Alimentazione Flessibile

Alimentazione Flessibile Ti guido alla scoperta del mondo dell'alimentazione per ritrovare il tuo equilibrio

09/03/2026

Non è solo comodo, può essere anche utile:

⏰ avere le verdure gia pronte fa si che sia più facile mettere in tavola un piatto bilanciato anche quando si è stanchi perché il grosso è gia fatto, e questo aiuta a non cadere nel mangiare la prima cosa che trovo in frigo o ordinare da asporto.

🌮rende più semplice assemblare un piatto anche all’ultimo: se ho già le verdure a partire da quelle posso chiedermi che cosa ci sta bene insieme alla verdura che ho scelto, l’abbinamento viene spontaneo (esempio: broccoli= pasta, asparagi= uova)

💬Riduce il pensiero al cibo, spendo meno tempo a pensare a cosa dovrò preparare e cucinare oggi e il cibo occupa meno spazio nella giornata

🥨Riduce gli spizzichi, se arrivo a casa molto affamata posso assemblare al volo un pasto in pochi minuti, ma anche perché se spendo meno tempo a cucinare si tende a spizzicare meno (sto meno a contatto con il cibo)

🥬Si mangiano più spesso verdure e questo fa bene in generale

Ricordiamoci ancora una volta che l'ordine con cui mangiamo i cibi non cambia il modo in cui li assimiliamo, né comporta...
09/03/2026

Ricordiamoci ancora una volta che l'ordine con cui mangiamo i cibi non cambia il modo in cui li assimiliamo, né comporta effetti diversi sul peso.

Ergo non serve ristrutturare il modo in cui mettiamo a tavola i pasti.

Posso mangiare prima una fonte di carboidrati e poi una di proteine con verdure.

O posso mangiare tutto insieme come spesso capita, cioè un secondo con contorno accompagnato dal pane, senza che debba mangiare prima la verdura, poi la carne e il pane alla fine da solo, No sense.

Lo stomaco non è una partita a Tetris, quindi le cose non si stratificano una sopra a l'altra, ne si annullano secondo l'ordine in cui le mettiamo.

Mangiare prima la verdura, poi una fonte di proteine e per ultima una di carbo non fa perdere peso "perchè l'ordine è importante", ma solo se eventualmente porta a mangiare di meno.

(anche se questa cosa non viene detta)

Mangiare prima la verdura, grazie al volume di questo alimento, si potrebbe percepire prima la sensazione di sazietà, e quindi poi mangiare meno del resto.

Questo è eventualmente l'unico beneficio.

Ma se mi assicuro di avere una buona quota di verdure nel pasto, e non mangio troppo velocemente, è indifferente quando le metto come ordine mentre mangio, perchè daranno in goni caso benefici sulla sazietà.

Non è questione di ordine, ma di volume.

E spesso consigliare di mettere la verdura prima (come metodo per perdere peso), magari fa si che chi si dimentica spesso questo alimento, o non ne mangia tanta, effettivamente ne mangerà di più, aiuterà la sazietà e alla fine mangerà meno, avendo probabilmente nel complesso anche un'alimentazione migliore.

Così le cose sono spiegate.

Dire "l'ordine degli alimenti fa dimagrire" è semplicemente una bella favola.

Eleonora

05/03/2026

Il cibo non cura.

E la frase attribuita a Ippocrate: "Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo" è una frase che se mal interpretata può essere pericolosa.

Perchè può far pensare che a sto punto si possano evitare farmaci o curare malattie appoggiandosi solo all'alimentazione.

Il nostro modo di mangiare può aiutarci a prevenire, cioè ridurre il rischio di qualcosa.

Ma per moltissime patologie il cibo non cura, né esistono alimentazioni per....

esempio la dieta per la tiroide, per il lipedema, per la sclerosi multipla.

Spesso spacciate come dieta antinfiammatoria a cui si toglie qualche altro alimento senza reale evidenza scientifica, come ciò che ha glutine, i latticini, magari anche i legumi.

Quando la vera dieta antinfiammatoria è una mediterranea o una dieta in generale a maggior parte vegetale.

