione risalgono a iniziative precedenti, come le "Stoke Mandeville Games" del 1948, ideate dal dottor Ludwig Guttmann come competizioni sportive per veterani di guerra con lesioni spinali. Questi eventi pionieristici hanno gettato le basi per le Paralimpiadi che conosciamo oggi, unendo il movimento sportivo e l’inclusione globale per celebrare il coraggio e la determinazione di tutti gli atleti con disabilità.
I giochi paraolimpici rivestono un ruolo fondamentale nel cambiare la percezione della disabilità nella società. Attraverso la visibilità degli atleti che competono ad alti livelli, queste manifestazioni sfidano stereotipi e pregiudizi, dimostrando che le persone con disabilità sono capaci di raggiungere grandi traguardi e di contribuire attivamente alla cultura dello sport e dell’inclusione. In questo modo, le Paralimpiadi promuovono una maggiore consapevolezza, rispetto dei diritti di tutti, contribuendo a creare un mondo più equo e inclusivo.
Inoltre, gli atleti paralimpici sono spesso protagonisti di una rivisitazione del corpo e dell’idea di perfezione. Il loro corpo, spesso segnato dalla disabilità, diventa invece uno strumento di forza, resilienza e abilità straordinarie. La loro presenza e le loro performance sottolineano che la perfezione non è un elemento assoluto, ma un concetto soggettivo e flessibile. Attraverso le loro imprese, gli atleti paralimpici ci insegnano a valorizzare le diversità, a riconoscere il valore di ogni corpo e a superare i limiti imposti dai pregiudizi, celebrando l’unicità di ciascuno e la capacità di andare oltre ogni aspettativa.

La morbidezza degli spigoli – Keith StuartSam è un bambino di otto anni con una diagnosi di autismo. Per il papà Alex è ...
04/03/2026

La morbidezza degli spigoli – Keith Stuart
Sam è un bambino di otto anni con una diagnosi di autismo.
Per il papà Alex è da sempre un figlio difficile, del quale si è perlopiù occupata la moglie Jody.
Una crisi coniugale tra i due è l’occasione per Alex per riconciliarsi con i propri sensi di colpa, per ritrovare se stesso e per creare un contatto con il figlio attraverso il videogioco Minecraft.
☑ Perché la consigliamo?
Il libro, basato sull’esperienza dell’autore, costituisce un’occasione per riflettere sulle crisi come occasione di rinascita e nuove scoperte, per confrontarsi con il senso del limite e con le difficoltà connesse a una diagnosi che cambia gli equilibri, per stupirsi di fronte alle piccole ma grandi emozioni.

Ogni colore possiede qualità specifiche che trovano una risonanza interiore nell’essere umano.L’invito è a lasciarsi avv...
01/03/2026

Ogni colore possiede qualità specifiche che trovano una risonanza interiore nell’essere umano.
L’invito è a lasciarsi avvolgere da ogni colore, entrando in relazione con esso in libertà, senza forma né giudizio.
Il colore diventa un ponte verso la conoscenza di sé. L’esperienza consiste nel coltivare la presenza mentre si utilizza il colore. Non è importante il risultato finale, ma il processo del fare.
Lunedì 16/03/2026 dalle ore 18:00 alle ore 20:00
Costo dell'incontro: 30 € a persona
Non è necessario avere alcuna competenza pittorica. L’incontro, per un massimo di 5 partecipanti, si svolgerà presso la sede del consultorio AIED Milano in Via Vitruvio, 43, Milano e sarà tenuto da Elena Maggiorelli, con un’esperienza pluriennale nel campo del colore e della medicina tradizionale e antroposofica.
Per iscrizioni contattare la segreteria di AIED Milano dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.00 al tel. 02 66714156.

