29/01/2026
🔬👉Questo studio mette in luce una relazione interessante tra anticorpi IgG diretti contro alimenti comuni (ad es. frumento, latticini, uova) e marcatori di permeabilità intestinale, che suggeriscono un’alterata integrità della barriera intestinale. Sebbene non misuri direttamente la zonulina, il lavoro evidenzia che soggetti con più anticorpi IgG alimentari tendono ad avere anche maggiori livelli di anticorpi contro componenti della barriera come LPS e occludina, indicatori indiretti di una barriera “più permeabile”.
Tali associazioni non erano necessariamente legate alla presenza di sintomi gastrointestinali al momento dell’analisi. Poiché la zonulina è un regolatore noto della permeabilità tramite modulazione delle giunzioni strette, gli autori inseriscono questa dinamica nel contesto della barriera mucosale: componenti dietetici come gliadina (contenuta nel grano) possono indurre produzione di zonulina aumentando la permeabilità, mentre la risposta IgG alimentare potrebbe essere un marcatore di esposizione e stress immunitario a questi antigeni, correlato in modo indiretto a segni di barriera compromessa.
Lo studio mostra che titoli elevati di IgG alimentari sono associati a biomarcatori di permeabilità intestinale (anti-LPS e anti-occludina), suggerendo che in alcuni individui la sensibilità immunitaria verso alimenti comuni possa coesistere con segni di barriera intestinale meno efficiente. Questo supporta l’idea che meccanismi di permeabilità (tra cui quelli regolati da zonulina) possano contribuire a un fenotipo in cui le risposte IgG verso alimenti siano più frequenti o più intense, anche in assenza di sintomi clinici evidenti.
Questa associazione si inserisce in un quadro biologico coerente con la corrente comprensione di come la permeabilità, regolata da zonulina e da segnali immunitari, possa favorire l’esposizione di antigeni alimentari al sistema immunitario, potenzialmente amplificando risposte anticorpali anche in assenza di allergie classiche.
👉LINK: https://www.frontiersin.org/journals/nutrition/articles/10.3389/fnut.2022.962093/full