AMCLI ETS Associazione Microbiologi Clinici Italiani

AMCLI ETS Associazione Microbiologi Clinici Italiani Dal 1970 l’AMCLI si occupa della Microbiologia clinica, attraverso la ricerca scientifica e la formazione.

30/03/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, il Prof. Giovanni Rezza interviene sui temi più attuali della salute pubblica 🎙️

La microbiologia come sentinella del Servizio Sanitario Nazionale, il valore della diagnosi rapida e il ruolo centrale della prevenzione: elementi chiave per affrontare le sfide infettive di oggi e di domani.

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CLERICI (AMCLI): CON LA PANDEMIA SVOLTA DEMOCRATICA NELLA GESTIONE DEI DATI SULLE INFEZIONIDiscussi a Rimini nella Sessi...
30/03/2026

CLERICI (AMCLI): CON LA PANDEMIA SVOLTA DEMOCRATICA NELLA GESTIONE DEI DATI SULLE INFEZIONI

Discussi a Rimini nella Sessione Congiunta AMCLI, Ministero della Salute e ISS i modelli innovativi di diagnosi e sorveglianza microbiologica e il ruolo dell'AI

Rimini, 30 marzo 2026 – Non è fantascienza immaginare l'ospedale del futuro in cui il microbiologo utilizzi l'intelligenza artificiale per conoscere le caratteristiche di virus e batteri e, conseguentemente, migliori la performance diagnostica e indirizzi in modo più efficace la migliore terapia, oltre a costruire modelli per pianificare le modalità di contrasto a future pandemie partendo dall’analisi matematica delle pregresse esperienze. Uno scenario che può giovarsi della tecnologia e dei dati ma che conferma il ruolo centrale del microbiologo e della sua capacità di interpretare singoli dati in un quadro d'insieme molto complesso.

È quanto discusso a Rimini nella sessione sui modelli innovativi di diagnosi e sorveglianza microbiologica che ha aperto i lavori del 53° Congresso nazionale di AMCLI ETS - Associazione Microbiologi Clinici Italiani.

Una microbiologia che vede nella Culturomica, approccio di microbiologia ad alto rendimento (high-throughput) che combina molteplici condizioni di coltura, spettrometria di massa MALDI-TOF e sequenziamento per isolare e identificare microrganismi precedentemente non coltivati, specialmente dal microbioma umano e ambientale, e nella Proteomica, disciplina scientifica che studia l'intero insieme delle proteine (proteoma) prodotte da un organismo, tessuto o cellula in un dato momento.

Un ruolo crescente è svolto dall’intelligenza artificiale, che sta trasformando in profondità la microbiologia clinica, rendendo le diagnosi più standardizzate, rapide e precise. Le metodiche di machine learning sono applicabili a tutte le fasi del percorso diagnostico microbiologico. Nella fase pre-analitica l'AI può supportare la valutazione di qualità del processo attraverso l'elaborazione di indicatori, e come strumento di stewardship diagnostica per migliorare l'appropriatezza di utilizzo delle indagini microbiologiche. Nella fase analitica, l’AI consente di gestire in modo rapido e affidabile dati di molteplici tipologie, come dimostrano gli algoritmi di machine learning già in uso in molti laboratori per l’analisi di immagini microscopiche e la lettura digitale delle piastre di coltura. Anche nella fase post-analitica l’AI assume un ruolo rilevante, attraverso modelli predittivi in grado di integrare dati microbiologici e clinici e supportare decisioni mediche personalizzate.

Nonostante i vantaggi, restano alcune sfide rilevanti: la disponibilità di dati di elevata qualità, la necessità di validare e monitorare nel tempo i modelli, la tutela della privacy e della sicurezza delle informazioni e le implicazioni etiche legate al loro utilizzo. Resta centrale il ruolo del microbiologo clinico, che guida lo sviluppo, l’implementazione e la validazione delle soluzioni di AI nella pratica diagnostica.