Perchè dico che cercare di curarsi con il cibo è pericoloso? perchè se penso di farlo attraverso il cibo evitando i farmaci probabilmente peggioro il rischio.

Vedi ad esempio tutto il discorso sulle statine e il colesterolo.

Ma anche perchè quando arriva una diagnosi inaspettata prima cosa che si tende a fare è cercare su Google: come mangiare in caso di...
alimenti da evitare per....

Quando c'è una diagnosi che ci piove addosso dal nulla, il cibo sembra la cosa su cui è più facile agire per riavere un'idea di controllo della situazione, per recuperare quel controllo che ci sembra di aver perso tutto d'un tratto sulla nostra vita e la nostra salute.

Ho scoperto di soffrire di qualcosa, la mia salute sfugge al mio controllo e agire sul cibo, che entra nelle nostre vite diverse volte al giorno, mi dà l'idea di riprendere le redini della situazione.

A volte però questo causa altri problemi, che possono essere carenze o un peggioramento della qualità della vita in un momento già fragile e del rapporto con il cibo.

E' vero che non tutti i medici sono formati nel campo dell'alimentazione, perchè la medicina è così vasta che ci si specializza su un campo specifico.

Ma è anche vero che se ci fossero informazioni estremamente importanti da un punto di vista nutrizionale per la vostra patologia il medico ve lo direbbe.

E se non ve lo dice spesso non è perchè è poco interessato, impreparato o con un approccio semplicistico, ma perchè davvero non ci sono grandi eliminazioni da fare.

Certo si può mangiare meglio se le nostre abitudini alimentari possono essere migliori, e questo può dare una mano nel contesto complessivo.

Ma probabilmente questo non prevederà grandi esclusioni alimentari, quando più un avvicinarsi il più possibile, finché riusciamo senza eccessivo stress a quelle che sono le linee guida, a partire dal nostro punto di partenza.

Eleonora

Ieri ho pubblicato un video dandovi alcuni suggerimenti di ingredienti che possono dare sapore ai piatti e che allo stes...
03/03/2026

Ieri ho pubblicato un video dandovi alcuni suggerimenti di ingredienti che possono dare sapore ai piatti e che allo stesso tempo possiamo considerare trascurabili:

- acciughe, pomodori secchi, olive, salsa di soia, pan grattato ecc

Con un obiettivo: cioè ricordarci che qualsiasi cosa chiamate dieta o mangiare meglio o attenzione alle porzioni non significa mangiare tutto scondito o bollito.

Magari serve attenzione alla quantità di olio, o alle porzioni, ma alcuni piatti possono comunque prendere sapore.

Che una pasta con le verdure può essere insaporita da un paio di acciughe aggiunte in un soffritto leggero in cui ripassare i broccoli prima di condire la pasta.

Che la scarola può essere concorda cucinata con olive e uvetta perchè per quelle 4-5 olive e acini di uvetta che finiscono nel piatto la cosa è trascurabile.

Che possono mettere un cucchiaio di pangrattato sui cavolfiori o i finocchi al forno.

Che posso aggiungere dei pomodori secchi in un cous cous con verdure e ceci per dare una spinta al sapore.

E tutto questo è importante perchè la soddisfazione data dal gusto di quello che mangiamo è fondamentale per la sostenibilità del percorso che stiamo facendo, del cambiamento delle abitudini.

Ciò che mangiamo ci deve piacere

Se pensiamo solo alla sazietà data dal volume o all'adeguatezza nutrizionale di un piatto bilanciato può comunque mancarci qualcosa.

il fatto che non stiamo considerando anche l'appagamento a livello di gusto, e questo può essere tra i fattori che ci spingono a cercare altro.

A sentire ancora di bisogno di qualcosa a fine pasto, come il classico dolcetto che a volte è abitudine, a volte è voglia di qualcosa di buono, perchè abbiamo mangiato ma non ci sentiamo soddisfatti.

Pensiamo ad esempio al fatto che magari quando ci mangiamo una pizza quella voglia di qualcosa di buono dopo non c'è, che non si sente il bisogno del cioccolato o del biscotto.

Mentre quando mangiamo un'insalata ci sembra di non riuscire a farne a meno.

Questi sono solo esempi, di ingredienti per ricordarci che possiamo dare sapore a piatti possono essercene anche molti altri.

