Patrizia Creazzo Psicologa Psicoterapeuta

Patrizia Creazzo Psicologa Psicoterapeuta Psicologa Psicoterapeuta a Milano. Mi occupo di Psicopatologia dell’Età Evolutiva (Bambini e Ado Esercito nel mio studio di Milano e online.

Sono Psicologa Psicoterapeuta specializzata in Psicoterapia Cognitiva, EMDR (I e II Livello). Sono iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia n.7304. Negli anni di attività lavorativa ho maturato esperienza sia nel lavoro con Bambini e Adolescenti, sia con gli Adulti, e questo mi ha permesso di consolidare la mie competenze di supporto e di aiuto nel ciclo di vita. Attraverso sedute individuali di Psicoterapia aiuto i miei pazienti ad affrontare momenti di sofferenza e disagio causati da situazioni di stress, lutti, difficoltà relazionali, ansia e depressione, accompagnandoli in un percorso di crescita personale che li aiuta a migliorare la loro qualità di vita.

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNENella mia esperienza professionale mi è capitato di collaborare in equip...
25/11/2021

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Nella mia esperienza professionale mi è capitato di collaborare in equipe con associazioni che si occupano di accoglienza per donne vittime di violenza.
Ricordo che in un incontro conoscitivo con una di loro, il gruppo delle responsabili ci mostrò il video di una testimonianza, come rappresentazione chiara ed esemplare del vissuto di una vittima di violenza domestica.
La visione fu toccante, ma anche esaustiva, e rimane ancora oggi in memoria come esempio da condividere per parlare di questo tema.

“Bisogna parlarne affinché sempre più donne possano essere aiutate”, come conclude Leslie Morgan Steiner protagonista di questa testimonianza.

TED Talk Subtitles and Transcript: Leslie Morgan Steiner was in "crazy love" -- that is, madly in love with a man who routinely abused her and threatened her life. Steiner tells the story of her relationship, correcting misconceptions many people hold about victims of domestic violence, and explaini...

Il primo colloquio con i bambiniGiulia (nome di fantasia), la mia piccola nuova paziente della scuola elementare,  è sed...
15/11/2021

Il primo colloquio con i bambini

Giulia (nome di fantasia), la mia piccola nuova paziente della scuola elementare, è seduta in sala d’attesa insieme alla mamma e alla sorella più grande e quando mi presento, anche se indossa la mascherina, traspare un grande sorriso dai suoi occhi.
La accolgo in stanza, anzi le accolgo, tutte e tre, perché è la prima volta che ci incontriamo e non può sentirsi subito a suo agio con una persona che non conosce, anche se si mostra accogliente.
Giulia si siede di fronte a me e mi fissa con i suoi occhioni, come se volesse decifrare le mie reazioni alle parole della mamma che mi sta raccontando qualcosa di lei.
Io la guardo e le sorrido sempre, come se le dicessi “va tutto bene”.
Quando rimaniamo da sole proviamo a parlare della scuola, degli amici e anche del suo “problema”. Giulia mi risponde un po’ per monosillabi perché del suo “problema” fa un po’ fatica a parlare, così la rassicuro dicendole che non dobbiamo farlo per forza oggi.
Per tutto il tempo mi guarda negli occhi, il suo sguardo è pieno di curiosità, di dolcezza e di fiducia.
Trattiamo qualche argomento un po’ spinoso, lei reagisce con il fare dei bambini che minimizzano e semplificano il mondo dei grandi.
Giochiamo e disegniamo un po’ e si mostra divertita. Fa un disegno libero molto colorato in cui raffigura una persona, e mentre lo fa verbalizza ogni elemento.
“Chi hai disegnato?”
“Boh? “ Mi risponde lei
“Una signora, una bambina, chi è?” le chiedo.
“Una signorina!”
“Bravissima! E’ proprio bello questo disegno! Lo posso tenere io? Magari la prossima volta ne facciamo degli altri. Adesso è arrivato il tempo di salutarci, ci vediamo la prossima settimana”.
Ma lei si ferma, mi guarda e mi dice: “Patrizia sei tu!”

