20/10/2018
Da "Non è un paese per giovani" - Radiodue.
"A.A.A cercasi giovane dentro. Ieri mi domandavo: quando ero ragazzo e avevo 25 anni pensavo che il giorno del grande cambiamento politico sarebbe stato quando la gioventù avesse fatto il suo trionfale ingresso in politica. Quando un ragazzo - di al massimo 40 anni - avesse governato il paese. Quando la forza, l'entusiasmo e il sorriso ottimista di un giovane avesse trascinato l'Italia verso una meta comune, democratica e sociale. Via quel vecchiume, sgomberare il campo da quelle cariatidi da cartoon, che sedevano sugli scranni del potere da più di 50 anni. La politica va riconciliata coi ragazzi, e solo uno di loro, con quelle idee coraggiose e una buona dose di spregiudicatezza, poteva farlo. Purtroppo, amici miei, questo non è accaduto. Oggi i politici ormai sono quasi tutti sotto la soglia dei cinquanta, ma di gioventù, almeno in quel senso, non se ne parla. Sono giovani fuori, ma già vecchi dentro. Li sento parlare in tv e mi chiedo se mai un ragazzo di 35 anni possa pensarla davvero cosi. Non sono affatto rivoluzionari, piuttosto, a volte, addirittura reazionari. E quindi, anche questo non era vero! Credevo che la storia del nostro paese avesse bisogno dei giovani e invece, proprio loro, lo stanno rovinando. Ormai sono più di dieci anni che governano i giovani sia di sinistra che di destra, ma non accade nulla se non un lento retrocedere. Adesso comandano in pieno, sono soli al timone, ma non si aiutano nemmeno fra loro. Da quando sono al governo, non sono riusciti a fare nemmeno una legge a favore loro. E' stato molto più efficace Berlusconi in questo. Mai come in questi anni i giovani sono stati trattati dai loro coetanei come zavorra. Allora, tutta questa rottamazione era finta? Hanno buttato via la roba vecchia di antiquariato vero, per metterci roba dell'Ikea, di pochissimo valore. Ma magari dell'Ikea, almeno quella costa poco, no, invece i giovani al governo ci costano molto di più. L'altro giorno ho sentito un ragazzo in tv, parlamentare, che sosteneva per davvero il ritorno alla lira. Ma vi rendete conto? Eppure era un giovane, ma diceva una cosa da vecchio, ma così vecchio che si dovrebbe rottamare da solo. I giovani al potere mi hanno profondamente deluso. Invece di voler fondare una nuova Europa e combattere per questo, vogliono scappare e rifugiarsi nei ricordi delle cento lire. Sono tutti uguali, di due tipologie. O sono spavaldi e profondamente ignoranti senza cultura, oppure sono discendenti da stormi di nerd emarginati negli anni novanta durante il berlusconismo e tornati a galla adesso con l'era digitale. Io credevo ingenuamente che un giovane al potere fosse pericoloso per la sua incoscienza, per il suo coraggio, invece questi falsi giovani, questi young fake, sono perfino vigliacchi, hanno paura della multirazialità. Sono davvero vecchi, questi giovani al potere! Sono dei vecchi irrisolti, che e' la cosa peggiore che ci poteva capitare. Dei vecchi con le paure dei giovani, con le ansie da prestazione. I veri giovani, invece, se ne stanno andando. Un esodo lento e inesorabile che non riusciremo a fermare. Che male al petto che mi fa, rendermi conto che ormai la rivoluzione non la farà più nessuno! Quei giovani non esistono più, è come se quel cambio generazionale avesse saltato a piè pari il coraggio e la forza degli ideali. E non ne faccio certo un fatto di appartenenza. Anche la sinistra ne è totalmente sprovvista. Anzi, forse è proprio la forza politica più vecchia in campo. I giovani politici sono proprio cresciuti male. Sarà sempre colpa nostra che non abbiamo saputo insegnargli nulla al di fuori dall'ansia dello spread. Comunque, il mio annuncio resta, fiducioso che prima o poi si affaccino alla finestra del nostro paese ragazzi sani, forti e decisi che mettano a posto le cose per sempre. Per adesso A.A.A. cercasi giovane dentro, anche se vecchio fuori".