Un alleato fondamentale sono i dati, sempre più numerosi e finalmente condivisi, insieme allo sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale in grado di decifrare profili e conseguenti terapie di contrasto. L'evoluzione della diagnostica microbiologica - è stato ricordato - sarà sempre più complessa, soprattutto per quanto riguarda l'interpretazione, possibile grazie al continuo aggiornamento in una visione unificata del paziente. Crescerà la diagnostica molecolare con nuove tecnologie avanzate di sequenziamento supportate dall'AI.

"Tutto questo necessita di un continuo, ma stimolante, processo di apprendimento da parte di noi Microbiologi Clinici, con una conseguente necessità di evolvere i modelli organizzativi per sfruttare al meglio le nuove tecnologie e promuoverne l'integrazione" ha ricordato Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI.

L'attenzione è riservata alla rete di Centri di Microbiologia presenti in Italia, risorsa fondamentale ed eredità della pandemia Covid, che anche in occasione del recentissimo caso di influenza aviaria di tipo H9N2, identificata presso il Policlinico San Matteo di Pavia, ha dimostrato di essere il presidio fondamentale per la sicurezza sanitaria del Paese, anche in mancanza del nuovo Piano pandemico.

Grazie all'esperienza del Covid, ha ricordato Clerici "Assistiamo a una democratizzazione nella condivisione dei dati detenuti dai singoli centri di Microbiologia Clinica dalla quale dobbiamo partire per sviluppare l'applicazione di modelli avanzati di intelligenza artificiale nella diagnosi infettivologica e nel conseguente percorso di cura”.

29/03/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026, la Prof.ssa Tiziana Lazzarotto in dialogo con Luca Chersoni, Carlotta Cavalli e Alessia Cantiani, specializzandi in microbiologia 🎙️

Un confronto diretto con chi oggi si forma nelle scuole di specializzazione e rappresenta il futuro della disciplina.

Le loro voci raccontano impegno, passione e la crescita di una nuova generazione che domani sarà alla guida dei laboratori di microbiologia clinica.

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28/03/2026

📍 Dal Congresso AMCLI 2026 di Rimini, il Presidente Pierangelo Clerici racconta i temi chiave di questa edizione 🎙️

Dalle infezioni emergenti all’antimicrobico-resistenza, fino all’approccio One Health: la microbiologia clinica è sempre più centrale nella tutela della salute pubblica.

Numeri in crescita e grande partecipazione dei giovani confermano la vitalità della disciplina.

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INAUGURATO A RIMINI IL 53° CONGRESSO DEI MICROBIOLOGI CLINICI ITALIANIDonati 10mila euro all’Opera Pia Sant’Antonio, che...
28/03/2026

INAUGURATO A RIMINI IL 53° CONGRESSO DEI MICROBIOLOGI CLINICI ITALIANI

Donati 10mila euro all’Opera Pia Sant’Antonio, che celebra i 25 anni di attività

Rimini, 28 marzo 2026 - Si è aperta a Rimini la 53ª edizione del Congresso Nazionale di AMCLI ETS - Associazione Microbiologi Clinici Italiani, appuntamento che riunisce la comunità scientifica impegnata nella microbiologia clinica, con una partecipazione in crescita e una forte presenza di giovani, testimoniata dai 200 specializzandi ospitati dall’Associazione.

In occasione dell’inaugurazione sono pervenuti i messaggi di saluto del Presidente della Repubblica e del Santo Padre, a conferma del riconoscimento istituzionale del ruolo svolto dalla microbiologia clinica a supporto della salute pubblica e dei sistemi sanitari.

Come negli anni precedenti, AMCLI ha rinnovato il proprio impegno sociale con una donazione di 10mila euro all’Opera Pia Sant’Antonio di Rimini, realtà che proprio quest’anno celebra il 25° anniversario dalla fondazione. Il contributo è stato consegnato a Frate Giordano a sostegno delle attività assistenziali svolte quotidianamente dalla struttura, che può contare sull’impegno di circa 90 volontari.

L’edizione 2026 del Congresso conferma il dinamismo della comunità microbiologica, con oltre 500 contributi scientifici presentati e una partecipazione qualificata proveniente da tutta Italia.