Durante le nostre due settimane di tirocinio al Consultorio AIED di Milano abbiamo vissuto un’esperienza formativa e per...
27/02/2026

Durante le nostre due settimane di tirocinio al Consultorio AIED di Milano abbiamo vissuto un’esperienza formativa e personale molto significativa. Noi, studenti di quarta superiore di un istituto a Bergamo, siamo stati accolti con disponibilità e professionalità da tutta l’équipe. Fin dal primo giorno abbiamo notato un ambiente organizzato e collaborativo, dove ogni professionista lavora con competenza e in squadra per offrire un servizio attento al benessere degli utenti.
Abbiamo conosciuto diverse figure professionali: ginecologa, ostetrica, mediatrice familiare, assistente sociale, pedagogista, psicologi e psicoterapeuti, comprendendo il loro ruolo all’interno del consultorio.
Un aspetto centrale del tirocinio è stata l’osservazione di colloqui di accoglienza e ostetrici. Nei colloqui di accoglienza abbiamo visto come viene gestito il primo contatto con l’utente, come si raccolgono le informazioni e si organizza il percorso successivo, capendo quanto l’ascolto sia fondamentale per instaurare un rapporto di fiducia.
Nei colloqui ostetrici abbiamo osservato lo svolgimento delle visite, la misurazione del peso e della pressione e la compilazione delle cartelle cliniche, comprendendo l’importanza di una documentazione accurata per il lavoro clinico e la collaborazione tra professionisti.
Abbiamo inoltre osservato i FASAS (Fascicoli Assistenziali del Servizio Ambulatoriale Sociale), che raccolgono dati anagrafici e informazioni cliniche, strumenti fondamentali per seguire il percorso di ogni utente.
Nel complesso, questa esperienza ci ha permesso di conoscere da vicino il lavoro sociale e sanitario, comprendere il valore della collaborazione tra professionisti e sviluppare maggiore consapevolezza rispetto al nostro futuro percorso di studio.

La mediazione familiare si fonda su un presupposto essenziale: la volontà libera e consapevole delle parti di partecipar...
25/02/2026

La mediazione familiare si fonda su un presupposto essenziale: la volontà libera e consapevole delle parti di partecipare. Non è una semplice formalità, ma il cuore stesso del percorso.
La stanza di mediazione è infatti uno spazio neutro in cui dialogare, ascoltarsi e costruire insieme accordi condivisi, soprattutto quando ci sono figli e relazioni che continuano nel tempo.
Quando entrambe le parti scelgono di esserci davvero, si assumono la responsabilità delle decisioni che verranno prese. Questo rende gli accordi più realistici, duraturi e rispettati nel tempo. La volontà autentica favorisce un clima di apertura e collaborazione; senza questa disponibilità, il dialogo rischia di trasformarsi in un confronto sterile o difensivo. Solo una partecipazione volontaria permette di andare oltre le rigidità e di lavorare sui bisogni reali di ciascuno, inclusi quelli dei figli.
Può accadere, però, che una o entrambe le parti partecipino “per obbligo”, per pressione esterna o perché, ad esempio, caldamente invitate dall’autorità giudiziaria. In questi casi la mediazione può perdere efficacia: il confronto diventa formale o strumentale, le emozioni restano bloccate o esplodono senza possibilità di elaborazione, e gli accordi, se raggiunti, risultano fragili e difficilmente sostenibili nel tempo.
In queste situazioni, il mediatore può aiutare le parti a spostare il focus dal conflitto all’obiettivo. Può chiarire che la mediazione non è né una terapia né un giudizio e che non toglie diritti a nessuno, offrendo spazio ai timori e permettendo alla motivazione di crescere durante il percorso.
La mediazione familiare non è un luogo dove “si deve andare”, ma uno spazio dove “si sceglie di andare”. Solo la volontà consente di trasformare il conflitto in un’occasione di cambiamento, di tutela delle relazioni e di crescita, soprattutto per il benessere dei figli.

