21/04/2026
Nel modo in cui siamo educati all'alimentazione, siamo molto più responsivi alla fame che alla sazietà.
Basta vedere come un genitore risponde in modo molto più celere a un bambino che comunica di avere fame, rispetto a come risponde quando un bambino è sazio ( vedi il forzare gli ultimi bocconi nel piatto).
Come se assumessimo che un bambino sa quando ha fame, ma non può sapere se ha mangiato abbastanza.
A questo ci possiamo aggiungere il fatto che la fame è una sensazione fatta per dare fastidio, attivare, innervosire, persino preoccupare.
Perchè in natura resta molto più forte il problema di trovare cibo che quello di mangiare troppo per la sopravvivenza.
E da qui è facile capire come la paura di avere fame può essere parte del modo in cui gestiamo il cibo.
Magari fin da piccoli ci viene offerto il cibo prima che ci sia la necessità, magari ci viene consigliato di mangiare in determinati orari perchè poi ci viene fame.
In più questa sensazione non è una sensazione fatta per essere molto piacevole, e meno la conosciamo più abbiamo paura di starci in contatto.
Così in un mondo in cui il cibo è ovunque e sempre a disposizione, ci abituiamo e abbiamo la possibilità di anticipare spesso questa sensazione, volendo di non sentirla mai.
Per la paura di essere colti impreparati, e in quant per sua natura questa sensazione è rischiosa.
E questo nel tempo porta a mangiare più di quello che ci serve, se consideriamo proprio come la fame sia una sensazione fatta per dirci quando abbiamo bisogno di mangiare.
Non si scardina questo meccanismo da un giorno all'altro, ma si può iniziare a piccoli passi a metterlo in gioco.
Perchè in una dieta l'obiettivo non è ne sentire sempre fame, né non sentirla mai, è tornare a riconoscere queste sensazioni e averci a che fare per riportarle a essere una guida.
Anche perchè quando la fame diventa una paura, per quanto razionalmente sappiamo di non rischiare nulla nella nostra parte del mondo, non è facile viverla subito serenamente.
E' fatta per agitarci un po'.
Si può smettere di anticiparla, ma giocare sull'essere preparati, ad esempio portando in borsa uno snack quando usciamo, ma lasciandolo lì finché non arriva quella sensazione a chiedere qualcosa.
Così da sapere che possiamo rispondere a quel segnale quando si presenta senza anticiparlo per evitare che arrivi.
Si può iniziare a considerare gli spuntini come qualcosa che non ci spetta per forza, solo perchè scritto sul piano, ma qualcosa che è a disposizione quando compare la necessità.
La fame è una sensazione fastidiosa ma anche alleata se non la facciamo diventare troppo forte e insistente, con il tempo qualcosa che ci fa sentire più sicuri e non più spaventati.
Dove la sicurezza sta nel sentire i segnali del proprio corpo e imparare a rispondere in modo adeguato.
Eleonora