E non sono incompatibili con una alimentazione buona, semplice o che ci possa aiutare a portare il peso nella direzione che desideriamo.

Eleonora

02/03/2026

Non serve molto per smettere di pensare che mangiare meglio significa senza sapore e condimenti.

🐟Acciughe: per un soffrittino per i broccoli con cui condite la pasta (old school), o per dare più sapore a un sugo di pesce.

🫒Olive: io le uso sempre per cucinare il pesce, la feta al forno con i pomodorini o la scarola ripassata (in cui metto anche qualche uvetta, anche questo trascurabile)

🍚 salsa di soia: ottima per riso il riso bianco se lo usate come accompagnamento, per il tofu, il pollo, il pesce, le verdure (è tipo il jolly asiatico)

🌮senape: un cucchiaino in una piadina anche farcita veg

Sottaceti come i capperi per dare sapore alle insalate

🥖pangrattato, per gratinare al forno quelle verdure che altrimenti sono noiose (tipo i finocchi e i cavolfiori). Come per il pangrattato anche passare una fettina di pesce o carne o tofu nella farina vale zero.

🍅Concentrato di pomodoro: vi consiglio di aggiungerlo alla prossima cucinata di lenticchie o a un mix di verdure in padella

🍷 con il vino ci si sfuma la vita

Poi ho dimenticato pomodori secchi (che amo in un cous cous con carote e ceci), erbe e spezie di tutti i tipi (ma queste erano scontate)

Altre idee??
♥️👇🏻

Torte fatta in casa e difficoltà nel gestirle.Qualcuno potrebbe dire: bhe, se hai difficoltà nel regolarti se hai una to...
25/02/2026

Torte fatta in casa e difficoltà nel gestirle.

Qualcuno potrebbe dire: bhe, se hai difficoltà nel regolarti se hai una torta fatta in casa, smetti di preparale.

Potrebbe essere una soluzione, ma non per tutti, perchè magari in casa ci sono anche bambini o altri componenti della famiglia che la richiedono e per cui ci fa piacere preparala.

Quindi?

Arriviamo ad alcuni suggerimenti, ma prima capiamo perchè può succedere.

La torta fatta in casa è uno di quegli alimenti non contabili, cioè uno di quei cibi da cui se ci taglio via un pezzetto 3-4 volte al giorno non è così visibile.

Quindi noto di meno quanto sto mangiando e lo notano meno anche le altre persone che vivono con me.

Se quei pezzetti che taglio più volte nella giornata magari sono da 30 g, sarebbe l'equivalente di 3-4 merendine, ma probabilmente nella giornata non mangerei 3-4 merendine, perchè mi darebbero una percezione completamente diversa di quanto sto mangiando.

Quindi arriviamo a delle soluzioni che possano essere di aiuto:

1. fare la stessa torta in uno stampo più piccolo. Stampo più piccolo = torta più piccola, meno quantità disponibile e quindi più facile regolazione, l'abbondanza a disposizione ci porta a mangiare di più, se abbiamo meno a disposizione è quasi automatico ridurre le porzioni.

Pensa a che tipo di fetta tagli da una grande torta di compleanno e che fettina taglieresti da una piccola torta di pasticceria di quelle glassate da circa 5-6 porzioni.

2. fare la stessa torta ma in stampi diversi che sembrino monoporzioni, esempio uso lo stesso impasto ma lo cuocio in pirottini di carta per muffin. Il gusto è lo stesso ma se da una torta mi taglio 3 fette qui e là nella giornata è meno probabile che mi mangerò 3 muffin.

Proprio perchè mi danno un'idea completamente diversa della porzione e non li posso spizzicare togliendoci piccoli pezzettini.

3. se è una torta che lo permette tagliarla a fette e congelarla per le colazioni può essere di aiuto.

Questo mi permette di poterla mangiare più spesso ma intervallarla con altri cibi nella settimana, senza sentire il bisogno di finirla prima che si guasti.

Poterla congelare fa anche si che non la tengo sotto gli occhi tutto il giorno, e averla a disposizione più spesso toglie il problema della scarsità, cioè la faccio raramente e quindi quando c'è meglio mangiarne (tanta) perchè è una rarità.

