Il Ruolo Terapeutico

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Da questa prospettiva, Simona Montali ci invita a spostare lo sguardo dalla diagnosi alla persona, dalla categoria alla ...
05/02/2026

Da questa prospettiva, Simona Montali ci invita a spostare lo sguardo dalla diagnosi alla persona, dalla categoria alla specifica sofferenza relazionale che ogni bambino porta con sé.
La terapia diventa allora un lavoro di ascolto e di senso, in cui anche i genitori sono coinvolti attivamente, accompagnati nel passare da osservatori a protagonisti della cura.
Attraverso l’intuizione clinica, il terapeuta cerca di dare significato a comportamenti che appaiono inspiegabili, lavorando per riallacciare il legame tra il bambino e il mondo, lì dove si è interrotto o fatto fragile.

Sempre più bambini, e sempre più piccoli, stanno male.Di fronte all’aumento delle diagnosi e alla medicalizzazione preco...
30/01/2026

Sempre più bambini, e sempre più piccoli, stanno male.

Di fronte all’aumento delle diagnosi e alla medicalizzazione precoce dell’infanzia, nasce l’esigenza di fermarsi a riflettere.
Il numero 19 della nostra rivista propone uno sguardo critico su protocolli rigidi e risposte standardizzate, per tornare a dare valore all’ascolto profondo e all’unicità di ogni bambino, dentro il suo contesto di crescita.

Nella relazione terapeutica non esiste un sopra e un sotto.Esiste un tra.Il principio del fifty-fifty afferma una verità...
22/01/2026

Nella relazione terapeutica non esiste un sopra e un sotto.
Esiste un tra.
Il principio del fifty-fifty afferma una verità esigente:
terapeuta e paziente sono pari nella partecipazione e nella responsabilità. Non c’è chi guida e chi subisce. C’è chi sceglie, da entrambe le parti.
Entrambi sono coinvolti, in eguale misura, in ciò che prende forma nella relazione. Entrambi abitano la stessa libertà. Entrambi rispondono dei propri atti.
Questa parità non è negoziabile, né condizionata dagli esiti.
Vale sempre, soprattutto nei momenti difficili.

Riconoscere il proprio limite è il fondamento etico della cura: quando il principio non ammette eccezioni, non c’è spazio per scaricare il fallimento sull’altro.
C’è solo la responsabilità condivisa di restare nella relazione.

Nel manifesto "La struttura della relazione terapeutica" di Sergio Erba  il cambiamento è chiaro: dalla visione naturali...
19/01/2026

Nel manifesto "La struttura della relazione terapeutica" di Sergio Erba il cambiamento è chiaro: dalla visione naturalistica a quella etica.
In terapia non incontriamo “soggetti” o “individui”, ma Persone: uniche, libere, responsabili.
Questo cambia tutto.
Il terapeuta non applica procedure, ma compie scelte.
Il paziente non è un oggetto di intervento, ma un interlocutore.
La cura diventa così un atto etico: scegliere ciò che è giusto, non solo ciò che è efficace, per promuovere davvero la salute.

La terapia non è mai un atto neutro.Come ogni mestiere, richiede strumenti e princìpi che nascono dall’esperienza, ma la...
12/01/2026

La terapia non è mai un atto neutro.
Come ogni mestiere, richiede strumenti e princìpi che nascono dall’esperienza, ma la sua essenza, una persona che aiuta un’altra persona è resa complessa dalla molteplicità di teorie e visioni dell’uomo.

La cura cambia significato a seconda della concezione che si ha dell’essere umano: materialista o spirituale, tecnica o esistenziale. Cambia lo sguardo, cambia la relazione.

In terapia, inoltre, sia l’oggetto del lavoro (la salute del paziente) sia lo strumento (il terapeuta) sono attraversati dalla soggettività umana.
Per questo, prima dei metodi, è necessaria una chiara opzione esistenziale, da cui far discendere ogni scelta clinica.

Tratto da "La struttura della relazione terapeutica" di Sergio Erba.

La violenza di genere non è un fatto privato, ma una responsabilità collettiva.In questo podcast con il CAG, abbiamo par...
07/01/2026

La violenza di genere non è un fatto privato, ma una responsabilità collettiva.
In questo podcast con il CAG, abbiamo parlato di prevenzione, ascolto e del ruolo fondamentale del supporto psicologico nei percorsi di uscita dalla violenza.
Dare parola a questi temi significa creare consapevolezza e possibilità di cambiamento. Ascolta l’intervista completa al link in bio.

Sabato 13.12 c'è stata la serata in cui sono stati consegnati i diplomi di specializzazione ai ragazzi che hanno conclus...
23/12/2025

Sabato 13.12 c'è stata la serata in cui sono stati consegnati i diplomi di specializzazione ai ragazzi che hanno concluso il percorso nell'anno 2024/25.

