Centro Yoga Maya

Centro Yoga Maya Centro Yoga per corsi collettivi, lezioni di Hatha Yoga individuali, seminari di approfondimento

19/01/2026

👉 IL MENTALE O IL CERVELLO? - (prima parte)

💥 Il nostro cervello è spesso paragonato a un super computer, super potente, super miniaturizzato.
Anche se pesa solo 1200/1400 grammi, è capace di prestazioni straordinarie e a buon mercato.

Ci viene consegnato già programmato alla nascita (e anche da prima) però la natura ha dimenticato di aggiungere le istruzioni per l'uso completo.
Questo non è irrilevante perché, a ben guardare, nella maggior parte dei casi noi ci comportiamo come chi dispone di un computer super potente ma se ne serve solo per controllare il conto della spesa.

Del cervello, ancora oggi, non si sono liberati tutti i suoi segreti... da quanto tempo sono seduta sullo zafu?

Forse mezz'ora.
Fisicamente le sensazioni sono gradevoli.
Mi ripeto interiormente: "mentale, sono io che comando qui, non tu"

Respiro tranquillamente, perfino piacevolmente; seguo ogni respiro; di tanto in tanto scivolo mentalmente in uno stato crepuscolare, poi la giostra si rimette a girare... niente di male perché nella meditazione la guardi girare, senza ipocrisia, senza snaturarla...

Belle, semplici le indicazioni ricevute. Sembrano buttate lì come piccoli preliminari tecnici, mentre invece sono lo scopo!
🎋 Grazie, Silvia

Vorrei ora condividere una lucida e chiara esposizione sulle funzioni del cervello e della mente che ho estratto da “IL SE' VIENE ALLA MENTE” - AUT. ANTONIO DAMASIO -

👉 DUE INTERROGATIVI
📌 In primo luogo: come fa il cervello a costruire una mente?
📌 E in secondo luogo: come fa il cervello a dotare quella mente di coscienza?
📌 E ancora: di che cosa è fatta la coscienza? Una mente... che si morde la coda: questo a me sembra; infatti non possiamo essere coscienti senza una mente di cui esserlo.

Ma allora, di che cosa è fatta la mente? Proviene dall'aria o dal corpo?
I più perspicaci sostengono che proviene dal cervello, anzi: credono che essa sia il cervello; tuttavia anche questa non è una risposta soddisfacente.
Come fa il cervello a costruire la mente?
Sono ben consapevole che affrontare un interrogativo non significa trovare una risposta e che sulla questione della mente cosciente sarebbe sciocco presumere l'esistenza di risposte definitive. Il che, insieme ai problemi di terminologia e prospettiva, rende la ricerca sull'argomento qualcosa di simile a una passeggiata in un campo minato.

👉 LE POSSIBILI SEDI DELLA MENTE
Il cervello umano traccia mappe di qualsiasi oggetto e di qualsiasi azione si trovino esternamente ad esso e di tutte le relazioni che oggetti e azioni intrattengono nello spazio e nel tempo, sia tra di loro, sia nei confronti di quella sorta di nave ammiraglia che è l'organismo: unico proprietario del nostro corpo, del nostro cervello e della nostra mente.

Il cervello umano è un cartografo nato e la cartografia iniziò con la mappatura del corpo all'interno del quale esso è collocato.

Il cervello umano è un incontenibile imitatore. Qualsiasi cosa si trovi al suo esterno – il resto del corpo – dalla cute alle viscere; ma anche il mondo circostante, fatto di uomini, donne e bambini, gatti e cani, luoghi, clima caldo e freddo, superfici lisce e rivide, suoni forti e sommessi, il miele dolce e il pescato salato – è oggetto di imitazione nelle reti cerebrali.
Stabilire esattamente come avvenga la mappatura è più facile a dirsi che a farsi.

👉 MAPPE E MENTI
La mente è una spettacolare conseguenza dell'attività incessante e dinamica che vede il nostro cervello impegnato nella creazione di mappe.

