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09/02/2026

Vi riporto esattamente la mia risposta ad un Caro amico

Mi auguro veramente che vada alla grande perché così mi potrebbe unire ma allontanare da quello che è la mia delusione
la sanità che è stata colorata fa schifo ti fa morire La gente

L'irisina è un ormone di natura proteica, noto come "ormone dell'esercizio", prodotto principalmente dai muscoli schelet...
05/02/2026

L'irisina è un ormone di natura proteica, noto come "ormone dell'esercizio", prodotto principalmente dai muscoli scheletrici durante l'attività fisica. La sua funzione principale è convertire il tessuto adiposo bianco (che accumula grassi) in tessuto adiposo bruno (che brucia energia), favorendo il dimagrimento e migliorando il metabolismo.
Funzioni e Benefici Principali:
Metabolismo dei grassi: Favorisce la conversione del grasso bianco in bruno ("browning"), aumentando la spesa energetica.
Salute ossea: Agisce come sostanza anabolica, stimolando la formazione di nuovo tessuto osseo e contrastando l'osteoporosi.
Regolazione glicemica: Aiuta a migliorare la sensibilità all'insulina, risultando utile nella prevenzione del diabete di tipo 2.
Effetti antinfiammatori: Studi indicano un potenziale ruolo nella riduzione dello stress ossidativo e delle infiammazioni.
Produzione e Ricerca:
Attività fisica: L'esercizio aerobico e l'allenamento ad alta intensità (HIIT) sono i principali stimolatori della produzione di irisina.
Ricerca: Scoperta nel 2012, è studiata come potenziale target terapeutico per obesità, diabete e malattie metaboliche.
Integratori: Esistono integratori alimentari (es. Winter Irisina Metabolic) che contengono estratti vegetali atti a favorire il rilascio naturale di questa molecola.
In sintesi, l'irisina è il messaggero biochimico che trasmette i benefici dell'attività fisica all'intero organismo, in particolare a metabolismo e ossa.

https://link.springer.com/article/10.1007/s40619-022-01046-z #:~:text=L'irisina%20%C3%A8%20una%20miochina%20secreta%20dal%20muscolo,tessuti%20e%20intervenendo%20su%20diversi%20pathways%20metabolici.

Con Viviana Frattini - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉Vi giuro non so cosa ho auto f...
03/02/2026

Con Viviana Frattini - Ho appena ottenuto un riconoscimento come uno dei fan più attivi! 🎉
Vi giuro non so cosa ho auto fatto 😂

Il DHEA (deidroepiandrosterone), spesso soprannominato "ormone della giovinezza", è un pro-ormone fondamentale prodotto ...
31/01/2026

Il DHEA (deidroepiandrosterone), spesso soprannominato "ormone della giovinezza", è un pro-ormone fondamentale prodotto dalle ghiandole surrenali che il corpo femminile converte in estrogeni e androgeni (come il testosterone).
La sua importanza nelle donne riguarda principalmente tre aree:
1. Fertilità e Salute Ovarica
Il DHEA è cruciale per le donne con una ridotta riserva ovarica. La sua integrazione può migliorare la qualità degli ovociti e la risposta ovarica durante i percorsi di fecondazione assistita, aumentando le probabilità di successo.
2. Menopausa e Benessere Sessuale
In post-menopausa, i livelli di DHEA calano drasticamente, contribuendo a diversi disturbi. L'uso di DHEA (specialmente in formulazioni locali) è efficace per:
Contrastare l'atrofia vulvova**nale.
Migliorare il desiderio sessuale, l'eccitabilità e il piacere.
Supportare il benessere psicofisico e l'energia generale.
3. Effetti Sistemici
Oltre alla funzione riproduttiva, il DHEA svolge un ruolo protettivo:
Azione anticatabolica: Aiuta a preservare la massa muscolare e ossea.
Sistema immunitario: Contribuisce a regolare le difese dell'organismo.
Equilibrio metabolico: Lavora in sinergia con il cortisolo per gestire lo stress.
Attenzione: Sebbene sia prezioso, livelli eccessivi di DHEA possono causare sintomi di virilizzazione, come irsutismo (eccesso di peli) o assenza del ciclo mestruale. In Italia, la sua prescrizione segue normative specifiche

Si potrebbe scrivere un trattato ... Ma solo uno specialista Serio non marketing vi può seguire
Elena Mascolo tu per me sei Top

26/01/2026

Per chi va su AI ma non ha le basi !