Tra le novità di questa edizione, AMCLI annuncia inoltre il finanziamento, per la prima volta dalla fondazione, di tre progetti di ricerca per un valore complessivo di 150mila euro. Un’iniziativa che testimonia la volontà dell’Associazione di sostenere concretamente la produzione scientifica e di investire nello sviluppo della disciplina.

Nel suo intervento di apertura, Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI, ha richiamato il valore della microbiologia clinica come elemento centrale nei sistemi di sorveglianza e risposta alle infezioni. “Le infezioni non sono eventi isolati, ma il risultato di equilibri complessi tra ambiente, comportamenti e sistemi di controllo – ha dichiarato Clerici –. La crescita della partecipazione e il coinvolgimento sempre più ampio dei giovani microbiologi rappresentano un segnale concreto della capacità della disciplina di evolvere e di rispondere con continuità alle sfide della sanità pubblica”.

Il Congresso rappresenta un’occasione di confronto sui principali temi che interessano la salute pubblica, dalla sorveglianza delle infezioni emergenti all’antimicrobico-resistenza, dall’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi diagnostici alla gestione del paziente fragile, fino alle infezioni correlate all’assistenza e alle zoonosi. Ampio spazio è dedicato anche ai modelli organizzativi e al ruolo della Microbiologia clinica nei percorsi diagnostico-terapeutici e nella medicina decentrata (case e ospedali di comunità).

📆 Dal 27 al 30 marzo 2026 si terrà a Rimini il 53° Congresso Nazionale AMCLI, appuntamento annuale di riferimento per la...
26/03/2026

📆 Dal 27 al 30 marzo 2026 si terrà a Rimini il 53° Congresso Nazionale AMCLI, appuntamento annuale di riferimento per la comunità della microbiologia clinica italiana.

Il Congresso rappresenta un’importante occasione di aggiornamento scientifico e di confronto tra professionisti, con un programma dedicato alle principali evoluzioni del settore.

📍 Palacongressi di Rimini
Per programma e informazioni: www.congresso.amcli.com

Tubercolosi: AMCLI richiama l’attenzione su una minaccia ancora attualeIn Europa oltre 200.000 casi nel 2024. L’Associaz...
23/03/2026

Tubercolosi: AMCLI richiama l’attenzione su una minaccia ancora attuale

In Europa oltre 200.000 casi nel 2024. L’Associazione dei Microbiologi Clinici Italiani richiama l’attenzione sulla diffusione di ceppi resistenti e sull’importanza di diagnosi rapida e innovazione

Milano, 23 marzo 2026 - In occasione della Giornata Mondiale della Tubercolosi del 24 marzo, AMCLI ETS - Associazione Microbiologi Clinici Italiani richiama l’attenzione su una patologia tutt’altro che superata, che continua a rappresentare una sfida rilevante per la sanità pubblica anche in Europa e nel nostro Paese.

La tubercolosi, causata da Mycobacterium tuberculosis, rimane infatti una malattia diffusa e in evoluzione. Secondo le più recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Regione Europea, nel 2024 si sono registrati circa 204.000 nuovi casi e 19.000 decessi, con una presenza significativa di forme farmaco-resistenti, che raggiungono fino a 55.000 casi.

In Italia l’incidenza resta relativamente bassa, con circa 4.000 nuovi casi all’anno, ma il numero di casi non è in diminuzione rispetto allo scorso anno e si registra la trasmissione di ceppi resistenti anche ai trattamenti più avanzati.

“In Europa e anche in Italia la tubercolosi non può essere considerata una malattia del passato. La stabilità dei casi e la diffusione di forme farmaco-resistenti indicano la necessità di mantenere alta l’attenzione, soprattutto nei gruppi più vulnerabili, e di rafforzare le attività di sorveglianza e controllo”, commenta Daniela Maria Cirillo, Primario di Microbiologia e Virologia e Direttrice dell’Unità Patogeni Emergenti presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele, coordinatrice del gruppo di lavoro sui micobatteri AMCLI ETS.