Tutto questo perchè le torte fatte in casa potrebbero essere più buone, ma NON nutrizionalmente migliori delle merendine, ecco perchè ci interessa lavorare su porzioni e quantità.

that's why le linee guida non fanno distinzione in base a chi ha preparato quel dolce.

Ma questa è un'altra storia.

23/02/2026

💧Evviva l’acqua frizzante se:

-ci aiuta a bere di più, va bene tanto quanto l’acqua naturale.

- rende l’acqua più gradevole e aiuta a sostituire bevande zuccherate, tanto meglio.

- grazie alla bollicine può aiutare la digestione in chi ha difficoltà meccaniche.

Meno bene se si soffe di reflusso in quando può favorite risalita dell’acido e peggiorare i sintomi e l’infiammazione.

In ogni caso non sostituisce (e questo è un grande GAC) un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita attivo.

Ne ha importanza per I picchi glicemici che sono fisiologici dopo il pasto in persone sane.

✌🏻baci

Non so se avete sentito la notizia secondo cui l'acqua frizzante riduce il glucosio, accelera il metabolismo e fa dimagr...
23/02/2026

Non so se avete sentito la notizia secondo cui l'acqua frizzante riduce il glucosio, accelera il metabolismo e fa dimagrire.

Parliamone meglio, ok?

Esistono studi? si effettivamente c'è uno studio giapponese pubblicato su BMJ Nutrition, Prevention & Health, che ha riportato l'attenzione al tema.

Ma quasi tutte le fake news nascono da qualche studio, poi dobbiamo vedere quanta rilevanza scientifica ha lo studio in questione e magari leggero per intero, per capire se possiamo già farne un evidenza per la popolazione o se come sempre tutto poi è ridimensionato nelle conclusioni dagli autori stessi..

In questo studio è stato visto che:

la CO2 (anidride carbonica) dell'acqua frizzante entra nel flusso sanguigno, viene convertita in bicarbonato all'interno dei globuli rossi aumentando il pH intracellulare promuovendo la glicolisi anaerobica e un maggior utilizzo del glucosio.

Ma (rullo di tamburi) già nelle conclusioni dell'abstract viene detto che questo effetto solo a carico dei globuli rossi, è in quantità così ridotta che è un po' poco per poter dire che l'effetto sia sul metabolismo e la perdita di peso in generale.

L'acqua frizzante può per influenzare le misurazioni della glicemia? si, ma sono necessari altri studi per vedere gli effetti a lungo termine.

E sappiamo (ne ho parlato alla nausea) che un aumento della glicemia post pranzo è fisiologico in soggetti sani e che l'aumento dell'insulina che ne deriva è altrettanto fisiologico e fatto per riportare i livelli di glucosio al basale.

Se gli studi fossero letti per intero da chi ne parla, o per lo meno se chi ne parla leggesse non solo il titolo e l'ipotesi in studio,ma anche le conclusioni potremmo evitare molte bufale.

Anche perchè sì, l'acqua frizzante è innocua e indirettamente può anche dare una mano, ma non per tutti.

Ad esempio per chi soffre di reflusso, la risalita di co2 allarga lo sfintere tra stomaco e esofago e può far passare un po di acido, causando quindi più infiammazione.

Se chi ne soffre inizia a buttarsi sull'acqua frizzante pensando di perdere peso può peggiorare il suo problema.

Cosa possiamo dire di positivo sull'acqua frizzante?

Se ci aiuta a bere di più va bene tanto quanto l'acqua naturale.

Se rende l'acqua più gradevole e aiuta a sostituire bevande zuccherate, tanto meglio.

Se grazie alla bollicine aiuta la digestione in chi ha difficoltà meccaniche, ok.

Se grazie al gas che contiene aumenta la dilatazione gastrica e può far percepire una maggiore sensazione di sazietà, berla prima o durante il pasto può far sentire più pieni e ridurre la quantità di cibo ingerita.

Forse in quest'ottica una mano al dimagrimento la può anche dare, ma torniamo sempre al fatto che si mangi di meno, non che l'acqua gassata faccia miracoli.

