10/02/2026
La pratica dello yoga in sé non richiede nessuna preparazione... nel senso che non trattandosi di una performance, non necessita di forme che siano "perfette" da un punto di vista esteriore ma che siano "stabili e confortevoli" nel sentito.
Il fatto è, però, che per alcune persone raggiungere quello stato di stabilità e comfort in una posizione può richiedere anni per questioni genetiche, per la vita che si conduce, per fattori emotivi, per l'età che si ha, etc... ed in questo caso non c'è nulla di male, anzi è intelligente costruire una progressione verso asana più difficili.
La questione è quando fare questi lavori extra di progressione. Se si inseriscono nella pratica, il rischio è che tali esercizi vadano a cambiare il focus interiore che la stessa vuole sviluppare, e quanti più drills si inseriscono più questo rischio aumenta.
Pertanto, il consiglio è quello di limitarsi a massimo una / 2 preparazioni durante la pratica (in corrispondenza della propria struggle pose) così che non siano "disturbanti", ovvero che non alterino lo stato che ricerchiamo con la pratica e inserire lavori specifici prima o dopo la stessa... e se si ha il tempo, la soluzione migliore sarebbe addirittura farle in un altro momento della giornata.
Ed è per questo che nascono i nostri focus lab, per creare uno spazio ad hoc in cui si lavora in funzione della pratica senza andare ad alterarla.
Foto tratte dall'ultima sessione dedicata ai Backbend 😍 Brave a tutte voi che avete partecipato, in presenza e online 👏👏👏 E se ti è piaciuto e vuoi continuarlo o se desideri approfondire un altro tema, lasciaci un commento 🙏🏻
Grazie anche a per avervi condotto con tanta bravura ❤