Negli ultimi anni, tuttavia, importanti progressi nel campo diagnostico stanno contribuendo a migliorare l’identificazione precoce della malattia e delle forme farmaco-resistenti. L’introduzione di test molecolari rapidi, piattaforme automatizzate per la rilevazione della resistenza ai farmaci e l’applicazione crescente del sequenziamento genomico stanno trasformando l’approccio diagnostico alla tubercolosi.

“L’innovazione diagnostica consente oggi di ottenere in tempi molto più rapidi informazioni fondamentali sul patogeno e sui profili di resistenza. Questo permette di avviare precocemente terapie mirate e di migliorare in modo significativo la gestione clinica e la sorveglianza epidemiologica, elementi cruciali soprattutto nei contesti a maggiore rischio di trasmissione”, prosegue Cirillo.

A livello globale, inoltre, fattori come conflitti militari, migrazioni forzate e interruzioni dei sistemi sanitari stanno contribuendo ad aumentare la trasmissione della tubercolosi e a ostacolare l’accesso tempestivo alla diagnosi e al trattamento. La riduzione degli aiuti internazionali allo sviluppo rappresenta un ulteriore elemento di criticità, con possibili conseguenze anche per l’Europa.

In questo scenario, la ricerca scientifica e l’innovazione restano elementi centrali. Dall’epidemiologia molecolare all’identificazione dei meccanismi di resistenza ai farmaci, fino allo studio delle interazioni ospite-patogeno e allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche, il progresso scientifico è fondamentale per affrontare sia le forme sensibili sia quelle farmaco-resistenti della malattia.

Il tema sarà al centro anche del 53° Congresso Nazionale AMCLI, in programma a Rimini dal 27 al 30 marzo, che ospiterà una sessione dedicata alle micobatteriosi e all’impatto delle nuove tecnologie nel controllo della tubercolosi, dalla diagnosi dell’infezione al trattamento appropriato.

In linea con lo slogan internazionale della Giornata mondiale della tubercolosi 2026, “Yes! We can end tuberculosis: led by countries, powered by people”, AMCLI richiama l’importanza di un impegno condiviso tra istituzioni, comunità scientifica e cittadini.

“La lotta alla tubercolosi richiede un approccio coordinato e il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema sanitario e della società. È necessario continuare a investire nella diagnostica, nella ricerca e nella formazione, insieme a un adeguato sostegno alle politiche di prevenzione e controllo”, conclude Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI ETS.

AMCLI ETS: dalla lezione del COVID alla necessità di una sorveglianza microbiologica strutturataMilano, 18 marzo 2026 - ...
18/03/2026

AMCLI ETS: dalla lezione del COVID alla necessità di una sorveglianza microbiologica strutturata

Milano, 18 marzo 2026 - AMCLI ETS - Associazione Microbiologi Clinici Italiani, in occasione della Giornata nazionale in ricordo delle vittime del COVID-19, sottolinea l’impatto della pandemia e l’eredità che ha lasciato al sistema sanitario sistema sanitario, anche alla luce delle sfide ancora aperte nel campo delle malattie infettive.

A distanza di anni dalla fase emergenziale, il COVID-19 ha reso evidente il valore strategico della microbiologia clinica. Non si tratta solo di uno strumento di risposta alle crisi, ma di una componente strutturale del sistema sanitario, essenziale per la diagnosi, la sorveglianza e il controllo delle infezioni.

“Nella fase successiva alla pandemia è emersa con chiarezza la necessità di consolidare e rendere omogenee le reti di microbiologia clinica sul territorio nazionale – commenta Tiziana Lazzarotto, Direttore Scientifico di AMCLI ETS. – La capacità di intercettare tempestivamente i patogeni, analizzarne le caratteristiche e condividere i dati rappresenta oggi un fattore determinante per la gestione delle infezioni emergenti”.

La co-circolazione di diversi patogeni respiratori e la crescente complessità epidemiologica richiedono strumenti diagnostici avanzati, capacità di analisi dei dati e una maggiore integrazione tra laboratori, clinici e istituzioni sanitarie. Il ruolo dei Microbiologi Clinici si è evoluto di conseguenza: oltre alla produzione del dato diagnostico, include un contributo diretto ai processi decisionali e alla definizione delle strategie di sanità pubblica.