I probiotici non sono antiossidanti nel senso classico del termine (molecole chimiche), ma microrganismi vivi che promuovono la salute intestinale, aumentano le difese immunitarie e possono supportare indirettamente il corpo nel contrastare lo stress ossidativo e l'invecchiamento cellulare. Aiutano a bilanciare la flora batterica e mediano i benefici di altri antiossidanti.
Punti chiave sui probiotici:
Funzione: Creano colonie di batteri buoni nell'intestino, proteggendo da agenti patogeni e migliorando le difese immunitarie.
Azione Indiretta: Sebbene i prebiotici (come i FOS) siano spesso associati ad effetti antiossidanti diretti, i probiotici agiscono sull'equilibrio microbiotico che modula la risposta antiossidante generale.
Benefici: Sono utili per la salute intestinale, riducono il rischio di infezioni e possono aiutare a gestire la sindrome del colon irritabile.
Fonti: Si trovano in yogurt, kefir e cibi fermentati, o assunti tramite integratori.
Sebbene non siano antiossidanti in sé, il loro ruolo nel mantenere un microbioma sano è fondamentale per la difesa del corpo dallo stress ossidativo.
Probiotici per il cavo orale e l'igiene orale
I probiotici sono utili per riequilibrare la flora batterica intestinale, ma svolgono anche una funzione molto importante per la salute orale. Infatti, la salute del cavo orale è strettamente legata alla composizione microbica e ad alcune patologie, come il diabete, che sono associate ad alterazioni del microbiota buccale. Vedremo cosa sono i probiotici per cavo orale e perché è utile assumerli attraverso il cibo o degli integratori alimentari e se hanno davvero effetti positivi per la salute della bocca e in generale.

Probiotici per vie respiratorie
I probiotici possono ridurre l'incidenza e la durata delle infezioni acute delle vie respiratorie superiori (URTI), sia negli adulti che nei bambini. I benefici sono legati al supporto del sistema immunitario, in particolare al potenziamento del microbiota orale e intestinale.
Ceppi Probiotici Efficaci
Diversi ceppi batterici sono stati oggetto di studi clinici per i loro effetti benefici sulle vie respiratorie.
Lactobacillus rhamnosus GG: Questo ceppo ha dimostrato di essere efficace nel ridurre l'incidenza e la durata delle infezioni respiratorie, in particolare nei bambini.
Lactobacillus casei Shirota: Studi hanno evidenziato la sua efficacia nella protezione delle alte vie respiratorie.
Lactobacillus rhamnosus CRL1505: Questo ceppo specifico è stato studiato per i suoi benefici contro le infezioni respiratorie e intestinali e la sua capacità di modulare la risposta immunitaria.
Bifidobacterium longum: Spesso usato in combinazione con i lattobacilli, ha dimostrato di contribuire a ridurre l'incidenza delle infezioni respiratorie.
Prodotti Consigliati
Integratori specifici contengono questi ceppi per supportare la salute respiratoria stagionale e la risposta immunitaria.
NOW Foods Respiratory Care Probiotic: Un integratore che combina ceppi probiotici clinicamente testati per la gestione del raffreddore comune, ideale per adulti e bambini attivi.
Esistono prodotti Specificamente formulato per la funzionalità delle vie respiratorie.
Benefici Comprovati
L'uso di probiotici per la prevenzione delle infezioni respiratorie acute (URTI) è supportato da diverse evidenze scientifiche:
Riduzione del rischio: Gli autori di una revisione sistematica hanno riscontrato che i probiotici possono ridurre il numero di individui che contraggono almeno un episodio di URTI.
Diminuzione della durata: La durata media di un episodio acuto di URTI può essere ridotta in media di oltre un giorno con l'uso di probiotici.
Effetti collaterali: Gli eventi avversi sono generalmente minori e si limitano a sintomi gastrointestinali (vomito, diarrea), il che li rende un'opzione relativamente sicura.
Nel complesso, l'integrazione con probiotici si è dimostrata superiore al placebo nella prevenzione delle infezione

Probiotici e va**na

I probiotici per la va**na, che contengono principalmente diverse specie di Lactobacillus, aiutano a ripristinare e mantenere l'equilibrio della flora batterica intima, prevenendo infezioni come la candida e le vaginosi batteriche. Sono disponibili sia in formulazioni per uso orale (capsule/compresse) che per uso locale (ovuli/gel va**nali).
Ceppi Batterici Principali
L'efficacia dei probiotici va**nali dipende dai ceppi batterici specifici che contengono. I più importanti e studiati includono:
Lactobacillus crispatus: Considerato un ceppo d'elezione per contrastare la vaginosi batterica, in particolare quella causata da Gardnerella.
Lactobacillus reuteri: Utile per ripristinare l'equilibrio della flora e preve**re infezioni urinarie e va**nali.
Lactobacillus rhamnosus: Spesso combinato con L. reuteri, supporta la salute urogenitale femminile.
Lactobacillus helveticus e Bifidobacterium lactis: Consigliati anche in menopausa per supportare la microflora.

probiotici e lo studio del microbiota oculare rappresentano una frontiera avanzata dell'oftalmologia nel 2026. La ricerca ha confermato l'esistenza di un asse intestino-occhio, dove l'equilibrio dei batteri intestinali influenza direttamente la salute oculare attraverso la regolazione del sistema immunitario e dell'infiammazione sistemica.
Il Microbiota Oculare
Contrariamente a quanto si pensava in passato, la superficie dell'occhio non è sterile ma ospita una comunità microbica specifica (microbiota) che include generi come Staphylococcus, Corynebacterium, Propionibacterium e Lactobacillus.
Funzione: Protegge l'omeostasi oculare e previene la colonizzazione da parte di patogeni.
Disbiosi: Uno squilibrio di questa flora è associato a patologie come la sindrome dell'occhio secco, la blefarite, il glaucoma e la degenerazione maculare senile.