In effetti la signorina del suo disegno mi somigliava…..☺️

Nel primo colloquio con un paziente, che si tratti di un bambino o un adulto, iniziamo a conoscere l’altro e a farci conoscere. E’ un momento importante in cui il terapeuta accoglie la persona con l’obiettivo di comprendere il suo bisogno e poter offrire il percorso di aiuto adeguato.
Con gli adulti è abbastanza semplice capire se alla fine del primo colloquio si sono trovati bene e se siamo riusciti a gettare le basi per la fiducia che costituisce il fondamento del rapporto terapeuta-paziente. Se ne può parlare, chiedendo al paziente come è stato/a, come si è trovato/a nel contesto relazionale proposto.
Con i più piccoli non è così semplice e scontato, loro non arrivano spontaneamente, vengono portati dai genitori e spesso non sono neppure così consapevoli di avere una difficoltà.
Il primo colloquio assume così una valenza ancora più importante……

Nel caso di Giulia aver inserito me dentro il suo disegno colorato rappresenta un buon inizio di relazione e di fiducia. ...E adesso ci attende un bel percorso insieme!

sabato dedicato alla formazione!Si è appena concluso un interessante seminario di aggiornamento sull'"Efficacia dell'EMD...
06/11/2021

sabato dedicato alla formazione!

Si è appena concluso un interessante seminario di aggiornamento sull'"Efficacia dell'EMDR sulla Depressione", con interventi relativi alla ricerca scientifica, agli effetti epigenetici e alla trasmissione transgenerazionale del trauma, e alla neurobiologia.

L'evidenza di quanto il corpo e la mente siano interconnessi e di come in psicoterapia sia possibile agire non solo sugli stati mentali, ma anche su quelli corporei.

Una rappresentazione dell'emozione della RABBIA “Litigi d’amore” FilmLe emozioni sono spesso ben rappresentate nel cinem...
27/10/2021

Una rappresentazione dell'emozione della RABBIA
“Litigi d’amore” Film

Le emozioni sono spesso ben rappresentate nel cinema e quando ho visto per la prima volta il film “Upside of anger” ne sono rimasta piacevolmente colpita.
“Litigi d’amore” è il titolo dell’edizione Italiana che però non rispecchia molto il tema del film.

Ricordo che la visione di questa commedia mi aveva coinvolto dall’inizio alla fine, a volte divertendomi a volte invece portandomi a riflettere sulle relazioni e sulle situazioni della vita. Anche rivisto una seconda e terza volta, ha sempre suscitato in me le stesse emozioni e riflessioni.

La scena iniziale è emblematica di tutto il racconto: una madre e le sue figlie sono in macchina, in silenzio, al rientro da un funerale.
“L’esempio migliore di come ti può trasformare la rabbia è mia madre. Era la persona più simpatica che avessi conosciuto, la donna più dolce, lei è cambiata in un donna arrabbiata triste e amareggiata”, sono le parole della voce narrante della figlia più piccola, adolescente, che preparano lo spettatore a quello che sarà il tema di tutto il film, la rabbia.
La possiamo osservare rappresentata nelle sue diverse intensità e nei suoi diversi significati: la rabbia per la perdita di una persona amata, per un tradimento, per l’incomprensione e per un’ingiustizia che si crede di aver subito.

La Rabbia è quell’emozione che ci avvisa che qualcosa non va: la percepiamo quando qualcuno ci sta facendo del male, quando sentiamo che i nostri diritti vengono violati, quando i nostri bisogni o desideri non sono adeguatamente soddisfatti.
Spesso la percepiamo all’interno delle relazioni con gli altri, quando ci capita di compromettere una parte rilevante di noi (le nostre opinioni, i nostri valori, i nostri desideri e ambizioni) per dare maggiore spazio all’altro, o quando gli altri fanno troppo per noi impedendo la nostra crescita o autonomia.
È considerata di sovente in termini negativi, qualcosa da evitare, da contenere, perché a livelli elevati diventa esplosiva.

Il film è un esempio di come la rabbia entra nelle relazioni affettive, creando litigi e incomprensioni. Ma è anche un esempio di come riconoscendola e ascoltandola è possibile riparare le rotture e ricostruire e i legami.

Se avete visto il film ditemi che cosa ne pensate nei commenti. 😊

AIUTARE LA PSICHE PER AIUTARE LA VITA è il titolo della campagna di sensibilizzazione promossa dall'Ordine degli Psicolo...
10/10/2021

AIUTARE LA PSICHE PER AIUTARE LA VITA è il titolo della campagna di sensibilizzazione promossa dall'Ordine degli Psicologi della Lombardia in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.