The Wilds - Sarah StreicherLa serie televisiva The Wilds è una storia di crescita, crisi e confronto con realtà diverse ...
23/02/2026

The Wilds - Sarah Streicher
La serie televisiva The Wilds è una storia di crescita, crisi e confronto con realtà diverse e contrastanti tra loro. É la storia della complessa relazione con sé stessi, con il proprio corpo, con le emozioni, con il bisogno umano di essere visti e accettati.
La trama riguarda un gruppo di ragazze adolescenti provenienti da contesti culturali e socioeconomici differenti, che si ritrovano bloccate su un’isola remota, ignare di essere diventate i soggetti di un elaborato e controverso esperimento sociale. Se in prima battura la serie sembri riguardare una storia di coraggio e sopravvivenza, l’avvicendarsi delle puntate svela la natura sempre più cruda, vulnerabile e complessa delle relazioni che si instaurano tra le giovani, tra giudizi, rotture, esclusioni e alleanze. Tutte vittime dello stesso destino, ciascuna coinvolta in una lotta personale tra i fantasmi del passato, l’incertezza del presente e il timore del futuro.
☑ Perché la consigliamo?
The Wilds è una storia di scoperta, vergogna di sé e della propria immagine corporea, desiderio, vulnerabilità, fiducia e identità. L’isola si fa custode di storie complesse e diventa un luogo in cui cadono le maschere: emergono il rapporto con il cibo e con il controllo, le ferite familiari, la sessualità come spazio di potere o di autenticità e il bisogno (a volte disperato) di appartenere…
E sullo sfondo resta una domanda che attraversa le protagoniste e lo sguardo dello spettatore: chi posso essere, quando smetto di modellarmi sullo sguardo degli altri?

La body neutrality è un approccio psicologico che propone di spostare lo sguardo dall’estetica del corpo alla sua funzio...
21/02/2026

La body neutrality è un approccio psicologico che propone di spostare lo sguardo dall’estetica del corpo alla sua funzione e alle sensazioni che ci permette di vivere, ridimensionando il peso dell’aspetto fisico nella costruzione del proprio valore personale.
Questo movimento nasce a partire dal concetto di body positivity che, nel tentativo di contrastare standard estetici irrealistici, promuove l’accettazione e la celebrazione di tutti i corpi. La body neutrality sposta invece l’attenzione dall’idea di dover “amare” il proprio corpo all’obiettivo di aiutare le persone a sviluppare un rapporto più realistico, stabile e meno giudicante con esso.
Le ricerche su questo tema mostrano effetti come una diminuzione dei pensieri negativi legati all’immagine corporea, una migliore regolazione emotiva e un incremento del benessere psicologico generale.
Alcuni possibili spunti per praticare la body neutrality:
🟣 osservare il proprio corpo in modo più descrittivo e meno valutativo (“questo è il mio corpo oggi”)
🟣 riconoscere ciò che permette di fare (“che cosa ha fatto il mio corpo per me durante questa giornata?”)
🟣 portare attenzione alle sensazioni corporee senza giudizio (“come mi sento fisicamente in questo momento?”)
🟣 prendersene cura come atto di responsabilità e non di controllo.
È importante sottolineare che, sebbene la body neutrality diffonda messaggi importanti e costruttivi, è necessario avvicinarsi a questi temi con senso critico e consapevolezza.

La luce degli incendi a Dicembre — Matteo BussolaIl romanzo racconta un incontro casuale tra due adulti, Margherita e Ma...
19/02/2026

La luce degli incendi a Dicembre — Matteo Bussola

Il romanzo racconta un incontro casuale tra due adulti, Margherita e Marcello, che si ritrovano seduti sullo stesso treno. L’una fugge dalla propria vita, mentre l’altro vi fa ritorno. In mezzo nasce una conversazione che diventa un atto di verità reciproca. Un romanzo che esplora ciò che resta quando le maschere della quotidianità si sgretolano e il malessere, a lungo trattenuto, emerge.

Nessuno dei due protagonisti è in cerca di soluzioni, bensì di ascolto. Ed è proprio nel tempo sospeso del viaggio che il dialogo tra sconosciuti diventa uno spazio protetto, in cui è possibile dire la verità senza il peso dei ruoli familiari o sociali, abbassando le proprie difese e mettendo a n**o le ferite emotive.

Bussola racconta, attraverso un linguaggio semplice, una sofferenza adulta fatta non di traumi eclatanti, ma di logoramenti emotivi: il peso delle scelte, delle responsabilità e dei ruoli che, col tempo, smettono di somigliare a chi li indossa. Marcello e Margherita, durante il loro dialogo, non cercano risposte o salvezza, ma qualcuno che li veda, almeno per la durata del viaggio.