Potrei andare avanti all infinito

26/01/2026

Emozioni

26/01/2026

stress questo sempre presente

Il gonfiore addominale, in assenza di effettive patologie, è spesso legato a stress, cattiva digestione e postura scorrette. Ecco perché, oltre a curare l'alimentazione, è importante imparare a gestire la giornata con equilibrio, senza esagerazioni ma con attenzione ai dettagli.

Il trucco? Non è la perfezione, ma la costanza in piccoli gesti: dal modo in cui mastichi al tempo che dedichi al riposo. Per esempio camminare all'aperto tra le 8 e le 12 può riattivare il tuo metabolismo 🙂

HO IL CANCRO. COSA DICO AI MIEI FIGLI: PARLARE AI BAMBINI DELLA MALATTIA  La tendenza di ogni genitore è, ragionevolment...
21/01/2026

HO IL CANCRO. COSA DICO AI MIEI FIGLI: PARLARE AI BAMBINI DELLA MALATTIA


La tendenza di ogni genitore è, ragionevolmente, quella di proteggere i figli dalla sofferenza. Spesso, però, una buona comunicazione si rivela più terapeutica dell’assenza di comunicazione, perché fa sentire i figli più coinvolti, più partecipi e meno trascurati e abbandonati.

-Informare i figli della malattia
-Affrontare i cambiamenti
-Il valore della quotidianità

Informare i figli della malattia

La tendenza di ogni genitore è, ragionevolmente, quella di proteggere i figli dalla sofferenza. Spesso, però, una buona comunicazione si rivela più terapeutica dell’assenza di comunicazione, perché fa sentire i figli più coinvolti, più partecipi e meno trascurati e abbandonati. Non va dimenticato, infatti, che la situazione ‘parla’ da sola, attraverso cambiamenti, assenze, malessere, e che la non comprensione di quanto accade può far sentire i bambini in colpa, non abbastanza amati, oltre che indurli a farsi un’idea a volte peggiore della realtà. Ai genitori spetta un compito non facile, e nessuno può rimproverarli se non ci riescono per il troppo amore che nutrono per i propri figli.

E’ dunque importante coinvolgere i propri figli in un percorso di malattia.

I bambini hanno il diritto di conoscere tutto ciò che accade in famiglia, quindi anche di sapere che il padre o la madre ha una malattia seria come un tumore.

I figli intuiscono quando qualcosa non va, e possono sentirsi isolati se non sono informati. Inoltre, se coinvolti, possono contribuire ad alleviare le tensioni e a creare un clima di autenticità.

Sarebbe bene che i figli venissero informati dai genitori stessi, ma in caso di difficoltà (cosa dico ai miei figli?) è opportuno chiedere aiuto al proprio medico o all’equipe.
Prima dei trattamenti, è bene informarli, e dunque prepararli agli effetti collaterali che il genitore potrebbe subir

Affrontare i cambiamenti

Ciò che fa particolarmente paura di un tumore sono le molte incognite. Convivere con l’incertezza è un aspetto della malattia.
Come altre malattie importanti, anche il tumore influenza il clima emotivo di tutta la famiglia, benché per alcuni mostrare i propri sentimenti sarà più facile che per altri. Il vostro aspetto fisico potrebbe cambiare, così come potreste non essere più in grado di fare le stesse cose di prima. Fate del vostro meglio perché tutto continui come prima; siate presenti quanto più potete. Mantenete quanto più possibile le stesse abitudini.
Se necessario, fatevi aiutare da qualcuno estraneo all’ambito familiare, soprattutto se, in conseguenza dei ripetuti trattamenti, accusate effetti collaterali che potrebbero preoccupare i bambini piccoli.

Quando la malattia interviene nella vita della famiglia, produce molto spesso cambiamenti organizzativi e relazionali. Può verificarsi che, per attirare l’attenzione, i vostri figli abbiano dei comportamenti poco collaborativi. È importante ricordare loro (e/o stabilire) delle regole di comportamento ben precise al fine di salvaguardarne la loro educazione, e al tempo stesso agevolare la vita familiare. Se ci si dimostra troppo tolleranti nei confronti di comportamenti ‘difficili’, nei bambini si potrebbe rafforzare la convinzione che in famiglia sta accadendo qualcosa di grave.
Anche aiutare i bambini a capire la vostra esperienza di malattia richiede pazienza e attenzione. Essi possono attraversare le vostre stesse fasi, alternando incredulità, rabbia, riorganizzazione, speranza e accettazione. Le loro esigenze possono variare in funzione del- l’età ed anche nel corso della malattia.
I bambini, a qualunque età, potrebbero cominciare a comportarsi come bambini più piccoli. Talvolta è proprio il loro modo di dire “ci sono anch’io” e di attirare l’attenzione. A prescindere dall’età dei vostri figli, ciò che è importante è parlare con loro, condividere le emozioni e capire i loro bisogni.