Le configurazioni mappate costituiscono quello che noi conosciamo come esperienze visive, uditive, tattili, olfattive, gustative e anche come dolore, piacere e simili: in breve, immagini.
.... continua

ABITIAMO DENTRO UN “CAPOLAVORO”: il corpoLe luci natalizie si sono spente, gli addobbi tolti, i rituali sociali sono fin...
13/01/2026

ABITIAMO DENTRO UN “CAPOLAVORO”: il corpo

Le luci natalizie si sono spente, gli addobbi tolti, i rituali sociali sono finiti, ora accendiamo le luci “dentro” di noi.
Accendiamo anche la gentilezza, la chiarezza e la voglia di prenderci cura di noi stessi.
Incorniciamo e valorizziamo il positivo con buone occasioni attraverso la pratica e lo studio.

Inizio con l'accendere le luci dei riflettori, puntati sul DIAFRAMMA.
Per eccellenza il muscolo della respirazione.

👉 Ma, il diaframma non lavora da solo!

Istruzioni facili da mettere in pratica sul tappetino e, meglio ancora, se le applichiamo nella vita quotidiana.
🌿 Dove si colloca il diaframma, dentro di noi?
🌿 Come lavora?
🌿 Quali sono i suoi poteri?

👉 Ma, il diaframma non lavora da solo!

Non è una ripetizione per errore, è per non dimenticare.
E' molto interno, è molto sensibile.
Registra tutto,
sempre, giorno e notte.

Lui comanda e organizza.
E' il controllore del fluire delle emozioni e controllato da esse.
Decide e lascia in sospeso.
E' volontà e sopravvivenza.
Fa digerire, fa circolare il sangue, sgombera e trattiene.
Mediante la sua prima contrazione al momento della nascita, segna, lui solo, il “passaggio”: dalla vita fetale alla venuta al mondo.

Si può imparare a nuotare sott'acqua trattenendo il respiro per periodi sempre più lunghi, ma esistono limiti che neppure un campione olimpionico può superare senza rischiare di morire.
I cantanti lirici si trovano di fronte a una barriera simile; quale tenore non vorrebbe riuscire a tenere un do di petto soltanto un po' più a lungo per innervosire il soprano!

👉 Ma il diaframma non lavora da solo!

La prima immagine che accompagna questo testo ci aiuta a chiarire le idee.
Il disegno è semplice, tanto da far sorridere.

E' ben evidenziato il diaframma in rapporto agli organi:
- quelli che stanno al di sopra – cuore e polmoni
- quelli che stanno al di sotto – fegato/stomaco/intestino

In breve, il diaframma divide in due parti il corpo.
Non è una divisione che “separa”, al contrario evidenzia una regia unica, una supervisione coordinata...

👉 Ma, il diaframma non lavora da solo!

FUNZIONI
1 – funzione fonatoria
2 – funzione digestiva
3 – funzione intestinale
4 – attività dello psoas, o muscolo “dell'anima” per il suo legame con le emozioni
5 – attività del pavimento pelvico, o secondo diaframma
6 – da tenere in grande considerazione, il nervo vago e il nervo frenico. Questo tandem è così importante da meritare un approfondimento speciale.

Ritorno al diaframma.

GENERALITA'
Ha la forma di un paralume, attaccato alla base delle costole.
Da un lato c'è l'organizzazione, che vuol dire – sopravvivenza garantita.
Qui sono al sicuro.
Qui tutto funziona automaticamente, quindi l'inconscio: respirazione, circolazione del sangue, digestione, evacuazione.

Dall'altro lato c'è la superiorità del sistema nervoso cosciente che può esercitare leggeri o pesanti influssi sul sistema nervoso incosciente.

E' facile da capire: il diaframma occupa un posto significativo sul comando nervoso.

Eppure, non lo sentiamo quasi mai... fino al momento in cui si contrae...
Quando lo sentiamo, è il momento in cui la respirazione può essere reclutata dalla volontà.
Con il controllo volontario posso iniziare “il respiro yogico completo, voluto e cosciente”.

Qui, inizia la grande ascesa: fisica, mentale e spirituale.
E' il primo passo per la conoscenza ultima, la liberazione dal senso di limitazione dell'io individuale.
Qui è necessaria un'analisi approfondita della meccanica/tecnica respiratoria, che farò successivamente.