L’autore esplora con sensibilità la vulnerabilità adulta, il bisogno di essere riconosciuti e ascoltati e il potere trasformativo dell’incontro umano. Non offre risposte, ma apre domande profonde — ed è proprio in questo spazio aperto che risiede la sua forza.

☑ Perché lo consigliamo?

Bussola riesce, attraverso la scrittura, a raccontare una sofferenza sottile ma molto riconoscibile — e non solo adulta: quella di chi si sente bloccato tra ciò che è stato e ciò che avrebbe voluto essere. Non ci sono colpi di scena, ma piccole rivelazioni interiori che lasciano il segno e costruiscono un legame che dura il tempo del viaggio, ma che continua a risuonare a lungo.

L’utilizzo dei filtri di bellezza basati sull’intelligenza artificiale è ormai un fenomeno diffuso in modo capillare, tr...
13/02/2026

L’utilizzo dei filtri di bellezza basati sull’intelligenza artificiale è ormai un fenomeno diffuso in modo capillare, tra i più giovani e non. Un fenomeno capace di trasformare profondamente l’esperienza dell’immagine di sé.
Volti levigati, proporzioni simmetriche e corpi conformi a standard estetici dominanti, spesso irreali e passeggeri, non sono più eccezioni ma rappresentazioni abituali. Queste immagini vengono facilmente interiorizzate come “versioni migliorate” del proprio aspetto.
Il punto critico non risiede tanto nello strumento in sé, quanto nel modo in cui interviene sulla percezione corporea e sull’autostima. I filtri basati sull’AI, infatti, non si limitano ad abbellire: costruiscono un modello estetico standardizzato e difficilmente raggiungibile, favorendo un confronto non solo con gli altri, ma con una versione artificiale e irraggiungibile di sé, che rischia di diventare il nuovo parametro di riferimento.
Questo processo può alimentare una distanza crescente tra corpo reale e corpo percepito, generando sentimenti di inadeguatezza, insoddisfazione e vergogna. In particolare, nelle fasi evolutive più sensibili, come l’adolescenza e la giovane età adulta, l’esposizione costante a immagini filtrate può incidere sulla costruzione dell’identità corporea, rinforzando l’idea che il valore personale dipenda dall’aderenza a uno standard estetico.
È importante sottolineare che l’intelligenza artificiale non è neutra: riproduce e amplifica modelli culturali già esistenti, spesso escludenti, che privilegiano alcuni tratti fisici a scapito della diversità dei corpi reali. Il rischio è una normalizzazione dell’artificiale, in cui ciò che è naturale appare difettoso e da correggere.
Promuovere consapevolezza sull’uso dei filtri e aprire uno spazio critico sul rapporto con l’immagine di sé diventa quindi fondamentale per tutelare il benessere psicologico e favorire una relazione più autentica e rispettosa con il proprio corpo.

“Non è lo stress che ci uccide, ma la nostra reazione ad esso.” – Hans SelyeQuando parliamo di stress, spesso lo conside...
11/02/2026