“La pandemia ha reso evidente il valore della diagnostica microbiologica e della sorveglianza molecolare per la sicurezza sanitaria – sottolinea Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI ETS. – È necessario garantire continuità agli investimenti e valorizzare il ruolo dei laboratori all’interno del sistema sanitario”.

La Giornata dedicata alle vittime del COVID-19 assume quindi un significato che va oltre la memoria e rappresenta un momento utile per valutare la capacità del sistema sanitario di affrontare le sfide future, dalle infezioni emergenti all’antimicrobico-resistenza.

“Ricordare le vittime significa anche trasformare l’esperienza della pandemia in un patrimonio condiviso di conoscenze e strumenti – conclude Clerici. – La microbiologia clinica è una risorsa imprescindibile per individuare tempestivamente nuove minacce e garantire una risposta efficace a tutela della salute pubblica”.

AMCLI ETS augura a tutte le Socie e a tutti i Soci serene festività e un Anno Nuovo di salute, impegno condiviso e cresc...
23/12/2025

AMCLI ETS augura a tutte le Socie e a tutti i Soci serene festività e un Anno Nuovo di salute, impegno condiviso e crescita professionale 🎄✨

AMCLI Ets: l’influenza è in crescita, quasi 700mila nuovi casi nell’ultimo aggiornamento. Diagnosi corretta e vaccinazio...
18/12/2025

AMCLI Ets: l’influenza è in crescita, quasi 700mila nuovi casi nell’ultimo aggiornamento. Diagnosi corretta e vaccinazione al centro della prevenzione

Milano, 18 dicembre 2025 - Da sempre in prima linea nella diagnosi microbiologica delle infezioni respiratorie, AMCLI ETS - Associazione Microbiologi Clinici Italiani - evidenzia come le sindromi respiratorie siano in ulteriore aumento: secondo i dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella settimana tra l’1 e il 7 dicembre, sono stati registrati circa 695 mila nuovi casi di infezioni respiratorie acute, circa 100 mila in più rispetto alla settimana precedente. Nel complesso, si stima che nel corso della stagione possano essere coinvolti circa 16 milioni di italiani, un numero in linea con la passata stagione.

Nella settimana compresa tra l’1 e il 7 dicembre, l’incidenza delle infezioni respiratorie è stata pari a 12,4 casi ogni 1.000 assistiti, con un impatto particolarmente significativo nella fascia di età pediatrica sotto i 4 anni, dove l’incidenza risulta tripla rispetto alla popolazione generale. Le Regioni maggiormente interessate sono Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Sardegna.

Come ogni anno, il periodo compreso tra dicembre e febbraio rappresenta la fase di massima circolazione virale. Tra i virus influenzali, risulta al momento predominante il ceppo A/H3N2, presente nel vaccino stagionale. Complessivamente, i virus influenzali sono responsabili di circa un quarto delle infezioni respiratorie rilevate, mentre i restanti casi sono attribuibili soprattutto a Rhinovirus, Adenovirus e virus Parainfluenzali, oltre al SARS-CoV-2.

La vaccinazione è raccomandata e gratuita per bambini dai 6 mesi ai 6 anni, donne in gravidanza, over 60, soggetti con patologie croniche, personale sanitario e personale di pubblica sicurezza; in alcune Regioni la gratuità è estesa all’intera popolazione. Considerata la prosecuzione della circolazione virale nelle prossime settimane, la vaccinazione rappresenta uno strumento di prevenzione ancora pienamente utile.

AMCLI sottolinea che le sindromi respiratorie osservate in questo periodo non sono causate esclusivamente dal virus influenzale. A fronte della contemporanea circolazione di più agenti virali, la diagnosi clinica basata esclusivamente sui sintomi non consente di identificare con certezza l’agente responsabile dell’infezione.

