20/03/2026
Dalla noia allo swipe: come ci stiamo allenando a dimenticare
Tutto parte dalla noia.
È quella sensazione di vuoto che ci spinge a ti**re fuori il cellulare e aprire TikTok o Reels “per un attimo”. Un gesto semplice, quasi innocuo: ci annoiamo e cerchiamo uno stimolo. Ma in quel gesto c’è molto di più.
Una ricerca presentata al CHI Conference on Human Factors in Computing Systems ha dimostrato che i video brevi, quelli che cambiano contesto ogni 15 secondi, non si limitano a distrarci. Dopo soli 10 minuti di utilizzo, i partecipanti allo studio dimenticavano quasi la metà delle intenzioni che avevano pianificato poco prima. Non riuscivano a ricordarsi cose banali come “fare quella telefonata” o “prendere le medicine alle otto”.
Gli studiosi hanno parlato di un vero e proprio crollo della memoria prospettica, quella che ci permette di tenere a mente le azioni future. Non è quindi solo una questione di attenzione: è come se il cervello, bombardato da stimoli veloci e continui, non avesse più spazio per trattenere ciò che davvero conta.
Così restiamo bloccati in un presente che si resetta a ogni swipe.
Noia, desiderio e creatività
Il paradosso è che tutto questo comincia proprio dalla noia.
Tolstoj scriveva che “annoiarsi significa desiderare”: ed è dal desiderio che nasce la creatività, la curiosità, la capacità di inventare. La noia è infatti una palestra invisibile: ci costringe a cercare soluzioni, a immaginare scenari, a mettere in funzione la mente in modo attivo.
Eppure, oggi, il primo istinto davanti alla noia è spegnerla.
Negli adulti lo vediamo con lo scroll infinito. Ma lo stesso facciamo con i bambini, quando consegniamo loro uno smartphone pur di tenerli occupati o quando riempiamo la loro giornata di stimoli per paura che si annoino.
Il rischio è grande: iperstimolare un bambino significa impedirgli di allenare quella capacità di attenzione e pianificazione che serve nella vita. Significa insegnargli che la risposta al vuoto deve arrivare dall’esterno, mai da dentro.
Ritrovare il centro
Se vogliamo difendere la nostra memoria e aiutare i più piccoli a crescere, dobbiamo imparare a stare. A non temere la noia, ma a riconoscerla come un seme di desiderio e di stupore.
La vita non ha bisogno di essere riempita di continuo: ha bisogno di essere ascoltata.
Ritrovare il centro significa imparare a rilassarsi, a meditare con il cuore più che con la mente, a riscoprire la bellezza dell’ordinario. Perché la noia è il preludio dello stupore, e senza stupore non possiamo davvero meravigliarci della vita.
✨ Ritrova il tuo centro, prima che lo swipe te lo faccia dimenticare.
Se senti che la tua attenzione scivola via troppo in fretta o vuoi aiutare i tuoi figli a crescere con equilibrio, posso accompagnarti in un percorso personalizzato di benessere e consapevolezza.
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🌿 Non lasciare che la tua mente si alleni a dimenticare: allenala a vivere.