Il valore della quotidianità

In generale, il tempo trascorso con i figli è sempre prezioso, anche quando la qualità è ridotta dai sintomi della malattia o dagli effetti collaterali dei trattamenti
Alcuni consigli per vivere in modo sereno la quotidianità:
Pensate a cose da fare insieme che non richiedono molta energia: leggere, guardare la Tv, giocare con la plastilina, con la pasta e altri materiali da manipolare e forgiare nelle forme più svariate;
Programmate cose divertenti. Il riso è una buona medicina per tutti;
Anche un bambino piccolo può essere coinvolto nel dare una mano, per esempio portandovi a letto da bere o da mangiare oppure il giornale o un libro da leggere;
Se i bambini fanno domande sulla malattia, leggete insieme un libro sul corpo umano, fate loro vedere dov’è localizzato il tumore e spiegate loro che cosa sta accadendo dal punto di vista fisico.
Se siete ricoverati, i bambini possono:

ve**re a trovarvi in camera oppure nell’apposita sala riservata alle visite.
telefonare;
inviare messaggi registrati;
mandare disegni o fotografie;
spiegate loro come funziona il letto, a cosa serve il campanello, come vengono serviti i pasti e fate conoscere loro tutte le persone che si prendono cura di voi

Importante ci sono persone che sviluppano basaliomi gliomi a Go go  e non si riesce a capire perché proviamo a valutare ...
15/01/2026

Importante ci sono persone che sviluppano basaliomi gliomi a Go go e non si riesce a capire perché proviamo a valutare se c'è qualcosa che può aiutare questa persona

L'integrazione di nicotinamide previene lo sviluppo del cancro della pelle?

Risultati In questo studio retrospettivo su 33.822 veterani, è stato riscontrato un rischio ridotto di 3 tipi di cancro della pelle associato all'uso di nicotinamide. L'entità della riduzione era associata al numero di tumori della pelle prima dell'uso di nicotinamide.

Significato I risultati di questo studio suggeriscono che l'uso di nicotinamide è associato a un rischio ridotto di sviluppo del cancro della pelle.

Astratto
Importanza L'integrazione di nicotinamide è stata studiata come farmaco chemiopreventivo per ridurre il rischio di cancro della pelle, ma i dati su larga scala sono limitati.

Obiettivo Determinare l'efficacia clinica dell'integrazione di nicotinamide per la prevenzione del cancro della pelle nella popolazione generale e nei pazienti sottoposti a trapianto di organi solidi.

Disegno, contesto e partecipanti È stato condotto uno studio di coorte retrospettivo utilizzando i dati delle cartelle cliniche elettroniche (dal 1° ottobre 1999 al 31 dicembre 2024) dal Veterans Affairs Corporate Data Warehouse (CDW) di 33.822 pazienti. Le analisi sono state condotte dal 17 gennaio 2025 al 9 maggio 2025. I pazienti esposti alla nicotinamide sono stati abbinati per punteggio di propensione in base al numero e all'anno di comparsa di tumori cutanei dopo l'inizio del trattamento con nicotinamide, all'età, al sesso, all'etnia auto-riferita, all'esposizione ad acitretina, all'esposizione a terapia sul campo, all'anamnesi di leucemia linfatica cronica e all'anamnesi di trapianto di organi solidi. La data indice era la prima prescrizione di nicotinamide compilata all'interno del sistema VA. Sono stati utilizzati modelli di Cox stratificati per studiare l'associazione tra nicotinamide e sviluppo di tumori cutanei.

Esposizioni Nicotinamide, 500 mg, due volte al giorno per più di 30 giorni come documentato nella cartella clinica elettronica.

Risultati e misure principali Tempo al successivo tumore della pelle dopo la valutazione basale.

Risultati: 12.287 pazienti (età media [DS], 77,2 [8,9] anni; 241 donne [2,0%]; 31 [0,3%] nativi americani o dell'Alaska, 3 [

Hazard ratios are routinely reported as effect measures in clinical trials and observational studies. However, many methodological works have raised concerns about the interpretation of hazard ratios as causal effects. These concerns are often related to three points: (i) depletion of susceptible in...

Vischio: un rimedio per la VitaL'efficacia del farmaco antroposofico Viscum album nella terapia oncologica - Estratto da...
13/01/2026

Vischio: un rimedio per la Vita

L'efficacia del farmaco antroposofico Viscum album nella terapia oncologica - Estratto da Scienza e Conoscenza n. 46

L’introduzione del Viscum come terapia antineoplastica risale agli anni 1920-24 in base all’indicazione di Rudolf Steiner, che per primo consigliò l’uso di questa pianta pur nota dall’antichità con tutt’altre prerogative e altri usi terapeutici.
Grazie alla collaborazione con la dottoressa Ita Wegman si arrivò in breve all’applicazione del rimedio.

La medicina antroposofica, da loro nata, non rinnega le acquisizioni della scienza medica; solo ritiene che il metodo scientifico empirico, sicuramente adatto allo studio della materia inanimata, non basti a spiegare una realtà come l’uomo, dotato di un’anima e di uno spirito individuale.

Per Steiner l’evento tumore avviene come conseguenza di uno squilibrio nelle connessioni tra le parti costitutive dell’uomo: il corpo vitale (forze vegetative) e il corpo fisico (l’uomo minerale, biochimico) tra loro e in relazione all’uomo superiore (anima e organizzazione dell’io o spirito).

Con altra terminologia, oggi si parla di uno squilibrio fra stimolo alla replicazione cellulare e capacità differenziative, tra crescita anarchica e riproduzione che rispetti la forma e l’unicità dell’individuo tutto: un lavoro chimico-fisico che viene, si può dire, a mancare di senso, e quindi di individualità.