Per questo motivo, l’unico strumento capace di fornire una certezza diagnostica è il tampone nasofaringeo, che esaminato presso i Laboratori di Microbiologia, permette, tra tutti i virus respiratori, di identificare con appropriatezza l’agente patogeno. L’impiego di test microbiologici rapidi e innovativi consente di distinguere le infezioni virali da quelle batteriche, garantendo scelte terapeutiche appropriate ed evitando l’uso non necessario di antibiotici, inefficaci contro i virus ma indispensabili nelle infezioni respiratorie sostenute da batteri, come ad esempio lo Pneumococco, principale microrganismo responsabile della polmonite.

“La diagnosi microbiologica è fondamentale: consente di individuare l’agente infettivo e di evitare terapie inappropriate, - afferma Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI Ets. – è importante però sottolineare che la vaccinazione resta l’unica arma efficace di prevenzione, non solo contro il virus dell’Influenza, ma anche contro SARS-CoV-2, il virus Respiratorio Sinciziale e lo Pneumococco”.

“Oltre alla funzione diagnostica, - continua Clerici - i Laboratori di Microbiologia svolgono un ruolo strategico nella sorveglianza epidemiologica nazionale: i dati raccolti alimentano in tempo reale il sistema RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, consentendo un monitoraggio costante della circolazione dei microrganismi responsabili delle infezioni respiratorie e supportando le attività di prevenzione”.

AMCLI ETS - GIORNATA MONDIALE 2025 CONTRO L’HIVL’obiettivo OMS di arrestare la pandemia entro il 2030 è vicino, ma è nec...
01/12/2025

AMCLI ETS - GIORNATA MONDIALE 2025 CONTRO L’HIV

L’obiettivo OMS di arrestare la pandemia entro il 2030 è vicino, ma è necessario non abbassare la guardia e intervenire su tutti i fronti, dalla prevenzione alla cura, all’impegno politico, economico e sociale. AMCLI sostiene in prima linea questa sfida. Rallentare metterebbe a rischio l’ultimo miglio

Milano, 1° dicembre 2025 - Oggi si celebra, come ogni anno a partire dal 1988, il World AIDS Day, la giornata mondiale della lotta all’AIDS. Questa giornata è un’opportunità per riflettere sui progressi fatti fino ad oggi, promuovere la consapevolezza delle sfide ancora da superare per raggiungere l’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di porre fine all’AIDS entro il 2030 e mobilizzare tutte le figure coinvolte nella lotta all’HIV/AIDS. AMCLI ETS si unisce a questo richiamo per contribuire a mantenere alta l’attenzione sul tema.

Solo 20 anni fa, la pandemia di HIV/AIDS sembrava inarrestabile, con 2,5 milioni di nuove infezioni e 2 milioni di decessi all’anno dovuti all’AIDS nel mondo.