Ma andiamo per gradi.
Respiro addominale: ad ogni inspirazione di scarsa ampiezza il diaframma scende, prende appoggio sui visceri; assieme al suo centro chiamato “centro frenico, il paralume cambia forma.
Massaggio degli organi digestivi.
L'aria entra nei polmoni
Leggera espansione del ventre
Suggestione del ritmo cardiaco.
Attivazione del sistema nervoso parasimpatico (relax).
Stimolazione del nervo vago, artefice della calma.

Ad ogni espirazione, di scarsa ampiezza, il diaframma risale con la corrispondenza ritrazione del ventre.
Ecco l'effetto “pompa”interna.

👉 👉 L'espiro è la chiave per la liberazione.
E' un movimento passivo, regalato dall'elasticità della cintura muscolare della vita e addominale.

Mi esercito in questo, affinché la espirazione diventi un po più durevole dell'inspiro.
Senza sforzo.
Senza comprimere l'aria.

E' la melopea del soffio.
E' un canto silenzioso.
E' la fiamma della candela che piano, piano si spegne.
Qui tutti i giochi fisici, energetici, psichici che si devono fare... si fanno, da soli.

🌾 Non spingo, non forzo... attendo.
🌿 Alla fine c'è la “nientezza”, c'è il riposo del soffio.
🎋 Qui c'è shunia.
💥 Stupore e meraviglia.

Grazie, Silvia

03/01/2026

LA GENTILEZZA

Le parole di Vito Mancuso:
“L'essere gentili è una questione di intelligenza ancor che di volontà”

La gentilezza è seduzione non verbale,
è coraggio,
è eleganza,
è mistero,
è pazienza.
è generosità.

Belle qualità, certamente!
Dopo tutto, il problema non è la mancanza di queste belle qualità, non è la malevolenza, ma la distrazione rispetto alla gentilezza.

La gentilezza non si può inculcare o forzare o trasmettere con le prediche ma è possibile creare in noi poteri per “fare”, per “accendere” il nostro motore interno, altrimenti non faremo altro che girare sullo stesso posto.

E' vero ci vuole un po' di allenamento.
Si tratta di cambiare canale e imparare a sintonizzarci con quello delle positività.
👉 LA CURA: CINQUE MODALITA' DELLA PAROLA
1 - la parola detta al momento opportuno.
E' quella parola capace di valutare la nostra e quella dell'interlocutore.
Ma se quest'ultimo non è pronto per accoglierla, si aspetta un altro momento.

2 - la parola sincera.
Qui c'è comprensione. Non è questione di essere buoni o bravi o migliori di altri.
Qui c'è compassione.
Di tanto in tanto, è utile qualche bugia, ma gentile, a fin di bene.
Allora si migliora nel cuore.

3 - la parola gentile.
Per allenare l'arte della comunicazione gentile, si può cominciare con le persone a cui vogliamo più bene.
E' la scoperta che c'è tanto da apprendere, ancora.

Così recita il DHAMMAPADA:
52. Le parole sincere di chi vive la propria verità
sono come fiori colorati e profumati

133. Non ferire con parole crudeli.
Le parole irate fanno male
e il dolore che provochi
rimbalza verso di te.

4 - la parola benefica.
L'allenamento è questo: cogliere sul nascere ciò che veramente ci spinge a parlare.

5 - la parola detta con mente amorevole.
Dalla gentilezza fiorisce la gratitudine.
Niente di speciale!
Speciale è l'accogliere con gratitudine un bel paesaggio,
è fare una camminata in un parco,
o semplicemente apprezzare il fatto che non siamo ammalati.

Gli scettici, ora, diranno che questi sono sentimentalismi troppo banali.
Non è così.
E' semplicemente l'apprezzamento di ciò che è buono e positivo che rende la passeggiata ancor più bella, il sole più caldo, la salute più preziosa.

Dimenticavo... ci sono anche le parole non dette.
Alla prossima!