"Costruire e promuovere il benessere psicologico è un requisito imprescindibile per fronteggiare adeguatamente le difficoltà della vita ma anche per viverne appieno i lati positivi, apprezzare la propria esistenza, raggiungere efficacemente i propri obiettivi, vivere le relazioni e costruire rapporti sani con gli altri". (Laura Parolin, Presidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia- www.opl.it)

[GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE]

La pandemia ha avuto un impatto significativo sulla salute mentale di numerose fasce della popolazione. Oggi l'OMS promuove una campagna per la divulgazione di una maggiore consapevolezza sulle manifestazioni della sofferenza psicologica e per combattere il pregiudizio e lo stereotipo.

La divulgazione della cultura psicologica è la strada che può aiutarci ad avvicinare a professionisti competenti chi è in difficoltà e a promuovere azioni di prevenzione la cui efficacia è ormai indiscutibile.

👉 Diffondi la campagna dell'OMS: https://www.who.int/campaigns/world-mental-health-day/2021

👉 Partecipa al convegno nazionale promosso dal CNOP il 13 ottobre "La psiche al centro della vita": https://www.psy.it/giornatapsicologia/

In una Psicoterapia ci sono momenti in cui si ride? La psicoterapia è per tutti? e quanto dura? cosa accade nel percorso...
09/10/2021

In una Psicoterapia ci sono momenti in cui si ride? La psicoterapia è per tutti? e quanto dura? cosa accade nel percorso psicoterapeutico?

Un breve articolo in cui alcune colleghe di Spazio FormaMentis offrono risposte ad alcune comuni domande sulla psicoterapia.

Quanto dura un percorso di psicoterapia? La terapia può essere consigliata da altri? Dovrebbero andarci tutti?

ANSIA DA PRESTAZIONE E ANSIA SOCIALEIN ETA' EVOLUTIVAE’ iniziato l’anno scolastico, bambini e adolescenti si preparano a...
20/09/2021

ANSIA DA PRESTAZIONE E ANSIA SOCIALE
IN ETA' EVOLUTIVA

E’ iniziato l’anno scolastico, bambini e adolescenti si preparano ad affrontare l’impegno richiesto nello studio e nell’apprendimento con tutte le dinamiche emotivo-relazionali che questa esperienza comporta.
Il ripristino della didattica in presenza, dopo tanto tempo di frequentazione in DAD, potrebbe scatenare maggiori ansie e insicurezze in bambini e ragazzi.
Verifiche, valutazioni, interrogazioni possono essere vissute con ansia alla quale a volte si aggiunge il timore della “br**ta figura”, in modo particolare nell’età della pre-adolescenza e adolescenza.

Nei bambini della scuola elementare a volte compaiono “i mal di pancia” che sono espressione di timori e paure che, con qualche incoraggiamento da parte dell’adulto, si riescono a superare.

In pre-adolescenza e in adolescenza invece è più probabile osservare malesseri legati all’ansia da prestazione o all’ansia sociale, che insorgono e si manifestano proprio nell’ambito scolastico.

L’espressione più caratteristica dell’ansia da prestazione è una impossibilità o grave difficoltà nell'affrontare interrogazioni orali davanti alla classe. L'idea di esporsi davanti ai compagni e compiere magari qualche errore, o non saper rispondere a qualche domanda, scatena un'ansia così forte da indurre l’adolescente ad un blocco e a volte ad un evitamento.
All’ansia da prestazione si aggiunge l’aspetto di ansia sociale, legata al timore di fare una br**ta figura o di essere oggetto di un giudizio negativo.

Solitamente situazioni di questo tipo implicano l’emergere di un disagio legato al percorso di crescita individuale che è bene riconoscere e indagare, magari con l’aiuto di un esperto, per permettere al pre-adolescente e all’adolescente di superare la sintomatologia e acquisire maggiore sicurezza personale.

L’inizio dell’anno scolastico è un momento importante e richiede una particolare attenzione da parte degli adulti.Il rie...
07/09/2021

L’inizio dell’anno scolastico è un momento importante e richiede una particolare attenzione da parte degli adulti.

