Dott.ssa Ilaria Squaiella - Psicoterapeuta

Dott.ssa Ilaria Squaiella - Psicoterapeuta Psicologa e psicoterapeuta ricevo a Milano e provincia. Consulenze anche online Colloqui individuali con adulti e adolescenti, colloqui di coppia.

Utenza: adulti, bambini, adolescenti

Ambiti d'intervento: disturbi psicosomatici: ansia, attacchi di panico,disturbi dell’alimentazione. Sedute individuali e di gruppo di Training Autogeno. Esperta di tecniche di rilassamento e tecniche immaginative.

Sono frasi che sembrano romantiche, ma rischiano di creare aspettative irrealistiche e di farci leggere come “problemi” ...
09/02/2026

Sono frasi che sembrano romantiche, ma rischiano di creare aspettative irrealistiche e di farci leggere come “problemi” passaggi che, in molti casi, sono fisiologici nella vita di coppia.

Dal punto di vista psicologico, una relazione che funziona non è quella in cui l’amore “aggiusta tutto”, ma quella in cui esistono anche: responsabilità personale, capacità di comunicare, rispetto dei confini, spazi individuali, possibilità di attraversare i cambiamenti (compreso il cambiamento del desiderio) senza viverli come una condanna.

Aspettarsi che l’altro colmi ogni vuoto, risolva ogni fatica o garantisca felicità costante mette addosso a quella persona un peso impossibile da reggere.

Questo post vuole essere un invito a guardare con più realismo – e quindi con più cura – alle relazioni: meno miti assoluti e più consapevolezza di come stiamo davvero dentro i legami che viviamo. 💭

Se ti va, puoi scrivermi nei commenti quale di queste frasi hai sentito più spesso… o a quale ti accorgi di aver creduto anche tu.

Prima pensi: “Mi piace/ per me va bene”.Poi chiedi cosa ne pensa lui/lei…e all’improvviso non ti fidi più della tua idea...
06/02/2026

Prima pensi: “Mi piace/ per me va bene”.
Poi chiedi cosa ne pensa lui/lei…e all’improvviso non ti fidi più della tua idea.

Il suo “non mi convince” vale più del tuo entusiasmo.
Il suo “esageri” vale più del tuo fastidio.
Il suo “stai tranquilla/o” vale più della tua inquietudine.

Piano piano inizi a delegare il metro di misura:
non ti chiedi più “come sto io?”, ma “cosa ne penserà?”.

E così smetti di allenare una cosa fondamentale:
✔️ la fiducia nel tuo sguardo,
✔️ nei tuoi desideri,
✔️ nei tuoi “no” e nei tuoi “sì”.

Non è amore sano quando, per sentirti “a posto” hai bisogno che qualcun altro approvi tutto di te.

Amare qualcuno non dovrebbe mai significare perdere la voce con cui decidi cosa è giusto per te.

Febbraio dura meno, ma è comunque tempo.Tempo per rallentare, ascoltarti un po’ di più, smettere di trattarti solo come ...
02/02/2026

Febbraio dura meno, ma è comunque tempo.

Tempo per rallentare, ascoltarti un po’ di più, smettere di trattarti solo come qualcuno che deve “funzionare”.

Non servono rivoluzioni: spesso a fare la differenza sono le piccole cose fatte con continuità.

Darti il permesso di sentire come stai, riconoscere anche ciò che stai già facendo, non ridurre la tua giornata all’errore di turno, ma anche a ciò che impari.

Se ti va, puoi usare questo post come promemoria: non per diventare “perfettə”, ma per stare un po’ più dalla tua parte in questo mese. 💭💜

Qual è la cosa che ti piacerebbe davvero portare con te a febbraio?

“Non voglio pesare su nessuno”: cosa c’è sotto davvero?Questa frase a volte  non significa solo “sono autonomə”. Spesso ...
30/01/2026

“Non voglio pesare su nessuno”: cosa c’è sotto davvero?

Questa frase a volte non significa solo “sono autonomə”.

