19/05/2026
«Io non ti parlo dal punto di vista dell’uomo o da quello della donna, perché le mie parole non provengono dalla mente. Mi servo della mente, ma ti parlo da uno stato di consapevolezza e di assoluta coscienza, e la consapevolezza non è né maschile né femminile.
Questa distinzione è presente nel tuo corpo e nella tua mente, perché la tua mente è la parte interiore del tuo corpo e il tuo corpo è la parte esteriore della tua mente: non sono due cose differenti, ma costituiscono un’unica entità. Parlare di “corpo e mente” infatti non è corretto: non si dovrebbe separare queste due parole con la “e”, perché tu sei corpomente, senza alcun trattino di separazione.
Perciò le parole “maschile” e “femminile” hanno un senso e possiedono un significato solo se riferite al corpo e alla mente, ma esiste qualcosa di trascendente che va al di là di entrambe: si tratta del tuo centro più profondo, del tuo essere. Quell’essenza è semplice consapevolezza, e ti chiede soltanto di essere testimone e di rimanere perfettamente vigile: è coscienza pura!
Non mi rivolgo a te in quanto uomo, altrimenti sarebbe impossibile parlare della donna: ti parlo in quanto consapevolezza. Ho vissuto molte vite in un corpo femminile e altrettante in un corpo maschile, e sono stato testimone di tutto; ho osservato ogni dimora e ogni veste, e ciò che ti dico non nasce dalle conclusioni tratte in una vita soltanto, ma è frutto di molte, moltissime vite, perché questa mia incarnazione è il culmine di un lunghissimo cammino.
Perciò non ascoltare le mie parole come se fossero quelle di un uomo o di una donna, altrimenti sarebbe come non ascoltarmi affatto. Ascoltami come consapevolezza!»
Osho~ Il mistero femminile