Non sostituisce (e questo è un grande GAC) un'alimentazione equilibrata e uno stile di vita attivo.

Per quello c'è l'acqua di Lourdes (scherzo).

Eleonora

"Eleonora ma se dici che i sostitutivi secchi del pane sono meno sazianti e il pane è da preferire, come mai spesso nell...
19/02/2026

"Eleonora ma se dici che i sostitutivi secchi del pane sono meno sazianti e il pane è da preferire, come mai spesso nelle diete vengono messi wasa e gallette? "

"perchè chi lavora in questo campo è str**o"

No dai, scherzo.

La ragione dietro questa cosa è un'altra, la scelta si gioca su una considerazione diversa.

Cioè che:
- wasa e gallette sono meno buoni del pane, fanno masticare di più e tendenzialmente ti stufi prima di mangiarne tanti.

- sono contabili e porzionati, non devi stare magari a pesare la porzione di pane, o chiederti quanto peseranno le fette di pane che tagli di solito, si va a pezzi, 1-2-3-4 ecc, sono più controllabili a livello calorico del pane

- occupano spazio del piatto, un paninetto di 50-60g sembra visivamente meno che 4 wasa disposti a mazzo di poker, o di una torretta di gallette, quindi queste paio più convenienti (ma non è detto che lo siano)

- essendo meno buone è meno probabile che ne andrai a prendere ancora, mentre per il pane è più probabile che finita la tua porzione ti vada di staccarne un altro pezzo.

e poi sono meno buone, l'ho già detto che sono meno buone?

Spesso diventano la scelta preferita anche da chi conta le calorie, perchè hanno i valori indicati, così come anche il pane in cassetta, tipo il pan bauletto, mentre il pane fresco da panetteria lascia quel senso di incertezza che per qualcuno è difficile da tollerare.

Ma tutti questi prodotti per qualcuno risolvono la scomodità di pesare e porzionare prima, danno la certezza e velocità che permette di essere sicuri che le porzioni siano sempre uguali.

Oltre a questo non ci sono altri vantaggi di scegliere questi prodotti rispetto al pane, non fanno meglio, non sono più dietetici, salutari, dimagranti.

Infatti wasa e gallette per 100 g hanno circa 350 kcal, il pane 250 kcal.

Il pane vince sempre per calorie e per gusto.

Ma è più buono e quindi si rischia di mangiarne oltre la propria porzione.

Detto questo sarebbe sempre bene dare la scelta alla persona, esempio 100 g di pane =7-8 wasa/gallette così che lei possa scegliere quello che le risulta più funzionale e sperimentare.

E non credere che il pane sia da evitare "perchè bho, forse non me lo ha segnato perchè fa male o fa ingrassare" e che il resto sia meglio.

La domanda a cui rispondere è sempre meglio per chi?
Meglio per cosa?

Eleonora.

Nelle linee guida ci sono prodotti che vanno mangiati poco.Tipo i biscotti, le merendineo riguardo il salato crakers e s...
18/02/2026

Nelle linee guida ci sono prodotti che vanno mangiati poco.

Tipo i biscotti, le merendine
o riguardo il salato crakers e simili sostitutivi del pane.

Perchè questi prodotti hanno una frequenza consigliata inferiore al pane?

E' per gli zuccheri? per l'apporto di sale? perchè sono prodotti ultraprocessati?

Se sul pane ci metto poi della marmellata o del miele a colazione potrei raggiungere la stessa quota di zuccheri che mi dà un porzione di biscotti.

E' quindi questione di zuccheri diversi?

No, in realtà molti degli alimenti che da linee guida sono consigliati con una frequenza bassa nella settimana (quindi da mangiare poco) lo sono perchè rischiamo di mangiarne troppi, ( e quindi di creare eccessi calorici) in quanto si tratta di alimenti poco sazianti.

esempio dei biscotti:
- i biscotti sono più secchi del pane, quindi saziano meno, hanno meno volume
- inoltre se pucciati nel latte perdono consistenza, si ammollano e perdiamo anche l'effetto sulla sazietà dato dal mangiare qualcosa di croccante
- hanno anche una digeribilità più veloce e a parità di calorie possono ( se non abbinati a altro che aiuta la sazietà) far tornare fame più in fretta

Tutti fattori che portano a mangiare più biscotti o a mangiare altro dopo.