Per Steiner il vischio, che cresce nell’aria e nella luce, lontano dalla terra, porta in sé forze di luce e di calore, forze opposte ai processi di indurimento, di freddo e di materializzazione che sono l’humus preferenziale del tumore.

Un farmaco antico, ma quanto mai attuale ed efficace

Il Viscum, farmaco antiblastico antico, è ancora oggi di fatto uno dei più usati almeno nel vecchio continente.

In Germania il Viscum album è il rimedio più prescritto nella terapia oncologica complementare. Già nel 1999 più del 80% dei pazienti oncologici ricorrevano alle medicine non convenzionali di cui circa il 60% usavano il Viscum (Stoll, 1999). Sia in Germania che in Svizzera è dispensato dal sistema sanitario.

È interessante notare che anche se questo rimedio, con la sua particolare preparazione farmaceutica, è nato dalle conoscenze della medicina antroposofica, oggigiorno in Germania viene principalmente prescritto da medici non antroposofici, come anche dagli oncologi.

Questo è dovuto al suo utilizzo come terapia di supporto coadiuvante alle terapie convenzionali, per ridurre gli effetti collaterali di queste ultime e quindi per migliorare la qualità di vita del paziente oncologico.

Ci chiediamo quali siano i motivi che lo rendono ancora così diffuso e quali riteniamo siano le proprietà che lo rendono tuttora proponibile e più che mai attuale.

Negli ultimi decenni le ricerche di laboratorio hanno reso noto con precisione i componenti del farmaco, che viene ricavato con un procedimento complesso di miscelazione del succo estratto dalla pianta invernale e dalla pianta estiva, trattati tramite un’apparecchiatura tecnologicamente evoluta.

Oggi i lavori scientifici sul Viscum album sono numerosi, molte le ricerche in ambito biologico e clinico. Diversi studi prospettici randomizzati sono in corso a scopo scientifico e registrativo.

Come agisce il Viscum album

Se vogliamo spiegare nei termini della scienza moderna l’azione del vischio, parliamo di una sua azione sul sistema immunitario, ma anche di un’azione diretta inibitoria sulla proliferazione delle cellule neoplastiche.

Già dagli anni ’80 sono state studiate a fondo le proprietà delle sostanze attive del vischio: le principali individuate sono viscotossine, lectine e polisaccaridi.

Le viscotossine e le lectine, entrambe sostanze proteiche, hanno però caratteristiche completamente diverse e per certi versi polari.
Le lectine hanno una reazione lenta, bloccano la sintesi proteica a livello ribosomiale, sono da inquadrare come sostanze citostatiche; le viscotossine hanno reazione più rapida, agiscono sulla membrana cellulare, sono citolitiche.

I polisaccaridi, estratti da tutte le componenti della pianta, determinano l’azione immunostimolante, incrementano l’azione dei linfociti T, NK, attivano il complemento.

Se dovessimo fare una sintesi dell’efficacia clinica del vischio, potremmo così elencare l’attesa di vantaggi che questa terapia potrebbe recare ai nostri pazienti:

Miglioramento delle condizioni generali (performance status ECOG o Karnofski)

- Aumento del benessere soggettivo
- Aumento dell'appetito
- Normalizzazione del peso corporeo

Effetti psichici

- Riduzione dell’ansia e miglioramento del sonno
- Diminuzione degli stati depressivi

Effetti fisico – psichici

- Riduzione della sintomatologia dolorosa indotta dal tumore (azione sulla soglia, miglioramento non sempre verificabile in situazioni compressive)
- Incremento, stabilizzazione e migliore distribuzione del calore corporeo

Arresto della crescita tumorale senza danno ai tessuti saniRiduzione della suscettibilità alle infezioniMigliore tollerabilità di radioterapia e chemioterapia.

Questa correlazione tra effetti sul sistema immunitario e vantaggio clinico può trovare fondamento se pensiamo al contributo moderno della psico-neuro-endocrino-immunologia, secondo la quale tra questi sistemi esistono produzione di mediatori chimici e recettori comuni, quindi comunicazione con una sorta di linguaggio comune.

Indicazioni per l'uso del vischio

Le indicazioni attuali all’uso del Viscum album prevedono l’uso nelle diverse fasi della malattia, dalla fase precauzionale post-chirurgica, alla fase della terapia radiante o medica fino alla fase terminale.

Qualche accenno pratico sulla somministrazione.

Esistono in Italia diverse preparazioni di Viscum album fermentatum che si diversificano in base all’albero ospite:quercia (Qu), melo (M), pino (P).

In base alla diversa azione delle lectine e viscotossine e al diverso contenuto nei vari tipi di vischio, esistono indicazione in base al tipo di neoplasia, al sesso, alla tipologia del paziente. La sede di inoculazione del viscum è prevalentemente sottocutanea (evitando zone della pelle infiammate, irritate, irradiate), anche se vi sono esperienze di iniezioni per via venosa, intratumorali o intracavitarie.

Vi possono essere reazioni avverse in genere non gravi (dipendenti da dose e sensibilità del paziente): reazioni locali, febbre, riattivazioni flogistiche, reazioni allergiche. Nessuna evidenza di tossicità o effetti mutageni/teratogeni.

Un leggero aumento della temperatura corporea (sotto i 38°) durante il trattamento con Viscum album è un segno positivo, da non reprimere con antipiretici. In generale si verifica un aumento della temperatura del paziente, anche se sotto i 37°.