Si è trattato di un bel momento di condivisione comune, piacevole e leggero, con un divertente intermezzo ludico nel gioco dell'oca del Ruolo.

Ne approfittiamo per augurare a tutti delle serene vacanze 🎄

La giornata è stata istituita dall’Onu nel 1992.Ha l’intento di promuovere la piena inclusione, la tutela dei diritti e ...
03/12/2025

La giornata è stata istituita dall’Onu nel 1992.

Ha l’intento di promuovere la piena inclusione, la tutela dei diritti e la valorizzazione della dignità delle persone con disabilità.
Questo sposa pienamente i principi del Ruolo Terapeutico che ha posto a suo fondamento la persona, con le sue dimensioni fisiche, psicologiche e spirituali, oltre ogni etichetta.

La violenza domestica è la prima causa di morte nel mondo per le donne di età compresa tra i sedici e i quarantaquattro ...
25/11/2025

La violenza domestica è la prima causa di morte nel mondo per le donne di età compresa tra i sedici e i quarantaquattro anni. Più degli incidenti stradali. Più delle malattie.
È un mostro che si nutre di maltrattamenti fisici e psicologici.
È un fitto sottobosco di aggressività distruttiva che porta alla scarnificazione dell'amor proprio, mandando in poltiglia l'autostima di chi ne è vittima.
Poiché parlarne tocca corde profonde, spesso lo si fa in modo semplificatorio e banalizzante, dimenticando che la cifra dell'umano è la complessità.
Imputare tanta violenza solo a secoli di cultura maschilista non spiega il paradosso dei nostri giorni.
L'acquisizione di numerosi e fondamentali diritti ha ridisegnato lo status femminile degli ultimi cento anni. Allora perché molte donne, adulte e libere, dopo il primo spintone o la prima seria violenza verbale, anziché allontanare da sé l'uomo che le sta minacciando, preferiscono raccontarsi e raccontare che non è successo nulla?
L'evidenza dei fatti suggerisce che affrontare il problema solo da un punto di vista civile, sociale e penale, trascurando la dimensione psicologica, è necessario ma non sufficiente.
In un amore sufficientemente maturo, terminato l'incantamento iniziale, ognuno si riappropria dei propri confini. Mentre un amore malato va in frantumi nell'istante stesso in cui si esaurisce la fusionalità. Alcuni uomini, per scacciare il fantasma dell'abbandono e della dipendenza dalla persona amata, tentano di ripristinare la fusione con la forza fisica.
L'esperienza del limite è la caratteristica della condizione umana. Non si tratta di una norma giuridica ma del fondamento etico di ogni civiltà. Che, se valicato, comporta distruzione, annientamento di sé e dell'altro.
L'unica condizione che rende possibile l'amore è la capacità di stare soli, accettando la propria solitudine. Ma non tutti gli adulti ne sono capaci. Purtroppo sia vittime che carnefici spesso condividono questo stesso grave inciampo nel percorso evolutivo.
Mi sento di invitare certa parte dell’universo maschile a recuperare il proprio ruolo nel mondo Che non è né quello sbiadito o assente né quello pericolosamente machista, di cui le donne pagano un prezzo altissimo. Per arrivare ad una ricomposizione del femminile e del maschile. Senza squilibri né egemonie. Ciò ridarebbe dignità a tanti uomini che non si riconoscono nel ruolo di aggressori. E impedirebbe la diffusione dell’idea pericolosa oltre che banale che il maschile sia negativo a prescindere.

Seconda parte delle riflessioni tratte dal Quaderno n.17. Proseguendo questo percorso, ci lasciamo guidare da parole che...
21/11/2025

Seconda parte delle riflessioni tratte dal Quaderno n.17. Proseguendo questo percorso, ci lasciamo guidare da parole che invitano a rallentare, ascoltare e ritornare all’essenza della pratica clinica: l’incontro umano che trasforma.

Alcune parole hanno la forza di riportarci al centro del nostro mestiere: l’incontro umano, la trasformazione, la cura.Q...
14/11/2025

Alcune parole hanno la forza di riportarci al centro del nostro mestiere: l’incontro umano, la trasformazione, la cura.
Queste riflessioni tratte dai Quaderni del Ruolo n.17 sono un invito a rallentare, ascoltare e ritrovare il senso profondo del lavoro clinico.

Oltre ottanta colleghi psicologi della nostra scuola si sono riuniti per riflettere insieme sull’intelligenza artificial...
04/11/2025

Oltre ottanta colleghi psicologi della nostra scuola si sono riuniti per riflettere insieme sull’intelligenza artificiale: le sue opportunità, i suoi rischi e le sfide che pone alla relazione di cura.

Un incontro intenso, ricco di pensieri e domande su come continuare a mettere l’umano al centro anche nell’era digitale.

Indirizzo

Via Giovanni Milani, 12
Milan
20133

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