“Non è lo stress che ci uccide, ma la nostra reazione ad esso.” – Hans Selye
Quando parliamo di stress, spesso lo consideriamo qualcosa di negativo, da eliminare. In realtà, secondo Hans Selye – padre della ricerca sullo stress – lo stress è una risposta biologica naturale ed è “il sale della vita”. Vivere significa adattarsi continuamente alle richieste dell’ambiente. La risposta allo stress è aspecifica e conservata: indipendentemente dalla natura dello stressor fisico, biologico, psicologico o sociale l’organismo attiva sempre le stesse vie fisiologiche.
Al centro di questa risposta c’è il cortisolo, spesso etichettato come “ormone dello stress”, ma fondamentale per l’adattamento. Il cortisolo mobilita energia, regola il metabolismo, modula l’infiammazione e coordina la risposta dell’organismo alle richieste ambientali. Nello stress acuto è un alleato: il sistema si attiva, risponde e poi si spegne, tornando alla baseline. Da qui nasce la distinzione fondamentale tra eustress e distress.
Nell’eustress, l’attivazione del cortisolo è temporanea e ben regolata: sostiene concentrazione, motivazione, apprendimento ed energia. Il distress emerge quando l’attivazione supera la capacità di regolazione individuale. Non è l’intensità dello stress a fare la differenza, ma la sua durata e l’assenza di recupero. Il cortisolo resta elevato troppo a lungo e i meccanismi di feedback si indeboliscono. Quando il distress diventa cronico, il cortisolo produce effetti di disadattamento: affaticamento persistente, alterazioni del sonno, difficoltà di concentrazione, calo della motivazione. Il corpo resta così in uno stato di allerta prolungata.
Per descrivere questo processo, Selye introdusse nel 1936 la Sindrome Generale di Adattamento (GAS), ovvero la risposta dell’organismo all’esposizione prolungata a molteplici stressor, articolata in tre fasi allarme, resistenza ed esaurimento scandite dai livelli del cortisolo.
Comprendere lo stress significa allora imparare ad auto-regolarci: la salute nasce da un equilibrio dinamico che richiede di riconoscere e rispettare il proprio ritmo di marcia.

07/02/2026 – Giornata Mondiale contro il bullismo e il cyberbullismoIn occasione di questa giornata, vogliamo riflettere...
07/02/2026

07/02/2026 – Giornata Mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo
In occasione di questa giornata, vogliamo riflettere sull’importanza del rispetto, dell’ascolto e dell’inclusione, ricordando che il bullismo non è mai un gioco, ma una forma di violenza che lascia segni profondi. Attraverso film, libri, serie TV e podcast, questi contenuti ci aiutano a comprendere le conseguenze delle parole e dei comportamenti, promuovendo empatia e responsabilità per costruire una comunità più consapevole e accogliente.
🎬Film: Il ragazzo dai pantaloni rosa di Margherita Ferri
Racconta la storia vera di un adolescente vittima di bullismo omofobo, denunciando la violenza delle parole e promuovendo rispetto e inclusione.
📚Libro: Wonder di R. J. Palacio
Racconta di un bambino con una malformazione facciale che affronta la scuola, invitando all’empatia e all’accettazione della diversità.
📺Serie Tv: 13 Reasons Why di Brian Yorkey
La storia di un’adolescente che si suicida mette in luce gli effetti devastanti del bullismo e dell’indifferenza.
️️🎙️️Podcast: Mai più bullismo di Pablo Trincia
Testimonianze reali di ragazzi vittime di bullismo per sensibilizzare e promuovere un clima scolastico più sano.

In Italia la gravidanza si accompagna a molti “miti” e credenze popolari che risultano molto difficili da sfatare: mangi...
02/02/2026

In Italia la gravidanza si accompagna a molti “miti” e credenze popolari che risultano molto difficili da sfatare: mangiare per due, stare a riposo, non fare questo, non fare quello.
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Se si è sane e la gravidanza procede in modo regolare, si possono trarre numerosi benefici dal condurre uno stile di vita attivo. L’attività fisica regolare aiuta a mantenere il controllo del peso, una regolare funzione intestinale e favorisce il buonumore.
È opportuno chiedere consiglio alla propria ginecologa per stabilire quale sport risulti più indicato.
La maternità è un viaggio unico, fatto di emozioni, domande e scoperte: presso il Consultorio AIED Milano troverai ascolto, supporto e risorse per affrontare questo percorso con serenità.
Con un approccio accogliente e competente, il nostro obiettivo è fornirti informazioni, sostegno e strumenti per vivere la maternità con consapevolezza e tranquillità.
Chiamaci allo 02 6671 4156
oppure scrivici a areasanitaria@aiedmilano.com

Indirizzo

Via Vitruvio, 43
Milan
20124

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 17:00
Martedì 09:30 - 17:00
Mercoledì 09:30 - 17:00
Giovedì 09:30 - 17:00
Venerdì 09:30 - 14:00

Telefono

+390266714156

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