16/04/2022
In questo post presento alcune sintetiche riflessioni sui numerosi scritti che Freud ha prodotto tra il 1915 e il 1933 proprio sul tema della guerra [Considerazioni attuali sulla guerra e sulla morte (1915), O.S.F., 8, Boringhieri; Introduzione al libro “Psicoanalisi delle nevrosi di guerra” (1919), O.S.F., 9; Psicologia delle masse e analisi dell’Io (1922), 0.S.F., 9; Il disagio della civiltà (1930), O.S.F., 10; Perche la guerra? (Carteggio con Einstein), O.S.F., 11 (1933).
Innanzitutto Freud illustra le nevrosi di guerra, cioè gli effetti traumatici psicologici dell’esposizione diretta (per i soldati), e indiretta (per i civili), alla guerra. Un tema ancora attuale con molte persone, adulti e bambini, che manifestano angoscia, disturbi del sonno, dell’alimentazione, attacchi panico, depressione per il presente/futuro.
Inoltre, poiché guerre e lotte vanno avanti da quando esiste l’uomo, Freud ci fa ragionare sulla natura umana che è condizionata dalla pulsione di morte, che se non mentalizzata e gestita, passa drammaticamente il limite della razionalità. Il dualismo Eros e Thanatos apre però alla dimensione Etica e riparativa che permette di lenire il pessimismo della civiltà. Perciò ho indicato che è fondamentale che come Genitori insegniamo innanzitutto ai bambini a riconoscere e gestire le emozioni e gli istinti, restando in una competizione piacevole e giocosa, non violenta. E noi adulti elaboriamo psicoanaliticamente le personali rabbie, impulsi ed angosce.