Dire a una persona di smettere di allenarsi, giocare o muoversi per “proteggere” il corpo spesso non protegge niente.
Aumenta la paura.
Riduce la fiducia.
Rende il corpo sempre meno capace.
Il problema raramente è il movimento in sé.
Il problema è come interpretiamo il dolore
e cosa facciamo quando compare.
Il corpo non è fragile.
E smettere di vivere non è una strategia terapeutica.
Meme del gatto antifragile presa da .sicari 🙏
19/01/2026
Saltare è una delle prime qualità di movimento che perdiamo crescendo.
Non perché non serva più.
Ma perché smettiamo di allenarla.
Il salto allena velocità, elasticità e capacità di reagire agli impatti.
Ma soprattutto allena fiducia nel corpo.
Ti fa sentire resistente, forte, capace
Un po’ più giovane.
Non è roba da atleti.
È roba da esseri umani.
17/12/2025
Molte persone non sono bloccate dal dolore.
Sono bloccate dalle storie che hanno imparato sul proprio corpo.
Storie come:
“La tua schiena è fragile.”
“Se ti pieghi ti fai male.”
“Se senti dolore stai peggiorando.”
“Non potrai mai più praticare questo sport.”
“Proteggiti o ti romperai.”
Queste storie spesso arrivano da chi dovrebbe aiutarti:
medici, terapisti, professionisti sanitari, trainer.
E mi sbilancio dicendo che nella gran parte dei casi non sono dette con cattive intenzioni.
Il problema è che creano paura, evitamento, rigidità.
E col tempo ti fanno sentire più fragile di quanto sei davvero.
La realtà è molto diversa. Il corpo è forte e si adatta.
Il cambiamento spesso inizia qui:
quando smetti di credere ad una storia e vivi sulla tua pelle ciò che il tuo corpo può fare.
09/12/2025
Il dolore non è un errore.
È umano.
Il problema è quando costruiamo attorno al dolore storie che ci limitano e impoveriscono la nostra vita.
Serve meno paura e più contesto.
Meno “fragilità”, più capacità.
04/12/2025
Non esiste adattamento senza sfida.
Gli esercizi “sicuri”, "soft" danno l'idea di proteggerti…ma non costruiscono niente.
Né forza.
Né fiducia.
Il corpo soffre quando lo tieni al riparo da tutto.
Zero rischio = zero ricompensa.
27/11/2025
Hai cominciato a credere che la schiena fosse delicata.
Che bastasse piegarti male per danneggiarti.
Che alcuni movimenti fossero pericolosi.
Che certi sport non fossero “adatti al tuo corpo”.
La verità?
La schiena è forte, adattabile, viva.
Puoi piegarla, allenarla, sollevare pesi e tornare alle tue attività di valore.
A volte il percorso inizia proprio così:
quando i tutori mentali si spezzano prima di quelli fisici.
28/10/2025
Non hai bisogno di magie.
Ma di squisita e solida realtà.
23/10/2025
C'è chi che sostiene che la camminata veloce rischi di rovinare schiena e ginocchia 😨😅
Poi guardi Massimo Stano che stabilisce il record mondiale di marcia sui 35 km...
Se vuoi camminare veloce, fallo ti prego!
Fa infinitamente meglio che non muoverti affatto.
E se proprio vogliamo fare i pignoli,
camminare velocemente sottopone le articolazioni a un impatto circa la metà rispetto alla corsa.
In altre parole: è un esercizio di più basso impatto, non il contrario.
Il concetto è: corri salta cammina liberamente e sciacquati la testa da tutte le squallide informazioni che ti fanno credere fragile.
F**k Nocebo.
17/10/2025
D'ora in avanti potrò mandare questo video in risposta 🕺🔥
07/10/2025
Se il nostro unico obiettivo è non sentire mai nulla di scomodo… allora non stiamo cercando salute, stiamo cercando anestesia.
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Quando la gente mi domanda che lavoro io faccia, provo fatica a rispondere “il fisioterapista” o “l’osteopata” perché è fortemente limitante.
Non so ancora definire con esattezza quale sia il mio profilo professionale.
Perché non ho ancora trovato un nome che possa descrivere un professionista appassionato di movimento umano che ama lavorare insieme a persone afflitte da dolore, fastidi e rigidità fisiche, che associa l’esercizio fisico a corpo libero con le tecniche osteopatiche nel modo più sincero e corretto possibile, senza inventarsi frottole e giocare a fare il mago. Che lavora con il paziente, spesso direttamente sul pavimento, studiando il miglior progetto ideato sulla persona (non sulla patologia) con l’obiettivo comune di ritornare a muoversi ancora senza dolore.
Forse, per farla breve, mi piace definirmi “Terapista del Movimento”, o per avere quel tono un po’ più rock (l’ho sempre amato) "Movement Therapist”.
Poco importa.
Ciò che davvero conta è che, ancora oggi, dedico parte delle mie giornate aggiornandomi su tutto ciò che di nuovo si scopre nel mio ambito perché la mia voglia di sapere è insaziabile e la mia voglia di stare bene, e aiutare gli altri a stare bene, il mio obiettivo.