11/05/2026
A prima vista sembra uno scioglilingua da psicoterapeuti! 😅
In realtà racconta il cuore del lavoro terapeutico. 💬
“Voglio essere quello che vorrei essere ma che non sono.”
È il desiderio di cambiare, di “migliorarsi”, di diventare finalmente all’altezza di un’idea di sé: più sicuro, più capace, più sereno, meno “sbagliato”. 🌱
In terapia, però, succede qualcosa di controintuitivo:
prima di poter cambiare, è necessario smettere di combattere contro ciò che si è adesso. ⚖️
Non significa rassegnarsi, né giustificare tutto.
Significa riconoscere, con onestà e senza sconti, come stiamo davvero: le nostre paure, i nostri limiti, le nostre difese, le parti che non ci piacciono e che vorremmo nascondere.
Finché le viviamo come un nemico da eliminare, restiamo bloccati in una lotta interna che consuma energie e non apre possibilità. 🔄
Il terapeuta, nella vignetta, dice:
“Accetta di essere quello che sei per diventare quello che vuoi essere fin dove puoi.” ✨
⭕ Accettare non è arrendersi, è smettere di negare parti di noi.
⭕ Diventare non è trasformarsi in qualcun altro, è sviluppare meglio ciò che già c’è.
⭕ “Fin dove puoi” non è un limite punitivo, ma un invito realistico e gentile. 💛
Nel lavoro terapeutico, questo passaggio è centrale:
quando smettiamo di inseguire un ideale irraggiungibile e iniziamo a stare in relazione con chi siamo davvero, allora qualcosa può muoversi. 🚶♂️
Non perché “ci aggiustiamo”, ma perché ci conosciamo, ci comprendiamo e impariamo a prenderci cura di noi in modo nuovo.
È spesso da qui che nasce il cambiamento più autentico. 🔧🌿
Ti riconosci, in qualche modo, in questa tensione tra chi sei e chi vorresti essere?
La psicoterapia può essere uno spazio per esplorarla senza giudizio, con qualcuno che ti accompagna a trovare il tuo modo di “diventare”, fin dove puoi. 🤝
Se pensi che queste parole possano offrirti uno spunto utile anche più avanti, salva il post 📌: alcune riflessioni maturano meglio quando ci torni sopra a mente più lucida. ✨