Le sperimentazioni sull'efficacia del Viscum album

Citiamo solo qualche esempio di lavori recenti particolarmente esplicativi.

In primo luogo si può prendere in esame una review sistematica a opera di Kienle G e Kiene H. (2007), che riassume i principali risultati degli studi disponibili.

In un significativo lavoro di Grossarth Maticek (2001-2007, uno studio epidemiologico prospettico non randomizzato di coorte, sono stati studiati 10.226 pazienti oncologici, di cui 1.668 (16%) avevano assunto vischio. All’interno di questa casistica sono stati comparati 2 x 622 pazienti in “prospective matched pairs”.
Lo studio comprende tumori di diverse sedi, vi sono rappresentate le forme più frequenti. È risultato che il tempo di sopravvivenza medio è aumentato del 40% nel gruppo vischio (circa un anno; P< 0.001, il beneficio è correlato alla durata della terapia) .

Gli studi recenti sono numerosi, volti a dimostrare un’evidenza sull’efficacia della terapia con vischio in relazione ai seguenti punti:

SopravvivenzaQualità di vitaRiduzione degli effetti collaterali da trattamenti oncologici convenzionaliSicurezza dei preparati di vischioValutazione sulla validità degli studi

La maggiore evidenza di risultato si osserva riguardo al miglioramento della qualità della vita e riduzione degli effetti citotossici nei pazienti radio o chemiotrattati.

Si osserva anche un beneficio sulla sopravvivenza, in alcuni casi come nel tumore della mammella, colon e pancreas con significatività statistica. Circa la remissione di malattia risulta un trend positivo, che incoraggia a un approfondimento con studi prospettici.

A titolo esemplificativo citiamo due studi recenti significativi, presentati nel 2007 alla ESMO Conference di Lugano, con dati ancora aggiornati negli anni successivi. Si tratta di studi di coorte, multicentrici, controllati, retrospettivi (retrolective study), a gruppi paralleli.

Il primo, di W.E. Friedel, et al. (2009), ha come oggetto il carcinoma colorettale, su 804 pazienti di 26 istituti.

Il secondo, di H. Matthes, et al. (2010) riguarda il carcinoma del pancreas di qualsiasi stadio (stadio UICC I – IV). Hanno preso parte allo studio 396 pazienti seguiti in 17 istituti in Germania e in Svizzera.

Nei due studi il trattamento con Viscum è avvenuto con diversi tipi di preparato, oltre il 50% con Viscum Qu.

In entrambi gli studi, rispetto al gruppo di controllo, i pazienti del gruppo vischio hanno presentato una netta diminuzione degli effetti collaterali legati al trattamento convenzionale: sintomi legati alla malattia o al trattamento, come nausea/vomito, inappetenza, diarrea, cefalea, irritabilità o depressione, astenia, disturbi della memoria, disturbi del sonno o mucositi risultano significativamente diminuiti. Anche il performance status, misurato mediante l’indice di Karnofski, risulta migliorato in modo significativo nei pazienti trattati con Viscum.

Nel primo studio infine risulta migliorata la sopravvivenza libera da malattia, e nel secondo la sopravvivenza globale (l’uso dei due differenti indici è correlato alla diversa tipologia prognostica delle popolazioni indagate nei due studi).

Uno studio italiano prospettico randomizzato su 20 casi di sarcoma osseo è in fase avanzata presso l’Istituto Rizzoli di Bologna.

Sono stati pubblicati risultati parziali (comunicazione ESMO e ASCO 2011), che evidenziano un vantaggio di sopravvivenza libera da malattia correlabile a un miglior stato immunitario nei pazienti alla seconda recidiva di malattia, a confronto con il gruppo trattato con un chemioterapico (etoposide).

Vischio, un rimedio per la vita

In conclusione il Viscum album ci sembra farmaco estremamente attuale, in un momento in cui il bisogno del malato si è sempre più chiaramente configurato come richiesta di cura vera e propria, non solo di guerra alla malattia, ma di sostegno alla vita, alla qualità dell’esistenza, allo stato emotivo, di rafforzamento delle decisioni, in vista dei cambiamenti da instaurare per affrontare il futuro.

Una fase di cambiamento richiede forze a disposizione dell’Io, richiede un’anima il più possibile disposta serenamente, un sentire positivo e un pensare fiducioso e costruttivo, un riprendere in mano il passato con la sua ricchezza, magari non più percepita, e un immaginare un futuro possibileVischio: un rimedio per la Vita

L'efficacia del farmaco antroposofico Viscum album nella terapia oncologica - Estratto da Scienza e Conoscenza n. 46

L’introduzione del Viscum come terapia antineoplastica risale agli anni 1920-24 in base all’indicazione di Rudolf Steiner, che per primo consigliò l’uso di questa pianta pur nota dall’antichità con tutt’altre prerogative e altri usi terapeutici.
Grazie alla collaborazione con la dottoressa Ita Wegman si arrivò in breve all’applicazione del rimedio.

La medicina antroposofica, da loro nata, non rinnega le acquisizioni della scienza medica; solo ritiene che il metodo scientifico empirico, sicuramente adatto allo studio della materia inanimata, non basti a spiegare una realtà come l’uomo, dotato di un’anima e di uno spirito individuale.

