24/05/2021
Dopo la routine serale (dentini, pigiama, storia...), ecco che arriva l'agognato momento di vedere i pargoli che crollano nel sonno.
Genitori finalmente liberi dopo una giornata di lavoro.
Ma c'è sempre un "MA".
Quante volte, arrivato il momento di dormire arriva la richiesta di acqua:
"Mamma, ho sete"
"Papà, mi dai un po' di acqua?"
"Mamma, dov'è la mia borraccia?".
Si, sapete tutti che si tratta di un pizzico di "ansia separazione": il bimbo teme che i genitori si allontanino e chiede acqua per tenerli con sé ancora e ritardare la separazione.
Ma perché scelgono proprio l'acqua?
La spiegazione più probabile è che tratti di un retaggio dell'allattamento: che sia al seno o al biberon, i bambini vivono la prima parte della loro esistenza addormentandosi mentre assumono un liquido, il latte.
Con il tempo, generalmente nel secondo anno di vita, insegnamo loro a dormire da soli, senza la suzione consolatoria.
L'acqua va a sostituire questa abitudine, ecco perché è la scusa più gettonata (ma non l'unica, ce ne sono altre: mi scappa la pipí/ ho paura del buio...).
L'unico risvolto negativo di questa abitudine è la difficoltà di spannolinare visto che il bimbo assume liquidi appena prima di dormire.
In tal caso offritene poca, di solito gliene basta un goccio per essere soddisfatti.
Non arrabbiatevi se vi chiede l'acqua, anche se siete stanchi e anche se fosse la 600' volta e il bimbo ha ormai 4 anni.
A quanti di voi capita di aprire il frigo, appena prima di dormire, per bere un goccio di latte?
Sapevate che anche questo è un ricordo del vostro (ormai lontano) allattamento?
Se lo fa un adulto, perché non potrebbe farlo un bambino?