Il rientro a scuola può scatenare preoccupazioni ed essere fonte di stress per bambini e adolescenti. Il dovere di rispettare orari precisi, ritornare a essere sottoposti a valutazioni e verifiche continue, l’emozione di rivedere i propri compagni: tutto questo richiede un lavoro psicologico notevole.

Per poter affrontare nel migliore dei modi questo momento, i genitori possono adottare alcuni atteggiamenti in grado di aiutare e sostenere i propri figli. Ad esempio cominciare a recuperare gradualmente i ritmi veglia sonno, propri della scuola, qualche settimana prima dell’inizio delle attività scolastiche. Nei primi giorni di inizio anno può anche essere utile avere delle accortezze come il preparare i materiali per la scuola per tempo e lo zaino del giorno dopo in anticipo, per evitare ansie dell’ultimo minuto, oppure accompagnare i ragazzi nella pianificazione dell’organizzazione delle lezioni e dello studio.

Il dialogo quotidiano rimane comunque il modo migliore per tranquillizzare e capire, parlando in maniera serena con i figli dell’esperienza scolastica e della sua ripresa, senza appesantirli su compiti o doveri, ma motivandoli ad apprendere nuove informazioni e a vivere nuove relazioni e nuove esperienze.
Con i bambini più piccoli una strategia può essere il momento dell’ "oasi felice" prima di cena o dopo cena, in cui si gioca con loro raccontandosi la propria giornata, cercando 3 cose belle e/o tre cose brutte accadute. Per i genitori questo diventa un modo per fungere anche da modello per una narrativa condivisa.
Anche per gli adolescenti può essere utile questa strategia, ovviamente adeguandola all’età del ragazzo/a, non sarà più un gioco, ma un momento di condivisione dedicato e finalizzato all’ascolto reciproco.

A volte è possibile che nelle prime settimane di scuola compaiano sintomi piuttosto significativi come perdita di appetito, insonnia, angoscia o altri segni di malessere. In questi casi i sintomi possono essere indici di un disagio più profondo non ancora affrontato, magari legato al periodo evolutivo in atto, che riaffiora e si intreccia con gli aspetti emotivi del rientro a scuola.
In questi casi è importante lo sguardo attento e il monitoraggio degli adulti, per comprendere il malessere sottostante.
La consultazione di uno specialista, in queste situazioni, può risultare utile per evitare un peggioramento della sintomatologia.

Likemeback, un film di Leonardo Guerra Seràgnoli, è una visione che ho apprezzato molto, e che consiglio, perchè  descri...
02/09/2021

Likemeback, un film di Leonardo Guerra Seràgnoli, è una visione che ho apprezzato molto, e che consiglio, perchè descrive uno spaccato realistico sulla dipendenza dai social network da parte di alcune adolescenti e sull’inconsapevolezza dei rischi che un utilizzo inadeguato comporta.

La pellicola narra la storia di tre adolescenti Carla, Lavinia e Danila che, finito il liceo, decidono di partire per una vacanza in barca a vela lungo le coste della Croazia, insieme ad uno skipper.
Durante tutta la vacanza saranno accompagnate dai loro telefonini, indispensabili per testimoniare, documentare e mostrare la loro esperienza sui social, alla ricerca di “like” e apprezzamenti personali. Questo gioco inizialmente divertente metterà però in difficoltà il loro legame.

Likemeback, oltre ad una riflessione sull'uso smodato dei social, offre uno sguardo anche sul legame di amicizia e sull’età dell’adolescenza. Carla, Lavinia e Danila rappresentano tre ragazze con caratteri e ambizioni differenti, che dietro ad una apparente sintonia e spensieratezza, nascondono, come spesso accade, insicurezze, paure e gelosie.

Lavinia, Carla e Danila hanno appena finito il liceo e partono insieme per una vacanza in barca a vela. Sono sole con i loro telefonini e uno skipper, in viaggio lungo le coste della Croazia, piene di sogni, libertà e spensieratezza. Sono inconsapevoli di come condividere tutto sui social trasforme...

23/08/2021

30/07/2021
In questo periodo estivo in cui si programmano le vacanze,una curiosità sugli effetti del viaggio sul nostro cervello.
24/07/2021

In questo periodo estivo in cui si programmano le vacanze,
una curiosità sugli effetti del viaggio sul nostro cervello.

Indirizzo

Via Settembrini 45
Milan
20124

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