Spesso nasconde:
🔴Paura di essere di troppo. Hai imparato che gli altri hanno già abbastanza problemi.
Aggiungere i tuoi ti fa sentire “esageratə”, ingombrante.

🔴Idea che il valore = non dare fastidio.
Ti senti “bravə” quando tieni tutto dentro, sorridi, dici che va tutto bene.
Chiedere aiuto ti fa sentire subito in difetto.

🔴Esperienze in cui non sei statə accoltə.
Magari, quando provavi a condividere qualcosa, ti sei sentitə:
_sminuitə (“dai, non è niente”)
_colpevolizzatə (“con tutto quello che ho io…”)
_ignoratə.

E hai imparato che è più sicuro tacere.

💬 Una domanda utile può essere:
Se fosse una persona che amo, a stare come sto io… le direi davvero che non deve “pesare su nessuno”?

NON TUTTE LE BATTUTE FANNO RIDEREL’umorismo può avvicinare, creare complicità, alleggerire. Ma può anche diventare un mo...
26/01/2026

NON TUTTE LE BATTUTE FANNO RIDERE
L’umorismo può avvicinare, creare complicità, alleggerire. Ma può anche diventare un modo “accettabile” per:

❌sminuire

❌umiliare

❌mettere all’altro un’etichetta

Il problema non è la battuta in sé, ma il peso che lascia addosso.

Frasi tipo:

🟠 “Ma quanto sei permalosə.”

🟠 “Sei proprio isterica oggi.”

🟠 “Dai, sei sempre la solita esagerata.” ��Queste frasi, dette ridendo, davanti agli altri,
non servono a ridere con te, ma a ridere di te.��A lungo andare puoi iniziare a:
* dubitare delle tue reazioni (“forse esagero”)��
* evitare di dire cosa ti fa male per paura di passare per pesante��
* accettare battute che, in realtà, ti tolgono valore

Ricorda che hai il diritto di dire:
“Queste battute su di me non mi fanno ridere.”

E questa non è mancanza di autoironia.
È chiedere che l’ironia non venga usata per scavalcare il rispetto.

“Perché dopo una giornata con gli altri abbiamo bisogno di stare da soli per un po’?”Non è maleducazione, non è “non vol...
23/01/2026

“Perché dopo una giornata con gli altri abbiamo bisogno di stare da soli per un po’?”

Non è maleducazione, non è “non volere bene agli altri”.

Spesso è semplicemente è che:

✅ Il cervello ha fatto gli straordinari. Ascoltare, parlare, seguire conversazioni, cogliere toni, sguardi, non detti… è un lavoro cognitivo ed emotivo enorme.

✅ Hai regolato continuamente te stessə. Ti sei adattato al contesto, hai modulato come ti mostravi, hai “tenuto insieme” umore, energia, reazioni. Bello, ma stancante.

✅ L’attenzione è stata sempre fuori.
Per ore sei statə sintonizzata su cosa succedeva intorno a te.Il momento da solə serve a tornare dentro: “io come sto? cosa mi è rimasto addosso?”.

✅ Se sei introversə o molto empaticə, consumi più batteria.
Non perché sei fragile, ma perché assorbi molto: emozioni, tensioni, atmosfera.

Il bisogno di solitudine dopo il contatto non è un difetto da correggere, ma un segnale di ricarica necessaria.

Possiamo voler bene agli altri e allo stesso tempo avere bisogno, ogni tanto, di chiudere la porta e restare solo con noi stessə per un po’. 💭🧠

✅ Prendi sul serio come stai, anche se “non c’è un motivo enorme”✅ Alleggerisci le aspettative (su di te e sulle tue pre...
19/01/2026

✅ Prendi sul serio come stai, anche se “non c’è un motivo enorme”
✅ Alleggerisci le aspettative (su di te e sulle tue prestazioni)
✅ Cerca piccoli momenti di connessione vera, non solo distrazioni
✅ Chiedi aiuto se questo senso di pesantezza dura da tanto

Quindi… non stai male perché è il Blue Monday, ma se in questo periodo ti senti giù,
sei legittimatə a prenderti

Quando vogliamo bene a qualcuno è facile pensare: “Se reagisce così è perché ha sofferto, devo capirlə di più, non prend...
16/01/2026

Quando vogliamo bene a qualcuno è facile pensare: “Se reagisce così è perché ha sofferto, devo capirlə di più, non prenderla sul personale”🤔.
Riconoscere la storia dell’altro è importante.