🌾Grazie, Silvia

"Inno all'amore" San Paolo"l'amore è paziente,l'amore è pieno di bontà; non è invidioso,non si vanta,non si gonfia d'org...
29/12/2025

"Inno all'amore"
San Paolo

"l'amore è paziente,
l'amore è pieno di bontà;
non è invidioso,
non si vanta,
non si gonfia d'orgoglio,
non manca di rispetto,
non cerca il suo interesse,
non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
non gode dell'ingiustizia,
ma si compiace della verità.
Tutto perdona,
tutto crede,
tutto spera,
tutto sopporta.
L'amore non avrà mai fine,
anche quando le profezie finiranno
le lingue cesseranno,
la conoscenza scomparirà"

22/12/2025

Buon Natale e buon inizio d'anno.

Per ben cominciare l'anno, per essere gentili con se stessi, ecco la terapia:
tre incontri di pratica meditativa VIPASSANA
11-18-25 GENNAIO - on-line.

"posso fermarmi"
"posso respirare"
"il corpo è al sicuro"

Alla domenica dalle ore 9.30 alle 11.00

Per info: 338 3884 617
www.centroyogamaya.it
https://www.centroyogamaya.it/meditazione-corsi

Grazie, Silvia

20/12/2025
IL CORPO - Materialità e misticaNello yoga più diffuso in occidente si tende a vivere il corpo fisico come uno  strument...
17/12/2025

IL CORPO - Materialità e mistica

Nello yoga più diffuso in occidente si tende a vivere il corpo fisico come uno strumento da perfezionare, da domare; l'esperienza fisica viene prima di tutto anziché essere un mezzo per arrivare a sentire, ad ascoltare più autenticamente il manifestarsi dell'esistenza: la vita è lì, in esso.

E' quello che i tantrici chiamano la “celebrazione della vita” oppure, se prendiamo l'insegnamento buddhista, il Buddha afferma: “solo i vigili restano, gli altri sono già come non esistenti”.

Per esempio, possiamo sperimentare la pertinenza di questa affermazione ogni volta che scivoliamo nella trappola del vagabondaggio mentale che ci taglia fuori dalla presenza reale del momento.

Ancora oggi in occidente si tende a contrapporre la fisicità ad una dimensione più sottile e spirituale.
Ciò che noi chiamiamo CORPOREO o SPIRITUALE non è che una rappresentazione.
Faccio l'esempio della cartina geografica di un territorio; essa non è il territorio

- Il nostro CORPO è una MEMORIA, una memoria colma di intelligenza.
Il funzionamento degli organi, lo scorrere del sangue, i messaggi nervosi che scorrono nella f***a rete di nervi, il rinnovamento delle cellule, che dire poi delle sinapsi del cervello, come fuochi d'artificio accendono la conoscenza... stupore e meraviglia! - tutto questo ha una propria intelligenza; è un talento non appreso, non impartito da qualcuno, semplicemente “è” … una magnifica organizzazione.

Con l'intelligenza del corpo, noi possiamo tutto, senza, noi non possiamo niente.

- Il nostro CORPO è una MEMORIA AFFETTIVA, che si è creata nella tenera infanzia fino ad oggi.

Quando pensiamo teneramente al corpo, quando lo sentiamo intimamente, noi riceviamo questa memoria.

Poi, possiamo amare il corpo o non amarlo, possiamo sfruttarlo, servircene per arrivare a uno scopo, alcuni lo allenano, altri lo tendono, lo distendono.

Ma per lo yoga basato sull'ascolto questo modo di fare è una forma di AUTISMO, perché noi non siamo due.

- Il nostro CORPO è MISTICA
E' insito nell'essere umano un senso di adorazione; forse, per il riflesso dell'intelligenza originaria che agisce internamente, forse per l'energia della fede, intesa come fiducia, forse per la voglia di scoprire, di esplorare, forse per tutto questo,
esso avverte il profumo del bene.

Se le religioni hanno usato il sentimento di adorazione per rendere l'essere umano schiavo e per diminuire la sua libertà, lo yoga, e mi riferisco agli YOGA SUTRA per gli addetti ai lavori, dice invece che l'uomo entra nella dimensione della completa e incondizionata libertà con l'aiuto della fede.

La sola scuola, la migliore scuola pedagogica è l'ASCOLTO per riconoscere che ciò che è vero oggi non lo è più il giorno dopo.