Per Steiner l’evento tumore avviene come conseguenza di uno squilibrio nelle connessioni tra le parti costitutive dell’uomo: il corpo vitale (forze vegetative) e il corpo fisico (l’uomo minerale, biochimico) tra loro e in relazione all’uomo superiore (anima e organizzazione dell’io o spirito).

Con altra terminologia, oggi si parla di uno squilibrio fra stimolo alla replicazione cellulare e capacità differenziative, tra crescita anarchica e riproduzione che rispetti la forma e l’unicità dell’individuo tutto: un lavoro chimico-fisico che viene, si può dire, a mancare di senso, e quindi di individualità.

Per Steiner il vischio, che cresce nell’aria e nella luce, lontano dalla terra, porta in sé forze di luce e di calore, forze opposte ai processi di indurimento, di freddo e di materializzazione che sono l’humus preferenziale del tumore.

Un farmaco antico, ma quanto mai attuale ed efficace

Il Viscum, farmaco antiblastico antico, è ancora oggi di fatto uno dei più usati almeno nel vecchio continente.

In Germania il Viscum album è il rimedio più prescritto nella terapia oncologica complementare. Già nel 1999 più del 80% dei pazienti oncologici ricorrevano alle medicine non convenzionali di cui circa il 60% usavano il Viscum (Stoll, 1999). Sia in Germania che in Svizzera è dispensato dal sistema sanitario.

È interessante notare che anche se questo rimedio, con la sua particolare preparazione farmaceutica, è nato dalle conoscenze della medicina antroposofica, oggigiorno in Germania viene principalmente prescritto da medici non antroposofici, come anche dagli oncologi.

Questo è dovuto al suo utilizzo come terapia di supporto coadiuvante alle terapie convenzionali, per ridurre gli effetti collaterali di queste ultime e quindi per migliorare la qualità di vita del paziente oncologico.

Ci chiediamo quali siano i motivi che lo rendono ancora così diffuso e quali riteniamo siano le proprietà che lo rendono tuttora proponibile e più che mai attuale.

Negli ultimi decenni le ricerche di laboratorio hanno reso noto con precisione i componenti del farmaco, che viene ricavato con un procedimento complesso di miscelazione del succo estratto dalla pianta invernale e dalla pianta estiva, trattati tramite un’apparecchiatura tecnologicamente evoluta.

Oggi i lavori scientifici sul Viscum album sono numerosi, molte le ricerche in ambito biologico e clinico. Diversi studi prospettici randomizzati sono in corso a scopo scientifico e registrativo.

Come agisce il Viscum album

Se vogliamo spiegare nei termini della scienza moderna l’azione del vischio, parliamo di una sua azione sul sistema immunitario, ma anche di un’azione diretta inibitoria sulla proliferazione delle cellule neoplastiche.

Già dagli anni ’80 sono state studiate a fondo le proprietà delle sostanze attive del vischio: le principali individuate sono viscotossine, lectine e polisaccaridi.

Le viscotossine e le lectine, entrambe sostanze proteiche, hanno però caratteristiche completamente diverse e per certi versi polari.
Le lectine hanno una reazione lenta, bloccano la sintesi proteica a livello ribosomiale, sono da inquadrare come sostanze citostatiche; le viscotossine hanno reazione più rapida, agiscono sulla membrana cellulare, sono citolitiche.

I polisaccaridi, estratti da tutte le componenti della pianta, determinano l’azione immunostimolante, incrementano l’azione dei linfociti T, NK, attivano il complemento.

Se dovessimo fare una sintesi dell’efficacia clinica del vischio, potremmo così elencare l’attesa di vantaggi che questa terapia potrebbe recare ai nostri pazienti:

Miglioramento delle condizioni generali (performance status ECOG o Karnofski)

- Aumento del benessere soggettivo
- Aumento dell'appetito
- Normalizzazione del peso corporeo

Effetti psichici

- Riduzione dell’ansia e miglioramento del sonno
- Diminuzione degli stati depressivi

Effetti fisico – psichici

- Riduzione della sintomatologia dolorosa indotta dal tumore (azione sulla soglia, miglioramento non sempre verificabile in situazioni compressive)
- Incremento, stabilizzazione e migliore distribuzione del calore corporeo

Arresto della crescita tumorale senza danno ai tessuti saniRiduzione della suscettibilità alle infezioniMigliore tollerabilità di radioterapia e chemioterapia.

Questa correlazione tra effetti sul sistema immunitario e vantaggio clinico può trovare fondamento se pensiamo al contributo moderno della psico-neuro-endocrino-immunologia, secondo la quale tra questi sistemi esistono produzione di mediatori chimici e recettori comuni, quindi comunicazione con una sorta di linguaggio comune.

Indicazioni per l'uso del vischio

Le indicazioni attuali all’uso del Viscum album prevedono l’uso nelle diverse fasi della malattia, dalla fase precauzionale post-chirurgica, alla fase della terapia radiante o medica fino alla fase terminale.

Qualche accenno pratico sulla somministrazione.

Esistono in Italia diverse preparazioni di Viscum album fermentatum che si diversificano in base all’albero ospite:quercia (Qu), melo (M), pino (P).