Il problema nasce quando questo diventa una giustificazione permanente per parole che feriscono, scatti di rabbia, mancanza di rispetto, silenzi punitivi ❌.

La sofferenza passata può spiegare alcuni comportamenti, ma non li assolve automaticamente. E soprattutto non ti obbliga a stare in una relazione in cui vivi costantemente in allerta, cercando di non farlə “scattare”.
Prendersi cura dell’altro non significa annullare te stessə⛔.
Puoi riconoscere il suo dolore e allo stesso tempo mettere un limite al modo in cui ti parla, ti tratta, si sfoga su di te🖐️.

Cosa ne pensi? Fammelo sapere nei commenti 💭

Perché finiamo sempre negli stessi tipi di relazioni?Non è sfortuna, e non è che “ti cerchi il peggio”:spesso sono copio...
14/01/2026

Perché finiamo sempre negli stessi tipi di relazioni?

Non è sfortuna, e non è che “ti cerchi il peggio”:
spesso sono copioni affettivi che si sono scritti molto tempo fa.

Da bambini e adolescenti impariamo (senza parole) cosa bisogna fare per essere visti, considerati e “tenuti vicino”: non dare fastidio, essere perfetti, prendersi cura degli altri...

Da adulti questi copioni diventano una bussola silenziosa: ci sentiamo “a casa” proprio con chi ci fa rivivere sensazioni antiche – anche quando non ci fanno bene.
È familiare, quindi sembra giusto.
Ma spesso non è così.

Il lavoro su di sé non è trovare la persona “giusta” per magia, ma iniziare a vedere quali schemi ripeti, quali cose ti racconti per restare, quali parti di te metti sempre in secondo piano pur di non perdere l’altro.

Cosa ne pensi? Fammelo sapere nei commenti! 💭

Mi sto prendendo una pausa o sto scappando?Vediamo insieme le differenze: ⏸️ La pausa arriva dopo che hai guardato la si...
09/01/2026

Mi sto prendendo una pausa o sto scappando?

Vediamo insieme le differenze:

⏸️ La pausa arriva dopo che hai guardato la situazione.
🏃La fuga arriva prima, per non stare nella situazione.

⏸️La pausa è: “Per ora mi fermo, ma poi ci torno su”.
🏃La fuga è: “Non ci voglio pensare mai più”.

⏸️La pausa serve a ricaricare le energie.
🏃La fuga serve a non sentire le emozioni.

⏸️La pausa prevede un limite chiaro: quanto, da cosa, come.
🏃La fuga è indefinita: “ci penserò”, ma quel momento non arriva mai.

⏸️Con la pausa ti chiedi: “di cosa ho bisogno per affrontare meglio questa cosa?”
🏃 Con la fuga pensi: “se faccio finta che non esista, magari sparisce”.

⏸️La pausa è un atto di cura verso di te.
🏃La fuga, alla lunga, ti presenta il conto: problemi rimandati, ansia che cresce, senso di fallimento.

Una domanda utile può essere:
👉 Mi sto fermando per respirare… o sto scappando per non sentire?

Da adultə spesso queste persone:• fanno fatica a dire NO senza sentirsi in colpa• prendono in carico pesi emotivi e prat...
05/01/2026

Da adultə spesso queste persone:

• fanno fatica a dire NO senza sentirsi in colpa
• prendono in carico pesi emotivi e pratici che non sono loro
• si giudicano duramente ogni volta che sono stanchi, fragili, “non al massimo”
• si sentono crollare dentro… ma continuano a funzionare fuori

Non è “carattere”: è un ruolo imparato per sopravvivere, che oggi forse ti sta costando molta più energia di quella che hai.

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