"Dietro la pratica c'è la mistica “
il Maestro André Van Lysebeth ce lo ricorda sempre

Niente è più vostro dei vostri sogni.Niente è più vostro dei vostri sogni!Niente è più opera vostra! Contenuto, forma, d...
14/12/2025

Niente è più vostro dei vostri sogni.

Niente è più vostro dei vostri sogni!
Niente è più opera vostra! Contenuto, forma, durata, attore, spettatore - in queste commedie siete sempre e solo voi stessi!

Friedrich Nietzsche, "Aurora"

I sogni. Nessuno sa a cosa servono, ma nessuno resiste alla tentazione di raccontarli. Restano comunque, l'ultimo luogo dove possiamo rimanere soli con noi stessi.

I sogni sono nostri, l'ultimo spazio di vita privata, forse di libertà.

Una storiella Zen ad ogni incontro di meditazione VIPASSANATerzo incontro di meditazione di consapevolezza Vipassana, te...
01/12/2025

Una storiella Zen ad ogni incontro di meditazione VIPASSANA

Terzo incontro di meditazione di consapevolezza Vipassana, terza storiella Zen (del 30 novembre 2025)

“Una parabola”
In un sutra, il Buddha raccontò una parabola.
Un uomo che camminava per un campo si imbatté in una tigre.
Si mise a correre, tallonato dalla tigre.
Giunto a un precipizio, si afferrò alla radice di una vite selvatica e si lasciò penzolare oltre l'orlo.
La tigre lo fiutava dall'alto.

Tremando, l'uomo guardò giù, in fondo all'abisso, dove un'altra tigre lo aspettava per divorarlo.
Soltanto la vite lo reggeva.
Come se non bastasse, arrivarono due topi, uno bianco e una nero, che cominciarono a rosicchiare pian piano la vite.

L'uomo scorse accanto a sé una bellissima fragola.
Afferrandosi alla vite con una mano sola, con l'altra spiccò la fragola.

Com'era dolce!
_________

L' insegnamento che possiamo ricevere.
- La tigre in cima è il passato che insegue e tormenta.
- La tigre in fondo al dirupo è il futuro imprevedibile.
- La fragola è il momento presente - “QUI e ORA, ADESSO”: il gusto, il piacere, il buono che sono lì a portata di mano.
La vita ci presenta delle tigri e ci invia anche delle fragole.
__________

La pratica e la spiegazione dei concetti condensati in questa storiella continueranno ad essere i “semi” dei prossimi incontri di GENNAIO 2026: 11-18-25 gennaio dalle 9.30 alle 11.00 on-line.

Grazie. Silvia

Una storiella Zen ad ogni incontro di meditazione VIPASSANASecondo incontro di meditazione di consapevolezza Vipassana, ...
24/11/2025

Una storiella Zen ad ogni incontro di meditazione VIPASSANA

Secondo incontro di meditazione di consapevolezza Vipassana, seconda storiella Zen (del 23 novembre 2025)

“Nessuna aspettativa”

Un uomo è seduto sul tetto della sua casa sepolta sotto l'acqua di un'inondazione.
Il livello dell'acqua continua a salire, lambisce il tetto quando arrivano i soccorsi con una barca.
“No, risponde, Dio mi salverà”

L'acqua continua ad innalzarsi costringendolo a salire sempre più in alto. Nonostante il crescente impeto della corrente, riesce ad arrivare un'altra barca di salvataggio.
Lo supplicano di saltare giù dal tetto sulla barca, ma di nuovo risponde: “No, Dio mi salverà. Sto pregando, e Dio mi salverà”.

L'acqua continuava a salire e si trovò immerso fino al collo.
Arrivò un elicottero, si fermò sopra di lui per issarlo a bordo, ma l'uomo rifiutò ancora: “No, Dio mi salverà!”

L'acqua continuò a salire e l'uomo annegò.
Arrivato in paradiso, al cospetto di Dio, si lamentò: “Perché non mi hai salvato?
”L'ho fatto, rispose Dio: “ti ho mandato due barche e un elicottero”

Morale: aspettiamo l'arrivo di qualcosa che chiamiamo salvezza, verità.