Non fanno male in quanto biscotti, o per gli ingredienti che hanno o per gli zuccheri. Ne consegue che dei biscotti fatti in casa hanno le stesse caratteristiche.

Infatti le linee guida non distinguono le frequenze in base al fatto che un prodotto sia industriale o home made.

Ma assodato questo, tutto dipende da quanti ne mangiamo e da come effettivamente gestiamo poi il resto della giornata alimentare.

Altro esempio c'è chi non mangia biscotti ma poi mangia yogurt alla frutta che ha più zuccheri per vasetto di una porzione di biscotti, il problema non è il singolo alimento.

Ogni cibo ha una certa capacità di saziarci e di supportarci per un tot di ore nella giornata, scoprendo come ci fanno stare i diversi alimenti base alle nostre esigenze possiamo scegliere quello che per noi funziona meglio in un certo momento.

Ultimo esempio: non sceglieremo i biscotti quando sappiamo che abbiamo davanti tante ore prima di quando potremo fermarci per fare un nuovo pasto o snack.

Ma potremo scegliere i biscotti quando sappiamo che quella colazione deve supportarci meno ore, abbiamo meno fame o ci serve qualcosa di più veloce e pratico.

Mi aspetto commenti divertenti.

A voi!
Eleonora

17/02/2026

Se non mangio poi la fame passa, quindi devo ascoltarla o no?

La fame passa perché il nostro corpo attinge alle sue riserve per aiutarci ad arrivare più facilmente al prossimo pasto, quando non riusciamo a mangiare subito

Se è distante cerchiamo di metterci qualcosa, se è vicino tipo ci viene fame 30-45 minuti prima del pasto, allora potremmo anche accollarci un pochino questa sensazione .

Ti eri mai chiest* perché succede?

Perchè la fame sembra passare se non la assecondiamo subito?Capita a tutti di sentire fame in un momento in cui non poss...
17/02/2026

Perchè la fame sembra passare se non la assecondiamo subito?

Capita a tutti di sentire fame in un momento in cui non possiamo metterci a mangiare, magari mentre siamo in una riunione di lavoro, in call con con cliente, mentre stiamo guidando e non abbiamo nulla in auto.

E non potendo mangiare qualcosa in quel momento, ci accorgiamo che poi la fame passa, non la sentiamo più.

Magari vi sarà capitato di chiedervi se quella sia davvero fame, oppure di pensare che se tanto poi va via, sia anche possibile non assecondare quella sensazione, dato che passa e si può ti**re avanti e resistere un altro po'.

Quella sensazione che arriva e poi sparisce, sì, è fame, non ve lo siete immaginato, né vi state sbagliando.

La fame arriva quando il corpo percepisce che ha finito le energie che ha ricevuto dal pasto precedente, quindi ci fa sapere che ne ha bisogno di nuove.

Il corpo preferisce sempre chiederci nuovo cibo piuttosto che andare ad attingere alle riserve.

Ma quando non possiamo darglielo, allora tampona con i suoi meccanismi biologici quella carenza di energie, la recupera dalle scorte, e in quel momento sentiamo che la fame se ne va per un po'

Perchè abbiamo recuperato quello che ci serve da quello che avevamo da parte.

Questo meccanismo serve a riportarci in equilibrio quel tanto che basta per arrivare al prossimo pasto, ecco perché dopo un po la fame torna di nuovo.

Quando quella sensazione arriva e poi se ne va non significa che sia falsa, o che stiamo scambiando per fame qualcosa di diverso.

Semplicemente il nostro corpo, che in natura non avrebbe cibo sempre disponibile, è bravo ad adattarsi.

Ma se anche questo meccanismo funzione nel breve termine, è bene non tirarlo troppo e fare pasti regolari, altrimenti poi la fame si accumula.

E se saltiamo più pasti di seguito, poi diventa difficile scegliere con consapevolezza cosa e quando mangiare.

Ritrovandosi a buttarsi sulla prima cosa disponibile e mangiandone più del necessario.

Eleonora

Indirizzo

Via Albricci 9
Milan

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