In base alla diversa azione delle lectine e viscotossine e al diverso contenuto nei vari tipi di vischio, esistono indicazione in base al tipo di neoplasia, al sesso, alla tipologia del paziente. La sede di inoculazione del viscum è prevalentemente sottocutanea (evitando zone della pelle infiammate, irritate, irradiate), anche se vi sono esperienze di iniezioni per via venosa, intratumorali o intracavitarie.

Vi possono essere reazioni avverse in genere non gravi (dipendenti da dose e sensibilità del paziente): reazioni locali, febbre, riattivazioni flogistiche, reazioni allergiche. Nessuna evidenza di tossicità o effetti mutageni/teratogeni.

Un leggero aumento della temperatura corporea (sotto i 38°) durante il trattamento con Viscum album è un segno positivo, da non reprimere con antipiretici. In generale si verifica un aumento della temperatura del paziente, anche se sotto i 37°.

Le sperimentazioni sull'efficacia del Viscum album

Citiamo solo qualche esempio di lavori recenti particolarmente esplicativi.

In primo luogo si può prendere in esame una review sistematica a opera di Kienle G e Kiene H. (2007), che riassume i principali risultati degli studi disponibili.

In un significativo lavoro di Grossarth Maticek (2001-2007, uno studio epidemiologico prospettico non randomizzato di coorte, sono stati studiati 10.226 pazienti oncologici, di cui 1.668 (16%) avevano assunto vischio. All’interno di questa casistica sono stati comparati 2 x 622 pazienti in “prospective matched pairs”.
Lo studio comprende tumori di diverse sedi, vi sono rappresentate le forme più frequenti. È risultato che il tempo di sopravvivenza medio è aumentato del 40% nel gruppo vischio (circa un anno; P< 0.001, il beneficio è correlato alla durata della terapia) .

Gli studi recenti sono numerosi, volti a dimostrare un’evidenza sull’efficacia della terapia con vischio in relazione ai seguenti punti:

SopravvivenzaQualità di vitaRiduzione degli effetti collaterali da trattamenti oncologici convenzionaliSicurezza dei preparati di vischioValutazione sulla validità degli studi

La maggiore evidenza di risultato si osserva riguardo al miglioramento della qualità della vita e riduzione degli effetti citotossici nei pazienti radio o chemiotrattati.

Si osserva anche un beneficio sulla sopravvivenza, in alcuni casi come nel tumore della mammella, colon e pancreas con significatività statistica. Circa la remissione di malattia risulta un trend positivo, che incoraggia a un approfondimento con studi prospettici.

A titolo esemplificativo citiamo due studi recenti significativi, presentati nel 2007 alla ESMO Conference di Lugano, con dati ancora aggiornati negli anni successivi. Si tratta di studi di coorte, multicentrici, controllati, retrospettivi (retrolective study), a gruppi paralleli.

Il primo, di W.E. Friedel, et al. (2009), ha come oggetto il carcinoma colorettale, su 804 pazienti di 26 istituti.

Il secondo, di H. Matthes, et al. (2010) riguarda il carcinoma del pancreas di qualsiasi stadio (stadio UICC I – IV). Hanno preso parte allo studio 396 pazienti seguiti in 17 istituti in Germania e in Svizzera.

Nei due studi il trattamento con Viscum è avvenuto con diversi tipi di preparato, oltre il 50% con Viscum Qu.

In entrambi gli studi, rispetto al gruppo di controllo, i pazienti del gruppo vischio hanno presentato una netta diminuzione degli effetti collaterali legati al trattamento convenzionale: sintomi legati alla malattia o al trattamento, come nausea/vomito, inappetenza, diarrea, cefalea, irritabilità o depressione, astenia, disturbi della memoria, disturbi del sonno o mucositi risultano significativamente diminuiti. Anche il performance status, misurato mediante l’indice di Karnofski, risulta migliorato in modo significativo nei pazienti trattati con Viscum.

Nel primo studio infine risulta migliorata la sopravvivenza libera da malattia, e nel secondo la sopravvivenza globale (l’uso dei due differenti indici è correlato alla diversa tipologia prognostica delle popolazioni indagate nei due studi).

Uno studio italiano prospettico randomizzato su 20 casi di sarcoma osseo è in fase avanzata presso l’Istituto Rizzoli di Bologna.

Sono stati pubblicati risultati parziali (comunicazione ESMO e ASCO 2011), che evidenziano un vantaggio di sopravvivenza libera da malattia correlabile a un miglior stato immunitario nei pazienti alla seconda recidiva di malattia, a confronto con il gruppo trattato con un chemioterapico (etoposide).

Vischio, un rimedio per la vita

In conclusione il Viscum album ci sembra farmaco estremamente attuale, in un momento in cui il bisogno del malato si è sempre più chiaramente configurato come richiesta di cura vera e propria, non solo di guerra alla malattia, ma di sostegno alla vita, alla qualità dell’esistenza, allo stato emotivo, di rafforzamento delle decisioni, in vista dei cambiamenti da instaurare per affrontare il futuro.

Una fase di cambiamento richiede forze a disposizione dell’Io, richiede un’anima il più possibile disposta serenamente, un sentire positivo e un pensare fiducioso e costruttivo, un riprendere in mano il passato con la sua ricchezza, magari non più percepita, e un immaginare un futuro possibile

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