Ma la verità esiste solo in ogni secondo, in ogni azione della vita, nel bene e nel male.
La vana attesa di un luogo rassicurante a cui accedere e che è da qualche parte differente da quello in cui siamo, ci mantiene nell'ignoranza, nella cecità e addirittura nel disprezzo di ciò che è in questo preciso momento.

Detto in altro modo, questa morale calata nella pratica vuol dire: … "sedendo, pratico in questo preciso momento... sedendo, sto con quello che c'è... nessuna aspettativa”

Grazie, Silvia
Per info: 338 3884 617 - www.centroyogamaya.it - https://www.centroyogamaya.it/meditazione-corsi

Gli incontri di "Meditazione guidata e posizione seduta" hanno il fine di sperimentare alcune tecniche per coltivare la PRESENZA MENTALE. L'obiettivo è quello di diventare più svegli a ciò che accade durante la pratica, di imparare a conoscere la natura delle emozioni, delle sensazioni e dei pens...

Una storia Zen ad ogni ritrovo meditativoPrimo incontro, prima storiella Zen"La pace in una tazza di tè" Nella tradizion...
17/11/2025

Una storia Zen ad ogni ritrovo meditativo

Primo incontro, prima storiella Zen
"La pace in una tazza di tè"

Nella tradizione buddhista Zen si narra di un docente universitario brillante, famoso e avido di conoscenza che si reca da un vecchio maestro Zen per ricevere gli insegnamenti.
Il maestro gli offre il tè e ad un cenno di assenso del docente, lo versa nella tazza fino a farlo traboccare.
Il professore esprime cortesemente il suo sbigottimento.
Ma il maestro continua a versare il tè e spiega: “una mente già piena non può accogliere niente di nuovo. Al pari di questa tazza tu sei pieno di opinioni e preconcetti”.

- Morale: il maestro insegna al suo discepolo che se vuole aprirsi al nuovo, se vuole la felicità, deve cominciare svuotando la tazza.

Come il professore del racconto siamo abituati ad accostarci alla vita “riempiendoci” fino all'orlo.

La storiella ha anche un altro grande pregio; con parole intense e in rapidi ed eleganti tratti, è capace di portare il lettore in contatto con la profondità del pensiero Zen e della sua attitudine per la ricerca della verità sgravata dal peso di spiegazioni accademiche, dogmatiche: il valore dello “svuotamento” - del “fare spazio”

Grazie, Silvia

Per info: 338 3884 617

Gli incontri di "Meditazione guidata e posizione seduta" hanno il fine di sperimentare alcune tecniche per coltivare la PRESENZA MENTALE. L'obiettivo è quello di diventare più svegli a ciò che accade durante la pratica, di imparare a conoscere la natura delle emozioni, delle sensazioni e dei pens...

Calendario incontri di "meditazione di consapevolezza" - VIPASSANA - NOVEMBRE 2025Tre sessioni alla domenica on-line dal...
31/10/2025

Calendario incontri di "meditazione di consapevolezza" - VIPASSANA

- NOVEMBRE 2025
Tre sessioni alla domenica on-line dalle ore 9.30 alle 11.00
DATE: domeniche 16-23-30

- GENNAIO 2026
Tre sessioni alla domenica on-line dalle ore 9.30 alle 11.00
DATE: domeniche 11-18-25
.. meditazione non è sedersi a occhi chiusi. Vuol dire liberare la mente dalla nostra ossessione di sperimentare, acquisire, conoscere, imparare qualcosa permettendo così al silenzio di manifestarsi...

Parole di Vimala Thakar tratte dal suo libro "Il mistero del silenzio"

La piattaforma utilizzata per i collegamenti on-line è TELEGRAM.
Il link per il collegamento, verrà dato all'iscrizione per chi partecipa per la prima volta.

Per info: 338 3884 617 - www.centroyogamaya.it - https://www.centroyogamaya.it/meditazione-corsi

Gli incontri di "Meditazione guidata e posizione seduta" hanno il fine di sperimentare alcune tecniche per coltivare la PRESENZA MENTALE. L'obiettivo è quello di diventare più svegli a ciò che accade durante la pratica, di imparare a conoscere la natura delle emozioni, delle sensazioni e dei pens...

Indirizzo

Viale Papiniano 42
Milan
20123

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