22/03/2026
20,21 marzo 2026, Convegno SIPG. “Nell’attuale contesto culturale caratterizzato da una diffusione della virtualizzazione dell’esperienza, il lavoro del terapeuta dell’età evolutiva assume un valore che va oltre l’ambito specifico della clinica infantile. In una società in cui il contatto con il corpo, con il gioco spontaneo e con l’esperienza immediata tende progressivamente ad affievolirsi, il terapeuta che lavora con bambini e adolescenti custodisce e sviluppa competenze fondamentali: la capacità di stare nel qui e ora della relazione, di riconoscere il linguaggio del corpo, di accogliere il gioco come spazio di trasformazione e di sostenere la vitalità creativa dell’esperienza.
All’interno della prospettiva della terapia della Gestalt, il gioco non è soltanto uno strumento tecnico, ma una modalità privilegiata di contatto con il mondo. Attraverso il gioco, il bambino esplora, sperimenta, crea significati e costruisce relazioni. Il terapeuta dell’età evolutiva diventa così un compagno di esplorazione che sostiene il processo organismico e favorisce l’emergere della creatività come espressione della vitalità della persona.
In un’epoca segnata dalla disincarnazione e dalla mediazione tecnologica delle relazioni, queste competenze assumono un valore ancora più rilevante. Il terapeuta è chiamato a offrire uno spazio relazionale in cui l’esperienza possa tornare a essere vissuta nel corpo, nelle emozioni e nella presenza reciproca. Il gioco, la spontaneità e la creatività diventano allora non solo strumenti terapeutici, ma anche forme di resistenza culturale rispetto ai processi di alienazione e di impoverimento dell’esperienza.
In questo senso, il lavoro del terapeuta dell’età evolutiva può essere pensato come una pratica di ri-umanizzazione: un luogo in cui bambini, famiglie e terapeuti possono incontrarsi recuperando il valore del contatto, della vitalità e della creatività come dimensioni fondamentali dell’essere umano” (Silvia Tosi e Georgia Russo)