“Nell’ultimo decennio abbiamo assistito a un cambiamento radicale della storia naturale dell’infezione, grazie a farmaci molto efficaci che hanno consentito il raggiungimento di una sostanziale normalizzazione dell’aspettativa di vita e una drastica riduzione della contagiosità dei pazienti in terapia. Le nuove formulazioni di farmaci long-acting rappresentano uno spettacolare balzo in avanti nelle strategie terapeutiche e profilattiche, facilitando la somministrazione e riducendo lo stigma e la sfiducia verso le strutture sanitarie. A questi fattori si aggiunge la disponibilità di strumenti diagnostici sempre più raffinati, che facilitano la diagnosi tempestiva e il monitoraggio terapeutico accurato. Diagnosticare precocemente l’infezione da HIV e accedere rapidamente alla terapia è importante per interrompere la catena di trasmissione dell’infezione, grazie all'efficacia dei farmaci che rendono non contagiose le persone HIV positive”, spiega Maria Rosaria Capobianchi, docente della Università Unicamillus di Roma e componente di un Gruppo di Lavoro AMCLI.
Tuttavia, l’AIDS non è vinta: secondo l’OMS, nel 2024 nel mondo vi erano 40,8 milioni di persone infette con HIV, con 1,3 milioni di nuove infezioni e circa 630 milioni di decessi per cause HIV-correlate. Dopo decenni di progressi, la risposta all'HIV si trova a un bivio. Alcune delle contromisure che nel passato recente hanno consentito spettacolari progressi nella lotta all’AIDS oggi sono messe a dura prova dal mutare del panorama della risposta sanitaria internazionale. Guerre, carestie, spostamenti di massa, uniti ai recenti drastici tagli ai finanziamenti da parte dei donatori internazionali, stanno minando la risposta globale, indebolendo le iniziative di prevenzione e generando un aumento della vulnerabilità.
L’obiettivo fissato dall’OMS di mettere fine alla pandemia da HIV entro il 2030, messo a dura prova da queste difficoltà, è raggiungibile, a patto che vengano eliminate le disparità nell’accesso alla prevenzione, trattamento e cura dell’HIV. Infatti, il tema scelto per la Giornata Mondiale di Lotta contro l'AIDS 2025 è “Superare le interruzioni, trasformare la risposta all’AIDS” (Overcoming disruption, transforming the AIDS response).
“In Italia, secondo l’ultimo aggiornamento completo, pubblicato dal Centro Operativo AIDS dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2024, sono state effettuate 2.379 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a un’incidenza di 4,0 nuovi casi/100.000 residenti, inferiore rispetto all’incidenza media nei paesi dell’Europa occidentale (5,9/100.000). Le nuove diagnosi HIV sono state in progressivo calo dal 2012 al 2020, ma negli ultimi anni per le nuove diagnosi vi è stata una lievissima inversione della tendenza – spiega Pierangelo Clerici, Presidente AMCLI ETS – con quote significative di infezioni identificate tardivamente (con bassi livelli di linfociti CD4 o già in AIDS)”.
Il numero più elevato di diagnosi è attribuibile alla trasmissione sessuale, in particolare la trasmissione eterosessuale è stata del 46% e quella attribuibile a maschi che fanno sesso con maschi (MSM) del 41,6%. I maschi nella fascia 30-39 anni sono il gruppo di popolazione con maggiore incidenza di nuove diagnosi, fenomeno parallelo all’aumento delle infezioni sessualmente trasmesse tra i giovani. “L'ISS stima che ci siano ancora circa 9.000 persone che non sanno di essere infette e, purtroppo il 60% delle diagnosi avviene in ritardo. Infatti, nel 2024 quasi la metà delle persone con nuova diagnosi di HIV ha fatto il test per la presenza di sintomi o patologie correlate all'HIV”, continua Clerici.
È fondamentale sottolineare quanto oggi più che mai sia necessario mantenere accesi i riflettori sul tema dell’HIV. Occorre rinsaldare la consapevolezza che la conoscenza delle modalità di trasmissione del virus e una diagnosi tempestiva rendono possibile prevenire e curare la malattia. Porre fine all'AIDS richiede di raggiungere e coinvolgere tutte le persone che vivono con l'HIV, sono a rischio o ne sono colpite, in particolare chi è maggiormente escluso ed emarginato. E, in parallelo, va richiamata l’attenzione dei decisori politici sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e dell’accesso alle cure, affinché orientino le iniziative e gli investimenti in questa direzione.

“La comunità dei Microbiologi Clinici Italiani è costantemente impegnata nel contrasto alla diffusione dell’HIV. La scienza ci ha fornito ottimi strumenti, clinici, terapeutici e di laboratorio, per la gestione dell’HIV/AIDS - sottolinea Clerici. - Non possiamo permetterci di sprecare il vantaggio che abbiamo guadagnato sul virus attraverso anni di lavoro incessante: è necessario proteggere i progressi fatti, puntando al ripristino della consapevolezza del rischio e alla promozione della fiducia nelle strutture sanitarie che hanno portato avanti con continuità l’impegno nella lotta all’HIV/AIDS” conclude Clerici.

Indirizzo

Via Carlo Farini, 81
Milan
20159

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
14:00 - 15:00
Martedì 10:00 - 13:00
14:00 - 15:00
Mercoledì 10:00 - 13:00
14:00 - 15:00
Giovedì 10:00 - 13:00
14:00 - 15:00
Venerdì 10:00 - 13:00
14:00 - 15:00

Telefono

+390266801190

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